Friday, December 02, 2005

Il guerriero che va incontro alla morte nel segno del padre

«Ecco, ora vedo mio padre, vedo mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle e tutti i miei parenti defunti. Essi chiamano me perché prenda posto in mezzo a loro nella sala dei guerrieri, dove l'impavido vive per sempre.» (Il Tredicesimo Guerriero)

Mentre si sta preparando per la battaglia e dopo aver pronunciato questa frase, il guerriero musulmano aggiunge (se la memoria non mi inganna): «Per tutto quello che avrei dovuto fare e non ho fatto, per tutto quello che avrei dovuto dire e non ho detto, per tutto quello che non avrei dovuto pensare e ho pensato, perdonami Dio.»

Oriana Fallaci, in uno dei suoi ultimi libri, critica il film 'Il Tredicesimo guerriero' - protagonista Antonio Banderas - perché vi si dà una versione fortemente positiva del guerriero musulmano del titolo, laddove i cristiani vengono dipinti come dei poveracci.
Gli sceneggiatori del film si sono mostrati anti-cristiani e meritano riprovazione. A mio avviso, rimane il fatto però che queste sono le frasi che pronuncerebbe un uomo di Dio affrontando la morte, sia esso un cristiano, un musulmano, un pellirosse o un vecchio che chiude gli occhi nel proprio letto. Dimenticavo, quando menziono il musulmano, non mi riferisco al terrorista suicida. Quello non è un guerriero, un uomo di Dio o un martire, è solo un vile assassino, anzi, è un poveraccio senza fede.

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