<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333</id><updated>2011-11-24T04:22:21.407+01:00</updated><category term='Costume'/><category term='Islam'/><category term='Personale'/><category term='Religione'/><category term='Cattolicesimo'/><category term='Società'/><category term='Esteri'/><category term='Cultura'/><category term='Politica'/><category term='Occidente'/><category term='Media'/><category term='Laicismo'/><title type='text'>etendard</title><subtitle type='html'>Veniamo da lontano, noi cattolici: anzi, siamo, almeno in Occidente, quelli che vengono da più lontano nel tempo. Nessun altro era qui quando ancora regnava la pax romana proclamata da Augusto. E ci saremo (anche se non sappiamo come ridotti: e se saremo solo un piccolo gregge e l'imponente barca di Pietro sarà ridotta ad una zattera, non ci sarà da stupirsi o da lagnarsi, perché è Vangelo) ci saremo pure alla fine della storia. (Vittorio Messori)</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>383</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-695125285762392078</id><published>2011-04-08T10:07:00.002+02:00</published><updated>2011-04-08T10:10:54.689+02:00</updated><title type='text'>Per la Littizzetto il premio di Napolitano, per i preti il dileggio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-58E2x_bJvgw/TZ7C9-jeHxI/AAAAAAAABNc/RMhISQj23N0/s1600/BARBONI.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 292px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-58E2x_bJvgw/TZ7C9-jeHxI/AAAAAAAABNc/RMhISQj23N0/s400/BARBONI.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5593122157260316434" /&gt;&lt;/a&gt; I cattolici sono indignati con Rai 3. Si sentono bersagliati ingiustamente e si sono stancati di subire in silenzio.&lt;br /&gt;Prendo a simbolo un giovane prete, che chiamerò don Gianni, un bravissimo sacerdote che – fra le altre cose, insieme ad altri – si fa in quattro e dà letteralmente la vita, per aiutare immigrati, emarginati, “barboni” e tossicodipendenti.&lt;br /&gt;L’ultimo episodio che ha fatto indignare lui e molti altri come lui, è stata l’incredibile invettiva contro la Chiesa fatta da Luciana Littizzetto a “Che tempo che fa”, domenica sera (che sta pure su Youtube).&lt;br /&gt;E’ considerato un caso emblematico della tendenza di Rai 3, la rete simbolo dell’Italia ideologica. Il programma è quello di Fabio Fazio, programma cult della sinistra salottiera.&lt;br /&gt;E’ noto che ogni domenica sera la Littizzetto fa le sue concioni  avendo come spalla lo stesso Fazio.&lt;br /&gt;Ebbene domenica, parlando di Lampedusa, a un certo punto – senza che c’entrasse nulla – la Luciana si è lanciata in un attacco congestionato contro la Chiesa, a proposito dell’arrivo dei clandestini tunisini, e ha urlato ai vescovi “dicano qualcosa su questa questione”.&lt;br /&gt;I vescovi, a suo parere, stanno sempre a rompere “e adesso stanno zitti… fate qualcosa! Cosa fanno?”.&lt;br /&gt;A me pare che non esista affatto l’obbligo per la Chiesa di farsi carico di tutti i clandestini che vengono dall’Africa.&lt;br /&gt;In ogni caso il quotidiano dei vescovi, Avvenire, ieri ha sommessamente obiettato alla Littizzetto che la Chiesa non ha taciuto affatto e che proprio la scorsa settimana il segretario generale della Cei, monsignor Crociata ha convocato una conferenza stampa per informare che 93 diocesi hanno messo a disposizione strutture capaci di ospitare 2500 immigrati, caricando sulla Chiesa tutte le spese.&lt;br /&gt;Ma questa risposta di Avvenire è uscita in ultima pagina, sussurrata e con un tono benevolo, sotto il titolo: “Chissà se Lucianina chiede scusa”.&lt;br /&gt;Fatto sta che attacchi come quelli della Littizzetto sono stati visti e ascoltati da milioni di telespettatori e ben pochi avranno letto la documentata risposta di “Avvenire”.&lt;br /&gt;Forse si può e si deve rispondere anche più energicamente. C’è chi vorrebbe pretendere le scuse del direttore di Rai 3 e soprattutto il diritto di replica.&lt;br /&gt;In nome dei tantissimi sacerdoti, suore e cattolici laici che in questo Paese da sempre, 24 ore al giorno, sputano sangue per servire i più poveri ed emarginati e che poi si vedono le Littizzetto e tutta la congrega di intellettualini e giornalisti dei salotti progressisti che, dagli schermi tv, impartiscono loro lezioni di solidarietà.&lt;br /&gt;Sì, perché la Littizzetto non si è limitata a questo assurdo attacco (condito di battute sul cardinal Ruini).&lt;br /&gt;Poi, fra il dileggio e il rimprovero morale, si è addirittura impancata a seria maestra di teologia e ha preteso persino di evocare il “discorso della montagna” – citato del tutto a sproposito – per strillare ai vescovi e alla Chiesa:  “ero nudo e mi avete vestito, ero malato e mi avete visitato, avevo sete e mi avete dato da bere… Il discorso della montagna lì non vale perché sono al mare?”.&lt;br /&gt;E poi, sempre urlando, ha tuonato: “c’è la crisi delle vocazioni, ci sono seminari e conventi vuoti: fate posto e metteteli lì, che secondo me poi sono tutti contenti”.  &lt;br /&gt;Non sarebbe neanche il caso di segnalare che l’ignoranza della Littizzetto è pari alla sua arroganza, perché il “discorso della montagna” sta al capitolo 5 del Vangelo di Matteo, mentre i versetti citati da lei – che non c’entrano niente – stanno addirittura al capitolo 25 (quelli sul giudizio finale che non piacerebbero proprio alla comica di Rai 3).&lt;br /&gt;Non sarebbe il caso di sottolineare la gaffe se la brutta sinistra che ci ritroviamo in Italia non avesse elevato comici come lei al rango di intellettuali e addirittura di maestri di etica e di civiltà.&lt;br /&gt;Apprendo addirittura (da Internet) che “il 22 novembre 2007 Luciana Littizzetto ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il prestigioso premio De Sica, riservato alle personalità più in luce del momento nel mondo dello spettacolo e della cultura”.&lt;br /&gt;Se queste sono le “personalità della cultura” che vengono premiate addirittura da Napolitano è davvero il caso di dire “povera Italia!”.&lt;br /&gt;viene in mente Oscar Wilde: “Chi sa, fa. Chi non sa insegna”.&lt;br /&gt;Chi conosce il Vangelo e lo vive, come il mio amico don Gianni, si fa in quattro per dar da mangiare agli affamati e da bere agli assetati.&lt;br /&gt;Chi invece non lo conosce, pretende di insegnarlo, lautamente pagato per le sue scenette comiche su Rai 3, e si lancia all’attacco dei “preti”.&lt;br /&gt;Visto che sia la Littizzetto che Fazio – il quale ha assistito a questa filippica sugli immigrati senza obiettare, facendo ancora la spalla – mi risulta siano ben retribuiti e non vivano affatto nell’indigenza, vorrei sapere, da loro due, di quanti immigrati si fanno personalmente carico. Quanti ne ospitano a casa loro? Quanto danno o sono disposti a dare, dei loro redditi, per accogliere e spesare tunisini, libici e altri clandestini?&lt;br /&gt;Considerata l’invettiva della Littizzetto e il suo pretendere che altri (la Chiesa) ospitino gli immigrati a casa loro, non posso credere che lei per prima non faccia altrettanto.&lt;br /&gt;Sarebbe veramente una spudoratezza inaccettabile.&lt;br /&gt;Vorrebbe allora – gentile signora Luciana – mostrarci la sua bella casa piena di tunisini che lei avrà sicuramente ospitato?&lt;br /&gt;La Chiesa non ha certo bisogno delle lezioni di “Che tempo che fa” per spalancare le sue braccia a chi non ha niente. Lo fa da duemila anni.&lt;br /&gt;E dà pure per scontato che il mondo non se ne accorga e neanche la ringrazi. Ma che addirittura debba essere bersagliata dalle lezioncine è inaccettabile, soprattutto poi se a farle fossero persone che non muovono dito per i più poveri.&lt;br /&gt;Intellettuali, comici e giornalisti dei salotti progressisti che spesso schifano l’italiano medio (e anzitutto i cattolici), che stanno sempre sul pulpito, col ditino alzato, a impartire lezioni di morale, di solito non vivono nell’indigenza.&lt;br /&gt;Molti di loro trascorrono le giornate fra gli agi, in belle case e al riparo di cospicui conti in banca. Qualcuno – come si è saputo di recente – si avventura pure in investimenti sbagliati. Temerari.&lt;br /&gt;Io non so come vivano loro la solidarietà. Ma a me personalmente non è mai capitato di trovarne uno che fosse disposto a coinvolgersi in iniziative di solidarietà e di carità verso i più infelici quando le ho proposte loro.&lt;br /&gt;Ce ne saranno, ma io non ne ho mai trovati. Prima di impancarsi a maestri e censori degli altri, non sarebbe il caso che anzitutto testimoniassero ciò che fanno loro personalmente?&lt;br /&gt;Noi cattolici educhiamo i nostri figli alla carità come dimensione vera della vita.&lt;br /&gt;Mio figlio di 14 anni trascorre il sabato mattina con altri coetanei, insieme a don Andrea, a portare generi alimentari a barboni e famiglie indigenti. E a far loro compagnia.&lt;br /&gt;Don Andrea educa i suoi ragazzi portandoli anche con le suore di Madre Teresa che vanno a cercare i clochard, se ne prendono cura, li lavano, li medicano, mi rifocillano.&lt;br /&gt;Io non ho mai visto un solo intellettuale di sinistra lavare un barbone. Invece i preti, le suore e i cattolici che lo fanno sono tantissimi.&lt;br /&gt;Sono persone che fin da giovani hanno deciso di donare totalmente la loro vita, per amore di Gesù Cristo.&lt;br /&gt;rinunciato a una propria famiglia, vivono nella povertà (i preti, titolati con studi ben superiori alla media, vivono con 800 euro al mese) e servono l’umanità per portare a tutti la carezza del Nazareno.&lt;br /&gt;La Chiesa sono questi uomini e queste donne. E’ di questi che straparlano spesso certi intellettuali da salotto.&lt;br /&gt;Non so quanto se ne rendano conto, soddisfatti e compiaciuti come sono di se stessi. Non so se sono ancora in grado di provare un po’ di vergogna.&lt;br /&gt;Ma so che questa sinistra intellettuale (quella – per capirci – che se la prende con i crocifissi e che sta sempre contro la Chiesa) fa davvero pena, fa tristezza.&lt;br /&gt;Certamente è quanto ci sia di più lontano dai cristiani.  &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da “Libero”, 7 aprile 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-695125285762392078?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/695125285762392078/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=695125285762392078' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/695125285762392078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/695125285762392078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/04/per-la-littizzetto-il-premio-di.html' title='Per la Littizzetto il premio di Napolitano, per i preti il dileggio'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-58E2x_bJvgw/TZ7C9-jeHxI/AAAAAAAABNc/RMhISQj23N0/s72-c/BARBONI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1562777588492879584</id><published>2011-02-21T11:54:00.005+01:00</published><updated>2011-02-21T12:23:50.585+01:00</updated><title type='text'>L’Italia dei comici e dei cantanti e l’Italia degli italiani</title><content type='html'>Su "Unità d'Italia-Intervento di Benigni a Sanremo" riporto l'opinione dello storico Massimo Viglione, opinione molto diversa da quella espressa da &lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2011/02/ma-ci-voleva-un-comico-per-farci.html"&gt;Antonio Socci&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;L’Italia dei comici e dei cantanti e l’Italia degli italiani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo vate nazionale, comico che deve fa ridere per forza (chi non ride sulle sue battute è, come si dice oggi, “out”), nuovo intellettuale organico adatto ai nuovi tempi del nulla imperante, ci ha nuovamente esaltato, nel nuovo tempio dello Stato italiano (l’altare della patria in realtà non lo è mai stato), la “Nuova Italia”, quella nata 150 anni or sono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E subito, appena il giorno dopo, anche il nostro governo ha ceduto: ha finalmente dichiarato che il 17 marzo sarà festa nazionale (a scapito però del tradizionale 4 novembre, per non scontentare troppo Confindustria). Come chiunque può comprendere, alcune riflessioni, per quanto velocissime, appaiono necessarie. Il nostro popolo ha avuto diversi vati nel corso dei secoli, anzi, dei millenni. Virgilio e Orazio, quando dominavamo il mondo, sebbene la Stato italiano non esistesse, bensì l’Italia era il cuore del più importante impero sovranazionale di tutti i tempi, fucina del diritto e della civiltà occidentale; il Vate per antonomasia, il divin Poeta, il più grande genio umano di tutti tempi, che ci ha lasciato la più eccelsa e irraggiungibile opera di tutti i tempi, che ha segnato per sempre la formazione della nostra lingua, che ci ha ricordato il senso spirituale, morale e anche politico di questa fugace vita in attesa della futura eternità: tutto questo quando l’Italia era divisa in decine e decine di Stati e staterelli, poleis e feudi, ma pienamente unita in quello spirito religioso e civile che Dante ha colto come nessun altro uomo ha mai saputo fare con la propria epoca; Torquato Tasso, molto più che l’Ariosto, seppe incarnare il senso di una nuova epoca che poneva Dio e la Chiesa Cattolica e la civiltà ad essa connessa nel centro del cuore degli italiani, producendo alcuni fra i più grandi artisti di tutti i tempi; eppure l’Italia era divisa in Stati in parte soggetti a monarchie straniere; quindi Foscolo, illuso e piagnone servitore di un italiano sì geniale ma ipocrita e rinnegato che con i suoi eserciti francesi aveva promesso libertà e che portò morte, latrocinio, oppressione, e offesa all’identità italiana; e dopo di lui Leopardi, geniale cantore di una visione della vita estranea agli italiani, e Manzoni, operatore di una conciliazione ardita fra il sentimento romantico rivoluzionario e il secolare ordine cristiano cardine dell’identità italiana: eppure l’Italia era ancora divisa in 7 Stati, dei quali però solo uno era soggetto ormai allo straniero; infine i vati dell’Italia postunitaria, Carducci esaltatore di Satana, Pascoli speranzoso nel lavacro socialista e D’Annunzio, fautore del “nuovo italiano”, dimentico del bene e del male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi i vati sono finiti, con la morte della cultura italiana, o meglio, della Cultura, schiacciata dalla guerra civile, dall’odio partigiano, dall’affarismo della rinascita, dal compromesso politico e culturale con il sole dell’avvenire, che ci ha portato le foibe e il Sessantotto, il terrorismo e l’odio sociale, lo statalismo e il radicalismo chic dispregiatore senza limiti di tutto ciò che per millenni è stato costitutivo della grandezza vera e irraggiungibile della civiltà italiana. Ma l’Italia ora è unita… Adesso, finalmente, abbiamo di nuovo un vate, dopo quasi un secolo. Roberto Benigni. E un nuovo tempio nazionale: il teatro Ariston di Sanremo, con fiori, musica e colori, e con tanto di vallette, cantanti e comici. E un pubblico sempre plaudente. E un conduttore cantante che voleva festeggiare l’unità cantando “Bella ciao”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Virgilio a Benigni, passando per Dante. Il meraviglioso itinerario della storia italiana. Ma l’Italia è ora unificata da 150 anni. E gli italiani sono uniti? Quando ieri sera Benigni ha più volte (in maniera spiritosa, s’intende) ironizzato su Berlusconi e le minorenni, quanti milioni di italiani a casa si sono nei loro cuori sentiti uniti? Quanti milioni di italiani hanno magari pensato a Vittorio Emanuele II, esaltato dal post-comunista Benigni come il “Re Galantuomo”, che una sera sì e l’altra pure si faceva portare dai suoi servitori nella sua stanza da letto femmine prelevate dai bordelli di Torino? (per non dire dei suoi amori con tredicenni e giù di lì… come lo chiameremmo oggi un uomo adulto che va con una tredicenne? “Galantuomo” o in altro modo?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Benigni ha detto che i Borbone opprimevano in maniera mostruosa i meridionali mentre grazie a Dio oggi il Meridione è “libero”, quanti meridionali si sono sentiti uniti? Quando Benigni ha detto che Garibaldi e Cavour si sono sacrificati morendo poveri per l’Italia, quanti italiani hanno visto in lui un vate? Oppure quanti hanno visto solo un patetico barzellettaio? Se il conduttore della trasmissione-culto della “Nuova Italia” avesse veramente cantato “Bella ciao”, quanti italiani si sarebbero sentiti uniti? E, a questo proposito, mi pongo una domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, due: 1) come mai in questi 150 anni abbiamo fatto festa nazionale il 4 novembre, il 28 ottobre (sotto il fascismo), il 25 aprile, il 2 giugno, e mai il 17 marzo, forse l’unica festa sensata in sé, visto che è la data di costituzione dell’unità nazionale? Come mai abbiamo sempre festeggiato di tutto e di più ma mai l’unificazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Per quale ragione, per immettere il 17 marzo (una tantum, naturalmente) in questo anno abbiamo tolto la festa del 4 novembre? Tale festa divide pochissimo gli italiani, sia perché la maggior parte di loro, specie i più giovani, neanche sa di cosa si tratta, sia perché rimane l’unica vittoria militare di grande rilievo dell’Italia unificata (con aiuto straniero, s’intende); pertanto, sono pochissimi coloro che nel loro cuore la sentono come una festa che divide e ferisce (fra questi pochissimi, chi scrive).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe stato molto più sensato far saltare il 25 aprile, festa da tutti conosciuta, e, apertamente o nel segreto dei cuori, dalla grande maggioranza degli italiani subita controvoglia se non disprezzata come fomentatrice di odio e violenza: festa che ci ricorda – direttamente o indirettamente – la dittatura, la disfatta militare, la “morte della patria”, la guerra civile, l’odio fra fratelli e amici, le fucilazioni, le retate, le violenze sessuali, le vendette di massa, i campi di sterminio e le foibe, invasori spietati sul suolo patrio, la menzogna di una “guerra di liberazione” che fu solo una guerra al servizio di stranieri invasori, dall’una e dall’altra parte della barricata. Festa della divisione civile per eccellenza, festa che più di ogni altra ricorda quanto siamo divisi, quanto l’Italia unificata sia non mai riuscita a “fare gli italiani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi scrive queste riflessioni non lo fa in spregio al valore dell’unità nazionale. Lo fa come denuncia della menzogna risorgimentale. Un conto è l’unità nazionale, un conto è l’unità degli italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio l’aver unificato l’Italia nel modo in cui è stata unificata, senza partecipazione popolare, contro la Chiesa e la religione degli italiani, conquistando con bestiale brutalità la metà meridionale della Penisola per poi imbarcare milioni di persone per il nuovo mondo, e altro ancora, è la causa fondamentale, insieme alle menzogne storiche perpetuate in questi 150 anni, fino a ieri sera, del fatto che il popolo italiano rimane il più diviso al suo interno fra tutti i popoli dell’Occidente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa festeggiamo in questi giorni: il fallimento dell’unità degli italiani, come ogni dì ognuno di noi può facilmente verificare. Andatelo a dire al nuovo vate della nuova Italia: ma penso che sia inutile, ora sarà troppo distratto contando la vergognosa montagna di soldi che gli hanno dato (proprio coloro che ogni giorno accusano il governo di non pensare alle difficoltà quotidiane degli italiani) per dirci che il Meridione gemeva sotto i Borbone mentre oggi è libero e prospero e che Garibaldi e Cavour sono morti poveri. Poveri come lui.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Articolo pubblicato sul sito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libertà e Persona&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-1562777588492879584?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/1562777588492879584/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=1562777588492879584' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1562777588492879584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1562777588492879584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/02/litalia-dei-comici-e-dei-cantanti-e.html' title='L’Italia dei comici e dei cantanti e l’Italia degli italiani'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8240964385637674715</id><published>2011-02-21T11:33:00.001+01:00</published><updated>2011-02-21T11:37:19.706+01:00</updated><title type='text'>Ma ci voleva un comico per farci sentire un popolo?</title><content type='html'>Roberto Benigni merita un grande “grazie!”. Certo, alcune baggianate le ha dette nella sua performance al festival di Sanremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per esempio, se ho ben capito (perché affastellava argomenti con un eloquio sovraeccitato) ha detto che fu Mazzini, nel 1830, a inventare il Tricolore. E’ una sciocchezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà come gli è venuta in mente: il Tricolore fu concepito da Luigi Zamboni e Giambattista De Rolandis, a Bologna nel 1794 (l’ho raccontato di recente su queste colonne). E fu poi ripreso – come tutti sanno – dalla Repubblica Cispadana nel 1797. Mazzini non era neanche nato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Suggestivo è il riferimento benignesco alle origini del Tricolore dalla Divina Commedia (Purg. XXX, 30-33), ma purtroppo l’attore toscano ignora che i colori bianco, rosso e verde del vestito di Beatrice indicano le tre virtù teologali, Fede, Speranza e Carità e così il riferimento dantesco rimane monco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno poi dovrà spiegare a Bossi e alla Lega che il Tricolore nasce dallo stendardo della Lega lombarda (la croce rossa in campo bianco che proveniva dalle crociate) e che l’unità d’Italia è in gran parte un’ “impresa padana”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chissà se ascolteranno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tornare a Benigni, ci sono poi le gaffe dovute all’ingarbugliamento verbale del comico, come quando ha detto che la cultura italiana esisteva prima della nazione: una cosa senza senso, chissà perché rilanciata dai tg come una geniale idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà intendeva dire che la nazione e la cultura italiane esistevano prima dello Stato unitario (che è sorto appunto nel 1861).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era uno spunto bello – quello della cultura italiana che precede lo Stato – che sarebbe stato da approfondire. Peccato che l’abbia lasciato cadere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E peccato che l’orazione civile di Benigni abbia celebrato un Risorgimento da scuola elementare di cento anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato un alluvione di retorica da piccola vedetta lombarda. Ha narrato una favoletta piena di eroi giovani e forti (che sono morti) assai lontana dalla realtà dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è stato nemmeno il sentore delle zone d’ombra, degli errori e pure degli orrori della “conquista piemontese”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo credo che Benigni sia stato grande e abbia fatto comunque una grande cosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto per la sua emozione e la sua commozione che ci hanno toccato il cuore e che ci hanno fatto sentire come nostro perfino un inno nazionale improbabile e per certi aspetti imbarazzante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il caso Benigni è emblematico. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nessuno ha riflettuto su quanto sia singolare che a un comico sia di fatto affidata l’unica vera celebrazione del 150° dell’Unità d’Italia&lt;/span&gt; (in effetti la performance di Benigni a Sanremo era più attesa dei discorsi ufficiali del presidente Napolitano).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà c’è una ragione profonda. E’ data dal fatto che, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;dopo il fascismo, che ridusse l’amor di patria a una macchietta comica prima e tragica poi (per il nazionalismo, il colonialismo e la catastrofe bellica), le sole due modalità che gli italiani, nel cinquantennio repubblicano, si sono concessi per essere patriottici sono state il calcio (lo stadio, dove giocava la Nazionale, è diventato l’unico posto dove sventolavamo il Tricolore) e la comicità (vedi “La grande guerra” interpretata da Gassman e Sordi, per fare un esempio)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il registro comico ci permette infatti di dirci che siamo fieri di essere italiani (specie col mito “italiani brava gente”), ma con un sorriso rassicurante, col sottinteso cioè che non ci prendiamo troppo sul serio e nessuno si sogna più di emulare la Roma imperiale: infatti gli italiani possono essere solo “eroi involontari”, proprio come Gassman e Sordi in quel capolavoro di Monicelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il palcoscenico della celebrazione di Benigni era emblematico: il festival di Sanremo e la Tv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emblematico perché (primo) Festival e Tv sono il tempio del sentimento nazional-popolare, (secondo) perché rientrano perfettamente nello stereotipo più diffuso e banale – gli italiani spaghetti e mandolino – e (terzo) perché confermano perfino lo stereotipo colto per il quale – in fin dei conti – la nostra arte e la nostra cultura ci fanno da duemila anni il cuore del mondo (del resto  il Festival si vanta di essere “la musica italiana”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un’altra piccola rivoluzione memorabile compiuta da Benigni: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;per un cinquantennio la parola “patria” è stata un tabù per la Sinistra comunista e per la cultura ufficiale. Bastava pronunciarla per essere accusati di fascismo&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo. I comunisti avevano certamente dato un grandissimo contributo alla liberazione del Paese dal nazifascismo, nella guerra partigiana, però il Pci era asservito a Stalin, a una potenza straniera minacciosa e nemica dell’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire cosa significa ciò bisogna ricordare che nel momento più drammatico dello scontro fra mondo libero e Urss, attorno al 1948-1949, quando l’Armata Rossa si stava divorando mezza Europa, asservendo decine di Stati dell’Est europeo e arrivando fino a Trieste con mire fameliche e aggressive, &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;uno come Enrico Berlinguer – il migliore di quel campo (a quel tempo leader della Fgci) – affermava che in caso di guerra i giovani non avrebbero combattuto contro l’Armata Rossa&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fece indignare lo stesso De Gasperi che gli rispose di persona, con un suo duro discorso (il legame del Pci con l’Urss è durato a lungo: perfino i finanziamenti sovietici sono arrivati fino alla fine degli anni Settanta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ancora negli anni Ottanta – nella decisiva vicenda degli euromissili (che poi porterà tali cambiamenti a Mosca da provocare il crollo del comunismo) – il Pci, anziché schierarsi con la Nato per far fronte alla minaccia dei missili sovietici puntati sull’Europa, scelse un “pacifismo” che di fatto significava non difendere gli interessi nazionali e avvantaggiare l’Urss (chissà se il presidente Napolitano ricorda…)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò detto che oggi si possa parlare di “patria” senza più i tabù ideologici del passato, come ha fatto Benigni, è una gran bella cosa. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Che tutti insieme ci si possa riconoscere nel nostro passato e nel nostro Paese, come una sola famiglia è meraviglioso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tanto più in questo anniversario dei 150 anni dell’unità nazionale, nel quale il Paese sembra dilaniato dagli odi e il disprezzo reciproco quasi rende impossibile riconoscersi come un solo popolo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Benigni si è trovato a svolgere un ruolo che non dovrebbe essere affidato a un attore, specialmente a un attore comico, ma ha trovato nella propria religiosità il modo per cantare un inno che ci ha unito e che nessuno avrebbe potuto restituire con eguale semplicità. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Per qualche minuto sugli odi e sul disprezzo reciproco ha prevalso in tutti la sensazione di essere un popolo. E ha prevalso l’amore per quella cosa bellissima che si chiama Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt;, 19 febbraio 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8240964385637674715?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8240964385637674715/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8240964385637674715' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8240964385637674715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8240964385637674715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/02/ma-ci-voleva-un-comico-per-farci.html' title='Ma ci voleva un comico per farci sentire un popolo?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-7301098721430314891</id><published>2011-02-04T07:49:00.003+01:00</published><updated>2011-02-04T08:06:35.132+01:00</updated><title type='text'>I peccati</title><content type='html'>"Tutti i peccati sono tentativi di colmare dei vuoti". (Simone Veil)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono i vuoti nell'anima provocati, dopo il peccato originale, dall'assenza della grazia. Se non si accoglie l'amore di Dio e non ci si lascia trasformare da esso, tali vuoti continuiamo a colmarli, per l'appunto, coi peccati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-7301098721430314891?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/7301098721430314891/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=7301098721430314891' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7301098721430314891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7301098721430314891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/02/i-peccati.html' title='I peccati'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2241950425468479827</id><published>2011-02-02T17:04:00.003+01:00</published><updated>2011-02-02T17:10:54.070+01:00</updated><title type='text'>La replica di Vittorio Messori</title><content type='html'>Vittorio Messori risponde alle perplessità di molti cattolici a proposito delle sue recenti annotazioni storiche su cristianesimo e Islam. Si veda in proposito l'articolo di Antonio Socci "&lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2011/01/ma-messori-sta-col-papa-o-col-grande.html"&gt;Ma Messori sta col Papa o col Grande Imam?&lt;/a&gt;"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità che rende liberi&lt;br /&gt;di Vittorio Messori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo da qualche parte, in rete, dei cattolici che si dicono inquieti per alcuni contenuti di questa rubrichetta che nasce, senza pretese, da “due chiacchiere“ mattiniere con un collega che mi telefona. Sono cattolici (e dunque, per me, fratelli nella fede, con i quali  mi sento solidale) che si chiedono e mi chiedono se sia opportuno non tacere certi episodi della vicenda ecclesiale. Così, ad esempio, parlando dell’Islam sembra sgradevole ricordare ciò che la storia ci attesta: nell’Africa del Nord i pochi incursori venuta dall’Arabia poterono diventare presto, e con poco sforzo, padroni perché accolti come liberatori dai cristiani locali, in feroce rissa tra loro ma uniti nell’odio verso Bisanzio. Oppure, non tacere che i musulmani sbarcarono in Spagna e, qui pure, in poco tempo si installarono da dominatori, perché chiamati ed aiutati da una parte della nobiltà visigota cristiana in lotta con l’altra parte. O ricordare che la Francia “cristianissima“ fu spesso e volentieri, persino a Lepanto, dalla parte dei Turchi. O anche, parlando di radici cristiane dell’Europa, riconoscere che in certe zone del Continente il vangelo fu imposto con la spada, che monaci-soldati come i Cavalieri Teutonici portavano il terrore, che popoli come i Sassoni furono massacrati da “san” Carlo Magno anche perché non volevano accettare il Vangelo, che ancora in pieno Medio Evo i Paesi baltici combattevano in difesa dei loro dèi pagani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho l’impressione che quei cattolici che si dicono sconcertati siano lettori “nuovi“, che non abbiano cioè seguito quanto ho scritto e scrivo, ormai da molti anni, in un’altra rubrica,“Vivaio”, ospitata prima dal quotidiano Avvenire e ora dal mensile Il Timone. In quelle molte pagine (confluite poi in quattro libri, ristampati di recente dalle edizioni Sugarco) mi sono sempre ispirato a una convinzione: quella, cioè, che il Dio di Gesù Cristo non ha bisogno delle nostre bugie o delle nostre furbizie ed omissioni. E che la ricerca della Verità, ma quella tutta intera, è dovere sacro per chi crede nel Vangelo. Sostengo da sempre la necessità di riscoprire l’apologetica cattolica, intesa nel senso di contrasto delle  molte, troppe “leggende nere“ create attorno alla Chiesa dai suoi nemici. Ma l’apologetica può essere un boomerang che ci si ritorce contro, se cercassimo di nascondere le carte che temiamo di mettere allo scoperto. Non esitai a scrivere, con umiltà ma chiarezza, per giunta sulla prima pagina del  più diffuso quotidiano italiano, la mia perplessità per le continue richieste di  perdono, a tutti, di Giovanni Paolo II. Ma questa perplessità nasceva dal fatto che quel Papa, pur grandissimo, talvolta non sembrava bene informato su certe complesse vicende storiche. Come ovvio, del resto: quale uomo può essere onnisciente? Ma mi era, e mi è, chiaro che si può, si deve discutere sugli eventi della storia ma che un principio è indiscutibile : la Chiesa è santa eppure  è composta da peccatori e il Vangelo è la rivelazione di un Dio che ha voluto affidarsi ai limiti e agli errori della umanità. Come amava dire, forse con una battuta un po’ sbrigativa, Jacques Maritain: una cosa è la sacra Persona della Chiesa, altra cosa è il suo spesso mediocre personale. Dunque, perché scandalizzarci se si riconosce ,con umiltà e verità, che tutti (a cominciare dal futuro Capo stesso della Chiesa, che per tre volte tradì in pubblico il Maestro), tutti siamo bisognosi di esami di coscienza?        &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© La Bussola Quotidiana&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2241950425468479827?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2241950425468479827/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2241950425468479827' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2241950425468479827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2241950425468479827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/02/la-replica-di-vittorio-messori.html' title='La replica di Vittorio Messori'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4342562805341046161</id><published>2011-01-10T08:58:00.003+01:00</published><updated>2011-01-10T23:18:49.165+01:00</updated><title type='text'>Ma Messori sta col Papa o col Grande Imam?</title><content type='html'>Non desidero polemizzare con Vittorio Messori, nutrendo per lui amicizia e stima. Purtroppo però a volte nella polemica si è trascinati nostro malgrado, per un dovere di testimonianza alla verità: così anni fa insorsi per i giudizi (che ritenni non generosi) espressi da Messori su Giovanni Paolo II, subito dopo la sua morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E oggi mi sento costretto a farlo per il dovere di verità che abbiamo verso i martiri cristiani che sono stati massacrati anche in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Amor mi mosse che mi fa parlare”: &lt;a href="http://www.et-et.it/articoli/2011/2011_01_07.html"&gt;l’articolo di Vittorio uscito ieri sul Corriere della sera&lt;/a&gt; davvero fa un pessimo servizio ai cristiani. Ma soprattutto fa un pessimo servizio alla verità storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo perdere le discutibilissime escursioni nel VII secolo, sull’invasione araba dell’Egitto e del Nord Africa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho cercato ansiosamente nel testo messoriano almeno una frase che mettesse in rilievo il cuore del problema (come benissimo lo enunciò il Papa a Ratisbona), cioè l’irrisolto rapporto dell’Islam con la violenza, questione certamente nota a Messori, questione che ha orrende ricadute non solo sui cristiani, ma sui rapporti dei musulmani con tutte le altre religioni e civiltà, oltreché su varie questioni sociali (penso alle condizioni delle donne).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma purtroppo questa frase non l’ho trovata. Una condanna senza appello si trova nell’articolo, ma non è rivolta contro l’irrisolta commistione fra Islam e violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. La condanna sembra toccare al “sionismo” (accusato di “violenta intrusione”), sionismo che non c’entra assolutamente niente con l’attentato alla cattedrale cristiana di Alessandria (forse Messori qui intendeva descrivere l’ideologia islamista, ma non sembra dissociarsi da quel giudizio sul sionismo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra i cattivi senza attenuanti Messori cita pure il solito Bush (con gli amerikani). Anche i cristiani sono da lui rappresentati in modo tutt’altro che lusinghiero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello con cui invece l’intellettuale cattolico concorda è il Grande Imam del Cairo, Al Tayyeb, secondo cui l’attentato  “non è un attacco ai cristiani, ma all’Egitto intero”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, questo Ahmed Al Tayyeb è il tipo che ha accusato il Papa di “ingerenza” negli affari interni egiziani quando il Pontefice ha condannato la strage di cristiani alla messa del 1° gennaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo Grande Imam è anche il tipo che sempre all’indomani della strage, intervistato dal Corriere della sera, di nuovo – come ha notato Ippolito sullo stesso Corriere – “si è sentito in dovere di rimbeccare il Papa che chiedeva protezione per i fedeli in Oriente”, sostenendo testualmente che tale “appello del Pontefice alla difesa dei fedeli può creare malintesi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Grande Imam è arrivato fino al punto di esigere dal papa “un gesto distensivo verso i musulmani, come se sull’altra sponda del Mediterraneo a essere minacciati fossero i seguaci del Corano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi rilievi critici sono sempre di Ippolito. E stupisce che non si trovino invece nell’editoriale di Messori uscito ieri. Egli non fa alcun riferimento critico a quelle incredibili dichiarazioni del Grande Imam. Anzi, lo cita per dire che in quella frase (sull’attentato come attacco all’Egitto) “non ha torto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente invece ritengo anche quella una frase molto ambigua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Par di capire che, secondo Al Tayyeb, l’Islam, anche egiziano, sarebbe una meraviglia e i terroristi sarebbero un corpo estraneo che viene a far traballare questo idilliaco mondo musulmano e lo stato egiziano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E da cosa sarebbe provocata la violenza di tali terroristi? Ecco la risposta che Messori dà (assai condivisa fra i musulmani) dopo aver avallato la frase dell’Imam:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutti i governi di tutte le nazioni islamiche sono sotto lo tsunami che ha avuto come detonatore l’intrusione violenta del sionismo che è giunto a porre la sua capitale a Gerusalemme, città santa per i credenti quasi pari alla Mecca. Ira, umiliazione, senso di impotenza hanno dato avvio a un panislamismo che intende demolire le frontiere e i regimi attuali per giungere a un blocco comune e ferreo di fedeli nel Corano. Una sorta di superpotenza che possa sfidare persino gli Stati Uniti, padrini di Israele”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chiunque appare evidente che il teorema di Messori non sta in piedi: se il problema fosse davvero il sionismo, perché massacrano i copti che sono cittadini egiziani sempre stati fedeli allo stato egiziano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il problema fosse davvero la fondazione dello stato di Israele, nel 1948, perché da quattordici secoli l’Islam cerca di conquistare e sottomettere i paesi cristiani (sono arrivati fino a Vienna, fino alla Sicilia e fino ai Pirenei, prima di essere respinti)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ noto del resto che certi gruppi islamisti si sentono orfani della Palestina tanto quanto si sentono defraudati dell’Andalusia e magari domani della Sicilia: che facciamo, gliele ridiamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo ancora: perché il genocidio turco degli armeni cristiani (il primo del Novecento) avvenne decenni prima della nascita di Israele?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché, infine, i “Fratelli musulmani” esistono dal 1928-1929?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché sono riemersi con fanatismo solo negli anni Ottanta anziché nel 1948?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E potrebbe spiegare, Messori, come e perché il regime islamista di Karthoum, in Sudan, per venti anni, dal 1980, ha massacrato i cristiani e gli animisti neri del Sud, provocando una strage di due milioni di vittime?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Glielo dico io: perché rifiutavano l’imposizione della sharia, non perché – migliaia di chilometri lontano da loro – esisteva lo Stato di Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché, all’altro capo del mondo, il regime indonesiano ha invaso Timor est e ha massacrato un’enorme porzione della popolazione cristiana di Timor est, senza che nessuno – né Indonesia, né abitanti di Timor est, si fossero mai interessati a Israele e Palestina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è ben altra. Sentiamola da due storici (peraltro non cattolici). “Per quasi mille anni” ha scritto Bernard Lewis “dal primo sbarco moresco in Spagna al secondo assedio turco di Vienna, l’Europa è stata sotto la costante minaccia dell’Islam”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Samuel Huntington ha ricordato inoltre che “l’Islam è l’unica civiltà ad aver messo in serio pericolo e per ben due volte, la sopravvivenza dell’Occidente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stante questa duratura utopia imperialistica dell’Islam, dove religione e politica sono una cosa sola, il grande trauma del mondo islamico è stato rappresentato dalla fine dell’Impero Ottomano, dopo la prima guerra mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello è stato il detonatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, dalla decolonizzazione, le élites arabe hanno puntato su movimenti politici laici, di ideologia socialista e/o nazionalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi regimi sono stati i primi ad affossare la possibilità di uno stato palestinese e, con l’ideologia panaraba e antisionista, si sono lanciati in una serie di guerre per l’eliminazione di Israele uscendone a pezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così i loro regimi illiberali, spesso corrotti e perlopiù fallimentari – per cercare un nemico esterno da additare alle folle fanatizzate – hanno alimentato l’odio anti-israeliano e anti-occidentale, ancor più forte quanto più il nostro modello di vita e di benessere è da quei popoli agognato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio che – dopo la rivoluzione sciita iraniana  degli anni Settanta – si è espresso in una rinascita dell’islamismo fondamentalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero problema è il mancato appuntamento dei paesi arabi e islamici con la democrazia e il riconoscimento dei diritti dell’uomo. E il mancato appuntamento dell’Islam con il ripudio di ogni violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’invito del Papa ad Assisi è l’altra faccia di Ratisbona: il tentativo da parte dei cristiani di aiutare chi vuole liberare il sentimento religioso, che si esprime nelle varie religioni, dalla violenza e dall’intolleranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’ultima nota: il titolo dell’articolo di Messori era “Le radici dell’odio contro i cristiani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma i cristiani sono stati odiati, perseguitati e massacrati, negli ultimi duecento anni, sotto tutti i regimi e le ideologie. E lo sono tuttora, per esempio in tutti i regimi comunisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque la “radice dell’odio” non può essere nell’esistenza di Israele. E Messori lo sa. Allora perché non dirlo? Perché scrivere editoriali di quel genere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Antonio Socci su “Libero” dell'8 gennaio 2011]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4342562805341046161?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4342562805341046161/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4342562805341046161' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4342562805341046161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4342562805341046161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2011/01/ma-messori-sta-col-papa-o-col-grande.html' title='Ma Messori sta col Papa o col Grande Imam?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-320355735513129654</id><published>2010-12-24T19:04:00.000+01:00</published><updated>2010-12-24T19:06:34.725+01:00</updated><title type='text'>Buon Natale di Gesù</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/TRTg7TZMn1I/AAAAAAAABNQ/pZ6GJ-gxTzE/s1600/natale.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 234px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/TRTg7TZMn1I/AAAAAAAABNQ/pZ6GJ-gxTzE/s400/natale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5554311549877526354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-320355735513129654?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/320355735513129654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=320355735513129654' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/320355735513129654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/320355735513129654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/12/buon-natale-di-gesu.html' title='Buon Natale di Gesù'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/TRTg7TZMn1I/AAAAAAAABNQ/pZ6GJ-gxTzE/s72-c/natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6283316906137264679</id><published>2010-12-23T20:28:00.000+01:00</published><updated>2010-12-23T20:29:09.802+01:00</updated><title type='text'>Elogio cristiano del Natale consumistico</title><content type='html'>Natale è alle porte. E ci toccherà sorbirci le solite lagnose recriminazioni moralistiche contro il “Natale consumistico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un uggioso refrain”in cui si sono specializzati molti ecclesiastici, ma anche tanti laici, non credenti, che – per esempio dalle pagine di Repubblica, del Corriere della sera o della Stampa – biasimano il presunto paganesimo della “corsa ai regali” (e lo fanno, ovviamente, mentre i loro stessi giornali vivono di pubblicità e i loro editori prosperano sui consumi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltretutto i “consumi natalizi” sono pure un beneficio per la nostra economia che soffre di un Pil stentato, per cui è irritante vedere gli stessi che scagliano anatemi sul consumismo, strillare poi – il mese dopo – per le aziende che chiudono, per l’economia che ristagna e il deficit che cresce (come pure il debito essendo rapportati al pil).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque mi appello ai parroci: per favore, quest’anno, evitateci queste geremiadi anticonsumistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non c’è cosa più insopportabile (e acristiana) del sentire sacerdoti alla Messa di Natale che – proprio mentre nasce Gesù, il nostro salvatore, la gioia della vita – invece di parlarci di lui, invece di invitarci a rallegrarci, invece di consolare le nostre sofferenze, si mettono a strapazzare i fedeli che si sono scambiati dei doni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte si ha quasi la sgradevole sensazione che a Natale tuonino contro il consumismo perché non hanno nulla da dire su Gesù, perché non si stupiscono più del suo venire al mondo, perché non ne conoscono la meraviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Expertus potest credere quid sit Jesum diligere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può – quando si è sperimentata l’amicizia del Salvatore e se n’è scorta la bellezza ineffabile – mettersi a tuonare contro le luminarie, i pranzi e i regali, invece di parlare di lui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non somigliamo a quei farisei che – davanti a ll’uomo misterioso che con un solo gesto guariva un paralitico – si mettevano a polemizzare perché lo aveva fatto di sabato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi che fosse ovvio e normale che uno potesse stendere la mano e guarire un uomo paralizzato. Si facevano a tal punto violenza da non restare stupiti neanche da un fatto del genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E voi sacerdoti di oggi avete da dare la notizia più grande di tutti i tempi, la più commovente, inimmaginabile, consolante, cioè che Dio si fa uomo e viene ad abitare fra noi, che viene a guarirci, a salvarci, avete la notizia che nulla sarà più triste e disperato come prima, e invece di gridarcela, di scoppiare voi stessi in lacrime di letizia e di commozione (perché davvero se non fossimo così tragicamente distratti dovremmo piangerne di gioia), invece di gridarla dai tetti, vi mettete a rompere le scatole sui regali? Quasi indispettiti dalla gioia della gente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa sì che è un’empietà! Oltretutto, se proprio vogliamo essere evangelici, dobbiamo riconoscere che il primo Natale dei regali è stato precisamente quello di duemila anni fa: sono stati i pastori e i Magi a viverlo così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il Vangelo li esalta per questa spontanea gratuità. Del resto era un’umile risposta a un immenso dono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché in realtà è Dio stesso che inaugura il “Natale dei regali”. Il “Grande Consumista” è Colui che ci ha regalato il cielo e la terra, l’universo intero, con tutto quello che contiene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno ha dissipato e regalato così tanto i suoi beni come quel Dio che ha voluto letteralmente svenarsi per noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Natale non è altro che questo: la follia di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la sua irraggiungibile umiltà, avendo voluto spogliarsi della sua maestà e della sua gloria per abbassarsi fino a farsi un piccolo bambino povero e potersi donare a noi senza umiliarci, ma anzi mendicando il nostro amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può immaginare una follia d’amore pari a questa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettiamoci. C’è un Re così grande, ricco e potente che possiede tutto. E dunque ti regala non solo pietre preziose e perle, ma il mondo intero con  tutte le sue meraviglie. Però non gli basta, perché noi siamo insoddisfatti e infelici, e allora vuole donarti di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe regalarti la felicità (per cos’altro tutti ci agitiamo se non per la felicità?) oppure potrebbe regalarti la bellezza, o la pace del cuore o l’amore o il calore dell’amicizia e potrebbe perfino regalarti tutto questo per l’eternità, senza più la tristezza della fine e della morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ha deciso di farti un dono ancora più grande dove tutto questo è contenuto: se stesso, il suo unico e meraviglioso Figlio che letteralmente “è” tutto questo. Infatti Gesù è la vera felicità, la pace, l’amore, la gioia, la vita e lo è per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora come si fa – davanti a un tale Re che ti dona se stesso e tutto il suo regno, senza che tu lo meriti neanche lontanamente – come si fa a non essere strafelici e a non essere mossi spontaneamente, anche noi, a donare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono passi bellissimi di Benedetto XVI sul “dono” nell’enciclica “Caritas in veritate”. Egli vede nella cultura del dono addirittura una immensa risorsa sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora i sacerdoti dall’altare di Natale dovrebbero dire esattamente l’opposto della geremiade contro il consumismo: dovrebbero anzi esortare a donare ancora di più, a donare non solo ad amici, figli o parenti, ma a riempire di doni e di amore anche tutti coloro che sono stati più sfortunati, coloro che vivono in povertà, coloro che soffrono, perché anche loro possano rallegrarsi nel giorno della gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il papa san Leone Magno, nella sua celebre omelia natalizia, secoli fa, annunciava e quasi gridava: “Il nostro Salvatore, carissimi, oggi è nato: rallegriamoci! Non c’è spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita, una vita che distrugge la paura della morte e dona la gioia delle promesse eterne”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorremmo sentire i parroci o i vescovi che ci ripetono queste parole, che incitano a non fermarsi a pochi regali, a Natale, ma a donare più possibile. A donare perfino se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E soprattutto a fare a se stessi il regalo più bello: l’amicizia di Cristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra di sentire qualche amico prete che obietta: “va bene, dici belle cose, ma come si può tacere davanti a chi pensa solo ai regali, alla settimana bianca o alla vacanza alle Maldive o sul Mar Rosso e neanche va alla messa di Natale?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amico sacerdote, perché tu, come loro, pensi che la settimana bianca o le Maldive o il Mar Rosso siano in competizione con il Figlio di Dio che si fa uomo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha fatto le maestose montagne e il loro cielo di azzurro purissimo? E chi dà consistenza ai miliardi di cristalli di neve che accecano di luce? E i fondali o i coralli del Mar Rosso? E la luna e le stelle?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutto è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui e tutto in Lui consiste”. E allora come privarsi di lui? Dovresti dire a coloro che si contentano di così poco (una settimana alle Maldive), a coloro che si rassegnano alla settimana bianca, che possono avere molto di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché a Natale ci si dona colui in cui c’è la bellezza degli oceani e delle montagne innevate, il refrigerio della brezza d’estate, i colori dei boschi d’autunno, la dolcezza dell’amicizia, lo struggimento dell’amore dei figli, l’ardore dell’amore delle madri e perfino il gusto dei frutti succulenti della terra, la purezza dell’acqua e il sapore del vino. In lui c’è il gusto stesso della vita, il senso dell’esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così nella Messa ci sono tutte le montagne innevate e i mari più azzurri, tutte le bellezze dell’universo. Non a caso la liturgia coinvolge tutti i cinque sensi nell’adorazione, perché Dio si è fatto carne ed è venuto a salvare tutto l’uomo, è venuto a portargli una felicità che passa anche attraverso i sensi umani, i sentimenti umani. E’ venuto a divinizzare tutto l’uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio” afferma sant’Atanasio di Alessandria (De Incarnatione, 54, 3: PG 25, 192).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi – ditemi – chi, sapendo tuttociò, può essere così masochista da rifiutare questo stupefacente regalo: essere trasformati in dèi, essere divinizzati, partecipare alla signoria di Dio sull’universo, partecipare alla gioia di Dio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 21 dicembre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6283316906137264679?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6283316906137264679/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6283316906137264679' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6283316906137264679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6283316906137264679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/12/elogio-cristiano-del-natale.html' title='Elogio cristiano del Natale consumistico'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8477299543508587677</id><published>2010-09-29T08:12:00.000+02:00</published><updated>2010-09-29T08:13:44.976+02:00</updated><title type='text'>Una storia di "conversione"</title><content type='html'>Io ho 26 anni, e la mia è una storia fra tante. Scout da sempre nell'Agesci, cresciuto a pane e parrocchia; tutto bello, tutto colorato e gioioso, chitarre e batti-batti-le-manine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, arriva il liceo. Poi l'Università, anche all'estero. Ed è la fine. Filosofia, lettere, scienze, "grandi maestri" che pontificano sulla realtà "vera" che si agita e arde al di fuori di quella caverna platonica delle nostre menti ancora informi dove noi, costretti in vinculis in uno stato di minorità colpevole, ci affidiamo a certe bislacche e fatue figurazioni mitico-soprannaturali, buone giusto per lo studio e il diletto di antropologi e compagni. Sapere aude! è un richiamo ben più forte di certe altre pulsioni adolescenziali. La mia non era mai stata una fede"passiva".. e cominciai a leggere i miei avversari con una certa qual complicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vette del pensiero di tanti Locke, Petronio, Kant, Voltaire, Hegel, Leopardi, Spinoza, Lucrezio, Sartre, Montale, erano a poco a poco squadernate, disvelate come tante sorgenti d’acqua fresca in altrettanti giardini segreti, lì pronte a dissetare il brivido del proibito e l’arsura della mia giovanile ignoranza.. Le mie convinzioni andavano lentamente sgretolandosi e annacquandosi, da roccia che erano, diventavano sabbia bagnata. E no, a quell’età non avevo gli strumenti per non affondare nelle sabbie mobili che andavano via via formandosi. Guardavo "indietro", in famiglia e in parrocchia.. non serviva: non c'erano quelle figure dalla mente guizzante e audace che mi proponevano tra i banchi del Liceo o in ambito universitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo vecchine dal canto nenioso e vibrato, giovani "amiamoci e costruiamo un mondo nuovo di pace, giustizia e gioia" (un'utopia d'una bassezza talmente becera che farebbe venire l'ernia a Moro e le coliche a Huxley..) o adulti faccendieri, impastati di religione da sagrato tanto quanto d'interessi da bottega. Questo vedevano allora i miei occhi di diciottenne... Il Barone di Münchausen si tirava fuori dalle sabbie mobili tirandosi su per i capelli. Per quanto nella vita reale ci abbia provato, ho fallito. Il mio percorso "culturale" mi aveva portato ormai ad abbracciare posizioni diametralmente opposte a quelle proposte da quell'Istituzione che ora con grande emozione torno a riconoscere come la Santa Madre Chiesa.. Quando si comincia ad urlare il primo vigoroso "no!" a “..ciò che spesso han mascherato con la fede, a tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura..” (Guccini..) si è subito circondati da un coro di applausi, di giustificazioni, di argomentazioni stringenti, di evidenze che ammutoliscono.. trovi pure dei preti che “ti capiscono”, e “ti danno ragione”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pian piano, la tremula face della Verità soffoca sotto il "secchio" della Logica. Non essendo vero, questo fantasma infantile e antiliberale andava distrutto. In primis, dentro me. “Dovevo” liberarmi dalla “caverna platonica dell’oscurantismo religioso”. Dovevo farcela. Non potevo sopportare l’idea che la mia mente non ce la facesse. Se la cattiva notizia del “Dio non c’è” m’era arrivata, ora stava a me scoprire la notizia “buona”, ossia “che non mi serve”. Nel frattempo, l’università mi porta ad Amburgo, il “mio deserto”, il mio Egitto e Damasco insieme. Qualche invisibile traccia di un passato cristiano protestante, nell'assoluta indifferenza della vorticosa frenesia del quotidiano.. "Eppure, tutto funziona bene, anche meglio"! Quartieri a luci rosse diventati baluardo simbolo della città (St.Pauli - Reeperbahn), ragazzi che escono di casa a 16-17 anni, alcool a fiumi, cultura del divertimento.. Divertimento e libertà. Tutto low-cost: low cost, low happyness, low life. Parlare di etica è "antistorico". Il sesso é pressoché un'attività sportiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la Chiesa tedesca? Rinfrancante era sentire una chiesa che "finalmente" parlava come Eugenio Scalfari ( si digiti “Jaschke Amburgo” su google, le posizioni del Vescovo sono note persino ai paracarri). “Ah, ma allora siamo solo noi che siamo così indietro" fu per me la conferma assoluta. Fu una suora, Schwester Wimala (almeno spero si scriva così), una Missionaria della Carità della Beata M. Teresa di Calcutta, aspettando il bus, a ribaltare tutto. Erano passati sì e no otto mesi dal mio arrivo. Lo fece con un sorriso. Io là in piedi, nel tardo pomeriggio, grigio, la solita pioggia.. Fumavo una sigaretta, i-pod nelle orecchie.. quando due suore, in abito lungo, velate di bianco e d’azzurro, si piazzano a pochi metri da me, sandali a piedi nudi nel freddo di ottobre. Comincio a pensare.. male. Continuo a pensare, ancora peggio. Poi una delle due suore, girandosi, mi sorride. Fui come pervaso da un senso di disprezzo. E lì, la mia razionalità, mi ha “fregato”. Mi stupii di me stesso, di quella reazione istintiva ad un semplice sorriso.. “va beh che è cattolica.. ma poverina..” E quasi a voler esorcizzare quello che avevo provato fino a qualche minuto prima, andai a parlare con le sorelle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto tre minuti.. Non capivo dai loro sguardi e dai loro sorrisi se fossero solo inebetite dalle “favole cristiane” in cui credevano, o cosa.. fatto sta che conoscerle e scambiare quattro chiacchiere mi fece un inaspettato piacere. Cercai su internet, e trovai dove abitavano. Cominciai a frequentare la Haus Betlehem: all’inizio sempre perché “dovevo” dimostrare che anche i laici, i “non credenti” si danno al volontariato, e quella era una buona occasione. Però le cose non sono andate così..parecchie cose cominciavano a non tornarmi..non mi quadrava come le sorelle potessero dedicare la loro intera vita, in modo così radicale e "duro", se il tutto era solo una festa tra amici un po’ pirla, che si rifugiavano in assurde speranze ultraterrene... In quei refettori.. tutti tedeschi, anche giovani, giovanissimi.. lì a elemosinare un piatto di zuppa. Tutti tedeschi. Tranne le Suore, indiane, polacche.. Donne trasfigurate da una Luce grandiosa, così stridente di fronte ai volti scuri e spenti di molti là dentro, che venivano da lontano per medicare le ferite di una società malata, che prima seduceva e illudeva..e poi scartava, buttava ai margini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu quando cominciai a prendere sul serio l'impegno nella carità che arrivò la Grazia.. E nel mezzo "bella realtà" secolarizzata di Amburgo che descrivevo sopra, che tutte le mie ragioni son crollate.. son crollate di fronte all'animalità della "logica" umana slegata dal Senso primo dell'Uomo. Proprio nel quartiere dei divertimenti di Amburgo, tra prostitute, luci e giovani nei discopub, c'é quella piccola oasi di cinque suorine. E lì vedi, nel silenzio di quel refettorio, donne che vengono da lontano, chiamate da una Voce reale(!) e forte, in forza della quale dedicano la loro vita e i loro sforzi alla cura delle piaghe di questa società.. E allora ti commuovi. Capisci che c'é qualcosa che non va. "Dai una chance" a quella voce. Capisci che tutto quel che propone questo mondo, finisce quando questo mondo ti volta le spalle, spegne le luci.. A riaccenderle, ci son quelle cinque piccole suore.. gli esseri più magnifici d'Amburgo. Ti "arrendi"di fronte al Sepolcro spalancato del mondo e di chi l'ha vinto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E decidi di entrare nel Mistero.. Il tutto mentre nelle parrocchie e tra i vescovi locali, si continuava a blaterale di sociale, di profilattici, di laici, celibato sacerdotale ecc.. tralasciando i nervi scoperti del male spirituale che ammorba le coscienze. Più egoisticamente: non parlavano del male spirituale che ammorbava (e ammorba) la MIA coscienza. Perché non era finita qui. Fides quaerit intellectum, e numerosi erano i nodi che rimanevano da “sciogliere”, quasi attendessero sogghignanti una capitolazione.. Oggi rido, se penso che volessi essere IO a fare i conti con Dio!.. Un bel giorno, dopo l'università e il lavoro.. andai a Messa. O almeno credevo.. Turisti dentro alla Cattedrale..Tutti a muoversi guidati da un cicerone che tutto fa tranne che curarsi dei quattro gatti in preghiera di fronte di fronte al cubo con sopra una piramide posta su un parallelepipedo ultra-futurista che serve da Tabernacolo. I turisti e il cicerone si mettono proprio là davanti, dando le spalle al Santissimo, parlando e ridendo.. Come se non bastasse, quella sera invece della Messa c'era una funzione ecumenica, rigorosamente senza sacerdote, per pregare per le donne in Papua Nuova Guinea!! Salutiamoci in papuano! fu il saluto della “ministressa”... ..et Lux in tenebris lucet..Così ho aperto gli occhi sull'abisso di certa anarchia progressista post-conciliare: non mi stavano offrendo Cristo, non mi stavano aiutando verso la Sua Croce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavano “giocando” ad un varietà religioso terzomondista “volemose ‘bbene”. E progressivamente, mese dopo mese.. ho scoperto la Tradizione, porto sicuro e santo dove poter vivere la Fede in pienezza, senza sconti o diluizioni, sic et simpliciter come l'hanno vissuta i grandi Santi e i milioni e milioni di fratelli e sorelle che ci hanno preceduto nel tempo.. Perché “quella è La Chiesa”, la Ecclesia presenza salvifica nel mondo. Il mondo si salva per la Missione, per la Testimonianza di chi ha creduto nell’Amore. Una Chiesa orante, che non smette MAI di pregare e di offrirsi in sacrificio a Dio. Anche per “me”. Che prega per la mia conversione, che prega perché il Signore mi richiami a sé, che “mi mostri la Sua Misericordia e mi doni la Sua salvezza”. Non quella che vorrebbe esser come Vasco Rossi e benedire dal palcoscenico del mondo la nostra “vita spericolata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con buona pace del Summorum Pontificum, l’unico posto dove poter assistere alla S. Messa di sempre era il Priorato della San Pio X. Non sono passato da un estremo all’altro: ho solo cercato chiarezza.. inter multiplices, io volevo sentire UNA sola VOX. Una sola. Quel Sacerdote, così pieno di Dio, sereno di fronte alle mie turbolenze, paziente di fronte alle mie insinuanti malignità, severo e a tratti burbero ai miei conati di sufficienza (come si sentono superiori i “nipotastri di Voltaire”!).. sempre all'altezza d'un testa a testa intellettuale che mi lasciasse non dico convinto, ma mi togliesse il gusto di "avergliene sapute dire quattro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi la Santa Messa.. la prima volta, era un mattino, alle 10 emezza.. il Sacerdote, una signora, ed io. Silenzio. Muto per tutta la Messa. Io mi aspettavo un canto, una lettura.. niente. Rimasi confuso.. che roba è?..Silenzio. Fino al Sacrificio. Quella Messa, mi ha fatto male. Sì, MALE. Non le banalità, non la GGGioia da ebeti che svanisce appena usciti da Messa, non il "costruiamo un asilo in Botswana".. SILENZIO. Quel Sacerdote stava lasciando posto a Dio, là in fondo; lui, nascosto dentro e dietro i suoi paramenti, quasi come un chirurgo al tavolo operatorio. Cristo, con lui, sopra di lui, che "obbedisce" alle parole di quel sacerdote, e si strazia, si immola.. Il Sacro, fa male. E' come se ci muovessimo nelle profondità di un oceano, ermeticamente chiusi nelle nostre belle camere pressurizzate e ossigenate. Per uscire fuori, ci occorrerebbero ore e ore nelle camere di depressurizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, il Sacro è quella camera di depressurizzazione. E l'oceano, è Dio. Il “battesimo” nel Giordano tridentino porta inevitabilmente con sé qualche angosciosa domanda sullo spartiacque del Vaticano II.. Intendiamoci: io non ce l'ho col Concilio Vaticano II in sé.. non ho né i mezzi culturali né la Fede di Mons. Gherardini o di Amerio per poter leggere il “fenomeno Vaticano II”, né il dramma spirituale vissuto da S. Ecc. Mons. Lefebvre per poterlo “accusare”. Di certo però ce l'ho a morte con il risultato di anni e anni in cui "tutto" è stato scialacquato in una marea di banalità circensi, dove il MASSIMO, dico, IL MASSIMO che ci si possa sentir generalmente dire a Messa sono i consigli di Frate Indovino nei panni d'un sindacalista. Ma possibile, POSSIBILE dico io che in duemila anni di Storia della Chiesa, di elevazioni spirituali dei Padri, dei Santi, dei Mistici, dei Dottori, di monaci, eremiti, religiosi e religiose..tutto quello che esce in un'omelia siano quattro banalità da paninari?.. A volte non sono nemmeno più omelie: sono pubblicità progresso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sua Eminenza il Card. Biffi (Iddio ce lo conservi), in un libello squisito e illuminante, “Il quinto Vangelo”, immagina un “Buon Pastore” in chiave post-conciliare, il quale, dopo aver smarrite le 99 pecorelle, caccia fuori dall’ovile pure l’ultima rimasta, rimproverandola per la scarsa intraprendenza.. e poi se ne va a bere con gli amici all’osteria, discutendo di pastorizia. Dagli torto! "..nella celebrazione liturgica, è importante non prevaricare mai su ciò che la Chiesa ha tramandato nei secoli. Partecipare in questo modo alla liturgia ci insegna l'amore per la bellezza. Non possiamo vivere la liturgia dimenticando la sua infinitezza cosmica, che arriva fino agli estremi confini del creato e comprende gli angeli del cielo e i santi di tutti i tempi. La liturgia è l'eterno che entra nel tempo e nello spazio. E' il mondo come Dio lo ha pensato.." (Mons. Camisasca, "Padre", pag 84).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, chi vede tutto questo nella stragrande maggioranza delle celebrazioni “novus ordo”?.. Io di certo no. Per non parlare di quando siamo tra scout "cattolici", io ormai la Comunione dopo certe “messe” dove il Vangelo viene mimato a scenette o ci si passa in cerchio la pisside con le Sacre Specie e ognuno prende e mangia, non mi sento nemmeno più di farla.. A questo punto io non me la prendo più coi "giovani" perchè perdono la Fede. Ma con gli adulti che non sanno trasmetterla nella Sua vorticosa, abissale profondità e bellezza. Non sanno trasmetter loro quel senso di vertigine che piega le ginocchia di fronte all'Assoluto. Ma come, la passione per il calcio, per la pesca, per la collezione di aeromodelli sì.. e la passione per la SS. Trinità no?! Vedo nella Messa "nuova" (che io sono tornato a frequentare, intendiamoci) una vittima e al contempo, una complice di tutto questo. Quante volte ho sentito: “dipende come viene celebrata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ecco: there is no right without a remedy, dicono i giuristi britannici.. non ha senso affermare l’esistenza di un diritto, se questo non può esser fatto valere. Bene: fino a quando assisteremo alla dissacrazione e alla profanazione costante, sistematica, studiata e compiaciuta di ciò che abbiamo di più caro e più sacro senza che nessuno possa porvi rimedio, beh: QUELLA E' la Messa nuova, non la Messa "celebrata male". Chi può dire che le “messe scout” sono celebrate male (S. Em. il Card. Caffarra a parte)? Chi può dirlo delle messe carismatiche? Chi delle liturgie di certi cammini? Chi delle messe con danze etno-pop nei palazzetti dello sport, se a concelebrare c’è il fior fior dell’episcopato nazionale? Purtroppo non esiste più "una" messa NovusOrdo, ci sono infinite messe NovusOrdo.. e non si può sempre e solo dar colpa al singolo interprete del momento, MA a chi ha fatto finta di non sapere che poi, quel testo scritto in the books (sempre per citare la giurisprudenza anglosassone), sarebbe entrato in action, ossia nella vita di parrocchie, movimenti, gruppi, associazioni ecc.. sarebbe andato in mano a mille interpreti. La Sacrosantum Concilium è de facto carta straccia, descrive una liturgia che, nella pratica domenicale dell’Orbe cattolico, non esiste. Sempre che non intenda dire altro rispetto a quel che vi si trova scritto, ovvio. Mi chiedo CHI sentisse il bisogno di annacquare tutto, di buttare tutto alle ortiche per "rendere tutto più comprensibile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Quel che c'è da capire, si capisce perfettamente. Quel che non si capisce, é perché non é umanamente dato capire... Ciò che si è reso comprensibile NON E' il mistero di Dio, ma sono le trovate dei tanti autoteologi che hanno imperversato e imperversano, talvolta anche da autorevoli pulpiti, nella Vigna del Signore. Per dirla con l'allora Card. Ratzinger: non mi stupisco che vi sia gente che non creda, mi stupisco di più che ve ne sia ancora che invece creda. Il Vaticano II e il suo spettro sono diventati per molti, MOLTISSIMI un alibi para-dogmatico per non prender più sul serio NULLA (tutto è “simbolo”, fin troppo) per sentirsi sempre sulla cresta dell'onda dell'aggiornamento: dobbiamo svecchiarci, esser più moderni, altrimenti i giovani non ci seguono, la gente non capisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se un prete cinquantenne entrato in seminario a quindici anni e vissuto “tra preti” per i restanti trentacinque, per sentirsi moderno, giovane e dinamico deve ricorrere a espedienti da varietà ( messe calcistiche, messe “dei giovani” col trenino della pace (sic!), messe “rock” perché “Gesù è rock!”..Praystation, Holy Beach: Surf and Pray..) o benedire la promiscuità (l’importante è volersi bene), non è “moderno”: è un patetico BUFFONE ed è grazie a gente come lui che molti giovani non ci pensano due volte a guardare a questi acrobati dell'inutile, alzare le spalle con sufficienza e dire: “grazie, no: ho smesso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato dicano “no” non solo a quel singolo pretonzolo.. ma lo dicano pure al Cristo, all’Immacolata.. e alla Chiesa dei Padri del deserto, dei Martiri, dei Santi, dei Dottori.. Ma come possono saperlo? Davanti a loro, c’è solo un don chichì qualunque.. IO sono moderno, qui e oggi, ma la mia Fede mi sovrasta, antica e meravigliosa come le stelle. Quelle vere, del firmamento, non quelle di cartoncino giallo, misurabili e afferrabili, belle da mettere in vetrina, buone per le feste, ritagliate da Voltaire e compagni... Dipende che stelle mi vuol mostrare la Chiesa. Di quelle da mettere in vetrina, anche se fatte dalle manine sante di uomini e donne "di chiesa", ci si stufa.. Non ci si stupisca poi, per dirla con l’Arcivescovo di Cagliari Mons. Mani, di non trovare più la Chiesa di Dio.. ma “una baracca”. Ci si giocherà alla Praystation. Andrea G.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.messainlatino.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8477299543508587677?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8477299543508587677/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8477299543508587677' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8477299543508587677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8477299543508587677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/09/una-storia-di-conversione.html' title='Una storia di &quot;conversione&quot;'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5150074406585739273</id><published>2010-09-28T08:02:00.001+02:00</published><updated>2010-09-28T08:02:48.558+02:00</updated><title type='text'>Solo per oggi</title><content type='html'>1) Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6) Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8) Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10) Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Giovanni XXIII&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5150074406585739273?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5150074406585739273/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5150074406585739273' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5150074406585739273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5150074406585739273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/09/solo-per-oggi.html' title='Solo per oggi'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2584645365949811996</id><published>2010-09-16T07:49:00.002+02:00</published><updated>2010-09-16T07:55:47.463+02:00</updated><title type='text'>Attivista gay britannico esprime il suo odio e le sue idee sul sesso</title><content type='html'>Copio e incollo da &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=2002"&gt;Libertà &amp; Persona&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Peter Tatchell è un attivista gay che ha chiesto l'arresto di Benedetto XVI appena costui toccherà il suolo britannico. Un pazzo? Come tanti altri anticristiani intolleranti in servizio permanente, che hanno cercato di presentare il papa, prima del suo arrivo in Inghiletrra, come un mostro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito un articolo di Francesco Colafemmina su fidesetforma.it:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lunedì prossimo la TV inglese Channel 4 trasmetterà un documentario realizzato da tal Peter Tatchell, attivista gay particolarmente impegnato ad attaccare il Santo Padre&lt;/span&gt;. Questo individuo, come già messo in evidenza da Damian Thompson sul suo blog, ha realizzato più un film alla Dan Brown che un documentario, visto che il suo livello di obiettività sfiora i fondali marini più profondi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Racconta lo stesso Tatchell che nel suo programma propagandistico si è dato da fare per intervistare vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici, con l'intento di accusare in ogni caso Papa Benedetto di "coperture" e "occultamenti" dei gravissimi peccati e crimini di una parte minoritaria del clero cattolico. Allo stesso tempo questo signore si spaccia per un difensore dei diritti umani, sebbene emerga chiaramente che la maggior parte dei diritti da egli invocati riguardano più che altro il sesso in tutte le sue salse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma credo debba far molto discutere quanto questo signore apertamente va propagandando sul proprio sito web (cercare alla voce sex education). &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mi riferisco ad un suo lungo articolo in merito all'educazione sessuale nelle scuole pubblicato nel 2002.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare c'è un punto delle deliranti argomentazioni di Tatchell che vale la pena riportare integralmente: "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Diffondete tutti i fatti - dite tutta la verità. Se l'educazione cerca di cancellare l'ignoranza e di impartire la conoscenza, allora l'educazione sessuale ha l'obbligo di fornire tutti i fatti e dire tutta la verità su ogni tipo di sesso e di relazione. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ciò include anche pratiche che qualcuno potrà trovare disgustose, come la sodomia o il sadomasochismo, e comportamenti nocivi come il sesso non protetto e l'abuso di bambini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; Nulla dev'essere fuori dai limiti. L'obiettivo di parlare francamente di questi argomenti scabrosi non è quello di incoraggiarli, ma serve ad aiutare gli alunni ad affrontarli se li incontreranno nella loro vita futura. (...) Alcune pratiche potranno sembrare strane ad alcuni. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma la differenza è il sale della vita&lt;/span&gt;. L'incubo sessuale di qualcuno può essere il nirvana sessuale di qualcun altro. Premettendo che il comportamento dev'essere consensuale, che nessuno sia offeso e che il piacere sia reciproco, le scuole dovrebbero adottare una attitudine a non giudicare e del 'vivi e lascia vivere'&lt;/span&gt;."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un altro suo articolo, sempre leggibile sul suo sito, Tatchell si dice contrario a limitare l'età del consenso ai 16 anni (lo dice anche in questo articolo) e afferma: "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Fissare il consenso a 16 anni costituisce una curiosa contraddizione. Mentre si proteggono giovani minorenni, li si criminalizza allo stesso tempo. Ciò rinforza l'idea che non abbiano diritti sessuali. Considerato incapace di consentire al sesso, una attività sessuale che coinvolge un minore di 16 anni - anche se è consenziente ed entrambi i partner sono della stessa età - è categorizzato come un "abuso". Negare una scelta sessuale ai minori di 16 anni e parificare il sesso consensuale ad una violenza toglie potere ai teenagers. Gli toglie il diritto a prendere decisioni che riguardano i loro corpi. Ciò gioca a favore di adulti che vogliano abusare di loro&lt;/span&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque avete capito bene: l'uomo che accusa il Papa di aver coperto i casi di abusi pedofili, in nome di presunti diritti umani di cui egli stesso si fa promotore, è lo stesso che propaganda una pseudo morale sessuale (nel suo articolo la definisce proprio così) in base alla quale qualsiasi comportamento sessuale purché basato sul mutuo consenso, è da ritenersi accettabile e addirittura dovrebbe essere insegnato ai giovanissimi nel corso di apposite lezioni scolastiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francamente queste parole mi sembrano al minimo scandalose e meritevoli di pubblica condanna. Questo signore praticamente accetta qualsiasi forma di comportamento sessuale, includendo nel suo catalogo di bestialità anche la pedofilia. Ma non si ferma qui: giunge a mettere in questione anche la libertà sessuale dei minorenni, dei teenagers (13-16 anni), indipendentemente dal tipo di relazione e dal fatto che i loro partners siano adulti o coetanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero di Tatchell è dunque ai limiti dell'incitamento alla pedofilia. Ed è non solo inaccettabile che un personaggio in grado di pensare e propagandare queste diaboliche riflessioni in merito all'educazione dei teen agers possa permettersi impunemente di fare la morale al Papa, rammentando vecchie questioni di abusi commessi da alcuni preti cattolici. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ma è oltremodo singolare che la realizzazione di un documentario sia pur polemico sulla figura di Papa Benedetto XVI venga affidata ad un soggetto privo di alcuna autorità morale&lt;/span&gt; e del benché minimo oggettivo senso critico, ma al contrario animato da pensieri che definire perversi e criminali sarebbe troppo generoso. Mi auguro che i media di mezzo mondo si occupino della vicenda, degna di suscitare le medesime reazioni indignate troppo spesso ingenerosamente e ingiustamente indirizzate contro il Pontefice. D'altro canto si tratta solo di un'ulteriore conferma della pochezza di questi nemici di Papa Benedetto e della desolante miseria del loro pensiero irrazionale e disumano".&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2584645365949811996?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2584645365949811996/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2584645365949811996' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2584645365949811996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2584645365949811996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/09/attivista-gay-britannico-esprime-il-suo.html' title='Attivista gay britannico esprime il suo odio e le sue idee sul sesso'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-910096430200748786</id><published>2010-09-10T10:34:00.001+02:00</published><updated>2010-09-10T10:35:44.483+02:00</updated><title type='text'>Salvata Sakineh, ma lapidato il Medioevo</title><content type='html'>C’è un diritto all’ignoranza, ma per la povera gente che non ha potuto studiare, non per i premi Nobel, né per i “maestri del pensiero” che pontificano dalle prime pagine dei giornali prendendo topiche imbarazzanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può far la guerra al pregiudizio usando i pregiudizi (più sciocchi), non si può combattere l’oscurantismo esibendo la più crassa ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto meno per una causa nobile come la salvezza definitiva della povera Sakineh, la ragazza iraniana dallo sguardo dolce e triste, di cui ieri è stata sospesa la lapidazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa mi riferisco? Alla prima pagina della Repubblica di ieri. Che, sotto il titolo “L’appello dei Nobel ‘Salvate Sakineh’ ” riportava, in caratteri grandi, questo testuale virgolettato: “Fermiamo l’orrore sul corpo di quella donna. La lapidazione è medievale, una punizione che non esiste nel Corano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Assurdità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono stropicciato gli occhi e ho riletto: “la lapidazione è medievale”. Sotto questa colossale baggianata, riprodotta fra virgolette e in caratteri grandi, la Repubblica ha riportato i nomi dei Premi Nobel Shirin Ebadi, Luc Montagnier, Rita Levi Montalcini, Harald Zur Hausen, Claude Cohen-Tannoudji e Gerhard Ertl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dall’articolo si evince che la frase è dell’avvocatessa iraniana, premio Nobel per la Pace, Shirin Ebadi che ha testualmente detto: “La lapidazione è una forma di punizione medievale che non esiste sul Corano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciamo perdere la seconda parte della frase (“una punizione che non esiste nel Corano”), anche se sospetto che i mullah di Teheran conoscano ciò che dicono il Corano e gli altri testi normativi dell’Islam meglio di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa che mi ha fatto sobbalzare è quell’altra, perché è platealmente falsa: “la lapidazione è medievale”. Non so se la Ebadi intendeva parlare del “Medioevo islamico”, ne dubito perché altrimenti avrebbe dovuto dirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, siccome la Repubblica non esce in Iran, ma in Italia, siccome ha scritto Medioevo tout-court (senza l’aggettivo islamico), siccome questa è la definizione dell’epoca cristiana data dall’Illuminismo e siccome è tipico della cultura europea post-illuminista attribuire al Medioevo cristiano ogni turpitudine, è naturale intendere il “proclama” che ieri stava sulla prima pagina di Repubblica come un anatema contro il Medioevo per antonomasia, il nostro Medioevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora qui c’è da trasecolare. Quando mai nel Medioevo si sono lapidate le presunte donne adultere? Per scrupolo professionale ho voluto consultare un medievista a 24 carati come Franco Cardini che, ovviamente, ha negato che nel Medioevo i cristiani lapidassero le donne ritenute adultere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi. La celeberrima pagina del Vangelo in cui Gesù salva l’adultera dalla lapidazione, prevista dalla legge ebraica di quel tempo, ha segnato una svolta storica. La pietà e il perdono di Dio irrompono nel mondo e lo ricreano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù liberatore delle donne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella pagina è una pietra miliare perché rappresenta in modo drammatico tutta la novità portata da Gesù rispetto all’antica Legge. E’ una rivoluzione che lui dovrà pagare con la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù mostra al mondo la struggente tenerezza di Dio verso i peccatori, rivela il “Padre misericordioso” che corre incontro al figlio scialacquatore pentito e lo riempie di abbracci e onori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù pronuncia parole durissime proprio contro quelli che si ritengono “perbene”, contro chi pretende di non essere peccatore, di non aver bisogno di perdono e di aver diritto di lapidare gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi “maestri della legge” vengono da lui chiamati “ipocriti” e “sepolcri imbiancati”. Gesù tuona: “Serpenti, razza di vipere! Come potrete evitare i castighi dell’inferno?” (Matteo 23, 4 e sgg). Gesù dice loro provocatoriamente: “i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel Regno dei cieli” (Mt 21, 31).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Gesù il mondo non è più lo stesso. Finisce anche l’orrore della schiavitù femminile. Non si uccide più una donna per un suo presunto peccato. Era un orrore che accomunava tutte le civiltà antiche: nella Roma imperiale, patria del diritto, una donna poteva essere ammazzata dal marito o anche dal suocero perfino per motivi futili, come aver bevuto del vino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eva Cantarella, nel suo libro “Passato prossimo”, spiega che su una figlia il padre ha diritto di vita o di morte (Ponzio Aufidiano per esempio uccise la figlia innocente quando scoprì che era stata violentata).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ovviamente il marito può uccidere la moglie in caso di adulterio di lei. Ma non viceversa. Catone diceva: “se sorprendi tua moglie mentre commette adulterio, puoi ucciderla impunemente; se lei sorprende te invece non può toccarti nemmeno con un dito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era pratica sociale accettata la soppressione o l’abbandono delle figlie femmine o anche il cedere la propria moglie come Catone che dette Marzia all’amico Ortensio (anche Ottaviano si fece cedere Livia dal marito).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il cristianesimo inizia l’unica, vera e duratura rivoluzione per le donne. E’ con Gesù, letteralmente con la sua venuta, che la donna acquista una dignità che non aveva mai avuto e che, anche giuridicamente, è pari all’uomo. E la più alta fra le creature sarà la Madonna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo che perfino Roberto Benigni, nelle sue letture della Commedia dantesca, commentando il XXXIII del Paradiso, che inizia con la celebre preghiera alla Vergine, diceva: “la donna ha cominciato ad avere la possibilità di dire ‘sì’ o ‘no’ da quando Dio stesso ha chiesto a Maria di Nazaret il suo libero sì o no”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il medioevo è la prima, grande fioritura della civiltà cristiana ed è finalmente l’epoca della storia in cui non si è più potuto lapidare la donna adultera, né considerare la donna un oggetto su cui esercitare diritto di vita o di morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno obietterà: ma come, stiamo dandoci da fare per salvare una povera donna dalla barbara lapidazione e tu pianti una grana in difesa del Medioevo. Sì. Perché in definitiva la salvezza delle tante Sakineh sta solo nella novità portata dal cristianesimo. Come è stato per l’Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero quindi l’esatto contrario di quanto proclamato dalla prima pagina di Repubblica. Proprio il Medioevo segna, nella storia mondiale, la fine di quell’orrore. La Ebadi avrebbe dovuto dire: purtroppo non siamo al Medioevo cristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non è che il Medioevo sia stato pieno solo di santi: gli uomini continuavano a essere peccatori e barbari. Ma si era invertito il corso della storia che andava verso la sopraffazione e la violenza sistematica sui deboli, i vecchi, i malati, i bambini e le donne. Il Medioevo avrà avuto i suoi difetti, ma non lapidava le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umberto Eco, che è una firma autorevole di Repubblica ed è un appassionato di quell’epoca potrebbe spiegarlo in un attimo alla redazione di quel giornale. Perché è incredibile che il quotidiano più diffuso, un giornale importante come Repubblica cada in questo colossale errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pregiudizi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come può accadere? Mi dice Cardini: “perché sui media ci sono cose di cui si può parlare male impunemente: il Medioevo è una di queste. E lo si fa per parlar male del cristianesimo su cui tutti si sentono in diritto di sputare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un meraviglioso libro della medievista francese Régine Pernoud, pubblicato da Bompiani, “Medioevo. Un secolare pregiudizio”, che demolisce proprio i tanti luoghi comuni calunniosi che dal Settecento sono stati ingiustamente diffusi sul Medioevo. Basati su falsità e ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ignoranza, il preconcetto nutrito di luoghi comuni, la scarsa conoscenza della storia sono tutti ingredienti di quel, più ampio, planetario pregiudizio anticristiano, anzi “pregiudizio anticattolico”, che il sociologo Philip Jenkins, in un suo libro, ha definito “l’unico pregiudizio ammesso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In effetti l’epoca del “politically correct”, che ha messo al bando tutti i pregiudizi basati sull’appartenenza etnica, religiosa, sessuale o sociale, ammette solo quello contro la Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla Chiesa e sui cattolici di oggi e di ieri si possono impunemente sparare sentenze di condanna morale e culturale, immotivate e ingiuste.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Antonio Socci, su “Libero” del 9 settembre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-910096430200748786?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/910096430200748786/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=910096430200748786' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/910096430200748786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/910096430200748786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/09/salvata-sakineh-ma-lapidato-il-medioevo.html' title='Salvata Sakineh, ma lapidato il Medioevo'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-660020875483682780</id><published>2010-06-26T10:34:00.003+02:00</published><updated>2010-06-26T10:42:05.264+02:00</updated><title type='text'>26 giugno, festa di san Josemaría Escrivá. Punto d’arrivo e nuovo inizio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/TCW8g0wuDDI/AAAAAAAABMs/vDg4sLPXVW8/s1600/holman+hunt.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 214px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/TCW8g0wuDDI/AAAAAAAABMs/vDg4sLPXVW8/s320/holman+hunt.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5486998993125641266" /&gt;&lt;/a&gt; Oggi, 26 giugno, è la festa liturgica di san Josemaría Escrivá, fondatore dell’Opus Dei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, nulla accade per caso, mia moglie ed io completiamo un percorso iniziato con la devozione a san Giuseppe e Maria, approfondito col &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Motu proprio&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Summorum Pontificum&lt;/span&gt; di Benedetto XVI e sostenuto dagli insegnamenti spirituali del santo dell'ordinario.&lt;br /&gt;Si apre un altro capitolo della nostra vita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-660020875483682780?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/660020875483682780/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=660020875483682780' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/660020875483682780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/660020875483682780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/06/26-giugno-festa-di-san-josemaria.html' title='26 giugno, festa di san Josemaría Escrivá. 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Tuttavia, come è logico, può capitare una svista, soprattutto nel campo intricato della storia ecclesiastica, dove inciampano anche studiosi cattolici. Così, nella risposta a un lettore sul Corriere del 2 giugno, Romano scrive che il celibato per i sacerdoti cattolici sarebbe “diventato obbligatorio, quanto meno in teoria, col Concilio del 1139”. In realtà, in quell’anno si tenne il secondo Concilio Lateranense, il quale stabilì che eventuali matrimoni contratti da sacerdoti o anche da laici consacrati con voto di castità, non erano solamente illeciti ma anche invalidi. Commenta il cardinal Alfons Stickler, storico di straordinaria erudizione, per una vita intera Bibliotecario e Archivista di Santa Romana Chiesa e autore di un’opera considerata definitiva: “Questa disposizione conciliare ha creato un convincimento ancor oggi diffuso: e, cioè, che il celibato ecclesiastico sarebbe stato introdotto soltanto allora. In realtà si è reso invalido ciò che da sempre era illecito. Dunque, questa sanzione è piuttosto una ennesima conferma di un obbligo esistente ab immemorabili”. Stickler, defunto da pochi anni, inizia le sole settanta, ma fittissime, pagine del suo libro, (Il celibato ecclesiastico. Storia e fondamenti, Libreria Editrice Vaticana) precisando: “Siamo abituati a parlare di celibato, cioè di rinuncia al matrimonio da parte dei candidati al sacerdozio. In realtà, bisognerebbe usare il termine più ampio di continenza”. La continenza, cioè, da osservare non solo rinunciando al matrimonio, ma anche non usando di esso se già sposati. In effetti, nella Chiesa antica, la maggioranza del clero era composta di uomini maturi -i viri probati- che, col consenso della moglie, accedevano agli Ordini Sacri lasciando la famiglia, alle cui necessità materiali provvedeva la comunità dei credenti.&lt;br /&gt;Ebbene, capita spesso di leggere, anche in autori seri, che l’obbligo di questo abbandono della consorte, con l’impegno conseguente della continenza perfetta, sarebbe stato deciso solo verso il 300 al Concilio, o meglio sinodo, di Elvira, in Spagna . &lt;br /&gt;Altri, come Romano (lo abbiamo visto) datano quell’obbligo addirittura al 1139.&lt;br /&gt;Ebbene, nel canone 33 degli atti di Elvira si legge: “I Padri sinodali sono d’accordo sul divieto completo, per tutti i chierici impegnati nel servizio dell’altare, di astenersi dalle loro mogli e non generare figli. Chi ha fatto questo deve essere escluso dallo stato clericale”. Commenta Stickler: “Non si tratta, come si vede, di una disposizione nuova. E’, invece, la reazione contro l’inosservanza di un obbligo tradizionale ben noto e al quale si unisce ora anche la sanzione”.&lt;br /&gt;Che ad Elvira si sia ribadita soltanto l’ininterrotta Tradizione e non imposta una novità di straordinario peso, lo dimostrano anche gli Atti di altre moltissime assemblee di vescovi. A esempio, il Concilio di Cartagine (anno 390), dove all’unanimità si ribadì l’obbligo del celibato o della continenza “per custodire” è scritto “ciò che hanno insegnato gli Apostoli e che tutto il passato ha sempre conservato”. Alle decisioni conciliari è possibile aggiungere la testimonianza dei maggiori Padri della Chiesa, da Ambrogio a Girolamo, da Agostino a Gregorio Magno: tutti ribadiscono che la castità per i sacerdoti risale ai tempi apostolici, dunque agli inizi stessi del cristianesimo.&lt;br /&gt;Ma, per passare ora alle Chiese orientali, soprattutto greco-slave, citiamo ancora il cardinal Stickler: “Di fronte a un atteggiamento ritenuto più liberale da parte di queste comunità, si è mosso il rimprovero alla Chiesa cattolica di essere divenuta troppo severa nella sua disciplina celibataria”. In effetti, tra gli ortodossi solo i vescovi debbono preservare la verginità se, come avviene assai spesso, vengono dai monasteri o debbono vivere la continenza assoluta se erano già sposati. I preti “semplici”, i pope parrocchiali, possono usare del matrimonio, purché sia il primo e l’unico e sia stato contratto prima dell’ordinazione. Ma in realtà, sino alla fine del VII secolo non fu affatto così e nella Chiesa indivisa valsero sia a Oriente che ad Occidente le stesse regole restrittive sul sesso, nella convinzione unanime che derivassero dalla Tradizione apostolica. Il Concilio di Nicea, tra l’altro, nel 325 ribadì il divieto per tutti i chierici di tenere in casa donne che non fossero madri e sorelle ed è un falso la protesta isolata di un vescovo egiziano. Ma l’obbligo del celibato o della continenza esigeva un’autorità che esercitasse un controllo costante e rigoroso, cosa che all’Oriente spesso mancava. Di fronte, poi, al dilagare degli abusi, gli imperatori di Bisanzio, che si erano arrogata autorità nelle questioni ecclesiali, scelsero la via meno faticosa per il potere politico, tollerando e difendendo quegli abusi. Stickler: “Mentre almeno per i vescovi si riuscì a mantenere l’antica tradizione restrittiva, l’abuso sempre più invalso del matrimonio tra il clero inferiore venne giudicato non più arrestabile”. Ci si arrese alla situazione di fatto nel secondo Concilio Trullano, convocato nel 691, non a caso nel palazzo imperiale di Costantinopoli. La Chiesa, impotente davanti al Basileus, scelse il male minore. Ma ancor oggi, in Oriente, non mancano autorevoli uomini di Chiesa che vorrebbero tornare indietro, alla situazione dei primi sette secoli e che la Catholica romana è riuscita a preservare. Tra l’altro, è infondata la convinzione che l’abolizione del celibato aumenterebbe i candidati al sacerdozio: il matrimonio non ha impedito l’inarrestabile crisi numerica di pope ortodossi, pastori protestanti, rabbini ebraici. Né una moglie anche per i preti cattolici contrasterebbe gli abusi sessuali sui minori: in America (ma la situazione è analoga in Europa) oltre l’ottanta per cento dei casi denunciati riguarda casi di omosessualità. Non si vede a che potrebbe servire una sposa a un pederasta, seppur consacrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Messori, sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 6 giugno 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4516064606288881415?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4516064606288881415/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4516064606288881415' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4516064606288881415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4516064606288881415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/06/per-la-chiesa-il-celibato-esiste-da.html' title='Per la Chiesa il celibato esiste da sempre'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6276561001609632636</id><published>2010-05-31T18:13:00.002+02:00</published><updated>2010-05-31T18:16:40.171+02:00</updated><title type='text'>I sacerdoti che non fanno notizia e dispiacciono al New York Times</title><content type='html'>Il missionario salesiano uruguayano Martín Lasarte ha inviato al New York Times, senza ottenere risposta, una lettera che è stata pubblicata dall’agenzia Zenit nel maggio 2010. Il New York Times, come è noto, è stato capofila nell’accusare il clero cattolico di pedofilia. Riporto qualche stralcio: «E’ curioso constatare (…) il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si consumano per milioni di bambini, per gli adolescenti e i più sfortunati nei quattro angoli del mondo (…). Penso che al vostro mezzo informativo non interessi il fatto che io abbia dovuto trasportare su percorsi minati nel 2002 molti bambini denutriti da Cangumbe a Lwena (Angola), perché il governo non si rendeva disponibile e le Ong non erano autorizzate; che abbia dovuto seppellire decine di piccole vittime tra gli sfollati della guerra e i ritornati; che abbiamo salvato la vita a migliaia di persone a Moxico con l’unico posto medico in 90mila kmq, o che abbia distribuito alimenti e sementi; o che in questi 10 anni abbiamo dato un’opportunità di istruzione e scuole a più di 110mila bambini (…). Non interessa che con altri sacerdoti abbiamo dovuto far fronte alla crisi umanitaria di circa 15mila persone negli alloggi della guerriglia, dopo la loro resa, perché gli alimenti del governo e dell’Onu non arrivavano (…). Non fa notizia che un sacerdote di 75 anni, p. Roberto, di notte percorra le vie di Luanda curando i bambini di strada, portandoli in una casa di accoglienza perché si disintossichino dalla benzina, che alfabetizzi centinaia di detenuti; che altri sacerdoti, come p. Stefano, abbiano case in cui i bambini picchiati, maltrattati e violentati cercano un rifugio, e nemmeno che fr. Maiato, con i suoi 80 anni, vada casa per casa per confortare i malati e i disperati (…). Non fa notizia che più di 60mila dei 400mila sacerdoti e religiosi abbiano abbandonato la propria terra e la propria famiglia per servire i fratelli in lebbrosari, ospedali, campi di rifugiati, orfanotrofi per bambini accusati di stregoneria o orfani di genitori morti di Aids, in scuole per i più poveri, in centri di formazione professionale, in centri di assistenza ai sieropositivi (…) e soprattutto in parrocchie e missioni, motivando la gente a vivere e amare (…). Non fa notizia che il mio amico p. Marcos Aurelio, per salvare alcuni giovani durante la guerra in Angola, li abbia portati da Kalulo a Dondo e tornando alla sua missione sia stato ucciso a colpi di mitragliatrice; che fr. Francisco e cinque catechiste siano morti in un incidente mentre andavano ad aiutare nelle zone rurali più sperdute; che decine di missionari in Angola siano morti per mancanza di assistenza sanitaria, per una semplice malaria; che altri siano saltati in aria a causa di una mina, mentre facevano visita alla loro gente. Nel cimitero di Kalulo ci sono le tombe dei primi sacerdoti che giunsero nella regione (…). Nessuno aveva più di 40 anni (…). La verità è che non cerchiamo di fare notizia, ma semplicemente di portare la Buona Novella, quella notizia iniziata senza rumore la notte di Pasqua. Fa più rumore un albero che cade che un bosco che cresce».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postato su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a href="http://www.rinocammilleri.com/2010/05/notizia/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+RinoCammilleri+%28Rino+Cammilleri%29"&gt;Antidoti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6276561001609632636?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6276561001609632636/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6276561001609632636' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6276561001609632636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6276561001609632636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/i-sacerdoti-che-non-fanno-notizia-e.html' title='I sacerdoti che non fanno notizia e dispiacciono al New York Times'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5428372832236068244</id><published>2010-05-28T17:52:00.003+02:00</published><updated>2010-05-28T20:03:45.313+02:00</updated><title type='text'>Immagini sacre</title><content type='html'>Su di un muro della camera da letto di casa mia campeggia un quadretto raffigurante Cristo che prega nell’Orto degli ulivi. Quell’immagine è ciò che mia moglie ed io vediamo appena apriamo gli occhi la mattina.&lt;br /&gt;Poche settimane fa, ho colto un suggerimento di san Josemaría: ho appeso un crocifisso nel mio ufficio, di fronte alla scrivania. Posso vederlo appena alzo lo sguardo dalle carte, quando parlo con i colleghi, quando sono al telefono. In altre parole, Cristo è adesso “visibile” anche sul posto di lavoro.&lt;br /&gt;Tutto questo per dire che la pratica cattolica di raffigurare Nostro Signore, Maria e i santi, oltre ad avere - ovviamente - un fondamento biblico, ha una grande importanza pratica: le immagini sacre aiutano a volgere continuamente il pensiero a Dio… anche e soprattutto nei luoghi in cui un cristiano svolge gran parte della sua vita ordinaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5428372832236068244?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5428372832236068244/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5428372832236068244' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5428372832236068244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5428372832236068244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/immagini-sacre.html' title='Immagini sacre'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3154111950028440285</id><published>2010-05-21T19:42:00.005+02:00</published><updated>2010-05-21T19:50:58.135+02:00</updated><title type='text'>Joseph Nicolosi e omosessualità indesiderata. La posta in gioco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_bGvEDQI2I/AAAAAAAABMk/df_yQ1h9jH4/s1600/identitagenere.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_bGvEDQI2I/AAAAAAAABMk/df_yQ1h9jH4/s400/identitagenere.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5473780908958950242" /&gt;&lt;/a&gt; Dal sito IL TIMONE riporto questa nota di Marco Invernizzi, diffusa il 17-05-2010.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il 21 e il 22 maggio Joseph Nicolosi sarà in Italia per un convegno promosso da diverse associazioni. La presenza nel nostro Paese del medico americano che da decenni pratica con successo la “terapia riparativa” nei confronti di uomini che sentono pulsioni omosessuali indesiderate sta suscitando reazioni profondamente negative. I suoi interventi e i suoi libri (tradotti in italiano da Sugarco), tuttavia, hanno suscitato tante speranze e risolto tante situazioni esistenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “terapia riparativa” pone tre problemi diversi eppure collegati. Cercherò di affrontarli in modo comprensibile a tutti, utilizzando un linguaggio il più semplice possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;Il primo problema riguarda l’esistenza di una natura umana sessuata. Gli uomini nascono maschi o femmine e il loro orientamento sessuale è naturalmente orientato verso l’altro sesso? E coloro che provano un orientamento sessuale verso il proprio sesso devono questa condizione a traumi o a problemi legati all’educazione familiare, che possono essere affrontati e risolti appunto da una terapia riparativa, come spiega proprio Nicolosi facendo riferimento ai tanti casi affrontati nel corso della sua professione?&lt;br /&gt;È fuori di dubbio che esista oggi nel mondo occidentale un violento attacco ideologico contro l’ultima differenza, quella fra il maschio e la femmina, in nome del rifiuto dell’esistenza di una natura data, che l’uomo trova e deve rispettare se vuole sviluppare la propria umanità. Ed è anche indubbio che chiunque si opponga e denunci questo attacco, venga accusato di omofobia, cioè di essere nemico della libertà di scegliere qualsiasi cosa per sé e per il proprio orientamento sessuale. Accade così una cosa singolare: tutti devono avere il diritto di proporre qualsiasi orientamento sessuale come normale (gay, lesbiche, bisessuali o transessuali) perché desiderato da qualcuno, ma questo diritto viene rifiutato a chi invece sostiene che esiste una natura sessuata, cioè che si nasce maschi o femmine. Avviene, in pratica, che viene contestato il diritto di proporre l’esistenza di una verità sulla persona, scritta nel cuore dell’uomo da chi lo ha creato, e riscontrabile nella natura. Senza Dio tutto è possibile, scriveva Fëdor Michajlovič Dostoevskij, e di questo passo si chiederà di mettere fuori legge il Magistero della Chiesa che sul punto ha espresso idee precise.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;Il secondo problema riguarda appunto la libertà. Coloro che provano pulsioni omosessuali indesiderate hanno il diritto di chiedere di essere aiutati a recuperare una eterosessualità che desiderano, senza essere costretti a diventare gay, lesbiche, bisessuali o transessuali, cioè senza diventare militanti di una causa che non vogliono servire? Non è che l’astio, la violenza con cui questo diritto viene osteggiato nell’ambiente degli psicologi e dei psicoterapeuti, e anche dei medici in generale, sia l’espressione di un rifiuto ideologico dell’esistenza di una realtà, la natura sessuata della persona, che non vogliono accettare e accogliere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;Di conseguenza esiste un problema terapeutico, cioè di diritto a una terapia richiesta. Perché coloro che provano desideri omosessuali devono poter essere aiutati a esternare questa loro condizione (coming out, si chiama) e non possono essere aiutati a superare una condizione che non desiderano?&lt;br /&gt;Si pone così un grave problema di libertà, da parte del singolo che richiede la terapia riparativa e da parte dello psicoterapeuta che intende esercitarla. Per quale motivo Nicolosi e chi come lui intende continuare sulla strada della terapia riparativa diventa oggetto di odio e di contestazione senza confronto?&lt;br /&gt;Io credo che il convegno con Nicolosi del 21 e 22 maggio possa essere l’occasione per affrontare e superare dubbi, incertezze e fraintendimenti a proposito della terapia ripartiva. Purché le proposte di Nicolosi vengano ascoltate e accolte senza pregiudizi ideologici.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal sito della casa editrice Sugarco riporto, infine, la scheda relativa all’ultimo libro di Joseph Nicolosi, “&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;IDENTITÀ DI GENERE, Manuale di orientamento&lt;/span&gt;”, pp. 368 - Euro 25,00. &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Il testo si propone principalmente come un manuale rivolto a coloro che intendono affrontare un lavoro psicologico relativo alle ferite dell’identità sessuale. Nei vari capitoli troviamo, esposti in modo discorsivo e accessibile, i riferimenti clinici, scientifici e psicologici degli studi più recenti sull’omosessualità. Joseph Nicolosi, psichiatra e psicoterapeuta cofondatore della NARTH (Associazione nazionale per la ricerca e la terapia dell’omosessualità) con sedi in tutto il mondo, è il principale ideatore della cosiddetta « terapia riparativa ». Da decenni il suo istituto studia i disturbi dell’identità sessuale. L’esperienza clinica che Nicolosi mette a disposizione del lettore è che il terapeuta può accogliere una domanda di trasformazione che procede da un lavoro di consapevolezza e dal desiderio di poter decidere liberamente in merito alle scelte della propria sessualità e della propria identità. In queste pagine l’autore ripercorre i meccanismi psicologici, le dinamiche e le tappe evolutive che influiscono nella costruzione soggettiva dell’identità di genere. Questo suo lavoro, distante dalle polemiche e dalle prese di posizione precostituite, si propone anche di informare, documentare e fare il punto intorno ai vissuti relativi alla storia familiare, e alle sue dinamiche, implicate in quei soggetti che provano un orientamento sessuale o affettivo verso il proprio sesso. Si tratta di un percorso scientifico che accompagna il lettore nell’esplorare quel lato spesso trascurato che viene tralasciato a favore della polemica, talvolta dai toni forti, intorno all’omosessualità, al diritto degli omosessuali, al riconoscimento delle coppie gay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Joseph Nicolosi&lt;/span&gt;, direttore scientifico della Clinica Psicologica Tommaso d’Aquino e cofondatore e già presidente della NARTH, membro dell’Associazione Psicologica Americana, conferenziere di fama mondiale, è autore di vari libri — fra i quali &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Omosessualità maschile: un nuovo approccio&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Omosessualità. Una guida per i genitori&lt;/span&gt;, entrambi editi da Sugarco — e di numerosi articoli scientifici. Esercita a Encino, California.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3154111950028440285?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3154111950028440285/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3154111950028440285' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3154111950028440285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3154111950028440285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/joseph-nicolosi-e-omosessualita.html' title='Joseph Nicolosi e omosessualità indesiderata. La posta in gioco'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_bGvEDQI2I/AAAAAAAABMk/df_yQ1h9jH4/s72-c/identitagenere.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2735179905951842586</id><published>2010-05-19T12:48:00.003+02:00</published><updated>2010-05-19T13:57:46.798+02:00</updated><title type='text'>La Chiesa copre i pedofili?</title><content type='html'>Ritaglio parte di un articolo di Giuliano Guzzo, intitolato “Pedofilia: analisi di una perversione”, pubblicato il 27 aprile scorso sul sito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libertà e Persona&lt;/span&gt;. Si veda &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=1785"&gt;qui&lt;/a&gt; per la versione integrale.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;[…] Una tesi che sposata oggi anche da molte persone istruite e pertanto vaccinate - almeno in teoria - dalla tentazione del pregiudizio, è che la Chiesa Cattolica sarebbe un’istituzione abituata a coprire i casi di pedofilia al proprio interno arrivando, in taluni casi, a minacciare le vittime dei crimini, di rimanere in silenzio. Il modo migliore per verificare l’attendibilità di queste accuse - infamanti quanto, quasi sempre, generiche - è andare a valutare, nel concreto, le azioni intraprese al riguardo dal clero. Ebbene, anche se a qualcuno la cosa potrà non piacere, e anche se è impossibile escludere che negli anni si possa essere verificato - per volontà di qualche singolo e sprovveduto vescovo e non certo del Vaticano! – qualche caso di “insabbiamento” ci sono infiniti esempi che dimostrano come la Chiesa non solo non copra i pedofili, ma sia in prima linea nella battaglia contro i loro crimini. Ci limitiamo, per non abusare della pazienza del lettore, a citarne cinque:&lt;br /&gt;- già nel lontano 1992, il cardinale arcivescovo di Chicago, Joseph Bernardin, a capo della seconda diocesi americana, istituì un’apposita linea verde per consentire alle vittime dei preti pedofili di denunciarli [33];&lt;br /&gt;- l’arcivescovo americano William Keeler nel 2002 ha pubblicò direttamente sul sito dell’arcivescovado di Baltimora (www.archbalt.org) la lista dei 56 religiosi accusati di molestie ai minori dagli anni ’50 in poi [34];&lt;br /&gt;- il reverendo Lawrence C. Murphy fu accusato di aver abusato di decine di bambini. I magistrati archiviarono le denunce a suo carico mentre la Chiesa, anche se si trattò di indagare crimini accaduti decenni prima, lo inquisì - respingendo anche una richiesta di prescrizione, avanzata dello stesso reverendo - fino all’ultimo dei suoi giorni; [35]&lt;br /&gt;- don Marco Dessì, è un missionario condannato per pedofilia, ha detto Marco Scarpati, l’avvocato delle sue vittime nonché Presidente di Ecpat-Italia – associazione internazionale che si batte per porre fine alle prostituzione minorile, alla pedopornografia e alla tratta di minori-, “grazie alla grande collaborazione della Chiesa, che ha svolto un ruolo importantissimo nella ricerca della verità” [36]&lt;br /&gt;- Don Fortunato Di Noto, con la sua Associazione Meter, da anni segnala alle autorità siti pedopornografici e persone sospettate di pedofilia, senza distinguere tra laici e religiosi, ed ha pubblicato anche testi sull’argomento [37].&lt;br /&gt;Merita di essere inoltre sottolineata l’opera del Santo Padre, autore di quella che persino un intellettuale anticlericale come Gian Enrico Rusconi ha definito “una svolta importante” [38] contro la pedofilia. Lo ha ammesso persino Alberto Melloni, intellettuale progressista che giusto pochi giorni prima che il New York Times lanciasse le sue accuse infamanti, ha riconosciuto al Papa tre importanti ed innovative decisioni su come affrontare la questione-pedofilia:&lt;br /&gt;1) “affrontare la questione a Roma, al massimo grado di responsabilità”;&lt;br /&gt;2) “fornire ai tribunali una collaborazione piena”;&lt;br /&gt;3) “prendere atto che un vescovo che non sa affrontare queste situazioni non può fare il vescovo” [39].&lt;br /&gt;Urge annotare che anche l’Associazione antipedofilia La Caramella buona ha riconosciuto che, a differenza delle calunnie che qualcuno si ostina a far circolare sulla Chiesa, questa “sta dimostrando coraggio” nella lotta contro i pedofili [40].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostri in libertà &amp; abusi impuniti&lt;br /&gt;L’indignazione che solitamente i mass media orchestrano accuratamente per segnalare gli abusi da parte dei preti pedofili, – senza mai distinguere, urge rammentarlo, tra quelli denunciati, quelli processati e quelli infine condannati - di fatto finisce, per un curioso paradosso, per occultare dietro un assordante silenzio altri casi di pedofilia e abusi sessuali di gravità inaudita. Pensiamo, per stare all’Italia, ai 52 dipendenti pubblici che, tra il 2002 ed il 2007, sono stati condannati per reati sessuali. Attenzione: 18 di questi, dopo la condanna, non sono neppure stati licenziati [41] . Oppure pensiamo al caso del macellaio veneto che, processato per aver fatto sesso con una tredicenne, s’è visto riconoscere dal giudice le attenuanti perché “il sentimento era vero” [42]. Ancor più grave, se possibile, è stata la vicenda del pedofilo siciliano scarcerato dopo aver violentato tre ragazzine, che è tornato a stuprare, abusando di una bambina di quattro anni [43]. Nel suo “I predatori di bambini”, lo scrittore Massimiliano Frassi racconta l’allucinante storia di Oliver Serano-Alve, conosciuto all’Interpol come Oliver Shanti o solamente come Schulz; costui, energumeno alto 1 metro e 86 per 150 kg di peso, è accusato di aver abusato di almeno 116 bambini, cinque dei quali ridotti in fin di vita, con danni irreversibili, ha inciso diversi cd musicali tutt’ora acquistabili per i quali, riferisce Frassi, nonostante sia latitante dal 2002 “riceve regolarmente i diritti d’autore” [44] Decisamente allucinante è anche il caso riportato dal giornalista Stefano Livadiotti, penna particolarmente appuntita dell’Espresso – che certo non è un settimanale affetto dai pre-giudizi verso la magistratura – il quale, in un suo recente libro, racconta la storia di un magistrato che, sorpreso a far sesso con un ragazzino nel bagno di un cinema, è stato assolto dai colleghi da ogni accusa con la giustificazione che, due anni prima, aveva riportato una ferita alla testa la quale “ha reso inerte la” sua “volontà di inibire quelle spinte pulsionali su cui il soggetto non riusciva più ad esprimere un giudizio di valore” [45] La copertura o comunque il colpevole ri-dimensionamento degli abusi sessuali sembra toccare persino la venerata ONU: da quando, nel 2003, il Palazzo di vetro ha riconosciuto il problema degli abusi sessuali e delle violenze commesse dai Caschi blu, nulla o troppo poco è stato fatto per punire, scovare e processare i colpevoli. Un fatto che assume toni di accresciuta gravità se si pensa che i soldati dell’ONU, secondo alcune fonti, avrebbero commesso gravi abusi in numerosissimi stati: Sri Lanka, Marocco, India, Costa d’Avorio, Congo, Bosnia, Kosovo, Cambogia. [46] . La lunga lista degli abusi nascosti tocca anche insospettabili istituti laici che furono guidati, guarda caso, da persone che oggi puntano il dito contro le presunte coperture di pedofili da parte del Santo Padre. Ci riferiamo in particolare alla Odenwaldschule, prestigiosissimo istituto laico considerato la Eton teutonica. Ebbene, Antje Vollmer, esponente di spicco dei Verdi ai tempi della coalizione di governo con il cancelliere Gerhard Schröder, nel 2002 ricevette un dettagliato rapporto sugli orrori che avvenivano alla Odenwaldschule e, nonostante la gravità della accuse, non fece nulla [47] Persino gli stimati e affidabili boyscout hanno coperto degli abusi sessuali: lo ha stabilito un tribunale dell’Oregon che ha condannato l’organizzazione dei Boy Scout a pagare la cifra record di 18,5 milioni di dollari per aver agito in maniera negligente non proteggendo dei “piccoli esploratori” da alcuni pedofili [48]. Che la cultura contemporanea, al di là delle generiche accuse al clero, si interessi poco del problema della pedofilia è dimostrato anche dalla scarsa indignazione pubblica di fronte alle pubbliche rivendicazioni dei pedofili: dal 21 Dicembre 1998, tutti i pedofili a livello Internazionale celebrano il “Boy love day International”, la Giornata Mondiale dell'Orgoglio Pedofilo, ma – stranamente - non si è mai organizzata alcuna trasmissione televisiva per approfondire cosa abbia portato dei pervertiti ad associarsi pubblicamente fino ad indire un appuntamento annuale. E pensare che a Manhattan, New york, si dice che esista la North American May-Boy Love Association (Numbla), il cui scopo è di aiutare gli uomini ad individuare vittime di loro gusto [49]. Secondo quanto riportato da Kaplan nel suo volume “Perversioni femminili” in Gran Bretagna un gruppo di pedofili avrebbe fondato il Pedophile Information Exchange, di cui hanno fatto parte un ex ambasciatore britannico, membri dello staff amministrativo di Buckingham Palace, il figlio di un vicario e altri membri di primo piano della società [50] Che dire poi del regista Roman Polanski, arrestato in Svizzera il 26 settembre 2009 per aver avuto, anni fa, rapporti sessuali con una tredicenne? Molti intellettuali, anche italiani, si sono espressi per la sua innocenza: come mai tanto garantismo scompare quando c’è di mezzo un sacerdote? Mistero. Anche perché  è stato già dimostrato da sociologi non cattolici e quindi non sospettabili di tendenziosità che la percentuale di pedofili nel clero è esattamente la stessa di altri ambienti sociali [51].&lt;br /&gt;[…]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[33] Corriere della Sera, 24/9/1992, p. 13;[34] Corriere della Sera, 27/9/2002; [35] per approfondire la storia del reverendo Murphy si legga AA. VV. Indagine della pedofilia nella Chiesa, Fede &amp; Cultura, Verona 2010; [36] ANSA, 24 maggio 2007, 15:21; [37] Si consiglia la lettura di F. DI NOTO, La pedofilia – mille volti di un olocausto silenzioso, Paoline, Milano 2002; [38] La Stampa, 13/4/2010, p. 33; [39] A. MELLONI, “Pedofilia Il Papa e le tre decisioni con le quali ha voltato pagina”, Corriere della Sera, 17/2/2010, p.38; [40] Il Giornale, 13/4/2010; [41] Cfr. R. ORMANNI, Condannati per pedofilia? Tutti al lavoro, Panorama 21/6/07, pp. 58 – 59; [42] S. ZURLO, Ha fatto sesso con una tredicenne. Per il giudice è amore: pena ridotta, Il Giornale 6/2/2008, p. 19; [43] Corriere della Sera, 18/2/08, p.25; [44] M. FRASSI, I predatori di bambini, il libro nero della pedofilia, Macro Edizioni, Diegaro di Cesena 2007, p. 103; [45] Cfr. S. LIVADIOTTI, “Magistrati.L’ultracasta” Bompiani, Milano 2009; [46] Cfr. G. MEOTTI, One dollar baby per Caschi Blu degeneri, Il Foglio, 25 marzo 2010; [47] Cfr. S. MAZZOLINI, Così i verdi insabbiarono gli abusi nella scuola per vip, Il Giornale 8/4/2010, p. 13: [48] Cfr. Pedofilia, Boy Scout condannati a pagare 18 milioni, Il Giornale 25/4/2010, p. 14; [49] Cfr A. OLIVERIO FERRARSI, B. GRAZIOSI, Pedofilia, p. 41; [50] Ibidem; [51] P. JENKINS, Pedophiles and Priest: Anatomy of a Contemporary Crisis, Oxford University Press, 1996.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2735179905951842586?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2735179905951842586/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2735179905951842586' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2735179905951842586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2735179905951842586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/la-chiesa-copre-i-pedofili.html' title='La Chiesa copre i pedofili?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2506100194758722175</id><published>2010-05-18T12:22:00.005+02:00</published><updated>2010-05-18T12:31:54.261+02:00</updated><title type='text'>Indagine sulla pedofilia nella Chiesa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_JrXX8BY_I/AAAAAAAABMc/OLFIjpDosy0/s1600/Indagine+sulla+pedofilia+nella+Chiesa.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 279px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_JrXX8BY_I/AAAAAAAABMc/OLFIjpDosy0/s400/Indagine+sulla+pedofilia+nella+Chiesa.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5472554546515502066" /&gt;&lt;/a&gt; Intervista a Lorenzo Bertocchi, studioso di storia del cristianesimo&lt;br /&gt;di Antonio Gaspari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA, lunedì, 17 maggio 2010 (&lt;a href="http://www.zenit.org/article-22495?l=italian"&gt;ZENIT.org&lt;/a&gt;).- Quanti casi di pedofilia si sono registrati all’interno della Chiesa cattolica? E quanti sono quelli verificatisi nella società? Chi promuove una cultura della pedofilia? E come ha fatto questa cultura a contaminare anche parti della Chiesa cattolica?&lt;br /&gt;Per rispondere a queste come ad altre domande su un tema così delicato e spinoso Francesco Agnoli, Massimo Introvigne, Giuliano Guzzo, Luca Volonté e Lorenzo Bertocchi hanno appena pubblicato il saggio “&lt;a href="http://fedecultura.com/IndaginesullapedofilianellaChiesa.aspx"&gt;Indagine sulla pedofilia nella Chiesa&lt;/a&gt;” (edizioni Fede &amp; Cultura)&lt;br /&gt;Per approfondire il tema in questione, ZENIT ha intervistato uno degli autori, Lorenzo Bertocchi, studioso di storia del cristianesimo, collaboratore del blog &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/dblog/"&gt;Libertà e Persona&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quanti sono i casi di pedofilia nella Chiesa? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bertocchi: Se anche vi fosse un solo caso è ovvio che sarebbe già troppo e all’interno della Chiesa chi ha dimostrato di aver idee ben chiare a tal proposito è proprio Benedetto XVI. Ciò premesso credo sia utile capire le dimensioni del fenomeno e nella prima parte del libro (“Indagine sulla pedofilia nella Chiesa” – Ed. Fede e Cultura) Massimo Introvigne ci aiuta a inquadrare il problema. Negli Stati Uniti ad esempio, secondo autorevoli indagini accademiche, dal 1950 al 2002 i sacerdoti accusati di effettiva pedofilia risultano 958 su oltre 109.000 preti, ma le condanne si riducono drasticamente fino ad un numero di poco inferiore a 100. &lt;br /&gt;Padre Lombardi, in una sua dichiarazione del 10 marzo scorso, citava il caso dell’Austria dove, in uno stesso arco temporale, le accuse accertate e riconducibili alla Chiesa ammontano a 17, mentre per altri ambienti si sale a 510. Questi numeri possono dire molto o nulla, tuttavia mostrano senz’altro una tendenza che permette di sgonfiare l’ipotesi che per la Chiesa Cattolica vorrebbe fare “di tutta l’erba un fascio”. &lt;br /&gt;Meriterebbe poi un discorso a parte il tema delle false accuse, come ad esempio i casi di don Giorgio Covoni, di due suore bergamasche, di padre Kinsella e suor Nora Wall in Irlanda, tutti accusati di abusi e poi assolti. Questi fatti sono importanti perché testimoniano le dinamiche non sempre chiare in cui prende corpo l’accusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E nella società?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Bertocchi: Leggendo i dati sembra che la piaga pedofilia sia veramente diffusa e impressionante. In un rapporto dell’OMS - Global Estimates of Health Consequences due to Violence Against Children (Ginevra, Organizzazione Mondiale della Sanità, 2006) - si indica ad esempio che per il 2002 nel mondo si potevano stimare circa 150 milioni di bambine e 73 milioni di bambini minorenni costretti in diverse forme di abuso nell’ambito sessuale. &lt;br /&gt;Un rapporto ONU, presentato all’Assemblea generale il 21 luglio 2009, focalizza, invece, l’attenzione sulla situazione nel web: su scala mondiale il numero di siti on-line di natura pedo-pornografica cresce a ritmi vertiginosi, ad esempio se nel 2001 erano 261.653, nel 2004 se ne recensivano ben 480.000, tendenza che viene confermata anche consultando i report annuali dell’Associazione Meter di don Di Noto. &lt;br /&gt;Questo dato relativo ad Internet mi sembra paradigmatico visto il ruolo ormai assunto dal web nella nostra vita sociale. Prende così consistenza l’idea che il tipo di campagna mediatica condotta per far passare la Chiesa Cattolica come luogo per eccellenza della pedofilia contenga una buona dose di pregiudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quale cultura promuove la pedofilia?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Bertocchi: Al centro del problema c’è quella “cultura del sesso” che, specialmente a partire dal cosiddetto ’68, ha promosso una vera e propria rivoluzione tesa ad “abolire i tabù”. La diffusione della pornografia, che in qualche modo rappresenta la bandiera di questa rivoluzione, è sotto gli occhi di tutti. La mentalità dominante oggi è quella che giustifica la pratica di unioni sessuali di ogni tipo, frutto di un pensiero che trova le sue radici in De Sade, Freud, Fromm, Reich, Marcuse, ecc., quelli che potremmo definire profeti dell’esaltazione dell’orgasmo. &lt;br /&gt;Nel nostro libro è Francesco Agnoli che porta diversi esempi di come ancora oggi questa cultura sia viva e rappresentativo è il caso del partito olandese pro-pedofili da poco sciolto per carenza di firme e non per divieto legale. In radice la rivoluzione sessuale di quegli anni si poneva l’obiettivo di attaccare ogni tipo di autorità, a partire da quella di Dio e questo purtroppo ha lasciato un segno anche all’interno della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come, quando e perchè la cultura favorevole alla pedofilia è penetrata nei seminari e nella Chiesa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bertocchi: L’indicazione la può fornire proprio la lettera che Benedetto XVI ha scritto ai cattolici d’Irlanda dove, oltre ad affrontare il problema di casi di pedofilia nel clero irlandese, il Santo Padre ricerca anche le radici del fenomeno. Nel suo argomentare egli fa riferimento anche al fatto che “il programma di rinnovamento proposto dal Concilio Vaticano II fu a volte frainteso”. Sicuramente c’è un richiamo a quel periodo degli anni ’60/’70 del secolo scorso in cui la cosiddetta “apertura al mondo” ha condotto la Chiesa ad un indebolimento della fede e ad una progressiva secolarizzazione. &lt;br /&gt;L’attacco sociale condotto al principio di autorità, famoso lo slogan “vietato vietare”, si è insinuato nella Chiesa e così nei seminari dove una certa interpretazione ha finito per confondere la disciplina con il dialogo; il risultato è stato una maglia più larga nella selezione dei candidati al sacerdozio. &lt;br /&gt;Il Card. Caffarra a tal proposito ha precisato: “che la Chiesa si dia dei criteri per discernere chi ammettere e chi non ammettere al sacerdozio è un diritto che nessuno può ragionevolmente negarle” (“La Verità chiede di essere rivelata” – Rizzoli 2009). Oggi più che mai questo diritto va esercitato. Chi pensasse però che il problema è il celibato dei preti dovrebbe quantomeno spiegare come mai nel clero protestante, che può sposarsi, vi siano casi di abusi sessuali non inferiori a quelli del clero cattolico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Perché la pedofilia organizzata e praticata con il turismo sessuale non fa rumore e non si riesce a fermare?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Bertocchi: Una indagine dell’ECPAT ha rilevato che nel mondo circa 80 milioni di turisti all’anno si muovano in cerca di un’offerta sessuale. Secondo Intervita – Onlus italiana – sarebbero 10 milioni i minori coinvolti in questo mercato planetario che muove un giro d’affari stimato in 12 miliardi di dollari. &lt;br /&gt;L’indagine dell’Università di Parma realizzata per ECPAT indica l’identikit del “turista tipo” che non è certo un mostro: nel 90% dei casi ha tra i 20 e i 40 anni, di cultura medio alta, buon livello di reddito, molto spesso è sposato. Le vittime, invece, hanno un’età compresa fra gli 11 e i 15 anni nel caso delle bambine e 13 – 18 per i maschi. &lt;br /&gt;Questo tipo di “turismo” in molti paesi è considerato un reato, ma ciononostante si tratta di un’industria molto florida e proprio per il fatto di essere “un’industria” rende difficile fermare il fenomeno. Però c’è anche un motivo più radicale che va indagato in quella “cultura del sesso” di cui parlavo poco fa, vi sono espressioni politiche che sono portabandiera di tematiche nate in quella “cultura” e che si muovono come una vera e propria lobby.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qual è il confine tra realtà e falso moralismo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Bertocchi: Gran parte delle nostre società post-moderne ormai accetta o giustifica la distruzione di embrioni in quanto non li considera esseri umani, commercia in ovuli e spermatozoi come fossero biscotti, teorizza la mascolinità e la femminilità come semplici etichette culturali, diffonde la pornografia come una forma di divertimento e vorrebbe fare della morte assistita una scelta nobile. &lt;br /&gt;Per una sorta di perversione della verità oggi ci troviamo di fronte ad una confusione etica di proporzioni tali che la realtà si perde nel soggettivismo. Così appunto vediamo che la condanna del comportamento immorale dei religiosi proviene dallo stesso ambiente culturale che è pronto ad accettare ogni arbitrio del singolo. Le ragioni sono di tipo ideologico, ma anche di tipo economico come dimostrano quegli studi legali americani che hanno guadagnato miliardi di dollari grazie all’uso spregiudicato dell’accusa di pedofilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come valutare la linea di tolleranza zero adottata dal Pontefice Benedetto XVI?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Bertocchi: La determinazione del Santo Padre a voler fare chiarezza mi pare esemplare, indica una via di trasparenza che non solo è valida per la Chiesa, ma lo dovrebbe essere per tutti i settori della società che hanno avuto o hanno a che fare con questo triste fenomeno. &lt;br /&gt;Nelle meditazioni per la Via Crucis del 2005 l’allora Card. Ratzinger mostrava chiaramente la necessità di “far pulizia” dentro la Chiesa, volontà però non giustizialista, ma desiderio di vera giustizia per far risplendere ancora di più la Sposa di Cristo “una, santa, cattolica e apostolica”. &lt;br /&gt;Questo “stile” lo si può riscontrare in tutto il magistero di Benedetto XVI, la sua ricetta di purificazione si muove a 360°: l’ermeneutica della continuità, l’allargamento della razionalità, l’esempio del Curato d’Ars per l’Anno sacerdotale, l’attenzione alla liturgia, la tolleranza zero contro lo scandalo pedofilia, ecc. Il problema semmai è quello di leggere il suo insegnamento prendendo solo ciò che è più vicino alle proprie idee, omettendo di considerarlo integralmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;In che modo la Chiesa cattolica potrà superare lo sgomento e la sfiducia così largamente diffusi tra la gente?&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Bertocchi: Tutti i cattolici sono chiamati a ritornare ai fondamenti della fede per essere autentici testimoni del Signore Risorto o, come dice Luca Volontè, “chiara deve essere la coscienza della compagnia di Cristo” che ci accompagna quotidianamente. Nel suo recente viaggio apostolico a Fatima il Santo Padre ha affermato che la Chiesa soffre per cause “interne”. &lt;br /&gt;Certamente faceva riferimento alle ferite provocate dai casi di abusi sessuali, ma credo anche alla necessità di una chiarezza dottrinale essenziale per un ritorno ai fondamenti. Oggi purtroppo questa chiarezza non è scontata e anche questo confonde la gente. &lt;br /&gt;Mi trovo d’accordo quindi con le conclusioni che indica Agnoli nel saggio: preghiera, recupero del senso del soprannaturale, efficace esercizio del governo della Chiesa e, aggiungo, un profondo recupero del senso del peccato. “Il vero nemico da temere e da combattere è il peccato, il male spirituale, che a volte, purtroppo, contagia anche i membri della Chiesa” ha detto Benedetto XVI dopo il Regina Caeli del 16 maggio. &lt;br /&gt;Disgraziatamente in molta catechesi il tema “peccato” è sempre meno di moda, travolto da tanta psicologia e tanta sociologia. Riconoscersi peccatori però è la via per accogliere la Misericordia di Dio. Carità nella Verità, non c’è altro modo per donare speranza agli uomini del nostro tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2506100194758722175?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2506100194758722175/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2506100194758722175' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2506100194758722175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2506100194758722175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/indagine-sulla-pedofilia-nella-chiesa.html' title='Indagine sulla pedofilia nella Chiesa'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S_JrXX8BY_I/AAAAAAAABMc/OLFIjpDosy0/s72-c/Indagine+sulla+pedofilia+nella+Chiesa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3265949975005563038</id><published>2010-05-17T17:27:00.008+02:00</published><updated>2010-05-17T17:38:41.109+02:00</updated><title type='text'>Dagli al cattolico!!!</title><content type='html'>«Come si sa, un metodo rapido e infallibile per apparire illuminati progressisti politicamente molto corretti nonché aperti, lungimiranti, antidogmatici e amabilmente tolleranti è quello di sparare sul cristianesimo, sulla Chiesa cattolica e sul Papa. Il successo è assicurato. In una cultura come la nostra, nella quale, per dire, se ti permetti di formulare un giudizio anche vagamente critico verso l’islam ti ritrovi automaticamente iscritto nel club dei reietti, parlar male del cristiano e del cattolico non solo è possibile, ma vivamente consigliato. La patente di libero pensatore è garantita. E poco importa che dal punto di vista storico ciò che tu dici sia insostenibile, condito di falsità e leggende. Nella società dell’immagine non c’è tempo per la storia, e approfondire è attività considerata poco compatibile con l’apparire. Ciò che conta è come tu ti presenti. E se vuoi essere à la page devi attrezzarti: prova a buttare là una battuta contro Benedetto XVI, fai un accenno ai preti che insidiano i bambini, ricorda che la Chiesa è sempre stata un’istituzione retrograda, innalza un inno alla liberazione sessuale. Vedrai, non te ne pentirai».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldo Maria Valli, su «Il Foglio» del 7 maggio 2010 (brano riportato da Rino Cammilleri nel suo sito &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a href="http://www.rinocammilleri.com/2010/05/valli/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+RinoCammilleri+%28Rino+Cammilleri%29"&gt;Antidoti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3265949975005563038?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3265949975005563038/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3265949975005563038' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3265949975005563038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3265949975005563038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/dagli-al-cattolico.html' title='Dagli al cattolico!!!'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-7227216131119571747</id><published>2010-05-16T10:52:00.001+02:00</published><updated>2010-05-16T10:53:33.269+02:00</updated><title type='text'>Piazza S. Pietro, Regina coeli con e per Benedetto XVI</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S--yga3SwbI/AAAAAAAABMU/aC-C5PoZeRg/s1600/benedetto_xvi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S--yga3SwbI/AAAAAAAABMU/aC-C5PoZeRg/s320/benedetto_xvi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471788342315237810" /&gt;&lt;/a&gt; In queste settimane, risuonano più che mai le parole pronunciate dal Santo Padre dal balcone di San Pietro il giorno della sua elezione: «Pregate per me, perché io non fugga, per paura, davanti ai lupi».&lt;br /&gt;Sappiamo, Santo Padre, lo ha dimostrato tante volte, che lei non fugge. Lo Spirito Santo la sostiene e la conforta.&lt;br /&gt;Le sue parole valgono anche e soprattutto per noi laici e per i sacerdoti: dobbiamo tutti pregare perché non venga mai meno la nostra fede e perché non retrocediamo di fronte a chi ha in odio Cristo e la sua Chiesa.&lt;br /&gt;Siamo con lei, Santo Padre. Affidiamo la sua missione e la sua persona alla Sacra Famiglia.&lt;br /&gt;Con affetto filiale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-7227216131119571747?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/7227216131119571747/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=7227216131119571747' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7227216131119571747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7227216131119571747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/piazza-s-pietro-regina-coeli-con-e-per.html' title='Piazza S. Pietro, Regina coeli con e per Benedetto XVI'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S--yga3SwbI/AAAAAAAABMU/aC-C5PoZeRg/s72-c/benedetto_xvi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8810234549601494946</id><published>2010-05-14T18:39:00.002+02:00</published><updated>2010-05-14T18:42:57.545+02:00</updated><title type='text'>Perché il Papa smentisce Bertone (e Messori)</title><content type='html'>E’ incredibile che i giornali abbiano “bucato” le due clamorose notizie che arrivano dal Portogallo. Una (drammatica) è implicita nelle parole del Papa: la profezia sul papa ucciso e il macello di cardinali e vescovi riguarda non il passato, ma il nostro futuro prossimo (ne parlerò dopo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece un’altra sta nero su bianco ed è questa: il “quarto segreto” (cioè una parte finora non pubblicata del Terzo Segreto) esiste e le parole del Papa sullo scandalo della pedofilia ne sono la prova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa è impegnato a fare una grande operazione-verità anche su Fatima, a costo di smentire la versione dei segretari di stato vaticani. Ecco il confronto fra le loro parole e quelle del pontefice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’allora Segretario di stato cardinal Sodano, il 13 maggio 2000, nell’annunciare solennemente al mondo la pubblicazione del terzo segreto, spiegando che coincideva con l’attentato al papa del 1981 e le persecuzioni del Novecento, disse: “Le vicende a cui fa riferimento la terza parte del ‘segreto’ di Fatima sembrano ormai appartenere al passato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il successore, Bertone, ha eliminato anche il prudenziale “sembrano” e, per ribadire che il segreto riguardava l’attentato al papa del 1981 e si era già tutto realizzato, ha scritto testualmente (a pagina 79 di un suo volume): “L’accanimento mediatico è quello di non volersi capacitare che la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato (l’attentato al papa, nda). Non ci si vuole arrendere all’evidenza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora invece papa Benedetto XVI ci spiega l’esatto opposto, che cioè il terzo segreto riguarda eventi successivi all’attentato del 1981, come l’attuale scandalo della pedofilia e anche eventi che stanno tuttora nel nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ratzinger ha infatti dichiarato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano … e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attentato del 1981 non c’è nelle parole di Benedetto XVI e quindi non è indicato come “la” realizzazione del terzo segreto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si parla solo della “sofferenza di Giovanni Paolo II” che viene unita a quelle degli altri papi (di cui parla la seconda parte del Segreto). Benedetto XVI colloca il compimento del Terzo segreto negli anni successivi all’attentato del 1981 e nel nostro stesso futuro: “sono realtà del futuro che man mano si sviluppano e si mostrano” ha dichiarato “sofferenze della Chiesa che si annunciano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come chiunque può vedere è il contrario di quanto proclamato da Sodano e, più dogmaticamente, da Bertone (“la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto era stata la stessa suor Lucia a smentire che la profezia fosse consegnata al passato e si fosse realizzata con l’attentato del 1981. Lo ha scritto in una lettera fondamentale del 12 maggio 1982.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver mostrato che si era già realizzata la prima parte della profezia, relativa alla rivoluzione comunista, alla seconda guerra mondiale e alle persecuzioni alla Chiesa, suor Lucia, parlando della terza parte del segreto, scriveva testualmente: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;“se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, in questa fondamentale lettera che fu resa nota dallo stesso Vaticano, suor Lucia, un anno dopo l’attentato di Alì Agca del 1981, non solo non dice che tale attentato è la realizzazione del terzo segreto (non lo ha mai detto né qui, né altrove), ma neanche lo cita, neanche vi accenna vagamente. Anzi spiega “apertis verbis” che il terzo segreto deve ancora realizzarsi. E lo scriveva nel 1982 !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sarebbe da aggiungere che proprio su questa lettera della veggente, Bertone – a quel tempo monsignore – ha inspiegabilmente “cancellato” una frase esplosiva, che contraddiceva la sua versione, senza mai dare alcuna spiegazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è sola una delle tante anomalie di questa storia cinquantennale che purtroppo è piena di bugie, di reticenze, di forzature e di omissioni (come ho mostrato nel mio libro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo ad oggi. Il Papa dunque ha riaperto il dossier in modo così preciso e plateale che tutti coloro che in questi anni erano corsi a omaggiare la versione della Curia si sono trovati nel panico di fronte alle sue dichiarazioni che collocano lo scandalo della pedofilia nel terzo segreto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco padre Stefano De Fiores che, interpellato dal tg2 delle 20.30 dell’11 maggio, in evidente imbarazzo, balbetta: “a dire la verità in maniera esplicita non lo troviamo…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E bravo De Fiores! In effetti nel “terzo segreto” degli ecclesiastici no. Ma in quello completo della Madonna, a cui si riferisce il Papa, sì. Bisogna capirlo padre De Fiores. Aveva scritto un saggetto apologetico del cardinal Bertone giurando che non era mai esistita una parte non pubblicata del “terzo segreto” e ora si trova il Papa in persona che lo smentisce.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Messori, un altro intellettuale cattolico che era corso a omaggiare la curiale segreteria di stato, ieri sul Corriere della sera esprimeva l’imbarazzo di trovarsi smentito dal Papa: “Adesso nella schiera vasta dei ‘fatimisti’ ci sarà fermento per mostrare che papa Benedetto XVI si è tradito…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà papa Benedetto non ha mai identificato il Terzo Segreto con l’attentato del 1981. Inoltre – da cardinale – sottolineò che non ci sono “definizioni ufficiali, né interpretazioni obbligatorie” del Terzo segreto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza degli ecclesiastici di Curia, che hanno trasformato in dogma le proprie idee (e fandonie) Ratzinger spiegò che quelle del 2000 erano ipotesi di interpretazione. Mere ipotesi (oggi da superare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In terzo luogo – con l’umiltà che lo caratterizza – già nel 2000, poco dopo lo svelamento del Segreto,  rispondendo a una lettera rispettosa, ma critica del vescovo Pavel Hnilica sul suo commento teologico, Ratzinger non aveva esitato ad affermare che non voleva affatto “attribuire esclusivamente al passato i contenuti del segreto, in maniera semplicistica”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà Benedetto XVI, come per lo scandalo pedofilia, vuol farci capire che non bisogna mai aver paura della verità, anche quando è dolorosa o imbarazzante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché non si serve Dio con la menzogna. Quando si pretende di mentire per Dio in realtà lo si fa per se stessi: Dio non ha bisogno delle nostre menzogne per difendere e costruire la sua Chiesa. Meglio fare mea culpa, perché Dio è più grande e più potente di tutti i nostri peccati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, questo atteggiamento non è compreso in Curia. Né dai “ratzingeriani” e giustamente, con affetto, Giuliano Ferrara ha scritto che sulla questione pedofilia, “detto con molta autoironia, per noi foglianti il Papa è un poco fuori linea”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero. Perché il Papa sa più di noi e ritiene questo scandalo solo la punta dell’iceberg “terrificante” del peccato nella Chiesa (pensiamo ai verminai da lui denunciati nella Via crucis del 2005) e pensa al grande peccato dell’apostasia nella Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se tutto questo è “la città mezza in rovina” piena di cadaveri, descritta nella visione del Terzo segreto e se il papa ucciso non può essere il papa ferito del 1981, significa che la grande persecuzione del mondo e il grande martirio del Papa e della Chiesa è cosa del prossimo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa forse non può dirlo esplicitamente, ma cerca di preparare la sua Chiesa a questa immane prova (“le sofferenze della Chiesa che si annunciano”) affidando tutto nelle mani della Madonna di Fatima. Sono ore straordinarie. Ma i giornali non se ne sono accorti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 13 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. A proposito di Bertone e Messori….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre anni fa Bruno Vespa realizzò un’intera puntata di “Porta a porta” per lanciare il libro del cardinal Bertone contro di me (ovviamente senza darmi la parola). Titolo della puntata: “Il quarto segreto non esiste” (era un esplicito riferimento polemico al mio libro “Il quarto segreto di Fatima”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera è andata in onda un’altra confusa puntata di “Porta a porta” sulle nuove dichiarazioni del Papa a Fatima e – con mio gran divertimento – pur parlando dello stesso tema, nessuno più ha osato dire “il quarto segreto non esiste”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, Vittorio Messori, che tre anni fa era corso ad accreditare la versione di Bertone, senza fare una piega, ha dichiarato l’opposto di quello che finora aveva affermato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha detto cioè che Benedetto XVI non vede il compimento del Terzo segreto nell’attentato del 1981 e non lo ritiene concluso nel passato, ma lo vede proiettato nel futuro, considerando anche un fatto nuovo, come lo scandalo-pedofilia, parte del Segreto (ed è chiaro che il Papa non può esserselo inventato: deve pur averlo ricavato dal testo completo del Segreto…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo tutto questo Messori non ha minimamente riconosciuto di essersi sbagliato finora, né ha tratto le conseguenze di quello che lui stesso ha dichiarato. Così come il disinvolto Bertone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a me pare che non si possa dire tutto e il suo contrario. O ha ragione Bertone (e la profezia si è realizzata con l’attentato del 1981 e si è conclusa nel passato) o ha ragione Benedetto XVI e allora il testo del Segreto è più ampio, la profezia è ancora aperta e il martirio di un Papa e della Chiesa stanno nel nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si può far finta che le due opposte versioni possano coesistere. Per rispetto della logica. Sarebbe auspicabile che prevalesse l’amore alla verità e un leale riconoscimento dei propri errori… L’invito del Papa al pentimento, all’esame autocritico e alla penitenza dovrebbe essere preso sul serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la S.S. Madre di Dio protegga il Papa e tutti noi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8810234549601494946?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8810234549601494946/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8810234549601494946' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8810234549601494946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8810234549601494946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/perche-il-papa-smentisce-bertone-e_14.html' title='Perché il Papa smentisce Bertone (e Messori)'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1229833268696068948</id><published>2010-05-14T18:29:00.002+02:00</published><updated>2010-05-14T18:38:14.839+02:00</updated><title type='text'>Dunque il “quarto” segreto c’era …</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-18XzcpSDI/AAAAAAAABL0/9Lxc-UwvgdQ/s1600/quarto-segreto-di-fatima_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 220px; height: 350px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-18XzcpSDI/AAAAAAAABL0/9Lxc-UwvgdQ/s400/quarto-segreto-di-fatima_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471165870714210354" /&gt;&lt;/a&gt; L’avevo detto! Quanto ho scritto su Fatima e lo scandalo pedofilia ieri ha ricevuto la conferma più autorevole che si possa immaginare: quella del Papa in persona. &lt;br /&gt;Il 2 aprile scorso – venerdì santo, nel pieno della tempesta – sulla prima pagina di questo giornale firmai un articolo che aveva questo titolo: “Il calvario del Papa predetto a Fatima”.&lt;br /&gt;E la settimana scorsa sul sito di “Panorama” una mia intervista con gli stessi argomenti è uscita così titolata: “Scandalo pedofilia nella Chiesa: ‘Fatima aveva previsto tutto’ ”.&lt;br /&gt;Alcuni sciocchi mi hanno preso per visionario. Ma, ieri, papa Benedetto XVI, sull’aereo che lo stava portando a Fatima, ha fatto dichiarazioni che sul sito del Corriere della sera sono uscite con questo titolo: “Pedofilia nel terzo segreto di Fatima. Le parole del Papa in volo per Lisbona”. Anche sul sito di Repubblica: “Fatima lo aveva previsto”.&lt;br /&gt;Una conferma clamorosa. Ora però si apre un altro capitolo. Perché le dichiarazioni del Papa riportano d’attualità tutto il dossier relativo al “terzo segreto”, scombussolando la cosiddetta “versione ufficiale” data nel 2000 che mai è stata ritenuta “ufficiale” né da Ratzinger né da papa Wojtyla, ma che è stata trasformata in dogma da improvvisati pasticcioni e da mass media superficiali.&lt;br /&gt;In che senso dico che rimette in discussione quella versione? Perché l’idea che è stata fatta passare è quella secondo cui il terzo segreto di Fatima prediceva l’attentato a Giovanni Paolo II del 1981 e le persecuzioni del XX secolo cosicché – si è detto e ripetuto – tutta la profezia si sarebbe ormai realizzata e conclusa nel XX secolo.&lt;br /&gt;Ho già dettagliatamente spiegato nel libro “Il quarto segreto di Fatima” (Rizzoli) che questa versione delle cose non convince oltretutto perché il Papa della visione cadeva a terra morto, mentre papa Wojtyla, grazie al cielo, non morì. Inoltre perché, nella visione, il martirio della Chiesa seguiva quello del Papa, non lo precedeva. &lt;br /&gt;Per quel libro ho dovuto subire molti colpi bassi. Ora però è lo stesso Benedetto XVI che viene a dirci qualcosa di sorprendente, che riapre la discussione nella direzione che ho provato a indagare e che i documenti suggeriscono. Vediamo perché.&lt;br /&gt;La domanda a cui il Papa ha scelto di rispondere (ne erano state fatte diverse e questa è stata scelta) diceva: “Santità, quale significato hanno oggi per noi le apparizioni di Fatima? Quando lei presentò il testo del Terzo segreto, nella sala stampa vaticana, nel giugno 2000, le fu chiesto se il messaggio poteva essere esteso, al di là dell’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle altre sofferenze dei papi. È possibile secondo lei, inquadrare anche in quella visione le sofferenze della Chiesa di oggi per i peccati degli abusi sessuali sui minori?”.&lt;br /&gt;Ecco la risposta di ieri di Benedetto XVI:&lt;br /&gt;“Solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità, che era, diciamo, era vestita in questa visione possibile alle persone concrete. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano&lt;/span&gt;. Cioè è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta nella Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano (…). &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa&lt;/span&gt; (…). Oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”.&lt;br /&gt;Abbiamo sintetizzato la risposta del Papa. Ma ce n’è a sufficienza per riflettere a lungo. Intanto pare evidente che per Benedetto XVI il Segreto di Fatima non è una profezia già conclusa con l’attentato del 1981 a Wojtyla, ma è tuttora in corso.&lt;br /&gt;Infatti, dice esplicitamente Benedetto XVI, nella visione “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano”.&lt;br /&gt;Fra le “novità” che scopriamo oggi (il Papa dice proprio “novità”) c’è quella sconvolgente per cui le sofferenze della Chiesa, “la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa” e “oggi lo vediamo in modo realmente terrificante”.&lt;br /&gt;Questo contraddice l’interpretazione che tanti dettero nel 2000, che invece parlava solo delle persecuzioni che vengono da fuori. Ma è molto più aderente alla visione dei tre pastorelli, soprattutto alla prima parte così descritta da suor Lucia: “il Santo Padre, prima di arrivarvi (alla croce e al martirio, nda), attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino”.&lt;br /&gt;Era evidentemente un errore colossale interpretare la “città mezza in rovina” e i “cadaveri” come simbolo delle persecuzioni, perché i martiri non avrebbero avuto bisogno di preghiere e perché il martirio della Chiesa, nella visione, segue quello del Papa: la città mezza in rovina e i cadaveri per le cui anime il Papa pregava soffrendo descrivevano piuttosto la situazione della Chiesa definita “terrificante” da papa Ratzinger, cioè la Chiesa oppressa dal peccato e dall’apostasia dei suoi membri. La Chiesa di oggi.&lt;br /&gt;Tutto questo porta inevitabilmente a ritenere però che il martirio, del Papa (che sarà veramente ammazzato) e della Chiesa, sia da collocarsi nel futuro, che debba ancora realizzarsi.&lt;br /&gt;E porta ancora una volta a ritenere che le sconvolgenti parole della Via Crucis del 25 marzo 2005, quelle sulla “sporcizia nella Chiesa”, sui sacrilegi e sulla barca che sta per affondare, parole scritte e volute da Joseph Ratzinger e Karol Wojtyla, fossero in realtà la rivelazione (sia pure non dichiarata) della parte del “terzo segreto” che nel 2000 non fu svelata, la parte cioè contenente le parole della Madonna stessa, a commento della visione.&lt;br /&gt;Su questa parte gravava un giudizio negativo di Giovanni XXIII (che sospettava fossero parole di Lucia e non della Madonna), giudizio confermato da Paolo VI.&lt;br /&gt;Evidentemente Giovanni Paolo II e il cardinale Ratzinger – che intendevano esaudire la richiesta della Madonna di rendere pubblico il messaggio, ma non volevano smentire pubblicamente i predecessori (pur constatando l’autenticità anche della seconda parte) – decisero di far conoscere attraverso quella Via Crucis al popolo cristiano tutto il messaggio della Madonna.&lt;br /&gt;E’ assai significativo che questo pellegrinaggio a Fatima di Benedetto XVI avvenga oggi. Non si recò al santuario nel 2007, per l’anniversario delle apparizioni, quando sarebbe stato più ovvio.&lt;br /&gt;Ma ci si reca oggi, a ridosso della tempesta scandalistica sulla pedofilia nella Chiesa e lo fa con tre intenzioni assai significative: pregare per la Chiesa, per i sacerdoti e per la pace nel mondo. Tre temi che tutti portano al terzo segreto.&lt;br /&gt;Ora forse certe forze della Curia cercheranno di evitare che queste dichiarazioni, così esplicite, del Papa vengano comprese nella loro portata e magari da lui replicate.&lt;br /&gt;Ma lo scandalo pedofilia ha fatto chiaramente emergere la grande lezione del Papa: non avere paura della verità. Mai. Neanche quando è una verità dolorosa e perfino se è una verità vergognosa per la Chiesa (non a caso il suo motto episcopale è: “Cooperatores Veritatis”). &lt;br /&gt;Ieri il Papa ha concluso così: “la Chiesa ha quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono, la conversione, la preghiera. Sempre il male attacca, dall’interno e dall’esterno, ma sempre anche le forze del bene sono presenti e finalmente il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima parola della storia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 12 maggio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-1229833268696068948?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/1229833268696068948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=1229833268696068948' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1229833268696068948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1229833268696068948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/dunque-il-quarto-segreto-cera.html' title='Dunque il “quarto” segreto c’era …'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-18XzcpSDI/AAAAAAAABL0/9Lxc-UwvgdQ/s72-c/quarto-segreto-di-fatima_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4613725553315820706</id><published>2010-05-11T14:00:00.002+02:00</published><updated>2010-05-11T14:04:20.442+02:00</updated><title type='text'>Agorà</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-lHsavBlII/AAAAAAAABLs/ISKjYgj11bo/s1600/agora-di-amenabar.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 141px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-lHsavBlII/AAAAAAAABLs/ISKjYgj11bo/s200/agora-di-amenabar.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5469982050834551938" /&gt;&lt;/a&gt; Sulla rete è partita una raccolta di firme per far uscire in Italia il film del regista spagnolo Alejandro Amenabar Agorà, che la solita subdola censura ecclesiastica vorrebbe vietare agli italiani. Sì, perché il film parla di Ipazia, la affascinante filosofa pagana di Alessandria uccisa dai cristiani per ordine del vescovo s. Cirillo nel 415.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cercatori professionisti di scheletri nell’armadio cristiano ogni tanto tirano fuori l’episodio e, ovviamente, lo adattano al politicamente corretto corrente. Fino all’Illuminismo nessuno sapeva neanche chi fosse, questa Ipazia. Poi, il positivista John Toland nel 1720 e il solito Voltaire nel 1736 aprono le danze sulla progressista Ipazia vittima dell’oscurantismo clericale. Nel 1776 l’inglese Edward Gibbon consolida il mito nella sua celebre opera sulla caduta (per colpa del cristianesimo) dell’Impero romano. Nel secolo seguente tocca ai romantici: Ipazia è bellissima ed è l’ultima rappresentante del mondo antico (dipinto come un’arcadia tutta ninfe, zefiri, pastorelle e satiri) trucidata dal fanatismo papista. Naturalmente, nel Novecento, Ipazia, veterofemminista, diventa la preda della misoginia cattolica.&lt;br /&gt;L’unica voce un po’ fuori coro è quella di Mario Luzi, che le dedica un dramma nel 1978. Adesso, il film (e il cinema, forma di arte totale, si imprime nelle menti con una forza che la parola scritta neanche si sogna): la scienza contro la religione, la tolleranza contro il fideismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E indovinate chi sono i buoni e chi i cattivi. Roba da Odifreddi. Dunque, rassegniamoci al solito minestrone politicamente corretto. E non contate su una cinematografia contraria perché non esiste: Martinelli e il suo Barbarossa sono stati presentati come «leghisti» su tutti i media, così che il pubblico è rimasto a casa.&lt;br /&gt;Coi nostri limitati mezzi, dunque, ecco la verità sul «caso Ipazia». Innanzitutto bellissima lo sarà stata, forse, da giovane, visto che nel 415 la filosofa aveva sui sessant’anni (in un’epoca in cui già a quaranta pochi avevano ancora denti in bocca). Il suo fu un omicidio politico e la religione non c’entrava affatto.&lt;br /&gt;Ipazia, figlia di un filosofo – Teone – molto addentro nell’ermetismo e nell’orfismo, era una neoplatonica che teneva scuola ad Alessandria. Una scuola tra le tante, in quella capitale della cultura antica. La parola scuola, tuttavia, non tragga in inganno: si trattava di cenacoli per selezionati adepti. Di lei non è rimasta alcuna opera. Quel che si sa lo si deve ai suoi discepoli. Tra i quali c’erano parecchi cristiani. Uno di questi, Sinesio di Cirene, divenne addirittura vescovo.&lt;br /&gt;Secondo il metodo platonico (derivato a sua volta da quello pitagorico) i discepoli apprendevano «misteri» che non dovevano essere divulgati, perchè non tutti erano in grado di comprendere. Ipazia non era affatto «pagana» nel senso di adoratrice di Giove, Giunone e Mercurio; anzi, come neoplatonica era più vicina al cristianesimo che al paganesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, lodava virtù come la verginità (non si sposò mai) e la modestia nel vestire.&lt;br /&gt;Ma, come i pitagorici e i platonici, sosteneva che i filosofi, essendo i più sapienti, dovevano occuparsi di politica, anche solo come consiglieri del principe. Infatti, ai suoi consigli ricorreva spesso il cristiano Oreste, prefetto di Alessandria.&lt;br /&gt;Oreste, da buon funzionario bizantino, aveva la classica visione cesaropapista dei rapporti con l’autorità religiosa, mentre il patriarca Cirillo cercava di salvaguardare l’indipendenza della Chiesa rispetto al potere politico. Nel 414 il contrasto tra i due divenne plateale; Cirillo cercò un compromesso ma Oreste rimase fermo sulle sue posizioni.&lt;br /&gt;Si formarono, al solito, due partiti (cosa normalissima nell’antichità; s. Ambrogio di Milano ne sapeva qualcosa). Tra i partigiani del patriarca, però, c’erano i cosiddetti parabolani, cristiani in odore di eresia per la loro ricerca fanatica del martirio: si consacravano con giuramento alla cura degli appestati, sperando in tal modo di morire per Cristo. Li chiamavano così in ricordo degli antichi gladiatori (aboliti da Teodosio) che affrontavano i leoni nel circo. Cirillo cercava di tenerli sotto il suo controllo ma la città era turbolenta: nel 361 un vescovo imposto da Costantinopoli, Giorgio di Cappadocia, era stato linciato; sette anni dopo la morte di Ipazia stessa sorte era toccata al nuovo prefetto; nel 457 venne ucciso a furor di popolo un altro vescovo di nomina imperiale, Proterio.&lt;br /&gt;Fu in questo ambiente e in questo clima che la colpa dell’intransigenza di Oreste venne attribuita a Ipazia e ai suoi consigli. Si sparse la voce che i «misteri» della sua scuola riguardavano pratiche magiche e negromantiche. La donna venne assalita da un gruppo di esagitati mentre gli schiavi la portavano a passeggio in lettiga, tirata giù e trucidata. Oreste e Cirillo, messi di fronte al fatto compiuto (e impressionati dalla piega che aveva preso la loro disputa), si riconciliarono. Il prefetto lasciò Alessandria, forse per fare rapporto alla capitale; comunque, forse sostituito, non tornò più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra cosa da chiarire: Cirillo non aveva niente contro il paganesimo, sia perché ormai minoritario e praticamente ininfluente, sia perché la sua preoccupazione principale era costituita, semmai, dalle eresie cristiane, che a quel tempo spuntavano al ritmo di quasi una al giorno. Solo anni dopo, con l’avvento di Giuliano l’Apostata, prese la penna per contrastare il tentativo – tutto politico – dell’imperatore di ripristinare l’antica religione civile romana. Il neoplatonismo, col suo desiderio di attingere il divino tramite la filosofia e la pratica delle virtù, continuò ad avere Alessandria come suo centro fino all’invasione islamica. Tra l’altro, quest’ultima fu enormemente facilitata dall’astio accumulato dall’Africa romana contro Bisanzio, la sua gravosa tassazione (in parte giustificata dalle guerre quasi continue contro i persiani, i bulgari, gli avari e infine gli arabi) e la sua politica della mano pesante contro le eresie (che in quelle zone avevano sempre trovato terreno fertile).&lt;br /&gt;Naturalmente, ai cantori del politicamente corretto (il quale, come abbiamo visto, varia di epoca in epoca) tutto questo non interessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, il mondo pagano viene immaginato (e rappresentato) come un’epoca d’oro di scienza e tolleranza, dove la gente viveva in armonia con la natura, un mondo che, ahimè, è stato distrutto dalle religioni monoteistiche, in particolare l’odiato cristianesimo. Quel mondo in realtà disperato in cui pochi campavano alle spalle di milioni di schiavi, sconvolto continuamente da guerre scatenate dalla personale ambizione di uno, quel mondo che accolse con sollievo la religione dell’amore del prossimo e della dignità umana, non è mai esistito per gli intellettuali, gli artisti, i registi e gli scrittori che, fiutato dove tira il vento, si allineano supini al Potere del momento.&lt;br /&gt;I milioni di martiri cristiani? Se la sono cercata e se la cercano. I cristiani sono cattivi perché hanno ucciso Ipazia, così come gli statunitensi fanno schifo perché hanno ammazzato Toro Seduto. In effetti, Hitler e Stalin erano battezzati, non si può negarlo.&lt;br /&gt;Anche Robespierre. È strano che non siano stati ancora messi tra gli scheletri nell’armadio della Chiesa cattolica. Eh, il Papa dovrebbe chiedere scusa...&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Rino CAMMILLERI su IL TIMONE, Novembre 2009, pag. 20 - 21&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4613725553315820706?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4613725553315820706/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4613725553315820706' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4613725553315820706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4613725553315820706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/agora.html' title='Agorà'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S-lHsavBlII/AAAAAAAABLs/ISKjYgj11bo/s72-c/agora-di-amenabar.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2968642752747919328</id><published>2010-05-11T09:00:00.001+02:00</published><updated>2010-05-11T09:02:33.303+02:00</updated><title type='text'>Quanti anni hai?</title><content type='html'>Ad un vecchio eremita, una volta fu chiesta l’età. «Ho cinquant’anni» rispose. «Non è possibile! – replicò il visitatore. – Ne avete certamente più di settanta…».&lt;br /&gt;«È vero – rispose l’eremita – la mia età sarebbe di settantacinque anni; ma i primi venticinque non li conto, perché li ho passati lontani da Dio». (padre Stefano Manelli).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2968642752747919328?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2968642752747919328/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2968642752747919328' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2968642752747919328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2968642752747919328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/quanti-anni-hai.html' title='Quanti anni hai?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3738553625593320090</id><published>2010-05-07T08:56:00.003+02:00</published><updated>2010-05-07T12:38:05.119+02:00</updated><title type='text'>Uomini così</title><content type='html'>Si racconta che durante l’assedio di Parigi del 1870, un fratello delle Scuole Cristiane curava un soldato che aveva il vaiolo nero. Nel vederlo, un giornalista si stupì e gli disse: “Quel che fate voi, io non lo farei per diecimila franchi!” Ma il religioso rispose: “Ed io pure non lo farei per diecimila franchi: non sono mica pazzo.” Poi baciò il Crocifisso e aggiunse: “Lo faccio per Gesù Cristo!” (da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;I Tre Sentieri&lt;/span&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3738553625593320090?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3738553625593320090/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3738553625593320090' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3738553625593320090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3738553625593320090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/05/uomini-cosi.html' title='Uomini così'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2856899166380506291</id><published>2010-04-28T17:15:00.004+02:00</published><updated>2010-04-28T17:20:45.838+02:00</updated><title type='text'>I bambini, salvati da Gesù (e Galli della Loggia non lo sa)</title><content type='html'>Un'altra perla di Antonio Socci su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 27 aprile 2010. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;A volte per la Chiesa sono più insidiose certe difese che gli attacchi che subisce. E’ il caso dell’editoriale di Ernesto Galli della Loggia, sul Corriere della sera di ieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galli sostiene che, a proposito della questione pedofilia e clero, la drastica opera di pulizia intrapresa da Benedetto XVI, “senza guardare in faccia a nessuno”, deriverebbe da un adeguamento della Chiesa alla mentalità moderna dell’occidente laico che considera un male assoluto gli abusi dei pedofili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dice: “la Chiesa ha finito per fare rapidamente proprio, senza riserve o scostamenti di sorta, il punto di vista affermatosi (peraltro recentemente e a fatica, ricordiamocelo) nella società laica occidentale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galli aggiunge: “si tratta beninteso del punto di vista della società occidentale, non molto condiviso, come si sa, da altre società come quelle islamiche o afro asiatiche”. Poi conclude che l’Occidente sarà scristianizzato, ma la Chiesa di Roma è sempre più “occidentale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una tesi che sembra voler arruolare il Papa fra le file “laiche”. Ma in base a cosa Galli ritiene che sia grazie alla mentalità laica moderna che si è cominciato a ritenere criminale l’abuso dell’infanzia? Non lo dice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo per lui c’è chi sostiene con corposi argomenti il contrario. Infatti sullo stesso Corriere, il 19 aprile scorso, Vittorio Messori scriveva: “La pedofilia… è addirittura lodata e raccomandata da filosofi, come avvenne nell’ antica Grecia e com’è avvenuto nel Sessantotto europeo e americano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Messori intende dimostrare – mi sembra – che non è affatto l’occidente laico e moderno ad aver pronunciato la condanna unanime, senza appello, senza se e senza ma, della pedofilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrittore cattolico cita intellettuali, testi, manifesti. Che si potranno discutere, ma sono la base concreta del suo ragionamento. Mentre Galli non fornisce documentazione di quanto afferma. Cosicché la sua tesi risulta infondata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto – al di là delle discussioni filosofiche – è tristemente noto che nei costumi attuali delle società occidentali la pedofilia è diventata un fenomeno criminale molto vasto e forse in crescita. E’ difficile sostenere che questo Occidente si possa davvero presentare come maestro in fatto di condanna della pedofilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soprattutto è improbabile che possa impartire lezioni alla Chiesa, nella quale, stando a sociologi come Jenkins e Introvigne, la percentuale di pedofili – per quanto amplificata dai mass media – è microscopica e assai inferiore a quella mondana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se il Papa ha intrapreso una lotta così drastica a questo oscuro fenomeno non è perché abbia aderito alla mentalità del mondo, come scrive Galli, ma – al contrario – è perché giudica intollerabile che ci siano sacerdoti (seppure rarissimi) che cadano in questi vizi oscuri e criminali che vengono dal mondo (dal mondo in senso giovanneo, come luogo del “principe delle tenebre”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il papa giudica che la logica troppe volte seguita dal ceto ecclesiastico fino ad oggi (del coprire certi crimini per non svergognare la Chiesa) tradisca Gesù Cristo e la missione da lui affidata alla Chiesa, esponendo ai “lupi” gli agnelli, cioè i figli di Dio più piccoli e indifesi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Papa – diversamente da Galli – sa che proprio grazie all’irrompere del cristianesimo, per la prima volta nella storia, è diventato un tabù assoluto la violazione dell’infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’antichità, prima dell’arrivo del cristianesimo, era possibile qualsiasi perversione o abuso, fino a estremi criminali, anche sull’infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svetonio – per dire – racconta che Nerone, “oltre al commercio con ragazzi liberi e al concubinato con donne maritate… dopo aver fatto tagliare i testicoli al ragazzo Sporo, cercò anche di mutarlo in donna, e se lo fece condurre in pompa magna, come nelle cerimonie nuziali solenni, e lo considerò come moglie legittima”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là del “caso Nerone”, è l’antichità in sé che è barbara e feroce. Pure l’antichità dei filosofi greci. Feroce con tutti i deboli, a cominciare dai bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi arriva Gesù di Nazaret ed è un ciclone che rivoluziona tutto. Perfino la sottile violenza psicologica sull’anima pura dei bambini è per lui un crimine intollerabile: “chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina e fosse gettato negli abissi del mare” (Mt. 18,6).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù va anche oltre: i bambini per lui costituiscono addirittura l’esempio da cui devono imparare i grandi e i sapienti. Sono i bambini i depositari della più vera e profonda sapienza. Sono loro – dice esplicitamente Gesù – i veri eredi del Suo Regno e chi segue Gesù deve “tornare come loro”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno, in un villaggio, il Maestro si siede e chiede agli apostoli di cosa discutevano per la via. Loro sono imbarazzati perché – come certi ecclesiastici di oggi – si contendevano le poltrone pensando al “regno” da lui annunciato come a un regno mondano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora Gesù li fissa negli occhi e ribalta i loro cuori, rivoluzionando il mondo: “se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti”. Quindi, “preso un bambino, lo pose in mezzo” e disse: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini non entrerete nel regno dei cieli. Perché chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me” (Mt. 18, 2-5).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ proprio l’irrompere del cristianesimo infatti che dà per la prima volta alla vita nascente, ai bambini uno “status” umano, anzi divino. Il solo caso in cui Gesù pronuncia parole di condanna (e di condanna tremenda: la macina al collo) è quello che riguarda chi scandalizza i piccoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfino Mauro Pesce e Corrado Augias nel loro “Inchiesta su Gesù”, pur così acido con la Chiesa, riconoscono che “non si può apprezzare la forza di queste parole (di Gesù, nda) se non si considera che i bambini, in una società contadina primitiva, erano nulla, erano non persone, proprio come i miserabili. Un bambino non aveva nemmeno diritto alla vita. Se suo padre non lo accettava come membro della famiglia, poteva benissimo gettarlo per la strada e farlo morire, oppure cederlo a qualcuno come schiavo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ letteralmente Gesù ad aver inventato l’infanzia, ad aver affermato cioè, una volta per sempre, che i bambini sono esseri umani e che sono sacri e inviolabili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo riconoscono anche i filosofi più laici. Richard Rorty – guru del neopragmatismo americano – in “Objectivity, relativism and Truth. Philosophical papers” osserva: “se si guarda a un bambino come a un essere umano, nonostante la mancanza di elementari relazioni sociali e culturali, questo è dovuto soltanto all’influenza della tradizione ebraico-cristiana e alla sua specifica concezione di persona umana”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ con Gesù che si ribalta tutto e i piccoli o i malati o gli schiavi – che fino ad allora erano considerati oggetti da usare e abusare – diventano divini, quindi sacri e preziosi come il Figlio di Dio stesso che proprio in essi si è voluto identificare. Da qui l’atto d’accusa di Nietzsche: “Il cristianesimo ha preso le parti di tutto quanto è debole, abietto, malriuscito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero. Al contrario di quanto scrive Galli, se nel pensiero moderno ogni tanto fiorisce il seme dell’umanesimo è perché è la Chiesa che ce l’ha piantato. Dunque inconsapevolmente la stampa che attacca, contro la pedofilia, fa un’apologia del cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo il papa, nelle scorse settimane, non ha gridato al complotto, ma ha denunciato il peccato più ancora della stampa, ha pianto con le vittime e ha giudicato “una grazia” provvidenziale perfino questa aggressiva campagna di stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché pensa che Dio l’abbia permessa per purificare la sua Chiesa e farle ritrovare Gesù. Così l’umiltà del papa a Malta ha commosso le vittime e ha conquistato milioni di cuori. E’ la strana vittoria della debolezza. La “debolezza” della fede.&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2856899166380506291?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2856899166380506291/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2856899166380506291' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2856899166380506291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2856899166380506291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/i-bambini-salvati-da-gesu-e-galli-della.html' title='I bambini, salvati da Gesù (e Galli della Loggia non lo sa)'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1026876676751390054</id><published>2010-04-19T18:47:00.002+02:00</published><updated>2010-04-19T18:51:14.963+02:00</updated><title type='text'>Pedofilia: il dolore del Papa</title><content type='html'>Un dolore vero per ridare fiducia&lt;br /&gt;di Vittorio Messori, sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; di oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno si aspetta che il Ministro da cui dipendono i Convitti Nazionali incontri gli “abusati“ da qualche insegnante o inserviente, esprimendo “dolore e vergogna”. Altrettanto vale per gli armatori di navi, dove la sorte dei minori imbarcati è nota a tutti. Né esprimono pubblica contrizione i responsabili dello sport giovanile, dove spogliatoi e docce attraggono, com’è risaputo, anche una fauna di adulti ben prevedibile. La pedofilia (o pederastia che sia, il limite di età è incerto e varia a seconda di gusti e culture) è presente da sempre, ovunque ci siano uomini e donne. E, spesso, è presente in modo non clandestino, è addirittura lodata e raccomandata da filosofi, come avvenne nell’ antica Grecia e com’ è avvenuto nel Sessantotto europeo e americano. Il leader dei Verdi all’europarlamento, Daniel Cohn-Bendit, il già carismatico capo della contestazione, si è vantato di avere non solo raccomandato ma praticato il sesso con i minori quando era insegnante. Mario Mieli, ideologo e iniziatore del movimento omosessuale in Italia, in un’opera di culto stampata dall’allora austera Einaudi, considerava “opera redentiva“ per entrambi il sesso tra un adulto e un giovanissimo. Sartre, la de Beauvoir, Foucault, Jack Lang, il futuro ministro francese, firmarono con altri intellettuali un famoso manifesto dove –in nome della “liberazione sessuale“ – esigevano la depenalizzazione dei rapporti con minori, bambini compresi. In quei “maestri“ riviveva una lunga tradizione europea. Il filosofo venerato dai giacobini, a partire da Robespierre, e dalla maggioranza dell’elite rivoluzionaria, non era certo il blasfemo Voltaire bensì l’edificante Jean Jacques Rousseau, apostolo della educazione infantile. In tutti i sensi, visto che scrisse compiaciuto di avere comprato a Venezia una bambina di 10 anni, che seppe liberarlo dalla depressione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, malgrado i pulpiti da cui vengono tante  prediche siano risibili; malgrado sia impenetrabile il silenzio di coloro che rappresentano ambiti ampiamente coinvolti; malgrado questo, Benedetto XVI continua a voler mostrare che la Chiesa “è differente“, sino ad umiliarsi personalmente. A Malta ha ripetuto quanto già aveva fatto in Australia e negli Stati Uniti: incontrare alcuni di coloro che furono vittime, spesso decenni fa, delle attenzioni di religiosi “educatori“. Come ha fatto nella drammatica, commovente, lettera aperta ai cattolici d’Irlanda, rifiuta di fare appello alle circostanze attenuanti o di puntare il dito su altri ricordando, come pur potrebbe, che molti giudici di oggi farebbero meglio a tacere. Il fatto è che papa Ratzinger è del tutto consapevole che il peccato dei sacerdoti del Cristo non ha soltanto conseguenze canoniche e penali, ma ha echi metafisici. Nella prospettiva evangelica, il volto dei piccoli è quello stesso di Dio, chi dà scandalo, qui, meglio farebbe a mettersi al collo una macina da mulino e a gettarsi in un pozzo. Parola, terribile, di Vangelo. Il papa sa con quale fiducia non solo i genitori cattolici ma, spesso, anche quelli di altre fedi e convinzioni, affidassero i figli alle istituzioni ecclesiali, ispirate all’ideale evangelico. Il tradimento di quelle attese gli pare ,  intollerabile. Così mostra che la Chiesa , anche nella caduta, non è un luogo come altri: è un ambito dove, nell’istituzione, il peccato è presente. Ma la colpa, qui, è assai più grave che ovunque altrove, perché l’ideale  è il più alto, i doveri i  più pressanti, il Maestro il più esigente. Il dolore e la vergogna di cui parla vengono da autentica sofferenza, non sono certo melodramma ipocrita. Eppure, per il paradosso evangelico, la sua umiliazione non ne sminuirà ma ne accrescerà la credibilità di guida e garante della cristianità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-1026876676751390054?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/1026876676751390054/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=1026876676751390054' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1026876676751390054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1026876676751390054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/pedofilia-il-dolore-del-papa.html' title='Pedofilia: il dolore del Papa'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3330974082519562086</id><published>2010-04-16T20:52:00.003+02:00</published><updated>2010-04-16T20:55:48.437+02:00</updated><title type='text'>Il Card. Bertone, su pedofilia e omosessualità, ha ragione da vendere</title><content type='html'>Il cardinale Tarcisio Bertone ha detto che la pedofilia non ha nessun legame con il celibato, piuttosto è attestato psichiatricamente che può avere un legame con l'omosessualità e...apriti cielo! L'intellighenzia  planetaria (si è scomodato persino un ministro del governo francese) è subito insorta. Viene da ricordare ciò che Benedetto XVI disse a proposito del profilattico come soluzione non solo insufficiente ma perfino aggravante dell'AIDS: stesse scomposte e farisaiche reazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure così come il Papa sul profilattico, anche il cardinale Bertone ha ragione. Vediamo perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di tutto i dati parlano chiaro. La pedofilia, anche se non esclusivamente, è prevalentemente presente negli ambienti omosessuali. D'altronde anche per quanto riguarda la sua presenza nel clero essa è al 99% praticata su bambini maschi, anzi: su adoloscenti maschi in età postbuberale. Infatti, c'è giustamente chi ha detto che a riguardo più che di pedofilia bisognerebbe parlare di efebofilia. Monsignor Charles J. Scicluna, della Congregazione per la Dottrina della Fede, parla per gli anni recenti di un 10% di casi di pedofilia in senso stretto e di un 90% di casi su adolescenti e giovani. Inoltre c’è un interessante studio del John Jay College of Criminal Justice della City University of New York (ambiente tutt’altro che cattolico) che attesta (come poi ha commentato anche il noto sociologo Massimo Introvigne) che oltre l’80% dei preti incriminati tra il 1950 e il 2002 risultano di orientamento omosessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altronde sono cose che si sanno. Molti esponenti della cultura omosessualista, nonché omosessuali anch’essi, non hanno mai fatto mistero di una certa “simpatia” per la pedofilia. Francesco Agnoli riportò su Il Foglio del 2007 una dichiarazione dell’attuale governatore della Puglia Nichi Vendola, anch’egli omosessuale: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia (…), cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia (…).”  Sempre Francesco Agnoli ci dice che il noto scrittore, omosessuale dichiarato, Aldo Busi, nel suo Manuale del perfetto papà dichiara che l’età lecita per i rapporti omosessuali è a partire dai tredici anni, perché, secondo lui, già allora il bambino sarebbe libero di decidere in tal senso. Un noto pensatore omosessualista come Mario Mieli, a cui i radicali hanno dedicato anche un famoso circolo, afferma nel suo Elementi di critica omosessuale che la pedofilia svolgerebbe una sorta di funzione “redentiva”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo adesso al motivo culturale. L'omosessualità si esprime negando volutamente l'ordine naturale. La pulsione omosessuale non è insopprimibile, cioè non deve essere necessariamente assecondata. Pertanto, quando questa pulsione viene assecondata si accondiscende consapevolmente per un atto che è contro-natura. Il dato naturale, una volta superato, diventa difficile poterlo recuperare successivamente. Si dice: uomo e uomo sì, donna e donna sì, ma adulto e bambino no. Perché si afferma: nel primo caso c'è la maturità psichica nel secondo no. E' vero! Ma per riconoscere questo bisogna appellarsi ad un dato di natura. Viene allora da chiedersi: perché mai dovrebbe valere il dato di natura per la pedofilia se poi viene volutamente superato per l'omosessualità? Inoltre, l'obiezione che abbiamo richiamato prima fa appello alla ragione, nel senso che con la ragione si dovrebbe riconoscere che non è legittimo il soddisfacimento di una pulsione sessuale verso i bambini. Ma anche questo richiamo risulta debole, perché, ammettendo l'omosessualità, si è già riconosciuta che ogni pulsione sessuale, anche contro-natura, deve essere soddisfatta, innalzando a criterio supremo il principio del piacere e non della ragione e della responsabilità. Tanto è vero questo che è altrettanto attestato che nel mondo omosessuale è pressoché assente la fedeltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per concludere -e torniamo ad un punto che abbiamo già trattato- ci sembra che il cardinal Bertone abbia voluto non solo zittire chi, anche nell'ambito della Chiesa, vuole, attraverso lo scandalo dei preti pedofili, colpire l'indiscutibile ed evangelica istituzione del celibato ecclesiastico, ma anche mettere sulle proprie responsabilità tutti quei rettori e vescovi che finora non hanno adeguatamente controllato se certe richieste di entrare nei seminari fossero sincere...o motivate da qualcos'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.itresentieri.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3330974082519562086?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3330974082519562086/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3330974082519562086' title='10 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3330974082519562086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3330974082519562086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/il-card-bertone-su-pedofilia-e.html' title='Il Card. Bertone, su pedofilia e omosessualità, ha ragione da vendere'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6597636755823384503</id><published>2010-04-14T08:18:00.010+02:00</published><updated>2010-04-14T10:10:55.322+02:00</updated><title type='text'>Aborto? Meglio una ruota e un telefono salvavite!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S8ViRrMI1JI/AAAAAAAABKM/g7Y_rL7lT8g/s1600/ruota.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 338px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S8ViRrMI1JI/AAAAAAAABKM/g7Y_rL7lT8g/s400/ruota.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5459878179047527570" /&gt;&lt;/a&gt; Dal sito &lt;a href="http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=1760"&gt;Libertà e Persona&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Intervista a Giuseppe Garrone, inventore del telefono verde&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;di Francesco Agnoli (del 13/04/2010) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Professor Giuseppe Garrone, vuoi raccontare brevemente in cosa consiste la tua attività?&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;E' opportuno che racconti alcuni fatti. La mia attività assume una connotazione precisa quando nel 1992 decido di rilanciare l'istituto medievale della ruota degli esposti, dopo essermi accordato con un convento di suore della mia zona. La ruota era una antica modalità assai concreta e caritatevole di aiutare le coppie o le madri in difficoltà. Succedeva infatti che una mamma che non volesse il figlio, per i più disparati motivi, poteva abbandonarlo, senza essere vista, mantenendo l'anonimato, in una sorta di ruota incassata solitamente nel muro di un convento ed aperta all'esterno. Una modalità simile viene raccontata, ad esempio, nel celebre film "Marcellino pane e vino", e la sua effettiva funzionalità è testimoniata dall'esistenza del cognome Esposito o Degli Esposti, assunto in origine, appunto, da bambini abbandonati alla ruota, esposti appunto. &lt;br /&gt;Ebbene, nel febbraio 1992 vengono trovati dalle mie parti due bambini, uno morto, nelle immondizie, l'altro ancora vivo, in uno spogliatoio di medici. Un giornalista della Rai dedica un servizio a queste vicende, stigmatizzando fortemente l'accaduto. Io, invece, vedo in queste vicende il dramma di quelle madri che non trovano oggi nessun aiuto alle loro difficoltà: l'unica strada che la nostra società indica loro è quella dell'aborto, quella di eliminare in maniera cruenta il proprio figlio. &lt;br /&gt;Si elimina un problema sopprimendo una vita. In quelle madri che abbandonano le loro creature dopo averle partorite, invece, convivono la disperazione e la paura, insieme alla volontà, spesso, di non uccidere, di aspettare, di sperare che col tempo appaiano delle soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Insomma, di fronte ad un evento così drammatico non ti limiti a fare il giornalista, a condannare, neppure a fare la morale: vuoi agire concretamente.&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Esatto. Così, col tempo, proseguo nella mia idea e la mattina di Pasqua del 1992 la espongo in una intervista alla Rai. L'indomani, mentre sono via per accompagnare in macchina una ragazza madre marocchina, da sua mamma, arrivano a casa mia e nella sede in cui lavoravo una miriade di telefonate. Il giorno dopo, ritornato a casa, mi trovo davanti 12 troupes televisive pronte ad intervistare me e le suore che avrebbero accolto gli eventuali esposti. &lt;br /&gt;L'intervista finisce in tutto il mondo, su "Life", di New York, su Radio Canada… Ma a Casale, dove vivo, il direttore del giornale diocesano non è contento: "Come! La notizia dovevi darla prima a me!". Sembrano piccole incomprensioni, senza significato, ed invece inizia la guerra, e non dalla parte che mi sarei aspettato! Fatto sta che anche le suore, forse spaventate dal can can, abbandonano l'idea della ruota e si decide di fare tutto nella nostra sede del Movimento per la Vita. Purtroppo anche stavolta qualcuno non apprezza: la sede non è di nostra proprietà e ci viene impedito di portare a termine il progetto. Intanto, nell'attesa di poter comprare una sede tutta nostra per agire liberamente, con gli amici promuovo un convegno al quale partecipano grandi personalità come Jerome Lejeune e Francesco Migliori. In questo convegno nasce una nuova idea: aprire una linea telefonica che risponda 24 ore su 24 per aiutare le coppie bisognose, in tutti i sensi. &lt;br /&gt;Per aiutare le mamme che vogliono abortire, quelle in difficoltà economiche, quelle in preda ai rimorsi e alle depressioni tipiche del post-aborto. Così, non senza una certa fatica, riusciamo a realizzare una prima linea telefonica. Siamo ancora nella preistoria dei cellulari. Il nostro pesa un buon chiletto e si porta a tracolla. Per otto mesi lo porto sempre con me, 24 ore al giorno. Col tempo l'iniziativa riesce a riscuotere sempre maggior successo. Oggi vi sono ben quattro linee, tutte con lo stesso numero verde, molto facile anche da memorizzare (800 13000), con cui copriamo in qualche modo tutto il territorio italiano. Le prime quattro telefonate arrivano il 28 Dicembre: per noi è significativo. Si tratta infatti della festa dei santi martiri innocenti, i bambini uccisi da Erode.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt; E con l'idea della ruota come va a finire?&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;Ad un certo punto lancio l'idea di comprare una sede tutta nostra. Arrivano i primi finanziamenti, da un convento di suore dell'Olanda: 10.000 fiorini. E' una discreta cifra, che ci permette di lanciarci in questa nuova avventura. Riusciamo così ad acquistare la sede. Al piano di sopra sistemiamo una casa d'accoglienza per le ragazze madri. Siamo già al 1994. La nostra ruota può finalmente nascere. Purtroppo però stavolta non c'è nessuno a farci pubblicità. L'interesse del 1992 è scemato, e non è facile, con le nostre poche forze informare la gente di questa possibilità. Eppure un senso c'è, perché lo sappiamo tutti: bambini nelle immondizie si trovano, più spesso di quanto si potrebbe pensare. Ma anche stavolta i problemi non mancano: un deputato comunista ci denuncia, perché incentiveremmo l'abbandono. Questura, polizia, magistratura…ma alla fine un giudice, tra il resto non credente, mi assolve, anzi elogia l'iniziativa. E' uno stupendo riconoscimento! &lt;br /&gt;Oggi in Italia ci sono 5 o 6 ruote. A quanto ne so tutte connesse ad un convento, ad un ambiente religioso, tranne la nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E il telefono? Ogni volta che ti chiamo mi sembra di entrare in contatto con una centrale nucleare: ho sempre paura di disturbare, di togliere tempo a gente che ha veramente bisogno.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; Sono sempre qui, con suor Chiara, in particolare. Perseguiamo tre finalità: salvare qualche creaturina dall'aborto; salvarla dal cassonetto delle immondizie; assistere le donne che crollano, dopo un aborto. Ho scritto un libro con 25 testimonianze di donne che hanno abortito: "Ma questo è un figlio", Gribaudi. Siamo alla sesta edizione. Ne ho viste di tutti i colori: donne che si sono suicidate; donne disperate, che non riescono a perdonarsi e che si tagliano le vene; fidanzati o mariti che costringono le compagne ad abortire…&lt;br /&gt;Pensa che una volta, mentre ero alla trasmissione televisiva "Verissimo", ha telefonato, non a me, alla volontaria, che stava guardando la Tv, una donna che era tenuta reclusa dal fidanzato. L'indomani avrebbe dovuto andare in ospedale per l'operazione. Le abbiamo detto: vieni da noi, se vuoi, ti accogliamo nella nostra casa. E' venuta. Oggi è una donna felice, sposata: oltre a quel bambino ne ha altri due. Un'altra volta ho un incontro, a faccia a faccia, con una ragazza che deve abortire. Cerco di parlarle, e lei tace. Parlo e tace. Mi sembra di essere assolutamente impotente. All'improvviso lei scoppia in un uragano di pianto, un pianto liberatorio. Tira fuori dalla borsetta il certificato per l'aborto e me lo dà: tieni, te lo regalo! E' stata una gioia immensa, per entrambi, una liberazione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6597636755823384503?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6597636755823384503/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6597636755823384503' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6597636755823384503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6597636755823384503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/aborto-meglio-una-ruota-e-un-telefono.html' title='Aborto? Meglio una ruota e un telefono salvavite!'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S8ViRrMI1JI/AAAAAAAABKM/g7Y_rL7lT8g/s72-c/ruota.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-496302735067283000</id><published>2010-04-12T16:17:00.003+02:00</published><updated>2010-04-12T16:21:32.256+02:00</updated><title type='text'>Anglicani e pedofilia. Una storia di travi e pagliuzze</title><content type='html'>Quattrocento bambini molestati, un’intera zona infestata da ministri di culto pedofili che i superiori per quarant’anni si limitano a trasferire da una parrocchia all’altra, ostacolando in ogni modo le indagini della polizia. Una commissione d’inchiesta, condanne, scuse pubbliche che secondo le vittime non possono bastare, un vescovo che si dimette. L’ennesimo episodio di pedofilia nella Chiesa Cattolica? Niente affatto: si tratta dello scandalo dei pastori pedofili nella Chiesa Anglicana dell’Australia del Nord, scoperto nel 2003. La Comunione Anglicana fin dagli anni 1980 è stata devastata da alcuni dei più clamorosi scandali di abusi di minori e di pedofilia dell’intero mondo anglosassone. Nel giorno di venerdì santo del 2002 William Persell, vescovo di Chicago della Chiesa Episcopaliana – la branca statunitense della Comunione Anglicana – dichiarava in un sermone: “Saremmo ingenui e disonesti se dicessimo che quello della pedofilia è un problema della Chiesa Cattolica e non ha nulla a che fare con noi anglicani perché abbiamo preti sposati e donne prete. Non è così”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo i commenti dell’arcivescovo di Canterbury e responsabile mondiale della Comunione Anglicana, Rowan Williams, che il 3 aprile ha scatenato un attacco senza precedenti contro la Chiesa Cattolica, unendo la sua voce all’assalto di una lobby internazionale contro Benedetto XVI, sono apparsi a molti specialisti di abusi compiuti da religiosi come un pesce d’aprile di cattivo gusto e in ritardo di due giorni. Ma come? Il capo di una comunità dove gli abusi sono iniziati addirittura nel XIX secolo e continuano ampiamente ancora oggi si permette di attaccare il Papa? Non conosce forse la pagina del Vangelo sulla pagliuzza e sulla trave?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Statisticamente, Williams – che contrappone i protestanti ai cattolici –  non potrebbe avere più torto. Secondo il sociologo Philip Jenkins, uno dei maggiori studiosi mondiali della questione degli abusi pedofili, il tasso di sacerdoti condannati per abusi su minori a seconda delle aree geografiche varia dallo 0,2 all’1,7% del totale, mentre per i ministri protestanti va dal 2 al 3%. Un rapporto del 2002 di un’agenzia protestante americana, Christian Ministry Resources, concludeva che “i cattolici ricevono tutta l’attenzione nei media, ma il problema è maggiore nelle Chiese protestanti” dove le accuse (certo da non confondersi con le condanne) negli Stati Uniti erano arrivate al bel numero di settanta alla settimana. Nella sole congregazioni della Comunione Anglicana i siti specializzati riportano centinaia di casi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo dimostra, fra l’altro, che il celibato non c’entra: la maggior parte dei pastori protestanti in genere e anglicani in specie è sposata. Nel 2002 in Australia il pastore anglicano Robert Ellmore, sposato, fu condannato per avere abusato di numerosi bambini, fra cui la sua nipotina di cinque anni. Un pastore episcopaliano di Tucson, in Arizona, Stephen P. Apthorp, nel 1992 era stato condannato per avere violentato 830 volte la figliastra, inducendola a tentare il suicidio, a partire da quando aveva dieci anni. In Australia nel 1995 la Chiesa Anglicana aveva deciso di occuparsi del problema costituendo un “Comitato della Chiesa sugli abusi sessuali”. Uno dei membri più noti del comitato era il canonico anglicano Ross Leslie McAuley. Quando lo nominarono, i vertici della Chiesa Anglicana sapevano già che era sotto inchiesta per diversi casi di abusi omosessuali. Più tardi sarebbe stato descritto dai suoi stessi superiori come “un predatore sessuale”. Il 12 marzo 2009 in Australia un ex responsabile della Church of England Boys Society è stato condannato a diciotto anni di carcere per una lunga catena di abusi sui bambini. E le condanne continuano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe sbagliato qualunque atteggiamento del tipo “mal comune, mezzo gaudio”, né certamente la Chiesa Cattolica intende assumerlo. Al contrario, il Papa è impegnato a denunciare – come ha scritto nella “Lettera ai cattolici dell’Irlanda” – “la vergogna e il disonore” dei preti pedofili. Ma il capo anglicano Rowan Williams – che mantiene aperto il sacerdozio e l’episcopato agli omosessuali e ha auspicato l’introduzione in Gran Bretagna della legge islamica, la shari’a, per i musulmani – dovrebbe smetterla con il patetico tentativo di usare la questione della pedofilia per frenare la massiccia emorragia di anglicani che tornano alla Chiesa di Roma disgustati dalla sua gestione,  lasciare al Papa il suo lavoro e occuparsi semmai di fare pulizia in casa sua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.cesnur.org/2010/mi_anglicani.html"&gt;Massimo Introvigne&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-496302735067283000?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/496302735067283000/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=496302735067283000' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/496302735067283000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/496302735067283000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/anglicani-e-pedofilia-una-storia-di.html' title='Anglicani e pedofilia. Una storia di travi e pagliuzze'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3745449145724326465</id><published>2010-04-12T07:53:00.003+02:00</published><updated>2010-04-12T07:56:00.399+02:00</updated><title type='text'>La Passione della Chiesa</title><content type='html'>La Passione della Chiesa, che è in corso, è stata profetizzata per filo e per segno. Qualunque cosa si pensi delle moderne apparizioni della Madonna, i documenti parlano chiaro.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due volti simbolo dell’attuale Passione della Chiesa sono il Papa e un povero e umile cristiano del Pakistan, Arshed Masih, 38 anni, che lavorava come autista a Rawalpindi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a tre poliziotti e alcuni capi religiosi musulmani è stato cosparso di benzina e bruciato vivo perché si rifiutava di rinnegare Cristo e di convertirsi all’Islam.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando la moglie Martha, distrutta dal dolore, è andata al commissariato a denunciare l’assassinio del marito, è stata torturata e stuprata dai poliziotti davanti agli occhi atterriti dei figlioletti di 7, 10 e 12 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’episodio è di questi giorni, ma documenta il continuo, immane martirio di cristiani che nel Novecento è stato perpetrato sotto tutti i regimi, le ideologie e le latitudini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno sociologo di Oxford ha calcolato in 45 milioni i cristiani che hanno perso la vita, in modo diretto o indiretto, a causa della propria fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo oceano di sangue cristiano era stato profetizzato esplicitamente a Fatima, dalla Madonna. E’ scritto nero su bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale martirio resta tuttora sconosciuto ai più. Anzi, ad esso viene aggiunto il martirio morale della Chiesa trascinata sul banco degli accusati e bollata col marchio di infamia.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre a Fatima la Madonna ha profetizzato la persecuzione del Papa e in una visione di Giacinta (una dei tre pastorelli, beatificata nel 2000), sembra di scorgere un suo linciaggio morale che pare coincidere con ciò che Benedetto XVI si trova a vivere in queste settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale visione è descritta nella “terza memoria” di suor Lucia, datata 31 agosto 1941:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Un giorno Giacinta si sedette sulle lastre del pozzo dei miei genitori… Dopo qualche tempo mi chiama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-        Non hai visto il Santo Padre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-        No !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-        Non so com’è stato! Io ho visto il Santo Padre in una casa molto grande, inginocchiato davanti a un tavolo, con la faccia tra le mani, in pianto. Fuori dalla casa c’era molta gente, alcuni tiravano sassi, altri imprecavano e dicevano molte parolacce. Povero Santo Padre! Dobbiamo pregare molto per Lui!”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra la descrizione del linciaggio morale a cui è sottoposto oggi il Papa. E’ in corso infatti una delegittimazione morale della Chiesa di cui non si ricorda uguale, addirittura col tentativo esplicito di trascinare personalmente il Pontefice in giudizio come capo di un’accolita di malfattori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va aggiunto che alle persecuzioni contro la Chiesa seguono sempre disgrazie per il mondo. Infatti la visione di Giacinta prosegue così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Non vedi tante strade, tanti sentieri e campi pieni di persone che piangono di fame e non hanno niente da mangiare? E il Santo Padre in una chiesa, davanti al Cuore Immacolato di Maria, in preghiera? E tanta gente in preghiera con Lui?”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo martirio materiale e morale della Chiesa del XX secolo sembra rappresentare una svolta drammatica della sua storia millenaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è stato rivelato – quando stava iniziando – a un papa, quel Leone XIII, autore della “Rerum novarum” (la prima enciclica sociale) che traghettò la Chiesa nel Novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mattina infatti, il 13 ottobre 1884 (lo stesso giorno dell’apparizione finale di Fatima: 13 ottobre 1917), dopo la celebrazione della Messa, mentre papa Leone XIII era in preghiera, fu visto alzare la testa come se avesse una visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembrò terrorizzato: gli fu dato di sentire un dialogo, presso il tabernacolo. Una voce orribile, appartenente a Satana, lanciava la sfida a Dio, dicendosi capace di distruggere la Chiesa se solo avesse potuto metterla alla prova (Satana disprezza sempre gli uomini che continuamente accusa. Mentre Dio dà sempre fiducia ai suoi figli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra sia stata permessa tale prova per circa un secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi papa Leone XIII – quella mattina del 1884 – vide in visione la Basilica di San Pietro assalita dai demoni e scossa fin dalle fondamenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivelazione al papa coincide con quella alla mistica Anna Katharina Emmerich, che scrisse:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Se non sbaglio sentii che Lucifero sarà liberato e gli verranno tolte le catene, cinquanta o sessant’anni prima degli anni 2000 dopo Cristo, per un certo tempo. Sentii che altri avvenimenti sarebbero accaduti in tempi determinati, ma che ho dimenticato”.  &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu dopo quella visione che Leone XIII scrisse la preghiera, per la protezione della Chiesa, a San Michele Arcangelo che si è recitata alla fine della Messa fino al Concilio. Dopo il quale fu abolita e dopo il quale, già nei primi anni Sessanta, Paolo VI annuncerà drammaticamente: “Il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di recente il famoso esorcista, padre Gabriele Amorth, ha spiegato che quel fumo di Satana in Vaticano va inteso anche in senso letterale: uomini sotto il potere di Satana che sarebbero presenti nella Chiesa e nel Vaticano stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che questo attacco demoniaco comprenda anche la caduta di alcuni preti in perversioni come la pedofilia (crimini contro i figli di Dio più innocenti e inermi: i bambini), è stato predetto dalla Madonna – a quanto pare – a La Salette nel 1846 (dove la Vergine preannunciò pure le sofferenze del papa e attentati ai suoi danni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’apparizione è riconosciuta dalla Chiesa, ma su questo testo non c’è un giudizio ufficiale: “La Chiesa subirà una crisi spaventosa” avrebbe detto la Madonna, “si vedrà l’abominio nei luoghi santi; nei conventi i fiori della Chiesa saranno putrefatti e il demonio diventerà come il re dei cuori (…) i sacerdoti con la loro cattiva vita sono diventati delle cloache di impurità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo 150 anni, nella celebre Via Crucis del 25 marzo 2005, il cardinal Ratzinger constaterà: “quanta sporcizia nella Chiesa”. Con le pesanti parole di quella Via crucis probabilmente Ratzinger e Giovanni Paolo II intesero implicitamente rivelare (per obbedire alla Madonna), i contenuti ancora non pubblicati del “terzo segreto di Fatima”, dello stesso tenore della Salette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta questa serie di apparizioni della Madonna, che convergono nei contenuti, aveva lo scopo di avvertire che quella attuale è un’epoca eccezionale della storia della Chiesa e che è in corso uno speciale soccorso del Cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che è accaduto e che sta accadendo prova che gli avvertimenti profetici erano autentici e dimostra pure che la Madonna ha la missione speciale di salvare la Chiesa in questa terribile, lunga prova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purché la si ascolti. Perché il misfatto peggiore che il ceto ecclesiastico ha compiuto e può compiere è proprio quello di “disprezzare le profezie” e “spegnere lo Spirito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu perpetrato con le persecuzioni a preti santi, come padre Pio. E fu ripetuto in parte con Fatima, rifiutandosi per decenni di fare la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria (per esorcizzare il comunismo), come chiesto dalla Madonna stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, apparendo a suor Lucia, Gesù nel 1930 previde la persecuzione dei papi proprio a causa di quella sordità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso il “piano di salvataggio” della Madonna riemerge con le sue apparizioni a Medjugorje (“la prosecuzione di Fatima”, ha detto lei stessa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando, nel 1981, sono iniziate queste straordinarie apparizioni oltrecortina si è assistito al compiersi di varie profezie (sulla guerra in Jugoslavia), al crollo del comunismo e a un’ondata oceanica di conversioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in questi mesi una commissione vaticana, presieduta dal cardinal Ruini, sta valutando le apparizioni di Medjugorje di cui Giovanni Paolo II era certo ed entusiasta. Dovranno decidere se accogliere questo estremo, formidabile soccorso soprannaturale o rifiutarlo, smentendo papa Wojtyla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ceto clericale, che oggi è al centro della tempesta, dovrebbe considerare con umiltà l’immensità dei frutti e dei segni di queste apparizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, consapevole dei propri enormi limiti, affidare la Chiesa alla protezione di Maria, l’Immacolata, la sola “senza macchia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In caso contrario…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt; del 2 aprile 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3745449145724326465?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3745449145724326465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3745449145724326465' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3745449145724326465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3745449145724326465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/la-passione-della-chiesa.html' title='La Passione della Chiesa'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6185751819721111322</id><published>2010-04-02T14:02:00.003+02:00</published><updated>2010-04-30T17:33:13.251+02:00</updated><title type='text'>Auguri di buona Pasqua</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S9r4LoWzyvI/AAAAAAAABLk/ZGiPc2u5tCk/s1600/pasqua.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S9r4LoWzyvI/AAAAAAAABLk/ZGiPc2u5tCk/s400/pasqua.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5465953976462854898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6185751819721111322?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6185751819721111322/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6185751819721111322' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6185751819721111322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6185751819721111322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/auguri-di-buona-pasqua.html' title='Auguri di buona Pasqua'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S9r4LoWzyvI/AAAAAAAABLk/ZGiPc2u5tCk/s72-c/pasqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6085166203265260677</id><published>2010-04-02T10:17:00.001+02:00</published><updated>2010-04-02T11:31:13.262+02:00</updated><title type='text'>Fulton Sheen e i contestatori della Chiesa</title><content type='html'>«Osserva acutamente un noto vescovo americano, Fulton J. Sheen, che coloro che sfuggono la Chiesa per l’ipocrisia, l’imperfezione delle persone religiose, si scordano che, se la Chiesa fosse perfetta nel senso da loro reclamato, non ci sarebbe in essa posto per loro.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luigi Giussani in &lt;em&gt;Perché la Chiesa&lt;/em&gt;, Rizzoli, Milano 2003&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6085166203265260677?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6085166203265260677/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6085166203265260677' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6085166203265260677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6085166203265260677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/04/fulton-sheen-e-i-contestatori-della.html' title='Fulton Sheen e i contestatori della Chiesa'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1137048053364908654</id><published>2010-03-27T14:04:00.003+01:00</published><updated>2010-03-29T22:02:56.867+02:00</updated><title type='text'>Fermezza e perdono, così la Chiesa respinge la ferocia giacobina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S64Cy6ozdtI/AAAAAAAABJ0/-vdm2cwQ_X4/s1600/benedetto_XVI.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 344px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S64Cy6ozdtI/AAAAAAAABJ0/-vdm2cwQ_X4/s400/benedetto_XVI.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5453299272549365458" /&gt;&lt;/a&gt; Né l’uomo Joseph Ratzinger né il papa Benedetto XVI hanno di certo bisogno della nostra difesa. La stima e il rispetto di cui quest’uomo gode anche tra i laici testimoniano che in lui vive al meglio quella sintesi cattolica che rifiuta ogni aut-aut ed è retta dalla “legge dell’ et-et”, la coincidentia oppositorum, l’unione degli opposti. Chi lo conosce bene sa fino a che punto nel Ratzinger professore, poi Cardinal Prefetto, infine Pontefice, convivano severità e misericordia, rigore e comprensione, rispetto della norma e attenzione alla singola situazione umana. C’è, in lui, l’umanità dei vecchi uomini di Chiesa che, dal pulpito,  denunciavano a voce alta il peccato; ma poi, nel confessionale, a tu per tu col peccatore concreto, interpretavano con larghezza l’invito del Cristo a capire e perdonare.&lt;br /&gt;Di una durezza inaudita la sua lettera alla Chiesa d’Irlanda: il dolore e lo sdegno per i tradimenti del Vangelo non sono attenuati da alcuna ipocrisia teologicamente corretta. In quella pagine drammatiche, Benedetto XVI non tenta neppure di diminuire la colpa, ricordando quanto siano sospetti tanti pulpiti da cui giungono le prediche. Neanche una sua parola sulla ipocrisia dei vecchi apostoli sessantottardi della “rivoluzione sessuale”, che hanno vestito nuovi abiti  da moralisti scandalizzati e arcigni. Silenzio papale sulla difesa dei piccoli da parte di chi predica come un diritto intoccabile l’eliminazione a piacimento degli ancora più piccoli. Neanche un accenno, nella lettera, agli appetiti economici che hanno portato grandi studi legali anglosassoni a pubblicare annunci sui media: “Vuoi diventare milionario? Metti tuo figlio in seminario per un anno e poi passa da noi”. La common law, in effetti, permette agli avvocati di dividere a metà con il cliente gli enormi risarcimenti stabiliti dai tribunali. Agenti degli studi legali utilizzano a tappeto liste di vegliardi per convincerli a denuncie miliardarie. Meglio se gli accusati sono morti: tanto, vescovi e superiori di congregazioni pagano comunque, per evitare scandali maggiori. Il “cattolico pederasta” è da anni, negli Stati Uniti, il protagonista di un business enorme, tanto da avere portato alla bancarotta diocesi e ordini opulenti.&lt;br /&gt;Eppure, Benedetto XVI non cerca alcuna attenuante, pur legittima e fondata: il suo dito accusatore non si rivolge verso l’esterno della Chiesa ma solo verso quei suoi figli che l’hanno tradita. Per essi, ha parole terribili, in cui vibra lo sdegno dei profeti biblici. Ma , dopo la condanna, ecco la speranza, ecco il richiamo alla misericordia di un Dio che  sa trarre il bene anche dal male, esortando i colpevoli a pagare il prezzo dovuto ma a non disperare del perdono del Cristo. Nessun peccato è tanto grande da esaurire la misericordia divina, pentimento e penitenza possono aprire a chi lo voglia la via della riconciliazione.&lt;br /&gt;In questo figlio della vecchia Baviera cattolica, c’è quanto ha contrassegnato, appunto, il cattolicesimo autentico: il rifiuto della disumana ferocia “giacobina”, il rigetto della condanna senza appello, della giustizia che non fa posto anche alla comprensione, dello jus , il diritto, senza la pietas per la condizione umana. I tentativi attuali di trascinarlo sul banco degli imputati nulla sanno, tra molti altri errori e manipolazioni, di questa sapienza che è quella stessa che marca l’esperienza bimillenaria della Chiesa.Una sapienza “dal volto umano“ che però – lo dicevamo – segue l’aurea legge dell’et-et e, dunque, sa far posto al contempo alla sferza, come ben sa proprio la Chiesa che è in Irlanda. E a coloro che vorrebbero accusare il già Cardinal Prefetto della Congregazione per la Fede di avere rimosso e taciuto, va ricordato, tra l’altro, quel “mistero doloroso“ che è il caso di Marcial Maciel Degollado. La Congregazione dei “Legionari di Cristo”, fondata da questo messicano, era cara a Giovanni Paolo II: mentre le vecchie famiglie religiose si estinguono o vivacchiano, ecco una schiera di giovani entusiasti e difensori dell’ ortodossia. Le voci che giungevano a Roma sulle molestie di don Marcial ai seminaristi erano vagliate con prudenza da papa Wojtyla, che ricordava come anche in Polonia simili accuse fossero usate dai comunisti per infangare la Chiesa. Ebbene, tra le prime misure di Ratzinger giunto al papato fu di ridurre quel fondatore allo stato laicale, imponendogli di chiudersi in clausura, dedicando il tempo che gli restava alla preghiera e alla penitenza. Non solo: Benedetto XVI si affrettò ad abolire il quarto voto dei Legionari, quello detto “di discrezione”, che imponeva il silenzio sui superiori e ostacolava così le indagini della Santa Sede. Tanto che, tra i Legionari, c’è chi sospetta papa Ratzinger di essere mal consigliato o, addirittura, di far parte di un complotto contro la già potente Congregazione. Dunque, l’uomo accusato dall’esterno di “non avere agito”, all’interno della Chiesa è accusato di “avere agito troppo”. E non solo verso i Legionari, ma in tanti altri casi, non appena il sospetto di abusi sessuali si faceva certezza. Un paradosso tanto ignorato quanto significativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Messori, sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 27 marzo 2010.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-1137048053364908654?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/1137048053364908654/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=1137048053364908654' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1137048053364908654'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1137048053364908654'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/fermezza-e-perdono-cosi-la-chiesa.html' title='Fermezza e perdono, così la Chiesa respinge la ferocia giacobina'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S64Cy6ozdtI/AAAAAAAABJ0/-vdm2cwQ_X4/s72-c/benedetto_XVI.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5358542609696736228</id><published>2010-03-19T07:51:00.007+01:00</published><updated>2010-03-22T16:03:28.861+01:00</updated><title type='text'>A te, San Giuseppe ... e auguri a tutti i papà</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S6NyFFXJPnI/AAAAAAAABJs/xib1PeDBlKY/s1600-h/san+giuseppe.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 261px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S6NyFFXJPnI/AAAAAAAABJs/xib1PeDBlKY/s400/san+giuseppe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5450325405712596594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua Santissima Sposa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AMEN&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5358542609696736228?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5358542609696736228/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5358542609696736228' title='3 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5358542609696736228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5358542609696736228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/te-san-giuseppe-e-auguri-tutti-i-papa.html' title='A te, San Giuseppe ... e auguri a tutti i papà'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S6NyFFXJPnI/AAAAAAAABJs/xib1PeDBlKY/s72-c/san+giuseppe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2196671686041349411</id><published>2010-03-16T09:35:00.021+01:00</published><updated>2010-04-14T07:47:27.687+02:00</updated><title type='text'>Ma cosa c’entra il celibato con la pedofilia?</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S59DJswB4_I/AAAAAAAABJU/-8SPzF3l8ho/s1600-h/sacerdote.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S59DJswB4_I/AAAAAAAABJU/-8SPzF3l8ho/s320/sacerdote.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449147908052083698" /&gt;&lt;/a&gt; Replico al post &lt;em&gt;&lt;a href="http://www.tocque-ville.it/LinkEsterno.aspx?id=2761546"&gt;Il peccato, all’origine, si chiama celibato&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’autore muove da una premessa: l’obbligo del celibato imposto dalla Chiesa ai sacerdoti deriverebbe da una “spudorata ipocrisia”, costituirebbe “una menzogna pretestuosa”. La Chiesa, in altri termini, farebbe dire a Gesù cose che Lui non avrebbe mai detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggiamo Matteo 19, 10-12: “Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell'uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e &lt;strong&gt;vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli&lt;/strong&gt;. Chi può capire, capisca»”.&lt;br /&gt;La Chiesa, anche in materia di castità sacerdotale, si uniforma, pertanto, ai dettami di Gesù. La Chiesa, sin dai tempi apostolici, modella lo stile di vita dei sacerdoti a quello del Maestro. Infatti, essere cristiano non significa solamente appartenere a Cristo, significa anche e soprattutto ‘essere Cristo’. È questa conformazione a Lui che porta il sacerdote ad abbracciare, tra le altre cose, la Sua castità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel post si considera l’astinenza sessuale come contraria alla natura umana. Faccio due osservazioni rapidissime. La prima: se Gesù considera come Suoi coloro che “si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, deduciamo che è certamente possibile abbracciare la castità in vista di un bene più alto. La seconda: è vero che non è facile vivere la continenza sessuale, però, con l’aiuto di Dio (cioè, con la Sua grazia), nulla è impossibile (cfr. Filippesi 4,13). Il minimo che un sacerdote può fare è pregarLo affinché, nel perseguimento di un santo ministero, gli infonda il Suo Spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il post prosegue affermando che gli atti di pedofilia commessi dagli ecclesiastici sono diretta conseguenza del voto di castità.&lt;br /&gt;Domanda: se il binomio fosse veramente “castità-pedofilia”, allora anche gli atti di pedofilia commessi dai laici deriverebbero dall’astinenza sessuale. È sotto gli occhi di tutti che non è affatto così. Gli abusi sui minori hanno spesso per protagonisti proprio uomini sposati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l’autore del post, la presenza di giovinetti nei seminari indurrebbe in tentazione i poveri sacerdoti, attratti da corpi che ricordano quello femminile. Come mai? Perché il voto di castità produrrebbe conseguenze patologiche!&lt;br /&gt;Ora, la pedofilia è certamente una perversione, una patologia, ma chi lo dice che un maschio adulto si sentirebbe attratto sessualmente da un ragazzino per il semplice fatto di non poter avere rapporti sessuali con una donna?&lt;br /&gt;Proviamo ad usare il buonsenso: un sacerdote incapace di resistere alle tentazioni della carne, piuttosto che molestare un giovinetto, non fa prima a cercare una donna? non è più normale indossare degli abiti borghesi, acquistare dei comunissimi preservativi e spassarsela?&lt;br /&gt;Diciamo le cose come stanno: non si diventa pedofili per ripiego! Colui che si sente sessualmente attratto da un minore, da un giovinetto non è altro che una persona malata, sia che si tratti di un sacerdote sia che si tratti di un laico, con o senza voto di castità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allarghiamo lo sguardo all’esperienza protestante. Sappiamo tutti che i pastori protestanti possono sposarsi. Bene, se fosse vero che la pedofilia dei sacerdoti è conseguenza del voto di castità, perché ci sono tanti casi di pastori protestanti che molestano i giovinetti? Nei paesi protestanti, si soffre meno la crisi delle vocazioni, in ragione del fatto che i ministri del culto non hanno l’obbligo del celibato?&lt;br /&gt;Dovrebbe essere oramai chiaro che il celibato non c’entra nulla con la pedofilia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l’autore del post, “il mondo dovrebbe pretendere a gran voce la fine del celibato dei preti”. In tal modo, “la loro mente resterebbe aliena dai paurosi disordini che nascono dalla proibizione e dalla demonizzazione della carne”.&lt;br /&gt;Da cattolico, la mia opinione è che i sacerdoti, se potessero sposarsi, non sarebbero più credibili. Nel cammino di conversione a Dio, un credente ha bisogno dell’esempio di qualcuno che dedichi interamente la propria vita a Lui; ha bisogno di qualcuno che sia disposto a sacrificare se stesso per la salvezza delle anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il post che ho commentato si apre con un dubbio: “Francamente non capisco perché ci si scandalizzi tanto del fatto che nella Chiesa circoli la pedofilia”. Rispondo ricorrendo a ciò che scrive Vittorio Messori in un &lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2010/03/pedofilia-il-vaticano-sembra-il-solo.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; pubblicato pochi giorni fa sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;“Chi si sdegna per le malefatte di un prete, più che per quelle di chiunque altro, è perché lo lega a un ideale eccelso che è stato tradito. Chi considera più gravi le colpe “romane”, rispetto a ogni altra, è perché vengono da una Chiesa da cui ben altro si aspettava. Molte invettive anticlericali sono in realtà proteste deluse. È scomodo, per i cattolici, che il bersaglio privilegiato sia sempre e solo “il Vaticano”. Ma chi denuncia indignato le bassezze, è perché misura l’altezza del messaggio che da lì viene annunciato al mondo e che, credenti o no che si sia, non si vorrebbe infangato”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2196671686041349411?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2196671686041349411/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2196671686041349411' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2196671686041349411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2196671686041349411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/ma-cosa-centra-il-celibato-con-la.html' title='Ma cosa c’entra il celibato con la pedofilia?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S59DJswB4_I/AAAAAAAABJU/-8SPzF3l8ho/s72-c/sacerdote.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-9199060261752029542</id><published>2010-03-13T14:41:00.004+01:00</published><updated>2010-03-13T14:49:12.620+01:00</updated><title type='text'>Comunicato vescovile sulle elezioni regionali</title><content type='html'>In data 22 febbraio 2010, i Vescovi della regione Emilia-Romagna hanno pubblicato un comunicato in vista delle elezioni regionali. Di seguito, il comunicato è riportato integralmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO DEI VESCOVI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Arcivescovi e Vescovi della regione Emilia-Romagna desiderano indirizzare ai fedeli delle loro comunità questa comunicazione, in vista delle elezioni regionali del prossimo mese di marzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   1. Come Vescovi, la nostra prima inderogabile missione è di annunciare il Vangelo  proponendo  ad ogni uomo la via della fede, come via della libertà, come via della responsabilità e della salvezza.&lt;br /&gt;      Ma il Vangelo che dobbiamo annunciare contiene anche una precisa concezione dell’uomo e di tutta la sua realtà, personale e sociale, che risponde in modo adeguato alle fondamentali esigenze della sua persona.&lt;br /&gt;      È questa concezione il nucleo portante della Dottrina Sociale che la Chiesa ha sempre proclamato e testimoniato, e che l’attuale pontefice Benedetto XVI ha mirabilmente sintetizzato nell’espressione «valori non negoziabili».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   2. Essi costituiscono patrimonio di ogni persona, perché inscritti nella coscienza morale di ciascuno.&lt;br /&gt;      A questi valori anche ogni cristiano deve riferirsi come criterio ineludibile per i suoi giudizi e le sue scelte nell’ordine temporale e sociale.&lt;br /&gt;      Eccoli sinteticamente: la dignità della persona umana, costituita ad immagine e somiglianza di Dio, e perciò irriducibile a qualsiasi condizione e condizionamento di carattere personale e sociale; la sacralità della vita dal concepimento fino alla morte naturale, inviolabile ed indisponibile a tutte le strutture ed a tutti i poteri; i diritti e le libertà fondamentali della persona: la libertà religiosa, la libertà della cultura e dell’educazione; la sacralità della famiglia naturale, fondata sul matrimonio, sulla legittima unione cioè fra un uomo e una donna, responsabilmente  aperta alla paternità e alla maternità; la libertà di intrapresa culturale, sociale, e anche economica in funzione del bene della persona e del bene comune; il diritto ad un lavoro dignitoso e giustamente retribuito, come espressione sintetica della persona umana; l’accoglienza ai migranti nel rispetto della dignità della loro persona e delle esigenze del bene comune; lo sviluppo della giustizia e la promozione della pace; il rispetto del creato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   3. È questo complesso di beni che costituisce l’orizzonte immutabile di ogni giudizio e di ogni impegno cristiano nella società. Persone, raggruppamenti partitici e programmi devono pertanto essere valutati a partire dalla verifica obiettiva del rispetto di quei beni.&lt;br /&gt;      Perciò la coscienza cristiana rettamente formata non permette di favorire col proprio voto l’attuazione di un programma politico o la promulgazione di leggi che non siano coerenti coi valori sopraddetti, esprimendo questi le fondamentali esigenze della dignità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   4. Siamo consapevoli di avere proposto ai nostri fedeli non solo orientamenti doverosi per l’oggi, ma anche un costante cammino educativo, mediante cui l’assimilazione dei valori della Dottrina Sociale della Chiesa porta a giudizi e a scelte responsabili e coerenti, sottratte ai ricatti dei poteri ideologici e mass-mediatici o avvilite da interessi particolaristici.&lt;br /&gt;      Vorremmo che crescesse, anche in forza di un rinnovato e quotidiano impegno educativo delle nostre Chiese, un laicato che proprio a causa della sua appartenenza ecclesiale, fosse dedito al bene comune della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   5. La Chiesa non deve prendere «nelle sue mani la battaglia politica» [cfr. Benedetto XVI, Deus caritas est, 28]. Pertanto clero ed organismi ecclesiali devono rimanere completamente fuori dal dibattito e dall’impegno politico pre-elettorale, mantenendosi assolutamente estranei a qualsiasi partito o schieramento politico. Per i sacerdoti questa esigenza è fondata sulla natura stessa del loro ministero (cfr. Congregazione per il Clero, Direttorio per il ministero e la vita dei Presbiteri 33, cpv.1°: EV 14/798).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   6. Ma è un diritto dei fedeli essere illuminati dai propri pastori quando devono prendere decisioni importanti. Se un fedele chiedesse al sacerdote come orientarsi nella situazione attuale, il sacerdote tenga presente quanto segue.&lt;br /&gt;      Ogni elettore è chiamato ad elaborare un giudizio prudenziale che per definizione non è mai dotato di certezza incontrovertibile. Ma un giudizio è prudente quando è elaborato alla luce sia dei valori (cfr. § 2) umani fondamentali che sono concretamente in questione sia delle circostanze rilevanti in cui siamo chiamati ad agire.&lt;br /&gt;      Ciò premesso in linea generale, ogni elettore che voglia prendere una decisione prudente, deve discernere nell’attuale situazione quali valori umani fondamentali sono in questione, e giudicare quale parte politica – per i programmi che dichiara e per i candidati che indica per attuarli – dia maggiore affidamento per la loro difesa e promozione.&lt;br /&gt;      L’aiuto che i sacerdoti devono dare quindi consiste nell’illuminare il fedele perché individui quei valori umani fondamentali che oggi in Regione meritano di essere preferibilmente e maggiormente difesi e promossi, perché maggiormente misconosciuti o calpestati. Il Magistero della Chiesa è riferimento obbligante in questo aiuto al discernimento del fedele.&lt;br /&gt;      Ma il sacerdote deve astenersi completamente dall’indicare quale parte politica ritenga a suo giudizio che dia maggior sicurezza in ordine alla difesa e promozione dei valori umani in questione. Questa indicazione infatti sarebbe in realtà un’indicazione di voto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Regione, così come l’intera nostra nazione, sta attraversando un momento difficile. Pensiamo in primo luogo e siamo vicini alle famiglie colpite da gravi difficoltà economiche; e a chi ha perduto o rischia di perdere il lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La consultazione elettorale è una occasione nella quale ogni fedele è invitato ad esercitare mediante il voto una parte attiva nella doverosa edificazione della comunità civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo «la carità diventa carità sociale e politica: la carità sociale ci fa amare il bene comune e fa cercare effettivamente il bene di tutte le persone, considerate non solo individualmente, ma anche nella dimensione sociale che le unisce» [Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa n. 207].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la nostra Benedizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;22 Febbraio, Festa della Cattedra di San Pietro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAFFARRA S.Em. Card. CARLO, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEER&lt;br /&gt;VERUCCHI S.E. Mons. GIUSEPPE, Arcivescovo di Ravenna-Cervia e Vicepresidente della CEER&lt;br /&gt;RABITTI S.E. Mons. PAOLO, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio&lt;br /&gt;AMBROSIO S.E. Mons. GIANNI, Vescovo di Piacenza - Bobbio&lt;br /&gt;CAPRIOLI S.E. Mons. ADRIANO, Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla&lt;br /&gt;GHIRELLI S.E. Mons. TOMMASO, Vescovo di Imola&lt;br /&gt;GHIZZONI S.E. Mons. LORENZO, Vescovo ausiliare di Reggio Emilia - Guastalla&lt;br /&gt;LAMBIASI S.E. Mons. FRANCESCO, Vescovo di Rimini&lt;br /&gt;LANFRANCHI S.E. Mons. ANTONIO, Amministratore Apostolico di Cesena - Sarsina&lt;br /&gt;LOSAVIO Mons. PAOLO, Amministratore Diocesano di Modena - Nonantola&lt;br /&gt;MAZZA S.E. Mons. CARLO, Vescovo di Fidenza&lt;br /&gt;NEGRI S.E. Mons. LUIGI, Vescovo di San Marino - Montefeltro&lt;br /&gt;PIZZI S.E. Mons. LINO, Vescovo di Forlì - Bertinoro&lt;br /&gt;SOLMI S.E. Mons. ENRICO, Vescovo di Parma&lt;br /&gt;STAGNI S.E. Mons. CLAUDIO, Vescovo di Faenza - Modigliana&lt;br /&gt;TINTI S.E. Mons. ELIO, Vescovo di Carpi&lt;br /&gt;VECCHI S.E. Mons. ERNESTO, Vescovo ausiliare di Bologna, Segretario della CEER&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-9199060261752029542?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/9199060261752029542/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=9199060261752029542' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/9199060261752029542'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/9199060261752029542'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/comunicato-vescovile-sulle-elezioni.html' title='Comunicato vescovile sulle elezioni regionali'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5236747527657356691</id><published>2010-03-11T15:31:00.002+01:00</published><updated>2010-03-11T15:35:49.068+01:00</updated><title type='text'>Pedofilia: il Vaticano sembra il solo a fare notizia</title><content type='html'>Vittorio Messori sul &lt;em&gt;Corriere della Sera&lt;/em&gt; di oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Mi si scuserà se prendo spunto dall’esperienza personale. Credo che possa aggiungere un piccolo tassello al mosaico oscuro del sesso degli adulti con i minori. Oscuro per noi, oggi: non pochi di coloro che si atteggiano a inflessibili moralizzatori, furono apostoli attivi della sessantottarda “liberazione sessuale”.&lt;br /&gt;Per coloro che non vissero quei tempi, sarà sorprendente un carotaggio tra tanti, troppi testi degli anni Settanta. Libertà di sesso, per chiunque e con chiunque! Bambini compresi, anzi questi per primi, per educarli da subito a una prospettiva “non repressiva”, a un “eros liberato”. Tra questi difensori – ma solo oggi, va ripetuto – del rispetto per i piccoli, molti sono coloro per i quali non vale, non deve valere, il rispetto per i più piccoli ancora. Guai, dunque a chi tocca i bambini già nati. Ma guai anche a chi volesse difendere i bambini non ancora nati; e difenderli non da molestie, ma dalla estirpazione violenta dall’utero. Un certo sdegno &lt;em&gt;liberal&lt;/em&gt; non è eguale per tutti: infanzia protetta, certo, ma solo quella scampata all’ecatombe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo allora alla piccola, ma forse significativa, esperienza personale. Terminata l’università e in attesa di un varco per infilarmi in qualche giornale o casa editrice, sentii parlare di una possibilità di lavoro temporaneo come assistente – qualcosa a metà tra il sorvegliante e il tutor – in collegi che praticavano ancora l’internato. Feci domanda ad alcuni di essi (&lt;strong&gt;tutti laici, va precisato, nessuno religioso&lt;/strong&gt;) e fui convocato per colloqui e per una prima esperienza. Parlando con coloro che avrebbero potuto divenire colleghi, sentii talvolta discorsi che non capivo: lo stipendio era esiguo, il lavoro impegnativo ma, in cambio, c’erano vantaggi, c’erano benefit riservati che compensavano i sacrifici. &lt;strong&gt;Compresi solo quando, in un collegio per i virgulti di ricchi borghesi, un cinquantenne mi disse, strizzando l’occhio: “Vieni, non esitare! Sai, di giorno si lavora molto ma, di notte, le nostre stanze sono accanto a quelle dei ragazzi…”&lt;/strong&gt;. Abituato, nottetempo, a un altro genere di frequentazioni, cambiai direzione alla mia ricerca di un lavoro, seppur temporaneo. Passarono gli anni e, come inviato di un quotidiano, visitai molti manicomi in procinto di chiusura per la legge Basaglia. &lt;strong&gt;In molti istituti non ci si curava neanche di nascondere che le ricoverate – e i ricoverati – minorenni, erano un “bottino” tanto appetito da scatenare lotte accanite tra medici e paramedici. I sindacalisti tacevano: anzi, mi dissero in una di quelle case, si erano riservati un diritto di prelazione sugli imberbi. Ma poiché la vita è lunga e gli incontri tanti, non ho dimenticato quello con un capitano di mare che – ridendo, a tavola, un po’ alticcio – mi raccontava della sorte, secondo lui divertente, che toccava, e tocca, ai quindicenni imbarcati come mozzi nelle infinite navi di ogni bandiera che solcano i mari.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sono solo piccole postille a quanto detto l’altro giorno dal &lt;strong&gt;portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: “Certamente quanto compiuto in certi ambienti religiosi è particolarmente riprovevole, data la responsabilità educativa e morale degli uomini di Chiesa. Ma chi è obiettivo e informato sa che la questione è molto più ampia e il concentrare le accuse solo sulla Chiesa falsa la prospettiva”. Padre Lombardi ha citato l’inchiesta svolta in Austria dal governo: “Diciassette casi di molestie o violenze ascrivibili a religiosi cattolici, 510 in altri ambienti. Non sarebbe giusto, innanzitutto per le vittime, che ci si occupasse almeno un poco anche di loro?”&lt;/strong&gt;. In America, nella nebulosa delle innumerevoli chiese, chiesuole, sette, comunità religiose non ve ne è alcuna che non debba affrontare denunce di fedeli, maschi e femmine, per le attenzioni riprovevoli di ministri del culto. Neanche le istituzioni della vasta e variegata comunità ebraica americana sono esenti dal dilagare del contagio. Preti, pastori, rabbini si ritrovano spesso insieme nelle aule dei tribunali. E altrettanto avviene per tanti che lavorano negli ambienti più laici e più lontani da prospettive religiose, come ho ricordato. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Eppure, solo la Chiesa cattolica sembra fare notizia. Ma a ben pensarci, un simile “privilegio” non dovrebbe dispiacere a un credente. Chi si sdegna per le malefatte di un prete, più che per quelle di chiunque altro, è perché lo lega a un ideale eccelso che è stato tradito. Chi considera più gravi le colpe “romane”, rispetto a ogni altra, è perché vengono da una Chiesa da cui ben altro si aspettava. Molte invettive anticlericali sono in realtà proteste deluse. È scomodo, per i cattolici, che il bersaglio privilegiato sia sempre e solo “il Vaticano”. Ma chi denuncia indignato le bassezze, è perché misura l’altezza del messaggio che da lì viene annunciato al mondo e che, credenti o no che si sia, non si vorrebbe infangato.&lt;/strong&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5236747527657356691?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5236747527657356691/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5236747527657356691' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5236747527657356691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5236747527657356691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/pedofilia-il-vaticano-sembra-il-solo.html' title='Pedofilia: il Vaticano sembra il solo a fare notizia'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4471234451254591606</id><published>2010-03-10T10:27:00.003+01:00</published><updated>2010-03-10T10:29:05.565+01:00</updated><title type='text'>500 cristiani macellati non fanno notizia</title><content type='html'>Sui mass media la censura delle persecuzioni contro i cristiani continua in modi nuovi. E non parlo solo delle persecuzioni dei regimi comunisti o di quelli islamici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi, per esempio, in India, quindi in uno dei pochi stati democratici dell’Asia, sono stati arrestati centinaia di cristiani e addirittura tre vescovi cattolici, rei di aver promosso una marcia pacifica di 800 chilometri per sensibilizzare le autorità contro le discriminazioni ai danni dei “dalit” cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I “dalit”, cosiddetti “fuori casta” o “intoccabili”, sono quei 300 milioni di indiani che in base alla teologia induista da secoli sono considerati nulla e non hanno diritti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, i dalit convertiti al cristianesimo sono ancora più diseredati e discriminati degli altri, proprio perché cristiani. Alla pacifica richiesta di giustizia e uguaglianza da parte della Chiesa le autorità rispondono col pugno di ferro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa vicenda però non buca le pagine delle cronache. Bisogna che scorra sangue cristiano – come l’anno scorso, proprio in India, nello stato dell’Orissa, con i feroci pogrom di fondamentalisti indù contro i cristiani – perché i perseguitati cristiani possano essere un po’ considerati dai nostri mass media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche in questo caso c’è modo e modo. Ieri, per esempio, dalla Nigeria è arrivata la notizia di 300 cristiani (perlopiù donne e bambini) ammazzati da islamici a colpi di machete nel villaggio di Dogo Nahawee (poi si è appreso che le vittime sono almeno 500).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su alcuni giornali – compreso il Corriere della sera – la notizia del massacro è stata data per quello che è, in quanto da qualche anno si è cominciato ad aprire gli occhi: ricordo che quando, dieci anni fa, pubblicai il mio libro-denuncia sul martirio in corso dei cristiani (“I nuovi perseguitati”, edizioni Piemme), molti colleghi, anche autorevoli direttori (ricordo  in particolare Paolo Mieli), mi confessarono il loro stupore per un fenomeno che neanche avevano mai immaginato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è chi continua a disinteressarsene e privilegia la propria ostilità pregiudiziale. Così l’Unità ieri ha dedicato al massacro Doko Nahawee una breve e remota notiziola presentandola con questo titolo: “Nigeria. Oltre 100 morti in disordini tra musulmani e cristiani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una mattanza di cristiani, perpetrata a freddo, diventa un generico “disordine” dove non sembrano esserci né vittime né carnefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo ovviamente non si comprende nulla nemmeno del quadro geopolitico generale, dove un vasto tentativo di islamizzazione dell’Africa da parte dei Paesi arabi trova spesso un sorprendente alleato nella Cina interessata al petrolio. Connubio evidente in Sudan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche il genocidio del Sudan, dove il regime islamista del Nord per venti anni ha massacrato le popolazioni cristiane e animiste del Sud per imporre la sharia, facendo circa due milioni di vittime, può essere rappresentato come un generico scontro fra cristiani e musulmani, in quanto i cristiani col tempo hanno organizzato una loro resistenza al genocidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in effetti talora si è rappresentata la situazione sudanese così, come un’interminabile serie di scontri fra musulmani e cristiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà, per capire cos’è il Sudan basti riportare una dichiarazione di Peter Hammond, direttore di Frontline Fellowship, intervistato da WorldNetDaily (27.5.2001): “Qualche tempo fa, la Corte Suprema sudanese ha stabilito che la crocifissione degli apostati, cioè di persone che erano musulmane praticanti e che si sono convertite al cristianesimo, è costituzionale. E questo (sudanese) è lo Stato che ha rimpiazzato quello statunitense nella Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma – per tornare alla Nigeria – ieri c’è pure chi ha fatto peggio dell’Unità. La Repubblica, addirittura in prima pagina, ha titolato alla maniera dell’Unità, confondendo vittime e carnefici: “Nigeria, massacro infinito tra cristiani e musulmani”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi l’articolo di Guido Rampoldi, che stava sotto, ha superato l’Unità, perché non si è limitato a scolorire il macello del giorno, contro i cristiani, in una indefinita sequela di disordini e di scontri. Ha fatto molto di più. Ha realizzato un reportage dove si rappresentano i cristiani (soprattutto loro) nella parte dei feroci carnefici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E com’è possibile, visto che le 300 vittime di Dogo Nahawee sono cristiane? Semplice. Rampoldi non fa un reportage da lì, dov’è la notizia del giorno, ma da Kuru Karama, dove due mesi fa vi è stato un assalto di cristiani con vittime musulmane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, che la Nigeria sia un paese diviso a metà fra cristiani e musulmani e che molti cristiani abbiano cominciato a rispondere alla violenza con la violenza, è purtroppo vero. E le violenze sono tutte egualmente da condannare: i vescovi cattolici infatti non si stancano di implorare i fedeli di non rispondere agli attacchi con le armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la scelta di Repubblica è davvero singolare, perché il fatto del giorno, secondo le più elementari leggi del giornalismo, è l’eccidio di cristiani avvenuto a Doko Nahawee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E fa una certa impressione che il reportage di Rampoldi liquidi il massacro, ancora caldo, di trecento o “forse cinquecento” cristiani in tre righe tre, rappresentando poi per tutta la pagina i cristiani come sanguinari sterminatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In genere sui mass media quello che si vuole evitare di vedere e di riferire è che in tutti i paesi islamici i cristiani e le altre religioni sono discriminate e perseguitate, mentre da nessuna parte i cristiani perseguitano i musulmani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove sta il problema? Nell’establishment intellettuale dell’Occidente che pretende di vedere i cristiani sempre sul banco degli accusati e che non sopporta di riconoscerli come vittime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ il pregiudizio anticristiano – soprattutto anticattolico – che ha impedito finora di accorgersi di una clamorosa e dolorosa verità: che, cioè, i cristiani (e specialmente i cattolici), negli ultimi 50 anni, sono stati e sono il gruppo umano più discriminato del pianeta, perché sono perseguitati sotto tutti i regimi e a tutte le latitudini, mentre loro non perseguitano alcuna religione o ideologia, ma, anzi, con un esercito pacifico di missionari e opere di carità, aiutano tutti i sofferenti e i diseredati, dovunque, di qualsiasi credo o idea o etnia, senza nulla chiedere in cambio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo per amore. Chi altro predica e testimonia l’amore e l’amore anche per i nemici?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pochi coraggiosi intellettuali a denunciare questa assurda situazione dei cristiani è stato lo scrittore ebreo-americano Michael Horowitz in un suo memorabile scritto nel libro di Paul Marshall e Lela Gilbert, Their Blood cries out (Dallas 1997).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Horowitz afferma che per governi e mass media l’idea che i Cristiani siano oggi delle vittime “semplicemente non è concepibile. Armati della conoscenza dei peccati commessi nel nome della Cristianità e orrendamente inconsapevoli del ruolo fondamentale della Cristianità nella storia dell’Occidente, le élite dei giorni nostri sono indotte a pensare ai Cristiani come coloro che perseguitano, non come le vittime”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così “un’élite intellettuale che nei suoi interventi ha avuto a cuore i Buddisti del Tibet, gli Ebrei della passata Unione Sovietica e i Musulmani di Bosnia, trova facile respingere l’idea che i Cristiani possano essere egualmente vittime”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando nella cronaca tracima il loro sangue, si può sempre parlar d’altro o confondere le acque. Perché in fondo nemmeno i cattolici conoscono veramente le dimensioni della persecuzione alla Chiesa. E difficilmente si attivano per aiutare i propri perseguitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine però resta sempre in sospeso un  inquietante interrogativo: perché, nel mondo, tanto odio contro i cristiani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché, in Italia, la Sinistra giornalistica e politica è così acrimoniosa contro la Chiesa e ostile ai cattolici, se poi pretende di avere il loro consenso e il loro voto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;em&gt;Libero&lt;/em&gt;, 9 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4471234451254591606?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4471234451254591606/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4471234451254591606' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4471234451254591606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4471234451254591606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/500-cristiani-macellati-non-fanno.html' title='500 cristiani macellati non fanno notizia'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5984101841508103465</id><published>2010-03-09T13:31:00.003+01:00</published><updated>2010-03-09T13:51:31.664+01:00</updated><title type='text'>Se l'uomo è una bestia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S5ZAwnapAMI/AAAAAAAABJE/5SxtMnb5GdE/s1600-h/superuomo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 253px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S5ZAwnapAMI/AAAAAAAABJE/5SxtMnb5GdE/s320/superuomo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446612003309813954" /&gt;&lt;/a&gt; Il mese scorso, su Facebook, uno dei social network più frequentati nel mondo, un gruppo che pare abbia superato il migliaio di iscritti ha condiviso una pagina che molti hanno definito – inorriditi – «scioccante». La pagina aveva un titolo: “Tiro a segno con i bimbi Down”. In primo piano veniva mostrato il volto di un neonato, manifestamente affetto da quella sindrome, sulla cui fronte, in bella vista, appariva la scritta “scemo”.&lt;br /&gt;Nei commenti degli iscritti, i piccoli colpiti da quella patologia venivano qualificati come «un peso inutile per la nostra società», «parassiti», «esseri stupidi e buoni a nulla», «creature ignobili» con le quali sarebbe, ovviamente, impossibile convivere.&lt;br /&gt;Come risolvere il problema? Un utente particolarmente “sveglio” annunciava d’aver trovato la via d’uscita: utilizzare i piccoli come bersagli – «mobili o fissi», specificava – nei poligoni di tiro al bersaglio. Una soluzione da alcuni ritenuta «utile e divertente», da altri malamente “edulcorata” con una patina di buone (si fa per dire) intenzioni: «così non soffrono». Questo il livello (meglio: l’abisso) raggiunto da quel gruppo.&lt;br /&gt;Sdegno, ribrezzo, orrore, indignazione, inviti minacciosi di farsi riconoscere rivolti a quegli utenti con il proposito di fargliela pagare cara: queste alcune delle furibonde reazioni suscitate da quella pagina. Pagina che è stata prontamente – e giustamente – rimossa, ma che non è passata inosservata alle autorità di polizia postale, postesi subito a caccia degli autori di una così spregevole vicenda.&lt;br /&gt;Capisco e condivido le reazioni. Tuttavia, bisognerà pure avere il coraggio di dire che quanto è apparso su Facebook non dovrebbe sorprendere più di tanto, perché corrisponde esattamente, né più né meno, a ciò che pensa, promuove e realizza la cultura che oggi va per la maggiore. Per la quale ben pochi s’indignano e che si distingue dagli utenti di quel gruppo solo perché si guarda bene dall’imitarne la rozzezza.&lt;br /&gt;Infatti, non è forse vero che quando si reclama il diritto alla selezione degli embrioni per scartare quelli “malformati”, quando si giustifica l’interruzione volontaria di una gravidanza perché la creatura portata in grembo non è sana, quando si rivendica il diritto al figlio “perfetto” perché se tale non fosse il piccolo «soffrirebbe troppo», non è forse vero – dicevo – che la logica è la stessa? E che identico è l’esito della risoluzione del “problema”?&lt;br /&gt;Quella auspicata dagli utenti di Facebook chiede di eliminare i piccoli Down prendendoli a fucilate; quella di chi li seleziona nel grembo della madre (è accaduto realmente!) li elimina a colpi di bisturi, protetta da leggi infami. In un caso e nell’altro, alla loro soppressione si giunge. Per il primo, però, doverosa indignazione. Per il secondo, invece, comprensione benevola e plauso.&lt;br /&gt;Sì, cari amici, tale è la follia di un mondo che fa a meno di Dio. Perché una cosa ci pare chiara: senza la fede, l’uomo perde la ragione. Sprovvisto di ragione, smarrisce ciò che lo rende umano. E senza umanità, scade al livello delle bestie. Forse anche peggio: queste, prive di libertà, non hanno colpa dei loro “misfatti”: se un leone sbrana un bimbo, nessuno lo accuserà d’aver peccato e assassinato.&lt;br /&gt;Con l’aborto volontario (e su Facebook) noi facciamo l’uno e l’altro.&lt;br /&gt;Non si scappa: senza Dio, siamo peggio – talvolta – delle bestie.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gianpaolo BARRA, &lt;em&gt;Il Timone&lt;/em&gt; n. 91, marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5984101841508103465?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5984101841508103465/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5984101841508103465' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5984101841508103465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5984101841508103465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/se-luomo-e-una-bestia.html' title='Se l&apos;uomo è una bestia'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S5ZAwnapAMI/AAAAAAAABJE/5SxtMnb5GdE/s72-c/superuomo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5455515721515346840</id><published>2010-03-05T09:14:00.001+01:00</published><updated>2010-03-05T09:16:41.720+01:00</updated><title type='text'>Nelle ore dolorose dell'esistenza...</title><content type='html'>Nelle ore dolorose dell'esistenza, due sono le cose vere e confortanti: i solidi affetti che aiutano a soffrire e Dio che dà valore e una spiegazione alla sofferenza (Elisabeth Leseur).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5455515721515346840?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5455515721515346840/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5455515721515346840' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5455515721515346840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5455515721515346840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/nelle-ore-dolorose-dellesistenza.html' title='Nelle ore dolorose dell&apos;esistenza...'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6668974912692895154</id><published>2010-03-01T13:17:00.000+01:00</published><updated>2010-03-01T13:18:17.724+01:00</updated><title type='text'>Storia di Shazia. Novità per aiutare…</title><content type='html'>Che il Pakistan sia uno dei peggiori “buchi neri” del mondo sembra dimostrarlo anche l’uccisione del nostro eroico agente Pietro Colazzo, vicecapo dell’intelligence in Afghanistan (vedremo dopo perché).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ne avevo parlato il 31 gennaio scorso su queste colonne, raccontando la storia di Shazia Bashir, la ragazzina cristiana entrata come serva in una casa di ricchi e potenti musulmani e uscita da lì morta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua tragica vita è emblematica della situazione della minoranza cristiana di quel Paese, le cui figlie femmine sono costrette nelle condizioni di Shazia per poter guadagnare la miseria di 12 dollari al mese (8 euro) e far sopravvivere le loro famiglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedevo perché nessun organismo umanitario o nessun ente cristiano o cattolico avesse lanciato un programma di adozioni a distanza per salvare queste povere bambine dall’orrore di una servitù che comporta spesso ogni tipo di violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti lettori di Libero mi hanno scritto desiderosi di far qualcosa. Oggi finalmente sono in grado di informare che qualcuno – dopo aver conosciuto la tragedia di Shazia – ha trovato il modo di lanciare un primo salvagente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta di organizzazioni femministe inorridite per la condizione delle giovani donne cristiane. E non si tratta neanche dei tanti “progressisti”, no global o robe simili che amano sciacquarsi la bocca con il Terzo mondo, gli immigrati, la solidarietà e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nossignori. A rimboccarsi le maniche per aiutare queste sventurate ragazzine e le loro famiglie cristiane, che sono i più poveri dei poveri, è l’ “Umanitaria padana onlus” (per avere notizie su internet si veda www.umanitariapadanaonlus.net).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, avete capito bene, un’organizzazione umanitaria nata dal popolo della Lega Nord (precisamente dall’ “Associazione donne padane”). Del resto non c’è troppo da stupirsi se si pensa che il Nord Italia e specialmente la Lombardia hanno letteralmente riempito il mondo di missionari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’anima e il motore dell’Umanitaria padana è Sara Fumagalli, una donna straordinaria, ardente di fede cristiana, piena di dinamismo, di coraggio e di umiltà, che ha portato aiuto – anche rischiando fisicamente – negli angoli più disperati del mondo, dal Darfur (in Sudan), all’Etiopia, da Haiti all’Iraq, quindi in Kosovo, in Kenia, Libano, Sri Lanka, in Terra Santa e appunto in Afghanistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri Sara mi ha scritto: “Da anni la mia Associazione è venuta in contatto col problema della discriminazione o persecuzione dei Cristiani nel mondo (non solo quello islamico). Noi abbiamo deciso di muoverci sul piano pratico”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi racconta di contatti con il Vescovo di Faisalabad,  Monsignor Joseph Coutts, per aiutare i Cristiani perseguitati del Punjab e di borse di studio per alcuni seminaristi pakistani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Dopo di allora”, mi racconta Sara “ho mantenuto contatti stabili con il Pakistan attraverso un giovane docente pakistano della Pontificia Università Lateranense, professor Mobeen Shadid, che mi aveva informato anche del caso di Shazia. Mi diceva che capita spesso, anche senza arrivare alla tragedia della piccola, che le famiglie musulmane non restituiscano le bimbe alle famiglie cristiane d’origine e impongano loro conversioni e matrimoni forzati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensava – dice Sara – a iniziative di sensibilizzazione  sul piano culturale, politico e diplomatico: “La grande idea, bella pratica come piace a me, è arrivata leggendo il tuo articolo. Mi sono subito attivata. Ho chiamato Mobeen e attraverso di lui ho saputo che un suo direttore spirituale, padre Edward Thuraisingham, Oblato di Maria Immacolata, si occupava già di un progetto per garantire un’istruzione e un futuro a bambini cattolici in condizioni a vario titolo disagiate”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’ho subito contattato” prosegue Sara “e così, in una serie di messe a punto successive, è nato il progetto: ‘Borse di studio Shazia Bashir -adotta una bambina con la sua famiglia’. Si tratta di un progetto di sostegno a distanza che consente di far studiare bambine o ragazze di famiglie cristiane povere”.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma – attenzione – “l’obiettivo non è solo quello di mandare a scuola le bambine, magari togliendole alla famiglia per mandarle in collegio – cosa che risolverebbe sì il problema della ragazzina, ma non della famiglia – bensì quello di mandarle a scuola facendole continuare a vivere, ogni qualvolta sia possibile, nella loro famiglia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è possibile? Tramite i missionari. “La gestione di un progetto così è più difficile per il missionario che se ne occupa, ma ha una ricaduta sociale a favore della comunità Cristiana, molto superiore. Il costo per ogni ragazzina adottata è di 500 euro l’anno e comprende la retta scolastica, l’uniforme (fondamentale per evitare differenze), i libri di testo, il materiale didattico e di consumo e un piccolo sostegno alla famiglia (coprendo di fatto il sostentamento della figlia e il mancato guadagno avendola mandata a scuola invece che a lavoro)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’operazione (a cui partecipano anche le “Donne padane”) inizia con 10 borse di studio, ma – aggiunge Sara – “se vediamo che il progetto va bene e se la gente ci aiuta, più avanti  si potrà pensare di aumentare il numero delle borse di studio, per riscattare sempre più bambine all’amara condizione di Shazia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare dalle mail che mi sono arrivate saranno certamente tanti a contribuire. A tutti costoro giro un ulteriore chiarimento della Fumagalli: “Mi preme dirti che, com’è nostro costume, l’intera quota di 500 euro andrà a Padre Thuraisingham per le bambine e le loro famiglie, senza perder neppure un centesimo in costi di struttura o propaganda, grazie al fatto che l’associazione vive di solo volontariato e ama fare le cose in piccolo, ma concreto e verace (come piace alla Madonna)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente sarà difficile vedere e ascoltare in televisione persone straordinarie come Sara Fumagalli (gli eroi del nostro tempo sono altri: Morgan, per esempio, alle cui gesta sono stati dedicati addirittura due talk show di informazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono queste eroiche formichine quelle che cambiano la storia. E da cambiare in Pakistan c’è moltissimo, cominciando dai diritti umani e dalla libertà religiosa come accadde con i Paese dell’Est. Proprio ieri i vescovi pakistani hanno lanciato un appello: “nessuno ci protegge”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cristiani sono le prime vittime del fondamentalismo islamico che infierisce su di loro – scrive Avvenire – con “rapimenti, violenze e uccisioni nelle aree sotto l’influenza taeban”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I vescovi accusano il governo pakistano di lasciare “mano libera ai taleban”, che opprimono i cristiani con la “jazija” (imposta richiesta ai non musulmani sottomessi) e con ogni sorta di violenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre i vescovi chiedono al governo pakistano di abolire le leggi più odiosamente discriminatorie, come quella orrenda sulla blasfemia, e promuovere tolleranza e uguaglianza davanti alla legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sogno per ora remotissimo. Gli stessi sviluppi giudiziari del “caso Shazia”, per esempio, fanno temere che non sarà fatta giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si creda che il Pakistan sia solo un remoto e insignificante paese del Terzo Mondo. E’ anzitutto una potenza nucleare di 180 milioni di abitanti e ha un ruolo strategicamente decisivo per gli equilibri mondiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mio articolo del 31 gennaio scrivevo che un Paese come quello non poteva essere il credibile pilastro dell’Occidente nella lotta al terrorismo islamista. E’ un inquietante buco nero atomico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo fa pensare anche – come dicevo – l’assassinio del nostro agente Pietro Colazzo. Ieri Lucia Annunziata, con un editoriale sulla Stampa intitolato “Sacrificato dai servizi pachistani”, rivelava proprio l’inquietante retroscena che sembra emergere: “l’attacco sarebbe stato ideato e portato a termine non dai taleban, ma dai servizi segreti del Pakistan con lo scopo di inviare un pesante avvertimento all’India”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedremo se ci saranno conferme. Ma intanto aiutiamo le ragazzine come Shazia, giovane martire cristiana. Sarà una piccola luce accesa nelle tenebre. Ma la luce prima o poi vince le tenebre. Sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su “Libero” del 28 febbraio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6668974912692895154?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6668974912692895154/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6668974912692895154' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6668974912692895154'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6668974912692895154'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/03/storia-di-shazia-novita-per-aiutare.html' title='Storia di Shazia. Novità per aiutare…'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8907727289706220011</id><published>2010-02-25T16:43:00.001+01:00</published><updated>2010-02-25T16:45:04.962+01:00</updated><title type='text'>L’amore non svanisce mai</title><content type='html'>La morte non è niente, &lt;br /&gt;io sono solo andato nella stanza accanto. &lt;br /&gt;Io sono io. &lt;br /&gt;Voi siete voi. &lt;br /&gt;Ciò che ero per voi lo sono sempre. &lt;br /&gt;Parlatemi come mi avete sempre parlato. &lt;br /&gt;Non usate un tono diverso. &lt;br /&gt;Non abbiate l’aria solenne o triste. &lt;br /&gt;Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme. &lt;br /&gt;Sorridete, pensate a me, pregate per me. &lt;br /&gt;Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato. &lt;br /&gt;Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza. &lt;br /&gt;La vita ha il significato di sempre. &lt;br /&gt;Il filo non è spezzato. &lt;br /&gt;Perché dovrei essere fuori dai vostri pensieri? &lt;br /&gt;Semplicemente perché sono fuori dalla vostra vita? &lt;br /&gt;Io t’aspetto. Non sono lontano. &lt;br /&gt;Esattamente all’altro lato della strada. &lt;br /&gt;Ti vedo, va tutto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles Péguy (scrittore e poeta [1873-1914])&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8907727289706220011?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8907727289706220011/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8907727289706220011' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8907727289706220011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8907727289706220011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/lamore-non-svanisce-mai.html' title='L’amore non svanisce mai'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4256179194653545819</id><published>2010-02-20T14:30:00.001+01:00</published><updated>2010-02-20T14:32:28.995+01:00</updated><title type='text'>La Madonna sconvolge gli intellettuali</title><content type='html'>Nella mentalità moderna, imbevuta di ideologia, quando i fatti disturbano le opinioni, tanto peggio per i fatti. Non a caso sta facendo discutere di più, oggi, sui giornali, il film su Lourdes di Jessica Hausner, nel quale la regista esprime le sue opinioni incerte sui miracoli, di quanto facciano discutere le effettive guarigioni miracolose che lì si verificano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle quali – non ancora riconosciuta perché la Chiesa esige lunghe verifiche medico-scientifiche – è stata resa nota l’agosto scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La signora Antonietta Raco, 50 anni, di Francavilla in Sinni (Potenza), malata da quattro anni di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) – una malattia terribile – è andata in pellegrinaggio a Lourdes sulla carrozzella, dove era ormai immobilizzata, ed è tornata a casa camminando normalmente con le sue gambe.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa le è accaduto? A Lourdes si era immersa nella piscina dell’acqua di Bernadette e aveva sentito un forte dolore alle gambe e poi una voce di donna che le diceva: “Non avere paura”. Di colpo è guarita. Quella stessa voce è tornata per invitarla a far sapere a suo marito cosa le è successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non è spiegabile con i mezzi di cui scientificamente dispongo”, così il neurologo Adriano Chiò delle Molinette di Torino, che aveva in cura la signora dal 2006, commentava il caso con i giornali. In effetti nella letteratura scientifica non esiste un caso simile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il medico ha spiegato:  “Non ho mai osservato una situazione del genere in malati di Sla. La diagnosi era inequivocabile: la signora aveva una forma di Sla a lenta evoluzione. Una malattia che può rallentare e al massimo fermarsi, ma che non crediamo possibile che migliori, perché intacca i neuroni irreversibilmente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece l’impossibile pare sia accaduto. Di fronte a un’altra guarigione analoga, riguardante Marie Bailly, una ventenne di Bordeaux – che lui  aveva conosciuto e analizzato come medico – nel 1903, il positivista e scettico Alexis Carrel (1873-1944), poi Premio Nobel per la medicina a soli 39 anni, andando a Lourdes rivide tutte le sue convinzioni e si convertì al cattolicesimo (racconta tutto nel suo memorabile “Viaggio a Lourdes”). Prima era certo che i miracoli non accadessero. Davanti al fatto si arrese. Carrel rispose lealmente a chi lo interrogava: “Bisogna constatare i fatti”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma molti razionalisti preferiscono tapparsi gli occhi e ripararsi dietro i comodi pregiudizi. Emblematico è il caso di un altro importante intellettuale francese di quegli anni, il laico Emile Zola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Francia positivista di fine Ottocento si faceva un gran parlare di Lourdes e delle straordinarie guarigioni che lì avvenivano, perché mettevano in scacco la cultura dominante che nega il soprannaturale e quindi la possibilità stessa del miracolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrittore dunque decise di recarsi di persona sul posto per smascherare tutto. Era armato di tutti i suoi pregiudizi: “non sono credente, non credo ai miracoli. Ma credo al bisogno del miracolo per l’uomo”. Secondo lui gli uomini hanno “necessità di essere ingannati e consolati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il “caso” vuole che lo scrittore si trovi a viaggiare nello stesso vagone dove sono due ammalate di tubercolosi all’ultimo stadio, Marie Lebranchu e Marie Lemarchand.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando dunque il convoglio arriva a Lourdes, nella mattina del 20 agosto 1892, il famoso scrittore conosce bene le loro situazioni di fronte alle quali la medicina ormai aveva alzato le braccia in segno di resa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene accadde a lui precisamente ciò poi accadrà a Carrel: a Lourdes lui stesso dovette constatare la guarigione istantanea, definitiva e scientificamente inspiegabile, proprio di quelle due donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla sua “sfida” il Cielo aveva risposto con dei fatti. Fatti clamorosi e innegabili, impossibili da cancellare o ignorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto che Zola, nel suo libro, fu “costretto” a riferirne, ma invece di riconoscere la sconfitta dei suoi pregiudizi, invece di accogliere il dono che aveva ricevuto, la rivelazione di una verità totalmente inattesa e così misericordiosa, nel suo romanzo parla della vicenda “inventando  la morte delle due ‘miracolate’, dopo una breve, illusoria guarigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poiché” ha raccontato Vittorio Messori “una delle due donne risanate, e in modo definitivo, non si rassegnava al falso e protestava sui giornali, Zola andò a trovarla, offrendole denaro perché sparisse da Parigi…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una storia emblematica. La cultura laica moderna lancia la “sfida”, ma poi non ha la lealtà di verificare la risposta, cioè i fatti. Naturalmente quel libro di Zola ebbe un gran successo ed è stato ristampato in Italia anche di recente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Zola (…) conoscerà un rinnovato successo presso il pubblico della Francia laica, rappresentando Lourdes come la capitale di una gigantesca intossicazione collettiva”, ha scritto domenica scorsa Sergio Luzzatto, sull’inserto culturale del Sole 24 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo articolo era addirittura la copertina. A tutta pagina campeggiava sotto il titolo “Miracoli di fede e scienza”. Questo lungo pezzo di Luzzatto si dilungava proprio a riferire il viaggio a Lourdes di Zola e il successo del suo libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma purtroppo non vi si accennava minimamente al retroscena suddetto, che poi è un clamoroso infortunio. Anzi, Luzzatto – evidentemente ignaro di questa storia – accredita il libro di Zola come un “meticoloso dossier” contro quell’ “industria del miracolo” che sarebbe Lourdes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ significativo che sull’infortunio di Zola a Lourdes gravi ancora un simile tabù.  Si rilegge oggi il suo libro come se queste cose non fossero accadute. La pagina del Sole offre anche alcune delle sue pagine dove i cristiani vengono rappresentati come sciocchi creduloni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Zola, descrivendo le folle che accorrono a Lourdes, sente pure il bisogno di precisare (bontà sua) che “non sono solo dei cretini, degli illetterati, ma ci sono uomini come Lasserre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa gli serve per dimostrare che questa “necessità di essere ingannati” dai presunti miracoli riguarda tutti. Ma chi ha veramente ingannato in questa vicenda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente il problema non è Zola, ma una mentalità – ancor oggi dominante – che in nome del realismo nega la realtà, in nome dello scientismo, nega la scienza e in nome del razionalismo nega la ragione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversamente da quanto comunemente si crede, il razionalismo sta alla ragione come la polmonite sta al polmone. Ecco perché uno scrittore pieno di umorismo come Gilbert K. Chesterton, il grande convertito inglese, dirà a proposito delle diverse reazioni ai miracoli: “Chi crede ai miracoli lo fa perché ha delle prove a loro favore. Chi li nega è perché ha una teoria contraria ad essi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna però precisare che il confronto non è alla pari. La mentalità dominante è l’ideologia di un establishment che la fa da padrone nell’industria culturale. Non da oggi. Attenzione, non sono io a dirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luzzatto, che certamente è un laico alquanto lontano dalla Chiesa, nell’articolo sopra citato, a proposito della conversione di Alexis Carrel, seguita al verificarsi di quel miracolo, fa questa considerazione impressionante: “Immaginando che una testimonianza del genere sarebbe bastata a rovinargli la carriera universitaria, Carrel cercò di mantenere segrete sia la sua visita alla città dei miracoli, sia l’apposizione della sua firma nella cartella clinica della donna risanata. Ma le voci circolarono in fretta a Lione come a Parigi, e nel giro di pochi mesi egli si vide costretto a lasciare la Francia per l’America”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale era il clima che Carrel, anche dopo aver preso il Nobel, non si decise a pubblicare il suo “Viaggio a Lourdes”, libro che uscì postumo: “tanto poteva allora, negli ambienti della ricerca internazionale” osserva Luzzatto “l’idea che una fede nella fede fosse incompatibile con la fede nella scienza”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ha dunque ragione il papa, Benedetto XVI, quando parla di “dittatura del relativismo”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 19 febbraio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4256179194653545819?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4256179194653545819/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4256179194653545819' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4256179194653545819'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4256179194653545819'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/la-madonna-sconvolge-gli-intellettuali.html' title='La Madonna sconvolge gli intellettuali'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5192981105106947080</id><published>2010-02-15T08:45:00.002+01:00</published><updated>2010-02-15T08:51:40.403+01:00</updated><title type='text'>Matrimonio e unioni omosessuali. Nota dottrinale</title><content type='html'>Roma, 14 febbraio 2010. Documento di S.Em. Card. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, pubblicato in data odierna.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Matrimonio e unioni omosessuali. Nota dottrinale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presente Nota si rivolge in primo luogo ai fedeli perché non siano turbati dai rumori mass-mediatici. Ma oso sperare che sia presa in considerazione anche da chi non-credente intenda fare uso, senza nessun pregiudizio, della propria ragione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;1. Il matrimonio è uno dei beni più preziosi di cui dispone l’umanità. In esso la persona umana trova una delle forme fondamentali della propria realizzazione; ed ogni ordinamento giuridico ha avuto nei suoi confronti un trattamento di favore, ritenendolo di eminente interesse pubblico. &lt;br /&gt;In Occidente l’istituzione matrimoniale sta attraversando forse la sua più grave crisi. Non lo dico in ragione e a causa del numero sempre più elevato dei divorzi e separazioni; non lo dico a causa della fragilità che sembra sempre più minare dall’interno il vincolo coniugale: non lo dico a causa del numero crescente delle libere convivenze. Non lo dico cioè osservando i comportamenti. &lt;br /&gt;La crisi riguarda il giudizio circa il bene del matrimonio. È davanti alla ragione che il matrimonio è entrato in crisi, nel senso che di esso non si ha più la stima adeguata alla misura della sua preziosità. Si è oscurata la visione della sua incomparabile unicità etica. &lt;br /&gt;Il segno più manifesto, anche se non unico, di questa “disistima intellettuale” è il fatto che in alcuni Stati è concesso, o si intende concedere, riconoscimento legale alle unioni omosessuali equiparandole all’unione legittima fra uomo e donna, includendo anche l’abilitazione all’adozione dei figli. &lt;br /&gt;A prescindere dal numero di coppie che volessero usufruire di questo riconoscimento – fosse anche una sola! – una tale equiparazione costituirebbe una grave ferita al bene comune. &lt;br /&gt;La presente Nota intende aiutare a vedere questo danno. Ed anche intende illuminare quei credenti cattolici che hanno responsabilità pubbliche di ogni genere, perché non compiano scelte che pubblicamente smentirebbero la loro appartenenza alla Chiesa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;strong&gt;L’equiparazione in qualsiasi forma o grado della unione omosessuale al matrimonio avrebbe obiettivamente il significato di dichiarare la neutralità dello Stato di fronte a due modi di vivere la sessualità, che non sono in realtà ugualmente rilevanti per il bene comune. &lt;br /&gt;Mentre l’unione legittima fra un uomo e una donna assicura il bene – non solo biologico! – della procreazione e della sopravvivenza della specie umana, l’unione omosessuale è privata in se stessa della capacità di generare nuove vite. Le possibilità offerte oggi dalla procreatica artificiale, oltre a non essere immuni da gravi violazioni della dignità delle persone, non mutano sostanzialmente l’inadeguatezza della coppia omosessuale in ordine alla vita. &lt;br /&gt;Inoltre, è dimostrato che l’assenza della bipolarità sessuale può creare seri ostacoli allo sviluppo del bambino eventualmente adottato da queste coppie. Il fatto avrebbe il profilo della violenza commessa ai danni del più piccolo e debole, inserito come sarebbe in un contesto non adatto al suo armonico sviluppo. &lt;br /&gt;Queste semplici considerazioni dimostrano come lo Stato nel suo ordinamento giuridico non deve essere neutrale di fronte al matrimonio e all’unione omosessuale, poiché non può esserlo di fronte al bene comune: la società deve la sua sopravvivenza non alle unioni omosessuali, ma alla famiglia fondata sul matrimonio.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;strong&gt;Un’altra considerazione sottopongo a chi desideri serenamente ragionare su questo problema. &lt;br /&gt;L’equiparazione avrebbe, dapprima nell’ordinamento giuridico e poi nell’ethos del nostro popolo, una conseguenza che non esito definire devastante. Se l’unione omosessuale fosse equiparata al matrimonio, questo sarebbe degradato ad essere uno dei modi possibili di sposarsi, indicando che per lo Stato è indifferente che l’uno faccia una scelta piuttosto che l’altra. &lt;br /&gt;Detto in altri termini, l’equiparazione obiettivamente significherebbe che il legame della sessualità al compito procreativo ed educativo, è un fatto che non interessa lo Stato, poiché esso non ha rilevanza per il bene comune. E con ciò crollerebbe uno dei pilastri dei nostri ordinamenti giuridici: il matrimonio come bene pubblico. Un pilastro già riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dagli ordinamenti giuridici precedenti, ivi compresi quelli così fieramente anticlericali dello Stato sabaudo.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;strong&gt;Vorrei prendere in considerazione ora alcune ragioni portate a supporto della suddetta equiparazione. &lt;br /&gt;La prima e più comune è che compito primario dello Stato è di togliere nella società ogni discriminazione, e positivamente di estendere il più possibile la sfera dei diritti soggettivi. &lt;br /&gt;Ma la discriminazione consiste nel trattare in modo diseguale coloro che si trovano nella stessa condizione, come dice limpidamente Tommaso d’Aquino riprendendo la grande tradizione etica greca e giuridica romana: «L’uguaglianza che caratterizza la giustizia distributiva consiste nel conferire a persone diverse dei beni differenti in rapporto ai meriti delle persone: di conseguenza se un individuo segue come criterio una qualità della persona per la quale ciò che le viene conferito le è dovuto non si verifica una considerazione della persona ma del titolo» [2,2, q.63, a. 1c]. &lt;br /&gt;Non attribuire lo statuto giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali, non è discriminazione ma semplicemente riconoscere le cose come stanno. La giustizia è la signoria della verità nei rapporti fra le persone. &lt;br /&gt;Si obietta che non equiparando le due forme lo Stato impone una visione etica a preferenza di un’altra visione etica. &lt;br /&gt;L’obbligo dello Stato di non equiparare non trova il suo fondamento nel giudizio eticamente negativo circa il comportamento omosessuale: lo Stato è incompetente al riguardo. Nasce dalla considerazione del fatto che in ordine al bene comune, la cui promozione è compito primario dello Stato, il matrimonio ha una rilevanza diversa dall’unione omosessuale. Le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l’ordine delle generazioni e sono quindi di eminente interesse pubblico, e pertanto il diritto civile deve conferire loro un riconoscimento istituzionale adeguato al loro compito. Non svolgendo un tale ruolo per il bene comune, le coppie omosessuali non esigono un uguale riconoscimento. &lt;br /&gt;Ovviamente –  la cosa non è in questione – i conviventi omosessuali possono sempre ricorrere, come ogni cittadino, al diritto comune per tutelare diritti o interessi nati dalla loro convivenza. &lt;br /&gt;Non prendo in considerazione altre difficoltà, perché non lo meritano: sono luoghi comuni, più che argomenti razionali. Per es. l’accusa di omofobia a chi sostiene l’ingiustizia dell’equiparazione; l’obsoleto richiamo in questo contesto alla laicità dello Stato; l’elevazione di qualsiasi rapporto affettivo a titolo sufficiente per ottenere riconoscimento civile.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;5. Mi rivolgo ora al credente che ha responsabilità pubbliche, di qualsiasi genere. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Oltre al dovere con tutti condiviso di promuovere e difendere il bene comune, il credente ha anche il grave dovere di una piena coerenza fra ciò che crede e ciò che pensa e propone a riguardo  del bene comune. È impossibile fare coabitare nella propria coscienza e la fede cattolica e il sostegno alla equiparazione fra unioni omosessuali e matrimonio: i due si contraddicono.&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Ovviamente la responsabilità più grave è di chi propone l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico della suddetta equiparazione, o vota a favore in Parlamento di una tale legge. È questo un atto pubblicamente e gravemente immorale. &lt;br /&gt;Ma esiste anche la responsabilità di chi dà attuazione, nella varie forme, ad una tale legge. Se ci fosse bisogno, &lt;em&gt;quod Deus avertat&lt;/em&gt;, al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie. &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell’altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi piace concludere rivolgendomi soprattutto ai giovani. Abbiate stima dell’amore coniugale; lasciate che il suo puro splendore appaia alla vostra coscienza. Siate liberi nei vostri pensieri e non lasciatevi imporre il giogo delle pseudo-verità create dalla confusione mass-mediatica. La verità e la preziosità della vostra mascolinità e femminilità non è definita e misurata dalle procedure consensuali e dalle lotte politiche. &lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5192981105106947080?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5192981105106947080/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5192981105106947080' title='9 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5192981105106947080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5192981105106947080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/matrimonio-e-unioni-omosessuali-nota.html' title='Matrimonio e unioni omosessuali. Nota dottrinale'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6168612378594114058</id><published>2010-02-12T16:08:00.002+01:00</published><updated>2010-02-14T15:08:34.026+01:00</updated><title type='text'>Una Lourdes troppo buia per essere vera</title><content type='html'>La prospettiva di Jessica Hausner nel suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lourdes&lt;/span&gt; è dichiarata subito, sin dalla scena iniziale, coll’inquadratura dall’alto della sala da pranzo per i pellegrini. Nessuna finestra, ma una luce artificiale fioca, su un ambiente claustrofobico: nero il pavimento, nere le pareti cui sono appesi crocifissi neri, nere le gonne e i pantaloni del personale, neri i mantelli delle hospitalières con la croce di Malta, nere le divise dei Cavalieri dell’Ordine, neri i clergyman dei preti. A quei tavoli funerei prende posto, in silenzio, una turba da corte dei miracoli di nani, paralitici, cancerosi,  assistiti da volontari tanto formalmente educati quanto distratti o perplessi (“che ci faccio, qui?”), vivi solo nello scambio di sguardi tra ragazze col velo e giovanotti col basco. Poca, pochissima luce in tutto il film, la cui cifra cromatica è il plumbeo: nuvole nere nel cielo persino nelle pochissime scene all’aperto. Anche la benedizione eucaristica del pomeriggio – l’appuntamento quotidiano più amato dai pellegrini, assieme alla processione notturna con le fiaccole – non è girata, come è nel vero, sulla grande, luminosa  Esplanade che fronteggia i tre santuari sovrapposti. No, la Hausner ha scelto di ambientarla nell’enorme chiesa sotterranea, dove non penetra alcuna luce. Poca luce pure per la lugubre festicciola finale. E buia, ovviamente, la scena topica della guarigione – miracolosa o casuale che sia – della tetraplegica venuta a Lourdes non per fede, ma per sfuggire dalla casa dove il male la imprigiona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crediamo abbia visto bene la UAAR, “Unione degli atei e degli agnostici razionalisti” nell’attribuire a questo film il suo beffardo premio intitolato a Brian, dal nome di una dissacrante pellicola su Gesù. Dicono, questi atei organizzati, che l’opera della Hausner potrà aiutare a perdere la fede “chi non è ancora approdato a una visione disincantata e scettica”. Pure la Massoneria ha espresso il suo apprezzamento. Che dire, allora, del premio attribuito dagli uomini di cinema cattolici, riuniti in un’associazione riconosciuta ufficialmente dalla Santa Sede? Che dire della diocesi milanese che ha deciso di sponsorizzare quest’opera, diffondendola nelle parrocchie?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verrebbe in mente quanto mi disse un Umberto Eco ironicamente deluso, quando analoghi premi cattolici (uno, addirittura dalla Loyola University, l’ateneo dei gesuiti americani) furono attribuiti al film tratto dal suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il nome della rosa&lt;/span&gt;: “Io ho faticato per fare un libro radicalmente agnostico se non ateo, sperando di suscitare un dibattito infuocato. E invece no, ‘sti preti mi fregano, applaudendomi  e  riempiendomi  di premi. Quasi quasi ho nostalgia dei bei, vecchi tempi  della Santa Inquisizione. Quei tosti domenicani erano meno noiosi del frate e del sagrestano “adulti” che, entusiasti, acclamano il miscredente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sì, sarebbe facile sorridere del masochismo clericale, cui peraltro siamo ormai rassegnati. Qui, però, occorre forse riconoscere delle attenuanti. In effetti, a una prima lettura il film della regista austriaca (la solita ex-cattolica: l’Occidente ne è ormai pieno) pare accattivante per i devoti. Non c’è nulla dell’anticlericalismo di un Emile Zola che si intrufolò, da anonimo, nel Pellegrinaggio Nazionale francese e ne trasse il suo fazioso  romanzo, dove tutto inizia, per lui, da “une pauvre idiote”, da una piccola isterica chiamata Bernadette. Nulla, qui, delle invettive delle Logge ottocentesche,  che chiedevano la chiusura manu militari  di Lourdes “per abuso della credulità pubblica”, nonché per “ragioni igieniche”. Il vecchio mangiapretismo  vociferante ha fatto posto, nella Hausner, a un ateismo radicale, ma politically correct. E una simile negazione della fede - durissima nei contenuti, ma molto soft nei modi - può avere depistato i clericali entusiasti. L’ateismo, peraltro onestamente dichiarato nelle interviste, non sta tanto nella barzelletta del capo dei Cavalieri hospitaliers (la Madonna che vuole andare a Lourdes, perché non vi è mai stata), battuta un po’ blasfema che svela l’incredulità di quei volontari. Non sta tanto nei dubbi dei pellegrini, nel loro spiarsi invidiosi, ciascuno temendo che il vicino di stanza sia guarito e lui no. E non sta neppure in quei cappellani che, alle domande dei malati, replicano con slogan, quasi fossero distributori automatici di risposte apologetiche. No, l’ateismo radicale del film sta nell’annuncio che il cristianesimo è morto, perché proprio la cartina di tornasole di Lourdes rivela che sono morte le tre virtù teologali che lo sorreggevano: morta la Fede, morta la Speranza, morta anche la Carità, malgrado le apparenze di chi, come i volontari, sembra esercitarla. Ma per amore di sé, non dei bisognosi. Per sfuggire alla noia, per trovare un senso o un marito, più che per aiutare il prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Papa Giovanni definì Lourdes, che molto amava, “una finestra che si è spalancata all’improvviso, mostrandoci il Cielo”. La Hausner, quella finestra la chiude: da qui, la mancanza di luce, il senso di oppressione, la claustrofobia, il nero che segnano tutta la sua pellicola. Quel Cielo di Roncalli è ormai sbarrato, uccidendo la Speranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esplosione gioiosa dell’alba della Risurrezione è rimossa a favore di una routine devozionale grigia, noiosa, segretamente ipocrita. Ma è sul serio così? Chi ha esperienza vera di Lourdes sa (e non è retorica) che questo è il regno del dolore ma anche della gioia; della disperazione e della speranza; del dubbio e della fede; dell’egoismo di mercanti, osti, professionisti dell’assistenza e della generosità di infiniti anonimi. Un impasto contradditorio, certo, ma pieno di vita e plasmato, malgrado tutto, da una fede tenace, che non si arrende. Vi sono talvolta nubi, sui Pirenei. Ma, ancor più spesso, vi splende un sole caldo. La Hausner ha le sue ragioni, cui va il nostro rispetto. Ma, attorno alla Grotta – quella vera, non quella della ex allieva delle suore che ha perso la fede - c’è un braciere che continua ad ardere, simboleggiato dalle mille candele accese giorno e notte, da 150 anni. Non c’è il cero ormai spento, o solo fumigante, che vorrebbe questo film, tanto eccellente nella tecnica quanto unilaterale nei contenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Messori, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 12 febbraio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6168612378594114058?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6168612378594114058/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6168612378594114058' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6168612378594114058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6168612378594114058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/una-lourdes-troppo-buia-per-essere-vera.html' title='Una Lourdes troppo buia per essere vera'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4984589860295358275</id><published>2010-02-12T07:56:00.002+01:00</published><updated>2010-02-12T07:59:51.238+01:00</updated><title type='text'>La stima degli uomini</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S3T8VFwKXhI/AAAAAAAABI4/5MfEICRLvj8/s1600-h/foucauld2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 158px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S3T8VFwKXhI/AAAAAAAABI4/5MfEICRLvj8/s200/foucauld2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437248089394667026" /&gt;&lt;/a&gt; Gesù ha preso, una volta per tutte, l’ultimo posto in maniera tale che nessuno ha mai potuto essere più in basso di lui. Ed egli ha occupato quest’ultimo posto con tanta cura e costanza per istruirci, per insegnarci che gli uomini e la loro stima non sono nulla, non valgono nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles De Foucauld&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4984589860295358275?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4984589860295358275/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4984589860295358275' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4984589860295358275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4984589860295358275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/la-stima-degli-uomini.html' title='La stima degli uomini'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/S3T8VFwKXhI/AAAAAAAABI4/5MfEICRLvj8/s72-c/foucauld2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-6826713125131616917</id><published>2010-02-01T09:23:00.001+01:00</published><updated>2010-02-01T09:25:08.805+01:00</updated><title type='text'>Storia di Shazia, 12 anni, cristiana</title><content type='html'>Nessuno a Hollywood le dedicherà un film (che pure sarebbe da Oscar), nessuno scrittore la immortalerà in un romanzo, nessun giornale occidentale – che dedica pagine e pagine al burqa in Francia – ha sollevato clamore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché i cristiani sono tornati come al tempo di san Paolo: “siamo diventati la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti”. Dunque la triste storia di Shazia Bashir, 12 anni, cristiana, non può far notizia.Come non fa notizia che proprio i cristiani siano il gruppo umano più perseguitato del pianeta. Nemmeno i credenti lo sanno e si fanno semmai bersagliare dalle accuse opposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Avvenire di Dino Boffo aveva mostrato una certa sensibilità per il dramma dei cristiani oppressi, in decine di paesi del mondo (250 milioni di cristiani ogni giorno a rischio e migliaia di vittime ogni anno): era un forte incentivo ad aprire gli occhi. Ma di recente Boffo è stato ingiustamente indotto alle dimissioni dopo un’assurda polemica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo la storia di questa ragazzina cristiana, Shazia Bashir, non si può tacere. Oltretutto è solo la punta dell’iceberg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ha fatta emergere dal silenzio, una settimana fa, l’agenzia missionaria Asianews (del Pontificio istituto missioni estere), che fa un lavoro eccezionale, ma come una voce che grida nel deserto. Ha lanciato la notizia così, dal Pakistan: “Lahore, domestica cristiana 12enne torturata e uccisa”. L’agenzia riferisce che viene accusato il padrone musulmano: “La giovane lavorava presso la famiglia di un potente avvocato della città, dove era soggetta a violenze sessuali, fisiche e psicologiche. La morte della ragazza ha scatenato le proteste della comunità cristiana, che chiede giustizia. Attivista per i diritti umani: il 99 per cento delle giovani cristiane che lavorano per musulmani sono vittime di violenze e abusi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vedremo se e come le autorità arriveranno a individuare e punire il o i colpevoli. Ma non ci si possono fare illusioni sulla tutela dei cristiani in un paese come il Pakistan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’agenzia Asianews aggiunge: “ ‘I genitori di Shazia non hanno potuto vedere la figlia’ denuncia Razia Bibi, 44 anni, zia della vittima. La 12enne è morta il 22 gennaio scorso in ospedale a causa delle ferite subite. Sohail Johnson, (attivista per i diritti umani, nda) conferma che il cadavere presentava i segni delle torture in 12 punti diversi del corpo ed è stata ricoverata ‘con la mandibola fratturata’. In un primo momento la famiglia dell’avvocato ha proposto un risarcimento di 250 dollari ai genitori per non sporgere denuncia; poi si sono dati alla fuga. La polizia li ha arrestati dietro pressioni del governo federale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo la morte di Shazia i cristiani hanno manifestato di fronte agli uffici dell’Assemblea provinciale del Punjab. “L’associazione dei legali di Lahore, invece, si è schierata a difesa del potente avvocato musulmano. La minoranza cristiana” scrive ancora Asianews “esprime dubbi sull’indipendenza e l’efficacia delle indagini avviate dalla polizia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va detto che non stiamo parlando di un paese marginale: il Pakistan ha 180 milioni di abitanti, è addirittura una potenza nucleare e si trova in una posizione geopolitica strategica, fondamentale nella lotta occidentale al terrorismo islamico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma gli Stati Uniti sbagliano profondamente se si illudono di potere vincere quella guerra solo tramite la via militare, in alleanza col regime pakistano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché il Pakistan, che dovrebbe essere un pilastro di questa lotta al terrorismo, è uno dei paesi più integralisti, quello dove è stata inventata ed è tuttora in vigore la vergognosa “legge sulla blasfemia” che dà praticamente diritto di vita o di morte sui cristiani o su chi non si riconosca nel credo coranico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I cristiani lì sono una minoranza ridotta alla miseria, vessata in ogni modo. Le famiglia cristiane sono così povere che per sopravvivere sono costrette a mandare le figlie a lavorare già da bambine e in genere l’unico lavoro che possono fare è quello delle serve presso le ricche famiglia musulmane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dove però – scrive Asianews – “sono sovente vittime di abusi e violenze fisiche, sessuali e psicologiche”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo un’organizzazione per i diritti umani “in alcuni casi i loro padroni le danno in spose a domestici musulmani, obbligandole a convertirsi all’islam”. In sostanza “queste vulnerabili ragazze cristiane non godono di alcuna protezione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Chiesa italiana e il Vaticano si sono spesso (anche in queste ore) pronunciati in difesa degli immigrati. Giustamente. Ma chi si occupa dei poveri cristiani di quei paesi, così poveri da non poter neanche tentare di emigrare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragazzine come Shazia sono costrette a subire una vita infernale per una paga di 12 dollari al mese, a volte neanche corrisposta: perché la Chiesa, tramite le parrocchie, la Caritas o tante altre organizzazioni, non lancia una grande campagna per le “adozioni a distanza” di queste ragazzine cristiane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io credo che tantissimi sarebbero disposti a dare 12 dollari al mese, cioè 8 euro al mese, per salvare queste povere fanciulle da un simile inferno. La vita di una fanciulla cristiana di dodici anni vale almeno 8 euro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo perché gli stessi cattolici, che nei primi secoli onoravano e veneravano le giovani cristiane martirizzate dai pagani, ignorano la sorte terribile e il martirio di tante fanciulle in molti paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei primi secoli addirittura i padri della Chiesa scrivevano pagine immortali in onore di queste fanciulle: penso al caso di sant’Agnese, martire a 16 anni. Sant’Ambrogio, san Girolamo e san Damaso esaltarono il suo esempio, la Chiesa la venera da 1700 anni, a lei ha dedicato chiese e memorie liturgiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre noi cristiani del XXI secolo neanche conosciamo i nomi dei martiri di oggi. Nel tempo dell’informazione planetaria globale i cattolici stessi ignorano la vastità e la crudeltà dell’odio anticristiano e delle persecuzioni nel mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così nessuno ha mai pensato di aiutare le povere famiglie cristiane di questi paesi, né di realizzare un qualche osservatorio internazionale o un’agenzia di difesa sul modello dell’ “Anti defamation league” o di Amnesty international.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si potrebbe sostenere di più il lavoro di associazioni come “L’Aiuto alla Chiesa che soffre”? Non si potrebbero moltiplicare gli sforzi e le organizzazioni di questo tipo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non  potrebbero i cattolici e il Vaticano, anche in accordo con le organizzazioni cristiane protestanti (questo sarebbe il vero ecumenismo), creare ad esempio un’équipe di avvocati specializzati con la missione di fornire assistenza legale gratuita a livello internazionale, per patrocinare le cause dei cristiani perseguitati in ogni sede giuridica, politica o amministrativa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono domande che personalmente pongo da anni, con articoli, libri e conferenze. Ma non ho mai avuto il barlume di una risposta. Forse perché i molti uffici del Vaticano sono impegnati con tanti altri problemi delicati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma siamo sicuri che la tragedia dei cristiani perseguitati sia una questioncella secondaria? Siamo sicuri che non si possa fare di più?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando leggo articoli come quello apparso ieri sul Foglio, dove Vittorio Feltri rivela che è stato “un informatore attendibile, direi insospettabile” che, riassume il Foglio, “ha spacciato per vero un documento falso sull’ex direttore di Avvenire Dino Boffo, creando il caso” e portando alle sue dimissioni, e che tutto questo è nato quando – aggiunge Feltri – “una personalità della chiesa della quale ci si deve fidare istituzionalmente mi ha contattato”, viene da chiedersi con amarezza: veramente ci sono “personalità della chiesa” che si dedicano a questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si deve sperare che si faccia chiarezza assoluta. E che i cattolici dedichino le loro energie ai poveretti che, nel mondo, soffrono a causa della loro fede cristiana e aspettano aiuto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;@ Libero, 31 gennaio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-6826713125131616917?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/6826713125131616917/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=6826713125131616917' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6826713125131616917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/6826713125131616917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/02/storia-di-shazia-12-anni-cristiana.html' title='Storia di Shazia, 12 anni, cristiana'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2330248601226077078</id><published>2010-01-17T13:45:00.003+01:00</published><updated>2010-01-17T13:48:36.218+01:00</updated><title type='text'>L'inferno di Haiti e il Paradiso</title><content type='html'>Un’altra perla di Antonio Socci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Basta un piccolo starnuto del pianeta, in un minuscolo francobollo di terra come Haiti, e sono spazzati via migliaia di esseri umani. Anche un microscopico virus è in grado di uccidere milioni di persone. Sono tutte manifestazioni di una stessa fragilità, di uno stesso destino. Tutti documenti della nostra misera condizione mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è una sola “malattia”, trasmessa per via sessuale, che porta inevitabilmente alla morte l’umanità intera e non ha cure possibili. Non è l’Aids. Ne siamo affetti tutti, ad Haiti come qui. Si chiama: vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ una “malattia” anche stupenda (per questo la scrivo fra virgolette), è una “malattia” che amiamo, a cui stiamo attaccati con le unghie e con i denti. Ma solitamente non riflettiamo sulla sua natura effimera e quindi l’amiamo in modo sbagliato, dimenticando che dobbiamo scendere alla stazione e siamo destinati a un’altra dimora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando arrivano grandi tragedie, personali o collettive, apriamo gli occhi sull’estrema fragilità della nostra esistenza e – svegliandoci – ci sentiamo quasi ingannati. Come se non sapessimo che siamo di passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, siamo tutti malati terminali. Ma noi dimentichiamo di essere sulla soglia della morte dal primo istante di vita. Lo rimuoviamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, quasi tutto quello che facciamo ogni giorno ha questa segreta ragione: farci dimenticare il nostro destino, esorcizzare la morte, preannunciata dalla decadenza fisica, dalle malattie, dalla sofferenza, dal dolore altrui. Distrarci, come diceva Pascal: il “divertissement”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai la nostra mente è organizzata come un vero e proprio palinsesto televisivo: c’è la mezz’ora dedicata alla tragedia di Haiti dove magari si chiama a parlarne non i missionari, non organizzazioni come l’Avsi che da anni lavorano in quelle povere terre, ma Alba Parietti e Cristiano Malgioglio. Poi, subito dopo, il telecomando passa ai quiz, alle ballerine sgallettanti, alle chiacchiere (politica o sport) eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti modi – si dice – “per ingannare il tempo”. In realtà per ingannare noi stessi, per dimenticare il destino . Perché il nostro insopprimibile desiderio è di vivere sempre, è di essere felici, e ci è insopportabile l’idea della morte e dell’infelicità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così, anche quando parliamo seriamente di tragedie come quelle di Haiti, con la faccia compunta, tocchiamo tutti i tasti fuorché quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parliamo dell’emergenza (e va bene), degli aiuti da mandare (e va benissimo), della miseria di quei luoghi (verissima), poi varie storie e considerazioni, finché uno guarda l’orologio perché deve andare al tennis, un altro sbircia il telefonino e un altro ancora sussurra al vicino “ma quand’è che se magna?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricomincia il tran tran. E gli affanni. E l’ebbrezza di essere padroni della nostra vita. E le illusioni. Eppure il più grande “filosofo” di tutti i tempi chiamò “stolto” colui che riempiva il suo granaio illudendosi di poterne godere all’infinito: “stanotte stessa ti sarà chiesta la tua anima…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché un giorno tutti dovremo rispondere dei nostri atti e di come abbiamo speso il nostro tempo. In quanto la vita è un compito. Anche se ormai gli stessi preti parlano raramente dell’Inferno e del Paradiso a cui siamo destinati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensiamo che inferno e paradiso siano da fuggire o cercare qui sulla terra. “Haiti, migliaia in fuga dall’inferno”, titolava ieri la prima pagina della “Stampa”. Altri giornali raccontavano i “paradisi tropicali” dei turisti a pochi passi dall’orrore haitiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo la Chiesa ci dice che c’è un Inferno ben peggiore di Haiti (ed eterno) da cui fuggire. E un Paradiso da raggiungere, di inimmaginabile bellezza e gioia, in cui tutte le lacrime saranno asciugate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il solo conforto oggi di fronte all’enormità del dolore di tutta quella povera gente e di fronte a tanti morti, è proprio questo: sperarli (e pregare per questo) fra le braccia del Padre, finalmente nella felicità certa, per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma noi, davanti alla nostra stessa morte (che è certa, inevitabile), che speranza abbiamo? Proviamo a rifletterci. Per me la sola speranza autentica è in Colui che ha avuto pietà della sorte umana, Colui che ha il potere vero e che ripagherà ogni sofferenza con un felicità senza fine e senza limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo la Chiesa c’è sempre, dentro ogni prova dell’umanità, dentro ogni “inferno” terreno com’è Haiti (provate a leggere le testimonianze accorate da là dei missionari). C’è per portare agli uomini la compassione di Dio, la sua carezza, il suo aiuto e soprattutto per aprire le porte del suo Regno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti sei chinato sulle nostre ferite e ci hai guarito” dice un prefazio della liturgia ambrosiana “donandoci una medicina più forte delle nostre piaghe, una misericordia più grande della nostra colpa. Così anche il peccato, in virtù del Tuo invincibile amore, è servito a elevarci alla vita divina”.&lt;br /&gt;E la cosa grande che ci porta Gesù, il Salvatore degli uomini, non è solo questa, ma la resurrezione, la vittoria sulla morte, cosicché nulla di ciò che abbiamo amato andrà perduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diceva don Giussani: “Cristo risorto è la vittoria di Dio sul mondo. La sua risurrezione dalla morte è il grido che Egli vuole far risentire nell’animo di ognuno di noi: la positività dell’essere delle cose, quella ragionevolezza ultima per cui ciò che nasce non nasce per essere distrutto. ‘Tutto questo è assicurato, te lo assicuro, Io sono risorto per renderti sicuro che tutto quello che è in te, e con te è nato, non perirà’ ”.&lt;br /&gt;Come si fa allora a non gioire, anche nelle lacrime? Come si fa a non affidarsi – anche nella tragedia – all’unico che salva?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Voglio dirlo con le parole di san Gregorio Nazianzeno: “Se non fossi tuo, mio Cristo, mi sentirei una creatura finita. Sono nato e mi sento dissolvere. Mangio, dormo, riposo e cammino, mi ammalo e guarisco, mi assalgono senza numero brame e tormenti, godo del sole e di quanto la terra fruttifica. Poi io muoio e la carne diventa polvere come quella degli animali che non hanno peccati. Ma io cosa ho più di loro? Nulla, se non Dio. Se non fossi tuo, Cristo mio, mi sentirei creatura finita”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci, da “Libero” del 16 gennaio 2010&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2330248601226077078?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2330248601226077078/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2330248601226077078' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2330248601226077078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2330248601226077078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2010/01/linferno-di-haiti-e-il-paradiso.html' title='L&apos;inferno di Haiti e il Paradiso'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4704298391044861170</id><published>2009-12-04T18:20:00.005+01:00</published><updated>2009-12-11T19:54:11.500+01:00</updated><title type='text'>Il cristianesimo è Cristo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SxlFYP-eJpI/AAAAAAAABIw/tWG4rq-F0iw/s1600-h/card.+Giacomo+Biffi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 160px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SxlFYP-eJpI/AAAAAAAABIw/tWG4rq-F0iw/s200/card.+Giacomo+Biffi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5411432710170093202" /&gt;&lt;/a&gt; Premesse&lt;br /&gt;1. Che cos’è il cristianesimo? Questa è una domanda che, presto o tardi, con maggiore o minore consapevolezza, tutti finiscono col porsi. Il più delle volte, le risposte che si ascoltano cominciano con le parole: Secondo me.&lt;br /&gt;“Secondo me” sono le parole giuste per cominciare a rispondere a chi ci chiede: Qual è la canzone più bella? Qual è la ricetta migliore per cucinare gli asparagi? Qual è la squadra di calcio più forte? Ma alla questione che cosa sia il cristianesimo cominciare a rispondere con queste parole è il segno certo che la risposta sarà sbagliata.&lt;br /&gt;Una risposta “soggettiva” non conta niente e non serve a nessuno: bisogna arrivare a capire che cosa sia il cristianesimo in se stesso, come di fatto è, qual è la sua vera natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Per rispondere correttamente alla questione è necessario capire bene come il cristianesimo si è presentato al momento della sua origine, quando si è affacciato alla ribalta della storia. In altre parole: dobbiamo ricordare che cosa sono andati in giro a dire gli apostoli a tutti e in tutto il mondo, all’indomani dell’evento che si è realizzato nella Pasqua dell’anno 30. Essi hanno obbedito al preciso comando ricevuto da Gesù Risorto: «Andate ad annunciare a tutti una “bella notizia”» (Mc 16,15). “Bella e buona notizia” è l’esatta traduzione della parola greca “evangelo”.&lt;br /&gt;Dare una notizia significa proclamare che è avvenuto un fatto. Qual è questo fatto? Gesù di Nazaret, un uomo morto dissanguato in croce, è ritornato alla vita e oggi è vivo, vivo per sempre in tutto il suo essere (corporeo e spirituale).&lt;br /&gt;Egli ha dunque sconfitto la morte (che era la “signora”, implacabile dominatrice di tutti); perciò adesso il “Signore” è lui. Ed essendo il Signore di tutti può salvare e portare con lui nel Regno eterno tutti quelli che con la fede si aggrappano a lui. Questa è la “bella e buona notizia”; questo è il Vangelo; questa è la sostanza del cristianesimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Come si vede, gli apostoli non sono andati in giro a proporre una “religione nuova”: sono andati in giro a proporre un “avvenimento” rivoluzionario e unico. Ed è un avvenimento che si riassume e si identifica in una persona: la persona di Cristo. Il cristianesimo è dunque Cristo: «Gli annunciò Cristo», è detto di Filippo quando converte al cristianesimo l’etiope, ministro della regina Candace (At 8,35). In conclusione, il cristianesimo – e solo il cristianesimo tra le varie forme che rapportano l’uomo a Dio – primariamente e per sé non è una religione: è un fatto che si identifica con una persona: la persona di Gesù di Nazaret, crocifisso e risorto, figlio di Maria e Unigenito del Padre, Redentore dell’intera famiglia umana, rinnovatore di tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gesù è il “contenuto” del cristianesimo&lt;br /&gt;Il cristianesimo è un fenomeno singolare in tutta la storia religiosa dell’umanità; è un caso inedito nell’avvicendamento delle scuole di pensiero e nel susseguirsi delle dottrine. La singolarità è questa: Gesù di Nazaret non è solo il fondatore, il promotore, il teorico del cristianesimo: è anche il suo contenuto. Senza dubbio la Chiesa, già nell’epoca apostolica, possiede un suo patrimonio di princìpi, di convinzioni, di idee. Ma tale patrimonio non è percepito come adeguatamente distinto da colui che ha detto di sé: «Io solo la verità» (Gv 14,6); la frase che è tra le più stupefacenti e provocatorie che siano mai state proferite da labbra umane.&lt;br /&gt;Senza dubbio la comunità dei credenti è animata dallo spirito di solidarietà e dall’amore verso i fratelli. Ma è motivata in questo dalla consapevolezza che il destinatario ultimo delle sue generose attenzioni è Cristo: «L’avete fatto a me» (Mt 25,40). […]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “pazzia” cristiana&lt;br /&gt;Questa dedizione totalizzante nei confronti di un uomo sarebbe scandalosa e intollerabile (e particolarmente lo sarebbe stata per gente educata nel più rigoroso ebraismo monoteistico), se a quest’uomo non si dovessero riconoscere i segni inequivocabili della divinità.&lt;br /&gt;La prima comunità – illuminata dall’effusione pentecostale – ha ripensato e accolto con docilità i molti «loghia» (i “detti”) di Gesù su questo argomento, e in special modo quelli conservati nella catechesi giovannea: «Chi ha visto me, ha visto il Padre» (Gv 14,9). «Io sono nel Padre e il Padre è in me» (Gv 14,11). «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10,30). E così ha potuto conoscere chi sia nella sua piena verità il suo Signore. &lt;br /&gt;Chi non arriva ad accogliere questo segreto  della personalità di Gesù non può che ritenere assurdo il fatto cristiano e del tutto irragionevole la nostra fede. Per usare una ruvida parola di Paolo: «Noi siamo pazzi a causa di Cristo» (1 Cor 4,10). Ed è ovvio: «l’uomo naturale (cioè lasciato alle sole sue forze conoscitive) non comprende le cose dello Spirito; esse sono follia per lui» (1 Cor 2,14).&lt;br /&gt;A quanti invece condividono la prospettiva apostolica, Gesù s’impone come la chiave interpretativa dell’universo: sia della creazione sia del mondo increato. Come si esprime quasi ossessivamente Pascal: «Non soltanto non conosciamo Dio se non per mezzo di Cristo, ma non conosciamo nemmeno noi stessi se non per mezzo di Cristo. Non conosciamo la vita, non conosciamo la morte, se non per mezzo di Cristo. All’infuori di Cristo, noi non sappiamo né che cos’è la nostra vita né che cos’è la nostra morte né che cos’è Dio né che cosa siamo noi stessi» (Pensieri).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un travisamento pericoloso&lt;br /&gt;Il cristianesimo dunque è Cristo: accoglierlo nella sua realtà autentica e piena – una realtà che eccede ogni nostra misura e ogni naturale intelligibilità – significa anche raggiungere finalmente il «senso» sia della nostra esistenza sia della totalità delle cose. È un’adesione elementare e culturalmente sobria, proposta a tutti gli uomini, anche ai più semplici; ma al tempo stesso un’adesione ardua, esigente, continuamente insidiata.&lt;br /&gt;Un’insidia particolarmente perniciosa, diffusa non poco nella cristianità dei nostri giorni, è quella di risolvere l’annuncio dell’evento pasquale e l’assenso integro e vitale al suo Protagonista in un’offerta di convinzioni, di impulsi generosi, di «valori». Ma la donazione del Figlio di Dio crocifisso e risorto non è «traducibile» in una serie, sia pure lodevole, di buoni propositi e di buone ispirazioni, omologabili con la mentalità dominante. I battezzati – onerati, proprio in virtù del loro battesimo, della fatica di dare consenso e testimonianza a colui che solo è il Signore (ed è entrato come unico Salvatore nella nostra storia) – sono tentati oggi più che mai di alleviare il loro gravoso impegno scambiandolo surrettiziamente con l’impegno meno gravoso (e «politicamente corretto») di propugnare i «valori», e quindi di propagandare la pace, la solidarietà, l’apertura verso tutti, il dialogo ad ogni costo, la difesa della natura, ecc.&lt;br /&gt;Ovviamente non s’intende qui colpevolizzare o ritenere inutile la giusta attenzione ai «valori». Solidarietà, pace, natura, comprensione tra i popoli ecc. possono diventare nel non cristiano le occasioni concrete di un approccio iniziale e informale a Cristo e al suo mistero. E nel cristiano questi stessi «valori» possono offrire preziosi stimoli a una totale e appassionata resa del mondo interiore al Signore di tutto e al Salvatore di tutti.&lt;br /&gt;Ma se il battezzato – per amore di attenzione e rispetto verso gli «altri», oltre che per sollecitudine di dialogo e di buon vicinato con tutti – quasi senza avvedersene stempera sostanzialmente il fatto salvifico e la realtà dell’unico Redentore nell’esaltazione di questi traguardi nobili ma secondari e nel ricercare il loro conseguimento, allora pone a repentaglio la sua connessione personale col Figlio di Dio crocifisso e risorto, e consuma a poco a poco il peccato di apostasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ammonimento profetico di Solovev&lt;br /&gt;Colui che è stato provvidenzialmente inviato a metterci in guardia da questo travisamento è stato il pensatore russo Vladimir S. Solovev. Egli nel suo ultimo scritto – a pochi mesi dalla sua morte, avvenuta nel luglio 1900 – ha tratteggiato così la figura dell’Anticristo (un personaggio emblematico, antitesi perfetta del Salvatore) che secondo lui comparirà sulla scena della vicenda umana alla fine del secolo XX.&lt;br /&gt;L’Anticristo – come egli lo descrive – appartiene evidentemente alla schiera dei «sapienti» e degli «intelligenti». È, dice Solovev, un esperto biblista. Di più, è un asceta e un «convinto spiritualista», e dà «altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza». In particolare, è un illuminato e attivo pacifista. Noi oggi lo diremmo anche un ecologista e un ambientalista: «Pieno di compassione, non solo amico degli uomini ma anche amico degli animali». Soprattutto l’Anticristo si dimostra un eccellente ecumenista, capace di dialogare «con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza». Ha però un’invincibile antipatia nei confronti della persona di Cristo. È addirittura dominato da una morbosa insofferenza verso il fatto che Gesù sia risorto e sia oggi vivo, tanto che va istericamente ripetendo: «Lui non è tra i vivi e non lo sarà mai. Non è risorto, non è risorto, non è risorto! È marcito, è marcito nel sepolcro…». In sintesi potremmo dire: ciò che più specificamente connota la posizione dell’Anticristo è di aver sostituito all’identificazione del cristianesimo con la persona del Salvatore glorificato (che è prospettiva fondamentale e irrinunciabile fin dai tempi apostolici) l’identificazione del cristianesimo con quei «valori» che, pur se provengono da una matrice evangelica, sono però anche facilmente esitabili sui mercati mondani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un improrogabile esame di coscienza&lt;br /&gt;Mette conto d’interrogarci se per caso qualcosa della «ideologia dell’Anticristo» non abbia cominciato a diffondersi anche tra noi. Essa è una totale distorsione della verità, ma può essere seducente. Se lasciamo prevalere la «ideologia dell’Anticristo», il dialogo con i “lontani” – non inciampando mai in un Maestro che pretende di essere unico, né in un uomo che è ritornato alla vita e continua a essere realmente e corporalmente vivo – si fa meno irto e più spedito; e la nostra possibilità di uscire dal nostro isolamento e di essere accolti negli ambienti culturalmente emergenti, nei circoli socialmente progrediti, nelle redazioni dei giornali e dei telegiornali, diventa facile e senza problemi. Ma Gesù ci ha dichiarato (ed è una delle sue frasi che tendiamo a dimenticare): «Io non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare…» (Mt 10, 34-35). E di lui è stato detto per divina ispirazione (ed è anche questa una frase biblica oggi un po’ censurata) che è «segno di contraddizione, perché siano svelati i pensieri di molti cuori» (Lc 2, 34-35).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conclusione&lt;br /&gt;È necessario e urgente tornare alla piena e pungente consapevolezza della centralità di Cristo, se vogliamo serbare intatta ed efficace la nostra identità. Don Divo Barsotti ha una parola tremenda, di attualità incontestabile: «Oggi nelle comunità cristiane Gesù Cristo è una scusa per parlare d’altro». Non deve essere più così: Gesù Cristo nella sua piena verità – di Crocifisso Risorto, di Figlio consustanziale del Padre, di unico Signore dell’universo, della storia e dei cuori – deve ritornare al centro di ogni nostro primario interesse e di ogni esperienza ecclesiale, e deve essere altresì l’ispiratore determinante ed efficace di ogni nostro impegno culturale, solidaristico e sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Card. Giacomo Biffi, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Timone&lt;/span&gt;, n. 87, Novembre 2009, pp. 48-49]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4704298391044861170?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4704298391044861170/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4704298391044861170' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4704298391044861170'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4704298391044861170'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/12/il-cristianesimo-e-cristo.html' title='Il cristianesimo è Cristo'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SxlFYP-eJpI/AAAAAAAABIw/tWG4rq-F0iw/s72-c/card.+Giacomo+Biffi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5619700661809725429</id><published>2009-11-20T16:24:00.008+01:00</published><updated>2009-11-20T16:47:24.665+01:00</updated><title type='text'>Dio è cattolico?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Swa08L_p4TI/AAAAAAAABIg/qV8iS7VZ59M/s1600/dio-e-cattolico_big.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 185px; height: 274px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Swa08L_p4TI/AAAAAAAABIg/qV8iS7VZ59M/s400/dio-e-cattolico_big.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5406207348809785650" /&gt;&lt;/a&gt; Per gentile concessione della &lt;a href="http://www.libreriacoletti.it/authors.aspx?name=CAMMILLERI%20RINO"&gt;Libreria Coletti di Roma&lt;/a&gt;, riporto un estratto dell’ultimo libro di Rino Cammilleri, “Dio è cattolico?”, edito dalle edizioni Lindau.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capitolo 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se io fossi Dio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se io fossi Dio mi sarei comportato esattamente come il Dio degli ebrei e sarei apparso nel mondo al momento opportuno come Gesù Cristo.&lt;br /&gt;Forse il paragone ti sembrerà irriverente, o Teofilo, ma mi conforta il fatto che il cercare di capire Dio non sia considerato peccaminoso dal cristianesimo.&lt;br /&gt;Anzi. La cosiddetta mistica cristiana, a differenza di altre, tende proprio all’abbraccio con Dio. Dunque, cercare di mettersi, con rispetto, nei suoi panni, cercare di vedere le cose come deve vederle Lui, penso sia addirittura consigliato. Cristo nel Vangelo apertamente esorta a imitarLo. A un certo punto, anzi, quasi ordina di essere «come il Padre vostro, che è nei cieli», il quale «è benigno verso gli ingrati» (Lc 6,35) ecc.&lt;br /&gt;Ciò che viene chiamato «mistica ebraica», tanto per un esempio, si occupa invece di scoprire il significato nascosto delle Scritture. Dell’Altissimo non può nemmeno pronunciare il nome e un tentativo come quello sopra descritto sarebbe praticamente blasfemo. Il carpentiere galileo finì consegnato ai pur detestati goyim romani per aver osato identificarsi con Dio.&lt;br /&gt;A questo proposito, vorrei attirare la tua attenzione sul fatto che il cristianesimo è l’unica religione con una teologia. Si tratta di una disciplina che osa trattare Dio come soggetto di studio e speculazione. Pare che non ci sia niente di male in questo. Anzi, sembra proprio che Dio stesso sia contento che lo si studi. D’altra parte, la cosa deve essere possibile perché, se siamo fatti a Sua immagine e somiglianza, anch’Egli non deve essere troppo dissimile da noi. Altrimenti, Cristo avrebbe preso una colossale cantonata nel chiederci di imitare qualcosa talmente al di là della nostra capacità di comprensione da risultare assolutamente inimitabile. D’altra parte, non penso che Dio abbia creato gli uomini e poi giochi con essi a nascondino senza aver loro dato i talenti per trovarlo. Dal fatto stesso della creazione (che altrimenti risulterebbe incomprensibile) e dall’insistenza con cui ne parla nelle Scritture pare proprio che Egli abbia un solo desiderio: essere amato, così come i genitori vorrebbero essere ricambiati dai figli che hanno generato.&lt;br /&gt;Ora, poiché non si può amare niente per forza, è ovvio che chi vuol essere amato preferisca che l’altro (o l’altra) lo ami volentieri e senza costrizione.&lt;br /&gt;Sappiamo che esistono certe persone disturbate, le quali, non riuscendo a farsi amare dalla persona desiderata, la rapiscono e la minacciano di violenza.&lt;br /&gt;La poveretta talvolta cede per paura, ma alla prima occasione li denuncia alla polizia. La gente normale invece propone il suo amore, ma di fronte a un preciso e reiterato rifiuto, pur restandoci malissimo, desiste. Se io fossi Dio e – come Giove di fronte a Semele – mi mostrassi in tutta la mia onnipotenza, delle due l’una: o l’oggetto del mio amore sarebbe costretto ad amarmi, o (horresco referens) mi rifiuterebbe. C’è qualcuno così pazzo da rifiutare le profferte dell’Amore, del Bello, del Vero e del Buono in persona? A quanto pare, sì. Se io fossi Dio, a quel punto, cosa dovrei fare di chi mi rifiuta? Dovrei mandarlo al diavolo, perché la sua offesa è il massimo dei massimi. Ma poiché, essendo Dio, sono buono e misericordioso, preferisco propormi con delicatezza, senza mostrare tutto il mio fulgore, operando in modo che la persona amata si accorga di me, mi prenda in considerazione, mi si rivolga e decida spontaneamente di amarmi. E se malgrado tutto ciò alla fine non mi ama lo stesso? Avrà quel che vuole (e non avrà quel che non vuole). Ma, dal momento che Dio è tutto, avrà quel che Dio non è: niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già, – direte voi – ma Dio è in ogni luogo. Dove andrebbe chi lo rifiuta fino all’ultimo? Sì, fino all’ultimo, perché ci deve essere un «ultimo»: non si può pensare che costui abbia a disposizione un’eternità per decidersi. Infatti gli viene assegnato un tempo calibrato sulle sue possibilità (Dio ci ha creati, e ci conosce benissimo), tempo che a un certo punto scade. Ora, certi teologi adombrano la possibilità che Dio si ritiri da un posto, lasciandolo vuoto di Sé, per permettere a chi non Lo vuole di non averLo. Ma, giacché Dio è il Bene assoluto, dove Lui non è c’è l’assenza del Bene, cioè il Male. Assoluto.&lt;br /&gt;E qui ci troviamo di fronte all’obiezione classica, quella che tiene molti lontani dalla religione: Dio non può essere così malvagio da aver creato l’inferno. Ma non può nemmeno costringere la gente ad amarLo per forza. Allora come la mettiamo? Mettiamola così: immaginate di aver fatto innamorare a vostra insaputa una persona che ha tutte le qualità. Ma, non avendo approfondito la sua conoscenza perché a prima vista vi è sembrata scialbetta, abbiate preferito scartarla per darvi ad amorazzi apparentemente più gustosi (ma che si sono via via rivelati amari, tant’è che avete finito per dover rinunciare alla qualità per la quantità, sostituendoli di volta in volta). Quella, a un certo punto, si stufa di farvi la corte e si rivolge più utilmente ad altri. Un bel giorno aprite finalmente gli occhi su quel che avete perso, ma è troppo tardi e vi tocca passare il resto del tempo a guardare lei (o lui) felicemente sposata con qualcuno più furbo di voi, mentre a voi rimane il cocente rimorso.&lt;br /&gt;Moltiplicate il tutto per il massimo possibile (di qualità di lei e di rimorso per voi) e per l’eternità. Vi basta come inferno? Ebbene, l’inferno cristiano è proprio così: un luogo dove non c’è la Luce (dunque, c’è la tenebra), non c’è la Gioia (ma il dolore), né l’Amore (c’è l’odio: per sé, per essere stati così stupidi; per Dio, così come l’invidioso vorrebbe veder distrutto ciò che adesso agogna ma gli è interdetto per sempre; per gli altri, perché nella superbia non c’è spazio per la benevolenza). Un luogo di paura (abbiamo rinunciato a ogni protezione contro i demoni) e soprattutto di rimorso, perché se siamo finiti lì non possiamo prendercela con altri che con noi stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevamo della teologia. È uno dei tanti mezzi che offre Dio per conoscerLo e innamorarsene. Facci caso: come abbiamo accennato, solo il cristianesimo osa tanto. Sembra che soltanto il Dio cristiano si rivolga a creature così intelligenti da poter capirLo e magari conoscerLo.&lt;br /&gt;Personalmente, dovessi scegliere (e devo scegliere), preferirei un Dio che mi stima, un Dio che, per questo, mi abbia dato gli strumenti per comprendere come vanno realmente le cose. Un altro Dio non lo capirei. E non mi si può chiedere di amare alla cieca quel che non capisco. Insomma, se io fossi Dio e volessi essere amato dalle mie creature, per prima cosa li avrei forniti di un’intelligenza sufficiente. E poi li avrei incoraggiati a usarla. Mi viene in mente il genitore che, un bel giorno, prende il figlioletto, lo piazza in piedi appoggiato alla parete, si allontana quanto basta, gli tende le braccia e gli dice: «Adesso vieni da papà!», aspettandosi che il piccolo sia dapprima riluttante, poi si avvii barcollando. Ma sempre pronto a intervenire perché non si faccia male davvero. Ovviamente, fallito un tentativo, si ricomincia. Eh, sì: deve imparare a camminare con le sue gambe. Deve diventare quel che il papà sogna che diventi: un uomo, e con gli attributi. Ovviamente, cela va sans dire, anche frequentando la teologia si può partire per la tangente e prendere cantonate. Ricòrdati dei Magi, caro Teofilo. Senza la stella si sarebbero persi. E senza l’avvertimento soprannaturale sarebbero cascati nella trappola di Erode. Anche i teologi hanno una stella, la Chiesa. Le cantonate le prendono quando pretendono di saperla più lunga di essa. Ecco un altro motivo che ci conduce a propendere per la «cattolicità» di Dio.&lt;br /&gt;Infatti, il cattolicesimo parte dal presupposto del Peccato Originale, grande mistero senza il quale non si capisce niente (come diceva Pascal). Video meliora proboque, deteriora sequor, diceva il poeta (pur pagano) latino. So che cosa è giusto e bene ma spesso non riesco ad adeguarmi e faccio il contrario. Tutti sperimentiamo questa massima, fin da quando usciamo la mattina da casa e chiudiamo la porta a chiave (non si sa mai). Dunque, l’intelligenza umana sarebbe sufficiente a cogliere Dio ma… Ma c’è di mezzo il Peccato Originale. Dio lo sa e per questo non ha scritto libri (quelli che ci sono li ha solo ispirati) ma ha fondato una Chiesa, garantendole assistenza per sempre. Ci ha lasciato una stella, nel caso ci smarrissimo. Infatti, chi non la segue vaga, erra (nel doppio significato del termine).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a noi, pare proprio che sia possibile arrivare a Dio col ragionamento logico. Un filosofo geniale come san Tommaso d’Aquino e un genio matematico come Pascal ne fanno fede. Certo, ci sono persone convinte che esistano altri tipi di logica oltre a quella del due-e-due-fa-quattro. Ma non ti nascondo che la cosa mi puzza di fantascienza, tipo universi paralleli e viaggi nel tempo, tutta roba che collide con l’osservazione e l’esperienza. Se due più due potesse fare anche cinque, e soprattutto potesse farlo anche per Dio, beh, un Dio del genere ritornerebbe al di là della comprensibilità da parte dei più. E, detto fra noi, non m’interesserebbe più di tanto. Un Dio per pochi riguarderebbe quei pochi. Di più: anche se per avventura mi trovassi tra quei pochi, non credo che tale Dio mi risulterebbe amabile. Che senso avrebbe aver creato tutti per poi rivolgersi solo ad alcuni? No, un Dio così, chi lo vuole se lo tenga.&lt;br /&gt;Mi sembra senz’altro più ragionevole pensare a un Dio come quello cristiano, padre di tutti e alla portata di tutti. La ragione classica (e non credo che ce ne siano altre) può dunque giungere a cogliere l’esistenza di un Dio, un Dio molto simile a quello cristiano. Può arrivare anche a dedurre che Dio debba essere cattolico. Ma al fatto che questo Dio sia anche Trino, beh, se non me lo dicesse Lui stesso, proprio non ci potrei arrivare. Infatti l’ha detto. Poteva risparmiarselo, perché questa rivelazione complica, per molti, il quadro.&lt;br /&gt;Paradossalmente, è proprio questo a convincermi. Fosse tutto un trucco, un’invenzione umana, che bisogno ci sarebbe stato di tirare fuori questa storia della Trinità? Allora deve essere vero. L’ha detto proprio perché non ne poteva fare a meno. E mi pare un’ulteriore dimostrazione di fiducia nei confronti delle creature.»&lt;br /&gt;[…]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5619700661809725429?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5619700661809725429/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5619700661809725429' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5619700661809725429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5619700661809725429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/11/dio-e-cattolico.html' title='Dio è cattolico?'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Swa08L_p4TI/AAAAAAAABIg/qV8iS7VZ59M/s72-c/dio-e-cattolico_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3821574173649604598</id><published>2009-11-06T12:12:00.002+01:00</published><updated>2009-11-06T12:20:12.208+01:00</updated><title type='text'>Quei muri appesi ai Crocefissi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SvQGUsihGHI/AAAAAAAABIY/pzL4C7ZLVLc/s1600-h/crocifisso.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 354px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SvQGUsihGHI/AAAAAAAABIY/pzL4C7ZLVLc/s400/crocifisso.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400948805747153010" /&gt;&lt;/a&gt; Gesù è stato giudicato – duemila anni fa – dalle varie magistrature del suo tempo. E sappiamo cosa decise la “giustizia” di allora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la Corte europea di Strasburgo ha emesso una sentenza secondo cui lasciare esposta nelle scuole la raffigurazione di quell’Innocente massacrato dalla “giustizia umana” viola la libertà religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ stato notato che semmai il crocifisso ricorda a tutti che cosa è la giustizia umana e cosa è il potere ed è quindi un grande simbolo di laicità (sì, proprio laicità) e di libertà (viene da chiedersi se gli antichi giudici di Gesù sarebbero contenti o scontenti che una sentenza di oggi cancelli l’immagine di quel loro “errore giudiziario” o meglio di quella loro orrenda ingiustizia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma discutiamo pacatamente le ragioni della sentenza di oggi: il crocifisso nelle aule, dicono i giudici, costituisce “una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la prima ragione obietto che quel diritto dei genitori è piuttosto leso da legislazioni stataliste che non riconoscono la libertà di educazione e che magari usano la scuola pubblica per indottrinamenti ideologici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda ragione è ancor più assurda. Il crocifisso sul muro non impone niente a nessuno, ma è il simbolo della nostra storia. Una sentenza simile va bocciata anzitutto per mancanza di senso storico, cioè di consapevolezza culturale, questione dirimente visto che si parla di scuole. Pare ignara di cosa sia la storia e la cultura del nostro popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per coerenza i giudici dovrebbero far cancellare anche le feste scolastiche di Natale (due settimane) e di Pasqua (una settimana), perché violerebbero la libertà religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando a questa sentenza, l’esistenza stessa della nostra tradizione bimillenaria e la fede del nostro popolo (che al 90 per cento sceglie volontariamente l’ora di religione cattolica) sono di per sé un “attentato” alla libertà altrui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giudici di Strasburgo dovrebbero esigere la cancellazione dai programmi scolastici di gran parte della storia dell’arte e dell’architettura, di fondamenti della letteratura come Dante (su cui peraltro si basa la lingua italiana: cancellata anche questa?) o Manzoni, di gran parte del programma di storia, di interi repertori di musica classica e di tanta parte del programma di filosofia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti tutta la nostra cultura è così intrisa di cristianesimo che doverla studiare a scuola dovrebbe essere considerato – stando a quei giudici – un attentato alla libertà religiosa. In lingua ebraica le lettere della parola “italia” significano “isola della rugiada divina”: vogliamo cancellare anche il nome della nostra patria per non offendere gli atei? E l’Inno nazionale che richiama a Dio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perfino lo stradario delle nostre città (Piazza del Duomo, via San Giacomo, piazza San Francesco) va stravolto? Addirittura l’aspetto (che tanto amiamo) delle vigne e delle colline umbre e toscane – come spiegava Franco Rodano – è dovuto alla storia cristiana e ad un certo senso cattolico del lavoro della terra: vogliamo cancellare anche quelle?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non solo. Come suggerisce Alfredo Mantovano, “se un crocifisso in un’aula di scuola è causa di turbamento e di discriminazione, ancora di più il Duomo che ‘incombe’ su Milano o la Santa Casa di Loreto, che tutti vedono dall’autostrada Bologna-Taranto: la Corte europea dei diritti dell’uomo disporrà l’abbattimento di entrambi?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signori giudici, si deve disporre un vasto piano di demolizioni, di cui peraltro dovrebbero far parte pure gli ospedali e le università (a cominciare da quella di Oxford) perlopiù nati proprio dal seno della Chiesa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine (spazzata via la Magna Charta, san Tommaso e la grande Scuola di Salamanca) si dovrebbero demolire pure la democrazia e gli stessi diritti dell’uomo (a cominciare dalla Corte di Strasburgo) letteralmente partoriti e legittimati (con il diritto internazionale) dal pensiero teologico cattolico e dalla storia cristiana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa Costituzione italiana – fondata sulle nozioni di “persona umana” e di “corpi intermedi” (le comunità che stanno fra individui e Stato) – è intrisa di pensiero cattolico. Cancelliamo anche quella come un attentato alla libertà di chi non è cattolico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’Europa? L’esistenza stessa dell’Europa si deve alla storia cristiana, se non altro perché senza il Papa  e i re cristiani prima sui Pirenei, poi a Lepanto e a Vienna, l’Europa sarebbe stata spazzata via diventando un califfato islamico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direte che esagero a legare al crocifisso tutto questo. Ma c’è una controprova storica. Infatti sono stati i due mostri del Novecento – nazismo e comunismo – a tentare anzitutto di spazzare via i crocifissi dalle aule scolastiche e dalla storia europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odiavano l’innocente Figlio di Dio massacrato sulla croce, furono sanguinari persecutori della Chiesa e del popolo ebraico (i due popoli di Gesù) che martirizzarono in ogni modo e furono nemici assoluti (e devastatori) della democrazia e dei diritti dell’uomo (oltreché della cultura cristiana dell’Europa e della civiltà).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nazismo appena salito al potere scatenò la cosiddetta “guerra dei crocefissi” con la quale tentò di far togliere dalle mura delle scuole germaniche l’immagine di Gesù crocifisso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sopportavano quell’ebreo, il figlio di Maria, e volevano soppiantare la croce del Figlio di Dio, con quella uncinata, il simbolo esoterico dei loro dèi del sangue e della forza. Lo stesso fece il comunismo che tentò di sradicare Cristo dalla storia stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le moderne istituzioni democratiche europee si fondano sulla sconfitta dei totalitarismi del Novecento, non spetterebbe anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo considerare che la tragedia del Novecento è stata provocata da ideologie che odiavano il crocifisso (e tentarono di sradicarlo) e che i loro milioni di vittime si ritrovano significate proprio dal Crocifisso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non a caso è stata una scrittrice ebrea, Natalia Ginzburg, a prendere le difese del crocifisso quando – negli anni Ottanta – vi fu un altro tentativo di cancellarlo dalle aule: “Non togliete quel crocifisso” fu il titolo del suo articolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scriveva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“il crocifisso non genera nessuna discriminazione. Tace. E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino allora assente. La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? (…) Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager? Il crocifisso è il segno del dolore umano”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Ginzburg proseguiva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;“Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo… prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini… A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con tutto il rispetto auspichiamo che pure i giudici lo apprendano. “Il crocifisso fa parte della storia del mondo”, scrive la Ginzburg.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine il crocifisso è il più grande esorcismo contro il Male. Infatti non è il crocifisso ad aver bisogno di stare sui nostri muri, ma il contrario. Come dice un verso di una canzone di Gianna Nannini: “Questi muri appesi ai crocifissi…”. Letteralmente crolla tutto senza di lui, tutti noi siamo in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo potranno cancellarlo dai muri e alla fine – come accade in Arabia Saudita – potranno proibirci anche di portarne il simbolo al collo, ma nessuno può impedirci di portarlo nel cuore. E questa è la scelta intima di ognuno. La più importante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt;, 4 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3821574173649604598?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3821574173649604598/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3821574173649604598' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3821574173649604598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3821574173649604598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/11/quei-muri-appesi-ai-crocefissi.html' title='Quei muri appesi ai Crocefissi'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SvQGUsihGHI/AAAAAAAABIY/pzL4C7ZLVLc/s72-c/crocifisso.gif' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2609099682798488390</id><published>2009-10-31T10:17:00.001+01:00</published><updated>2009-10-31T10:19:09.992+01:00</updated><title type='text'>Il solo rifugio è fra le braccia della Chiesa</title><content type='html'>Con qualche perfidia ieri &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Repubblica&lt;/span&gt; ha titolato “la giornata da incubo di Piero Marrazzo” con queste parole: “vorrei scappare”. La moglie: “Serve un taglio netto”. Poi, anche su questo giornale, c’è la notizia del giorno: “La corsa all’eremo”.&lt;br /&gt;Tutti i quotidiani hanno strologato su questa “fuga” dell’ex governatore del Lazio all’abbazia benedettina di Montecassino (e sulla ricerca, nel Pd, di un candidato alternativo per la Regione che, guarda caso, vanno a cercare fra le file cattoliche). Nessuno si sorprende che nello smarrimento e nell’angoscia si cerchi rifugio in un monastero.&lt;br /&gt;Nessuno però sembra riflettere su quello che significa la Chiesa per tutti noi, anche per chi si professa laico e magari tuona contro i preti. I giornali sembrano aver paura di guardare in faccia la bellezza e la misericordia della Chiesa.&lt;br /&gt;Temono forse di restarne incantati, affascinati. Questo spiega il loro immotivato anticlericalismo. Sparano a zero sulla Chiesa perché non riescono ad esserne indifferenti, mentre magari tentano di tirarla dalla propria parte. La odiano spesso perché sanno che – se si lasciassero andare – rischierebbero di amarla.&lt;br /&gt;La Repubblica, sempre ieri, infatti, lanciava in prima pagina un logorroico sfogo antipapale di Hans Kung, il quale confonde papa Leone XIII con Leone XII (c’è mezzo secolo di distanza fra i due) e se la prende con papa Benedetto XVI perché perdona e accoglie nella Chiesa come il padre misericordioso del “figliol prodigo”.&lt;br /&gt;Attaccano la Chiesa, ma poi tutti sanno che è il solo luogo del mondo dove loro stessi sempre saranno attesi a braccia aperte, anche nell’ultimo istante della vita, da qualunque parte vengano, chiunque siano, qualunque cosa abbiano fatto (pur continuando sempre – la Chiesa – a chiamare Bene il Bene e Male il Male, pur non rinunciando mai alla verità).&lt;br /&gt;La Chiesa spalanca le sue braccia perfino ai suoi persecutori (si pensi a Napoleone). E’ davvero, letteralmente, una cosa dell’altro mondo in questo mondo. Perché agisce come Gesù ed è la presenza nella storia di Gesù stesso.&lt;br /&gt;Infatti ogni uomo che sia provato dal dolore o dal bisogno, anche se cresciuto lontano dalla tradizione cristiana – penso a quegli immigrati di altre religioni che arrivano in Italia in condizioni penose – sa che qui c’è sempre un luogo dove tutti possono ricevere una minestra calda e un abbraccio fraterno, senza nulla chiedere, senza nessuna condizione: è la Chiesa.&lt;br /&gt;Tutti sanno che questo è il luogo della misericordia. Perché tutte le desolazioni del mondo, tutte le afflizioni e le solitudini, tutte le miserie del mondo e tutti i miseri (specialmente i peccatori che sono i più poveri), trovano riparo sotto i rami di questa grande quercia, dentro l’abbraccio di questa tenera madre.&lt;br /&gt;Compresa – come vediamo oggi – la disperazione di un uomo politico che per suoi “errori personali” (come dice lui), errori e debolezze che appartengono a tanti, che purtroppo si respirano nell’aria, si trova in una condizione di “troppa sofferenza” e desidera sparire e così trova rifugio nel silenzio di un chiostro benedettino.&lt;br /&gt;Sì. C’è un luogo del mondo dove sarai sempre accolto.  Come scrive il grande Péguy, parlando di Notre Dame di Chartres, quindi parlando della Madonna, figura perfetta della Chiesa:&lt;br /&gt;“il solo asilo nel cavo della vostra mano/ &lt;br /&gt;E il giardino dove l’anima si schiude”.&lt;br /&gt;Quando – dentro la tormenta della vita – si prende la via della Chiesa e si entra nella sua pace e si accetta il suo perdono, ci si sente lavati, purificati e perfino rifatti: si rinasce nuove creature. E’ il solo luogo del mondo dove si è amati così come si è. E dove si è perdonati di tutto. E difesi sempre.&lt;br /&gt;Noi cristiani siamo tutti dei perdonati. Come Jean Valjean, il galeotto protagonista dei “Miserabili”, viene difeso dal vescovo di Digne, monsignor Myrel, per il furto commesso ai suoi stessi danni.&lt;br /&gt;La Chiesa, come la Madonna, difende sempre i peccatori (non il peccato, ma i peccatori) e così li purifica e dona loro il tesoro più grande: il perdono di Dio, la carezza del Nazareno.&lt;br /&gt;Péguy scrive ancora:&lt;br /&gt;“Noi ci siamo lavati da una così grande amarezza,/ &lt;br /&gt;Stella del mare e degli scogli,/ &lt;br /&gt;Noi ci siamo lavati da una così bassa schiuma,/ &lt;br /&gt;Stella della barca e delle reti./ &lt;br /&gt;Abbiamo lavato le nostre teste infelici/ &lt;br /&gt;da un tal mucchio di sporcizia e di ragionamenti…/ &lt;br /&gt;Ce ne han dette tante, o regina degli apostoli,/ &lt;br /&gt;Abbiamo perso il gusto per i discorsi./ &lt;br /&gt;Non abbiamo più altari se non i vostri,/ &lt;br /&gt;Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice”.&lt;br /&gt;Quando un uomo arriva ad aver nausea dei discorsi del mondo e a non sapere “nient’altro che una preghiera semplice”, in ginocchio davanti alla “fanciulla di Nazaret”, significa che è già in salvo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Da “Libero”, 29 ottobre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2609099682798488390?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2609099682798488390/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2609099682798488390' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2609099682798488390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2609099682798488390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/10/il-solo-rifugio-e-fra-le-braccia-della.html' title='Il solo rifugio è fra le braccia della Chiesa'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4833137728993213942</id><published>2009-10-26T18:07:00.002+01:00</published><updated>2009-10-26T18:11:24.902+01:00</updated><title type='text'>L'uomo adulto e libero tace</title><content type='html'>Una prova del fatto che si è “adulti” è rimanere in silenzio quando gli altri parlano. Diciamolo meglio, è lasciare che gli altri abbiano non solo la prima ma anche l’ultima parola.&lt;br /&gt;Quando si è giovani si sente forte l’impulso di dire la propria e di dirla con fermezza, sempre. Gli altri devono ascoltare le tue ragioni. Vuoi addirittura convincerli. Tutto questo si chiama auto-affermazione e … debolezza.&lt;br /&gt;Poi passa il tempo, ci si legge dentro e si comprende che se si hanno le idee chiare, se sai chi sei, se sai ascoltare la voce che ti parla nel profondo, non hai più bisogno di dimostrare niente a nessuno, e finalmente taci. È una sensazione piacevole, giacché senti e saggi la tua forza. Ed è anche un bel passo avanti verso la vera libertà!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4833137728993213942?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4833137728993213942/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4833137728993213942' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4833137728993213942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4833137728993213942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/10/luomo-adulto-e-libero-tace.html' title='L&apos;uomo adulto e libero tace'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8546827725488834076</id><published>2009-10-19T11:55:00.006+02:00</published><updated>2009-10-19T13:44:54.256+02:00</updated><title type='text'>L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam e il rischio della scuola coranica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Stw5sGvicXI/AAAAAAAABIQ/5LEoG_8qkKY/s1600-h/islam_europe.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 332px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Stw5sGvicXI/AAAAAAAABIQ/5LEoG_8qkKY/s400/islam_europe.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5394249883570041202" /&gt;&lt;/a&gt; Riporto le sensatissime riflessioni di Vittorio Messori, pubblicate sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; di oggi.&lt;br /&gt;L’immagine a corredo dell’articolo, recuperata dalla rete, è stata inserita per iniziativa autonoma del curatore del blog. Il cartello nella foto recita: "L’Europa è il cancro. L’Islam è la risposta". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Ancora una volta, riecco l’invocazione scaramantica: «Ci vorrebbe l’ora di…». Stavolta, quella nuova, da istituire subito nelle scuole pubbliche, sarebbe «l’ora di Islam». C’è qualcosa di drammati­co, ma anche di grotte­sco, nella parabola, vec­chia ormai di due secoli, delle funzioni che si so­gna di affidare alla «scuo­la di Stato». C’è, qui, un mito nato — come tanti — dagli schemi ideologi­ci di giacobini e girondi­ni. Non lo scettico Voltaire ma il fervoroso Rousseau fu il maestro di quei signori: si nasce buoni, il peccato originale è una favola disastrosa, date ai fanciulli dei maestri acconci ed avrete il regno della bontà, dell’altruismo, del civismo. Sorgono difficoltà sempre nuove? Ma dov’è il problema? Basterà inserire nella scuola pubblica delle apposite «ore di…» che educhino al bene e al buono i nuovi virgulti; e tutto sarà ripianato. Da noi, il Cuore deamicisiano è l’icona caricaturale di questi nuovi templi di un’umanità plasmata dalla Ragione e strappata alla superstizione. Succede, però, che proprio nell’Occidente laicamente formato, abbiano trovato folle entusiaste le ideologie mortifere che hanno devastato i due secoli seguiti al trionfo delle utopie roussoiane. Ma poiché gli ideologi hanno per motto «se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà», il mito ha continuato ad agire. Il sesso fra gli adolescenti crea gravidanze incongrue e favorisce violenze? Si istituiscano nelle scuole «corsi di educazione sessuale». Alcol e droghe devastano i giovanissimi? Ecco gli esperti per gli appositi «corsi contro le dipendenze». C’è strage su moto e automobili? Subito «corsi di educazione stradale». La convivenza sociale è sempre più turbolenta? Ecco dei bei «corsi di educazione civica». Si potrebbe continuare, ma la realtà è chiara: a ogni problema, una risposta affidata alla scuola. Con il risultato, segnalato da pedagogisti ovviamente inascoltati, o di effetti irrilevanti o addirittura di aggravamento delle situazioni: il confuso istinto di ribellione dei giovani porta a sperimentare e a praticare ciò che è condannato nelle prediche degli adulti, soprattutto se insegnanti. Trasgredire al professore dà tanto gusto come, un tempo, trasgredire al parroco. E ora, tocca all’Islam, la cui presenza tra noi, ogni giorno in crescita, è tra gli eventi che meritano l’inflazionato aggettivo di «storico». Non siamo davanti a una immigrazione, ma a una di quelle migrazioni che si verificano una o due volte in un millennio. Per quanto importa, sono tra i convinti che, sulla lunga durata, l’Occidente si rivelerà per l’islamismo una trappola mortale. I nostri valori e, più ancora, i nostri vizi, corroderanno e, alla fine, faranno implodere una fede il cui Testo fondante non è per nulla in grado di affrontare la critica cui sono state sottoposte le Scritture ebraico-cristiane. Una fede che, in 1400 anni, non è mai riuscita ad uscire durevolmente dalle zone attorno ai tropici, essendo una Legge nata per remote organizzazioni tribali. Una fede che, priva di clero e di un’organizzazione unitaria, impossibilitata a interpretare il Corano — da applicare sempre e solo alla lettera — è incapace di affrontare le sfide della modernità e deve rinserrarsi dietro le sue mura, tentando di esorcizzare la paura con l’aggressività. Ma poi: panini al prosciutto, vini e liquori, minigonne e bikini, promiscuità sessuale, pornografia, aborti liberi e gratuiti, «orgogli» omosessuali, persino la convivenza con cani e gatti, esseri impuri, e tutto ciò di cui è fatto il nostro mondo — nel bene e nel male — farà sì che chi si credeva conquistatore si ritroverà conquistato. Ma questo, dicevo, in una prospettiva storica: per arrivarci passerà molto tempo e molti saranno i travagli, magari i drammi. Per adesso, che fare? Sorprende che, proprio da destra, si proponga lo pseudorimedio che è, da sempre, quello caro alle sinistre: nelle scuole «corsi di Islam», quello buono, quello politically correct . L’idea non ha né capo né coda. Brevemente: poiché, a parte casi particolari, gli allievi islamici sono ancora pochi in ogni classe, bisognerebbe riunirli tutti assieme in una classe sola, almeno per quelle ore. Ed ecco pronta la madrassa, la scuola coranica, che esige che i credenti in Allah stiano unicamente con altri credenti. Stretti in comunità, a cura della nostra Repubblica, chi farà loro lezione? E che gli si insegnerà? Gli ingenui, o insipienti, promotori della proposta si cullano forse nel mito di un «Islam moderato», pensano che esistano schiere di intellettuali musulmani «laici, pluralisti, democratici», pronti ad affrontare concorsi per cattedre di Islam «corretto»? Ignorano che incorrerebbe in una fatwa di morte il muslìm che presentasse la sua religione come una verità tra le altre? Non sanno che relativismo e neutralità religiosa sono frutti dell’illuminismo europeo, ma bestemmie per il credente coranico? Ignorano che l’anno islamico inizia da Maometto e che il tempo e il mondo sono solo del suo Allah? Non sanno che è impensabile il concetto stesso di «storia delle religioni» per chi è convinto che c’è una sola fede e le altre sono o incomplete o menzognere? I politici pensano, allora, di affidare le «ore di Islam» a non islamici, di far spiegare il Corano — in modo «laico e neutrale» — a chi non lo crede la Parola eterna e immutabile di Dio? Fossi un assicuratore, mai stipulerei una polizza sulla vita per simili, improbabili, introvabili docenti. Se l’insegnamento nelle istituende «madrasse della Repubblica italiana» differisse anche di poco da quello delle moschee, l’esplosione di violenza sarebbe inevitabile. E, come troppo spesso è successo con i fautori delle «ore di…», le buone intenzioni produrrebbero frutti disastrosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Corriere della Sera&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8546827725488834076?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8546827725488834076/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8546827725488834076' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8546827725488834076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8546827725488834076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/10/lidea-disastrosa-dellora-di-islam-e-il.html' title='L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam e il rischio della scuola coranica'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Stw5sGvicXI/AAAAAAAABIQ/5LEoG_8qkKY/s72-c/islam_europe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2806029527376635161</id><published>2009-10-07T09:44:00.005+02:00</published><updated>2009-10-07T10:01:40.358+02:00</updated><title type='text'>Il nostro cuore batte: la preghiera di Antonio Socci per Caterina</title><content type='html'>Riporto le commoventi parole che Antonio Socci ha scritto a Maurizio Belpietro, Direttore di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt;, il giornale a cui collabora.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Caro Direttore,&lt;br /&gt;la mia Caterina ha occhi bellissimi. La sua giovinezza ora è distesa su un letto di luce e di dolore. E’ come una Bella addormentata. Ma crocifissa. Mi trovo involontariamente “inviato” nelle regioni del dolore estremo e in questo panorama dolente – se un angelo tiene a guinzaglio l’angoscia – ci sono diverse cose che mi pare di cominciare a capire.&lt;br /&gt;La prima notizia è che il mio cuore batte. Il nostro cuore continua a battere. So bene che normalmente la cosa non fa notizia. Neanche la si considera. Finché non capita che a tua figlia, nei suoi 24 anni raggianti di vita, alla vigilia della laurea in architettura per cui ha studiato cinque anni, d’improvviso una sera il cuore si ferma e senza alcuna ragione. Si ferma di colpo (o, come dicono, va in fibrillazione).&lt;br /&gt;Lì, quando ti si spalanca davanti quell’abisso improvviso che ti fa urlare uno sconfinato “nooooo!!!”, cominci a capire: è la cosa meno scontata del mondo che in questo preciso istante il cuore dei tuoi bimbi, il mio cuore o il tuo, amico lettore, batta.&lt;br /&gt;Quante volte ho sentito don Giussani stupirci con questa evidenza: che nessuno fa battere volontariamente il proprio cuore. E’ come un dono che si riceve di continuo, senza accorgersi. Istante per istante dipendiamo da Qualcun Altro che ci dà vita…&lt;br /&gt;C’illudiamo di possedere mille cose e di essere chissacchì, ma così clamorosamente non possediamo noi stessi. Un Altro ci fa. In ogni attimo. Vengono le vertigini a pensarci. Allora si può solo mendicare, come poveri che non hanno nulla, neanche se stessi, un altro battito e un altro respiro ancora dal Signore della vita (“Gesù nostro respiro”, diceva una grande santo).&lt;br /&gt;Certo, si ricorre a tutti i mezzi umani e a tutte le cure mediche. Che oggi sono eccezionali e personalmente devo ringraziare degli ottimi medici, competenti e umani. Ma anch’essi sanno di avere poteri limitati, non possono arrivare all’impossibile, non potrebbero nulla se non fosse concesso dall’alto e poi se non fossero “illuminati” e guidati.&lt;br /&gt;Rex tremendae majestatis… E’ Lui il padrone e la fonte della vita e di ogni cosa che è. E i nostri bambini e le nostre figlie sono suoi. E’ teneramente loro Padre. Allora – con tutte le nostre pretese annichilite e l’anima straziata – ci si scopre poveri di tutto a mendicare la vita da “Colui che esaudisce le preghiere…”.&lt;br /&gt;Mendico di poter riavere un sorriso da mia figlia, uno sguardo, una parola… D’improvviso ciò che sembrava la cosa più ovvia e scontata del mondo, ti appare come la più preziosa e quasi un sogno impossibile… Son pronto a dare tutto, tutto quello che ho, tutto quello che so e che sono, darei la vita stessa per quel tesoro.&lt;br /&gt;Ci affanniamo sempre per mille cause, obiettivi, ambizioni che ci sembrano così importanti da farci trascurare i figli. Ma oggi come appare tutto senza alcun valore al confronto dello sguardo di una figlia, alla sua giovinezza in piena fioritura…&lt;br /&gt;Un gran dono ha fatto Dio agli uomini rendendoli padri e madri: così tutti possono sperimentare che significhi amare un’altra creatura più di se stessi. E così abbiamo una pallida idea del suo amore e della sua compassione per noi…&lt;br /&gt;Caterina è una Sua prediletta, come tutti coloro che soffrono. Mi tornano in mente le parole di quella canzone spagnola cantata splendidamente dalla mia principessa e dedicata alla Madonna, “Ojos de cielo”, che dice: “Occhi di Cielo, occhi di Cielo/ non abbandonarmi in pieno volo”.&lt;br /&gt;Riascolto il suo canto, con il nodo alla gola, come la sua preghiera: “Se guardo il fondo dei tuoi occhi teneri/ mi si cancella il mondo con tutto il suo inferno./ Mi si cancella il mondo e scopro il cielo/ quando mi tuffo nei tuoi occhi teneri./ Occhi di cielo, occhi di cielo,/ non abbandonarmi in pieno volo./ Occhi di cielo, occhi di cielo,/ tutta la mia vita per questo sogno…/ Se io mi dimenticassi di ciò che è vero/ se io mi allontanassi da ciò  che è sincero/ i tuoi occhi di cielo me lo ricorderebbero,/ se io mi allontanassi dal vero./ Occhi di cielo..”.&lt;br /&gt;E infine quell’ultima strofa che oggi suona come un presagio: “Se il sole che mi illumina un giorno si spegnesse/ e una notte buia vincesse sulla mia vita,/ i tuoi occhi di cielo mi illuminerebbero,/ i tuoi occhi sinceri, che sono per me cammino e guida./ Occhi di cielo…”.&lt;br /&gt;E’ con questa speranza certa che subito ho affidato il mio tesoro e la sua guarigione nelle mani della sua tenera Madre del Cielo. Per le parole, chiare e intramontabili di Gesù che ci incitano “chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”, che promettono “qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, egli ve la darà” e che esortano a implorare senza stancarsi mai come la vedova importuna del Vangelo (che – se non altro per la sua insistenza – verrà esaudita).&lt;br /&gt;Sappiamo che la Regina del Cielo è con noi: pronta ad aprirci le porte dei forzieri delle grazie. E’ lei infatti il rifugio degli afflitti e la nostra meravigliosa Avvocata che può ottenere tutto dal Figlio. Già il primo miracolo, a Cana, gli fu dolcemente “rubato” da lei che ebbe pietà di quella povera gente…&lt;br /&gt;In questi giorni ho ricordato le pagine del Monfort e quelle di s. Alfonso Maria de’ Liguori, “Le glorie di Maria”. E’ stupefacente come duemila anni di santi e di sante ci invitano a essere certi del soccorso della Madonna perché “non si è mai sentito che qualcuno sia ricorso alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia cercato il tuo soccorso e sia stato abbandonato” (S. Bernardo).&lt;br /&gt;“Ogni bene, ogni aiuto, ogni grazia che gli uomini hanno ricevuto e riceveranno da Dio sino alla fine del mondo, tutto è venuto e verrà loro per intercessione e per mezzo di Maria” (s. Alfonso), perché così Dio ha voluto.&lt;br /&gt;Infatti “nelle afflizioni tu consoli” chi in te confida, “nei pericoli tu soccorri” chi ti chiama: tu “speranza dei disperati e soccorso degli abbandonati”. Misero me se non la riconoscessi come Madre, convertendomi (questo significa: “sia fatta la tua volontà”) e lasciandomi guarire nell’anima. Per ottenere anche la guarigione del corpo.&lt;br /&gt;Ma quanto è commovente accorgersi di avere una simile Madre quando si sente concretamente il suo mantello protettivo fatto dai tanti fratelli e sorelle nella fede, pronti ad aiutarti, dai giovani amici di Caterina, bei volti luminosi che condividono l’esperienza cristiana suscitata da don Giussani, dai tantissimi amici di parrocchie, comunità, dagli innumerevoli conventi di clausura e santuari – compresi radio e internet – dove in questi giorni si implora la Madonna per Caterina. Come non commuoversi?&lt;br /&gt;Ho ricevuto decine di mail anche da persone lontane dalla fede che, per la commozione della vicenda di mia figlia, sono tornate a pregare, si sono riaccostate ai sacramenti dopo anni. E hanno compreso di avere una Madre buona che si può implorare e che non delude.&lt;br /&gt;Ma è anzitutto della mia conversione che voglio parlare. Ci è chiesto un distacco totale da tutto ciò che non vale e non dura. Perché solo Dio non passa. Cioè resta l’amore.&lt;br /&gt;Così quando ho saputo dei 4 mila bambini malati di un lebbrosario in India che, con i missionari (uomini di Dio stupendi e immensi), hanno pregato per la guarigione di Caterina, dopo l’emozione ho capito che quei bimbi da oggi fanno parte di me, della mia vita e della mia famiglia.&lt;br /&gt;E così pure i poveri moribondi curati da padre Aldo Trento in Paraguay che hanno offerto le loro sofferenze per Caterina. Voglio aiutarli come posso.&lt;br /&gt;Portando tutto il dolore del mondo sotto il mantello della Madre di Dio, affido a lei la guarigione di Caterina, perché torni a cantare “Ojos de cielo” per tutti i poveri della nostra Regina.&lt;br /&gt;“Mia Signora, tu sola sei la consolazione che Dio mi ha donato, la guida del mio pellegrinaggio, la forza della mia debolezza, la ricchezza della mia miseria, la guarigione delle mie ferite, il sollievo dei miei dolori, la liberazione dalle mie catene, la speranza della mia salvezza: esaudisci le mie suppliche, abbi pietà dei miei sospiri, tu che se la mia regina, il rifugio, l’aiuto, la vita, la speranza e la mia forza” (S. Germano).&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;br /&gt;fonte: @ Libero, 6 ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2806029527376635161?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2806029527376635161/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2806029527376635161' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2806029527376635161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2806029527376635161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/10/il-nostro-cuore-batte-la-preghiera-di.html' title='Il nostro cuore batte: la preghiera di Antonio Socci per Caterina'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-7900867671107898356</id><published>2009-10-05T15:41:00.003+02:00</published><updated>2009-10-05T15:49:22.967+02:00</updated><title type='text'>Il Timone su Benedetto XVI: corso di apologetica</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Ssn5PxEXAHI/AAAAAAAABII/1u9vxlBOB2o/s1600-h/antBrochure.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 175px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Ssn5PxEXAHI/AAAAAAAABII/1u9vxlBOB2o/s400/antBrochure.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389112478390485106" /&gt;&lt;/a&gt; SCUOLA DI APOLOGETICA: 14-21-28 novembre e 12 dicembre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL MAGISTERO DI BENEDETTO XVI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;   La terza enciclica di Benedetto XVI "Caritas in veritate" ha riproposto con forza la centralità del Magistero petrino nella vita della Chiesa e del mondo. In un'epoca segnata dall'assensa di "maestri" autorevoli e ascoltati, il mondo dei media, della politica e della finanza si è fermato a commentare le parole del Santo Padre, magari senza averle veramente lette.&lt;br /&gt;Adesso si tratta di utilizzare questo Magistero per formare le persone.&lt;br /&gt;Il presente Corso della Scuola di apologetica vuole attirare l'attenzione non soltanto sull'enciclica "Caritas in veritate" ma su alcuni punti qualificanti e centrali dell'insegnamento del Papa, affinché questi interventi possano successivamente essere ripresi in pubbliche conferenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i docenti sono collaboratori del Timone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 14 novembre 2009&lt;br /&gt;ore: 16.00 - 18.00&lt;br /&gt;LA RAGIONE CONTRO LA "DITTATURA DEL RELATIVISMO".&lt;br /&gt;Il discorso di Ratisbona.&lt;br /&gt;docente: Giacomo Samek Lodovici&lt;br /&gt;(Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 21 novembre 2009&lt;br /&gt;ore: 16.00 - 18.00&lt;br /&gt;I "PRINCIPI NON NEGOZIABILI"&lt;br /&gt;docente: Mario Palmaro&lt;br /&gt;(Università Europea di Roma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 28 novembre 2009&lt;br /&gt;ore: 16.00 - 18.00&lt;br /&gt;ROTTURA O RIFORMA NELLA CONTINUITÀ?&lt;br /&gt;La corretta interpretazione del Concilio Ecumenico Vaticano II&lt;br /&gt;docente: Marco Invernizzi&lt;br /&gt;(Università Europea di Roma)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sabato 12 dicembre 2009&lt;br /&gt;ore: 16.00 - 18.00&lt;br /&gt;LA SPERANZA CRISTIANA.&lt;br /&gt;L'analisi dell'età moderna e del cristianesimo proposta nell'enciclica&lt;br /&gt;Spe salvi di Benedetto XVI&lt;br /&gt;docente: Laura Boccenti&lt;br /&gt;(Liceo classico Monforte di Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Costo del Corso: € 80,00 (pagamento da effettuare alla prima lezione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le lezioni si svolgeranno presso la Biblioteca Sant'Agostino, nella sede del Timone.&lt;br /&gt;Via Benigno Crespi 30/2 - 20159 Milano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le prenotazioni rivolgersi entro il 30 ottobre 2009 alla segreteria del Timone:&lt;br /&gt;tel: 02.668.252.06 o per e-mail: karin@iltimone.org specificando:&lt;br /&gt; nome, cognome, codice fiscale, telefono, indirizzo, e-mail.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-7900867671107898356?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/7900867671107898356/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=7900867671107898356' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7900867671107898356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/7900867671107898356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/10/il-timone-su-benedetto-xvi-corso-di.html' title='Il Timone su Benedetto XVI: corso di apologetica'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Ssn5PxEXAHI/AAAAAAAABII/1u9vxlBOB2o/s72-c/antBrochure.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8120833540598451278</id><published>2009-09-30T09:39:00.005+02:00</published><updated>2009-09-30T09:51:40.526+02:00</updated><title type='text'>Il nome di Maria</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SsMMP_IeGkI/AAAAAAAABIA/tRus-DLKJIE/s1600-h/Madonna+del+buon+riposo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 305px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SsMMP_IeGkI/AAAAAAAABIA/tRus-DLKJIE/s320/Madonna+del+buon+riposo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5387163048049777218" /&gt;&lt;/a&gt; “O tu che sei immerso nelle vicissitudini della vita e, più che camminare sulla solida terra, hai l’impressione di essere sballottato fra tempeste e uragani:  se non vuoi finire travolto dall’infuriare dei flutti, non distogliere lo sguardo dal chiarore di questa stella!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se insorgono i venti delle tentazioni, se t’imbatti negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;invoca Maria&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vieni assalito dalle onde della superbia, dell’ambizione, della calunnia, dell’invidia, della gelosia: guarda la stella, invoca Maria. Se l’ira, l’avarizia o le lusinghe della carne scuotono la navicella della tua anima: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;guarda la stella, invoca Maria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se turbato dall’enormità dei tuoi peccati, confuso per le brutture della tua coscienza, atterrito dal rigore del giudizio stai per venire risucchiato dal baratro della tristezza e dall’abisso della disperazione, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;guarda la stella, invoca Maria&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei pericoli, nelle difficoltà e nei momenti di incertezza, guarda la stella, invoca Maria. Abbi il suo nome sempre sulle labbra, abbila sempre nel cuore e se vuoi ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di imitarne gli esempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguendo lei non andrai fuori strada, pregandola non dispererai, pensando a lei non sbaglierai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ella ti sostiene non cadrai, se ella ti protegge non avrai nulla da temere, se ella ti guida non ti affaticherai, se ti sarà favorevole giungerai alla mèta e così potrai sperimentare tu stesso quanto giustamente sia stato detto: ‘e il nome della vergine era Maria’”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Preghiera di Bernardo di Chiaravalle, riportata da Antonio Socci nel &lt;a href="http://www.antoniosocci.com/2009/09/caterina%E2%80%A6-in-sospeso/"&gt;post di ieri&lt;/a&gt;]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8120833540598451278?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8120833540598451278/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8120833540598451278' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8120833540598451278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8120833540598451278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/il-nome-di-maria.html' title='Il nome di Maria'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SsMMP_IeGkI/AAAAAAAABIA/tRus-DLKJIE/s72-c/Madonna+del+buon+riposo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-4923236471339877175</id><published>2009-09-25T10:34:00.006+02:00</published><updated>2009-09-25T10:52:31.338+02:00</updated><title type='text'>Invito a pregare per Caterina, la figlia di Antonio Socci</title><content type='html'>Caterina, la figlia ventiquattrenne di Antonio Socci, è da alcuni giorni in coma a seguito di un arresto cardiaco. Riporto di seguito l’aggiornamento odierno del &lt;a href="http://www.antoniosocci.com/"&gt;blog del giornalista&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Oggi, nel primo pomeriggio, Caterina avrebbe dovuto laurearsi in Architettura. Aveva passato tutta l’estate sulla tesi…. Ma non è il momento dello struggimento. Siamo in battaglia e come soldati bisogna stare all’istante presente, senza nostalgie.  &lt;br /&gt;Dobbiamo combattere con e per Caterina. Come lei sta facendo: ieri è stato evidente. Ha fatto altri “piccoli” passi che in realtà sono grandi scalate, come il fatto di respirare da sola…&lt;br /&gt;Ieri era anche la festa di padre Pio: avevo chiesto al Padre un bel regalo per Caterina. Ne è arrivato uno inimmaginabile e grandioso: la visita della Regina del Cielo. Sì, sono certo che la Madonna è sempre lì con lei, ma ieri in modo speciale quegli “ojos de cielo” che Caterina canta con tanta passione (l’avete sentita), l’hanno teneramente abbracciata…&lt;br /&gt;In breve: in mattinata mi telefona Marija Pavlovic (una dei sei veggenti di Medjugorje), nostra grande amica che già da giorni prega per Caterina, e mi dice che – per una serie di circostanze – può venire a Firenze e vorrebbe far visita a Cate proprio nell’ora della quotidiana apparizione.&lt;br /&gt;E’ arrivata, abbiamo partecipato alla messa e poi è andata da mia figlia con mia moglie, mentre noi, con gli amici di Cate, recitavamo il rosario fuori. La Madonna è venuta, stava in cima al letto, dietro la testa di Caterina. L’ha benedetta e ha benedetto Alessandra e Marija che ha chiesto il miracolo della guarigione per Caterina.&lt;br /&gt;La Madonna ha ascoltato e ha iniziato a pregare. Ci ha fatto capire col suo gesto che bisogna affidarsi totalmente a Lei e pregare ancora. E noi instancabilmente continuiamo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ce l’hanno insegnato i santi. San Francesco di Paola ha detto: “E’ cosa certa quel che vi dico: tutto ciò che chiedete nella preghiera abbiate certezza che è già vostro perché così dovrà avvenire per volere della Madonna”.&lt;br /&gt;E alla mistica Maria Valtorta – che fra l’altro è sepolta proprio alla S.S. Annunziata, a Firenze – è stato detto: “Io vi dico: abbiate una fede sconfinata nel Signore. Continuate ad averla nonostante ogni insinuazione e ogni evento, e vedrete grandi cose quando il vostro cuore non avrà più motivo di sperare di vederle…”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che in questi giorni ci stia facendo capire molte cose preziose. Anzitutto che la vera malattia è quella di noi sani quando siamo lontani da Dio. Gesù ha bisogno che qualcuno lo aiuti a portare su di sé il male degli uomini. Per sanarli.&lt;br /&gt;Noi cristiani che siamo parte del Suo Corpo, offrendoGli le nostre sofferenze e le nostre vite lo aiutiamo in questo. Io sono pieno di stupore e commozione per le tante persone che mi hanno scritto che offrono le sofferenze delle loro diverse prove e malattie… E’ stupore e commozione per l’abbraccio del popolo cristiano…&lt;br /&gt;Una mail che ho ricevuto dice:&lt;br /&gt;“Caterina senza fare nulla muove il mondo. Tutto quello che ci comunichi è un grande miracolo che accade davanti ai nostri occhi. Gesù è qui ora e possiamo vedere la Sua Gloria attraverso la fede del suo popolo. Caterina è i nostri figli e tu e Alessandra siete noi. Continuiamo a Pregare Maria perché Gesù guarisca la vostra e nostra Caterina. Un grande abbraccio.  A. T. ”.&lt;br /&gt;Penso anche io che attraverso la sofferenza muta di Caterina, che commuove tanti cuori, la Regina del Cielo stia guarendo tante persone e sono certo che, con l’aiuto delle nostre preghiere e dei nostri digiuni, stia facendo grandi cose. Guarirà anche Caterina, facendola svegliare dal coma e facendola tornare a cantare la bellezza di Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra le migliaia (letteralmente) di mail che mi arrivano e a cui tento di rispondere come posso, ne trascrivo una, di una mamma, che dice tutte queste cose:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cara famiglia che stai soffrendo in un modo tanto simile alla mia, nelle due settimane di coma profondo della mia piccola Elena, una città intera ha pregato per lei. Amici e conoscenti, miscredenti e persone lontane da Dio si sono inginocchiate nelle tante veglie notturne organizzate per la mia piccina. Hanno strappato a Dio una promessa che ora si sta compiendo.&lt;br /&gt;Noi, in sala rianimazione, abbiamo sollecitato continuamente Elena pregando su di lei a voce alta, cantando i canti della messa domenicale che lei, anche se piccolissima, aveva ascoltato, facendole ascoltare tanto Mozart. &lt;br /&gt;Un cervello che dorme va risvegliato! Le ho raccontato tutto quello che avevamo fatto insieme e le ho descritto tutte le cose belle che avremmo fatto ancora e tutte le meraviglie del creato che avrebbero visto i suoi occhi una volta guarita.&lt;br /&gt;Si é svegliata. A dispetto delle sue condizioni definite gravissime. Il Signore ci ascolta. Anche Caterina vi sta sentendo come la mia piccolina. Anche la miocardiopatia dilatativa gravissima, di origine non virale e ancora oggi inspiegabile, si è risolta e il cuoricino di Elena batte senza bisogno di aiuto.&lt;br /&gt;Coraggio, non pensate al domani, vivete giorno per giorno la vostra battaglia e il Signore vi darà forza e pace proprio come a noi.&lt;br /&gt;Continuiamo a pregare per Caterina.&lt;br /&gt;Alessandra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le bellissime testimonianze che mi state dando e che trascrivo qui perché penso possano essere di aiuto per molti. Mentre vi abbraccio tutti ringraziandovi per tutto quello che fate.&lt;br /&gt;Tanti sono rimasti commossi nell’ascoltare “Ojos de cielo” cantata da Caterina con il coro Foné, degli universitari di CL. Nei prossimi giorni cercherò di mettere qui nel blog altri loro canti. Spero che sentire la sua voce e quella dei suoi amici sia un piccolo ringraziamento per le vostre preghiere e le vostre offerte di digiuni. Ma sono certo che la più grande ricompensa vi arriverà dal Cielo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antonio Socci&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-4923236471339877175?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/4923236471339877175/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=4923236471339877175' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4923236471339877175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/4923236471339877175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/invito-pregare-per-caterina-la-figlia.html' title='Invito a pregare per Caterina, la figlia di Antonio Socci'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-484524006698923747</id><published>2009-09-20T12:48:00.000+02:00</published><updated>2009-09-20T12:50:12.177+02:00</updated><title type='text'>Il “dopo Boffo” e la trasparenza mancata</title><content type='html'>Riporto l’intervento di Vittorio Messori sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; del 13 settembre. Il titolo dell’articolo è quello dato in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Et-et.it&lt;/span&gt;, il sito dello stesso Messori.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Sul Consiglio Permanente della CEI che si apre domani, graverà l’ombra pesante del “caso Boffo”. In questo Direttorio della Chiesa nazionale – una ventina di presidenti delle Conferenze Episcopali italiane - non regna l’unanimità sulle responsabilità della crisi e sulla sua gestione. Soprattutto, su quella difesa ad oltranza, “a prescindere”, su quelle invettive di “disgustoso attacco al cristianesimo di oscure forze laiciste”: e, il tutto, senza preoccuparsi di spiegare come davvero fossero andate le cose, esibendo le carte. In effetti, se i vertici della CEI ed alcuni vescovi hanno dato a Dino Boffo, come giusto, la loro solidarietà umana ma sono però andati oltre, gridando alla “vergognosa aggressione”, la maggioranza dei vescovi ha taciuto o si è limitata a qualche cenno dovuto. Particolarmente significativo, poi, è parso il silenzio – anzi, qualcosa in più, stando alla nota intervista al direttore Vian – dell’Osservatore romano.&lt;br /&gt;È certo che, nella sua prolusione di domani, il cardinal Bagnasco ribadirà la difesa del direttore dimissionario, forse sfumando solo i toni indignati: ma questa è ormai la linea assunta nella concitazione del primo momento e non è consuetudine ecclesiastica ritrattare, una volta fatta, bene o male, una scelta.&lt;br /&gt;Comunque, da stamane si discuterà dell’affaire a porte chiuse: non si tratta, infatti, di una vicenda secondaria e passeggera, bensì di un evento devastante per i vertici dell’episcopato che avevano concentrato in un uomo solo – per giunta a rischio di ricatto - tutto il sistema informativo della Chiesa italiana. Lo tsunami che si è scatenato da nove colonne in prima pagina in un sonnolento venerdì di fine agosto, ha spiazzato chi, nella Gerarchia, sapeva, ma pensava che la faccenda, dopo cinque anni, fosse ormai sepolta per sempre tra le carte di un tribunale di provincia.&lt;br /&gt;Imprudenza o ingenuità? In ogni caso, un comportamento sconcertante per chi non deve avere né l’una né l’altra pecca. Qualcuno, va pur detto, si è rallegrato per l’esplosione del caso, sia fuori che dentro la Chiesa: l’antico “fratelli, coltelli” vale anche per gli uomini della Catholica, ai quali la consacrazione non garantisce la santità. Altri – io stesso, se è lecito un cenno personale – ne sono rimasti addolorati, sia per la violenza feroce dell’attacco a un collega professionalmente valente e umanamente stimabile, sia per l’enorme danno alla immagine della Chiesa. Ma c’è rammarico anche per l’ingiustizia delle accuse di “moralismo ipocrita” a chi si era esposto solo per il minimo indispensabile, lontano da invettive e condanne da predicatore. I clericali giustizialisti e moralisti (l’ossessione per l’etica cresce quando la fede diminuisce e, oggi, proprio la fede sembra svanire, come denuncia il Papa) rimproveravano a Boffo questa discrezione.&lt;br /&gt;Sta di fatto che a tutti, nel giro, era nota l’esistenza di una sentenza del tribunale di Terni. E tutti, constatando il radicalizzarsi (qualcuno preferisce parlare di imbarbarimento...) della prassi giornalistica, tutti, tranne forse vescovi e cardinali, sapevano che ai curiosi bastava aspettare: prima o poi, una delle “manine” onnipresenti nei palazzi di giustizia avrebbe consegnato il dossier a qualche cronista. In realtà, ora abbiamo la certezza che quel dossier c’era, ma non lo abbiamo visto, poiché il “condannato” ha ottenuto che ne fosse bloccata l’accessibilità: con le carte sottochiave, siamo ancora in attesa di sapere che sia davvero successo. Sigillati gli atti processuali, morto il giovanotto, per ricostruire la verità, almeno quella giudiziale, ai reporter restava solo la ragazza la cui denuncia aveva innestato il caso. Ma, pure qui, un muro invalicabile: porte sbattute in faccia a chi facesse domande.&lt;br /&gt;È proprio su questa reticenza che, pur con il rispetto dovuto dai credenti verso i Pastori, si vorrebbe richiamare l’attenzione delle Eccellenze ed Eminenze riunite a consiglio. Potremmo citare innumerevoli documenti, a loro firma, che auspicano «massima trasparenza» nella informazione. Potremmo addirittura osare la citazione evangelica, con quel «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».&lt;br /&gt;Siamo desiderosi di condividere l’indignazione di mitrati e porporati per l’aggressione subita dal direttore. Ma vorremmo farlo conoscendo – nella piena trasparenza, appunto – per quali motivi un tribunale dello Stato è giunto a una sentenza di condanna. Oltretutto, le gravi, croniche perdite del media-system cattolico sono ripianate colle offerte dei fedeli e col loro prelievo fiscale. Non innanzitutto, ma anche, per questo c’è – crediamo - un diritto dei cattolici a sapere com’è andata, almeno nella ricostruzione della magistratura della Repubblica.&lt;br /&gt;L’uscita di scena di Boffo apre, tra l’altro, il problema di una sostituzione che non sarà facile. Il rimescolamento di carte degli anni Novanta, con l’implosione della Democrazia cristiana, ha provocato una diaspora cattolica in tutte le direzioni dello schieramento politico. Credenti espliciti -e relativi voti - a destra, a sinistra, al centro. Da qui, la difficoltà di confezionare ogni giorno un quotidiano che desse spazio adeguato all’informazione politica ma stesse in equilibrio tra posizioni contrastanti, senza scontentare alcuni o favorire altri. Una prodezza quasi da acrobata che a Boffo è riuscita per ben quindici anni, grazie anche alla finezza e all’esperienza di quel suo “inventore”, e grande suggeritore, che è stato il cardinal Ruini. Sarà arduo trovare chi saprà ricominciare l’impresa.&lt;br /&gt;Altre scelte, come sempre non facili, attendono i vescovi: è ogni giorno più ampio, ad esempio il fronte di possibili confronti polemici su problemi che riguardano, in senso lato, il corpo umano, con la sessualità, la generazione, il fine vita. Ma a 139 anni giusto a oggi, dalle cannonate di Porta Pia, la storia ha ogni volta confermato che, alla fine, il compromesso tra esigenze dello Stato e istanze della Chiesa può essere trovato. E che una convivenza pacifica è possibile. Non saranno episodi, anche clamorosi ma alla fine archiviati, che smentiranno questa costante – piaccia o no – della storia italiana, nella quale anche l’anticlericalismo più fiero non ha mai potuto disconoscere un’impronta due volte millenaria. Raffaele Cadorna, il generale che bombardò e prese la Roma di Pio IX, non era forse - egli pure – un devoto cattolico da Messa quotidiana? &lt;br /&gt;© Corriere della Sera&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-484524006698923747?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/484524006698923747/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=484524006698923747' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/484524006698923747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/484524006698923747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/il-dopo-boffo-e-la-trasparenza-mancata.html' title='Il “dopo Boffo” e la trasparenza mancata'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2380313582236995888</id><published>2009-09-13T14:28:00.004+02:00</published><updated>2009-09-13T14:32:16.835+02:00</updated><title type='text'>V. Messori e le ragioni del monito di Benedetto VI contro il carrierismo episcopale</title><content type='html'>Riporto l’intervista di Giacomo Galeazzi a Vittorio Messori su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;La Stampa&lt;/span&gt; di oggi. Il titolo dell’intervista è mio.&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Vittorio Messori, lei, oltre che lo scrittore cattolico italiano più letto nel mondo, è l’unico ad aver scritto un libro con gli ultimi due Papi. A chi è diretto il monito contro il carrierismo episcopale di Benedetto VI?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Lo dico con un sorriso un po’ amaro: nell’Occidente secolarizzato c’è poco da esortare i vescovi a non fare i loro interessi. Ormai sono quasi dei paria. In Francia, in Spagna, in Olanda, in Belgio non contano più nulla, anzi sono visti con gran sospetto o, peggio ignorati come sopravissuti da tollerare. Sotto Zapatero si fa di tutto per non invitarli alle occasioni ufficiali, in Francia è addirittura vietato dalla legge e la situazione è la stessa altrove. Il problema del servirsi della Chiesa invece di servirla può riguardare oggi, credo, soprattutto l’Africa e l’America Latina, dove lo status del sacerdote, e soprattutto del  vescovo, è un sogno per molti dei giovani poveri locali, che anche per questo affollano i seminari. Il vescovo nel Terzo Mondo, dove la religiosità è intensa e le autorità civili screditate, è spesso ancora all’apice della scala sociale. Direi quasi come nell’Europa dell’Ancien Régime”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;E in Italia?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Il problema per i vescovi, più che in Italia (dove il presenzialismo clericale è alto, eppure il potere effettivo debole) soprattutto nel resto d’Occidente, non è fare carriera ma sopravvivere. Nell’Europa centrale e settentrionale, ma soprattutto in Francia e in Germania, stanno accorpando molte diocesi perché non sono più in grado di amministrarsi per mancanza di clero e gli antichi episcopi sono messi sul mercato. In queste condizioni, che peso sociale possono avere e di che lustrini potrebbero ammantarsi? Forse, le preoccupazioni del Papa sono altrove”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dove?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Nella cultura del Terzo Mondo  la persona autorevole, il capo – come lo è un vescovo - deve essere circondato da mogli e figli. Il celibato non è considerato una virtù, ma una mancanza che toglie ogni prestigio. Nel suo realismo, in molti Paesi, soprattutto africani ma anche centro e sudamericani, pare che la Chiesa tolleri situazioni che da noi sarebbero inaccettabili. È l’antica teoria del male minore: meglio un clero non impeccabile o l’abbandono del gregge, con comunità ecclesiali allo sbando, senza più guide? Forse è anche qui uno dei motivi per i quali in Africa, cristianizzata con eroici sacrifici dei missionari dell’Ottocento, in molte zone il Corano sta sostituendo il Vangelo. E uno dei motivi per i quali l’America Latina sta diventando rapidamente un Continente ex-cattolico, con l’avanzata impressionante delle sette protestanti. Imam e pastori non hanno il problema del celibato. Comunque, mi lasci fare una precisazione forse controcorrente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Prego.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;“Chi pratica la storia della Chiesa sa che la prova sanguinosa e terribile della Rivoluzione francese non è stata inutile. I Papi che si sono susseguiti dalla caduta di Napoleone sino a noi formano una catena di uomini di Dio di grande dignità, cultura, impegno, tanto che molti sono già santi e beati e altri lo saranno in futuro. E così molti cardinali e moltissimi vescovi. Il monito di Benedetto XVI si rifà al Vangelo e alle Lettere di Paolo e, dunque, vale per ogni tempo. Ma valeva, soprattutto, per la Chiesa prerivoluzionaria, dove davvero i presuli, tutti nobili, spesso pensavano innanzitutto al prestigio loro e della loro casata. A differenza di altre istituzioni, la Gerarchia cattolica non è declinata col tempo. Anzi, è qualitativamente assai migliorata. E non ingannino le storie di omosessualità clericale, soprattutto nordamericane: il guasto, qui, è dovuto alla sottomissione di quelle Chiesa al “politicamente corretto“, alle porte di conventi e seminari spalancate a chiunque, in nome del “no alle discriminazioni“. Quei fatti, comunque, hanno visto implicati molti religiosi e preti ma solo rarissimi rappresentanti della Gerarchia”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© La Stampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2380313582236995888?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2380313582236995888/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2380313582236995888' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2380313582236995888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2380313582236995888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/v-messori-e-le-ragioni-del-monito-di.html' title='V. Messori e le ragioni del monito di Benedetto VI contro il carrierismo episcopale'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2084279624184883009</id><published>2009-09-06T12:07:00.000+02:00</published><updated>2009-09-06T12:08:45.750+02:00</updated><title type='text'>Le carte blindate di Boffo e il riequilibrio dei poteri</title><content type='html'>Riporto l’articolo di Vittorio Messori sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della sera&lt;/span&gt; di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;È indubbio che è venuto da colui che è pur sempre il Primate d’Italia, oltre che vescovo di Roma, l’input, o almeno l’accettazione, per le dimissioni di Dino Boffo dalla galassia dei media cattolici. Quotidiano nazionale, televisione nazionale, 200 radio in ogni regione: una concentrazione di potere anomala in una Chiesa che non ha sol­tanto trascurata la virtù cardinale della pru­denza (auriga virtutum, la chiamava San Tommaso), lasciando questo suo uomo-immagine esposto a ogni rischio di ricatto, do­po una sentenza che si pensava fosse irrilevante e che restasse sepolta per sempre in un tribunale di provincia. Ma è anche, questa, una Chiesa che ha dimenticato un altro principio praticato dalla gerarchia cattolica di un tempo. Il principio, cioè, del divide et impera: la Catholica è l’ultima «monarchia assoluta», dove il potere illimitato del vertice si regge sull’equilibrio dialettico, sempre felpato ma non sempre idilliaco, dei poteri subordinati. Ora, invece, tutta — dicesi tutta — l’informazione della Chiesa italiana era gestita e controllata da un uomo solo, che su di sé aveva un altro uomo solo: il cardinale presidente della Cei. Un’altra imprudenza, quindi, che ha fatto sì che la crudele, inaspettata rovina professionale di un singolo abbia gettato un’ombra di sospet­to e di discredito su tutto un sistema informativo per il quale, tra l’altro, la Chiesa italiana salassa i suoi bilanci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se è indubbio che input o, almeno, accettazione per le dimissioni sono venuti dal Vertice stesso della Chiesa, è altrettanto indubbio che la possibilità di defilarsi è stata accolta con sollievo dall’interessato, ad evitare guai peggiori. Lo ha detto egli stesso nella lettera al Presidente della Cei: «la bufera mediatica è lungi dall’attenuarsi», anzi, «si stanno chiamando a raccolta uomini e mezzi in una battaglia che si vuole ad oltranza». Dunque, perché «le ostilità si plachino», è necessario che il bersaglio «compia il sacrificio» di tirarsi indietro. Più che un «sacrificio», le dimissioni hanno offerto a un uomo martoriato, cui va la nostra fraterna comprensione, la possibilità di ritrovare un po’ di sonno dopo la settimana infernale. Ma anche la possibilità di evitare ciò che non ha fatto e che, fa capire nella lettera di congedo, non intende fare: autorizzare, cioè, il tribunale di Terni a pubblicare l’intero fascicolo processuale. Il suo avvocato, in effetti, ha chiesto che quelle carte restino blindate. Come si sa, un magistrato esigeva il rispetto della legge, che stabilisce che la documentazione sia resa nota, ma un suo collega si è opposto per la reputazione del «condannato». Dunque, conosciamo solo le due pagine di conclusioni, senza sapere perché il giudice è pervenuto ad esse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per questo, dicono, Boffo non ha presentato, almeno sinora, l’annunciata querela contro il Giornale : in questo caso, l’avvocato del denunciato avrebbe diritto di accedere al fascicolo richiuso negli archivi. Ed è ovvio che tutto finirebbe subito su tutte le prime pagine. Ma cosa può esserci in quegli atti, che po­trebbero chiudere una rissa che si è svolta attorno ad elementi formali (pur rilevanti), ma senza rispondere alla domanda vera: che cosa è successo davvero? Anche a questo, in verità, è stato alluso nella lettera di dimissio­ni: «Mi si vuole a tutti costi far confessare qualcosa e allora dirò che, se uno sbaglio ho fatto (...) è il non aver dato il giusto peso a un reato 'bagatellare'». Un termine giuridico, ma, forse anche un curioso riferimento a Céline, lo scrittore «maledetto», e al suo antisemita Bagatelles pour un massacre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono, dunque, piccole cose, leggerezze, svagate imprudenze, libertà di linguaggio, cose tollerabili in altri, ma che metterebbero a disagio un uomo al vertice del sistema infor­mativo di una Chiesa che su certe cose non transige? Sembrerebbe. In ogni caso, la riduzione da uomo-istituzione a semplice privato gli ha permesso di alleggerire la pressione dei mastini che, altrimenti, non avrebbero mollato la presa perché la pubblicazione delle carte fosse autorizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’imprudenza, qui, non sembra abbia contrassegnato solo la parte aggredita. È probabile che il Giornale pensasse che la faccenda si sarebbe subito conclusa, davanti alla evidenza di una condanna, con le dimissioni del direttore, accolte da una imbarazzatissima, e ammutolita, Conferenza Episcopale. Non era stato messo in conto l’arroccamento immediato di questa, il compattamento delle redazioni, la difesa ad oltranza, «a prescindere », da parte di una fetta consistente del mondo cattolico? È probabile. Il risultato po­trebbe rivelarsi un boomerang politico. Una Cei che aveva un parterre moderato, non ostile all’attuale governo, parla ora (come Boffo nella sua lettera) di «un oscuro blocco di potere laicista» che, dall’interno della maggioranza, aggredirebbe la Chiesa. La rivelazione, così brutale, dei possibili «peccatucci» del direttore è stata presentata come un’operazione anticristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il prossimo responsabile del quotidiano sarà obbligato a una politica meno conciliante con questo governo di quella del suo sfortunato predecessore, noto per la sua moderazione, se non addirittura per un penchant per il centro-destra. Quanto ai molti discorsi, innescati dal caso Boffo, su dissidi e antagonismi tra Segretario di Stato e Presidente della Cei: al di là della diversità di temperamenti e di prospettive (peraltro assai meno accentuata di quanto spesso si affermi), il problema va ben oltre le persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già molti anni fa, in Rapporto sulla fede, Joseph Ratzinger affermava che le più che 100 Conferenze Episcopali del mondo non hanno base teologica, non fanno parte della struttura divina della Chiesa. Questa, osservava, non è una Federazione di Chiese nazionali, dove si converga solo sui grandi principi del Credo. Il potere dei «piccoli vaticani» sparsi nei cinque continenti, uno per ciascuna nazione, va ridimensionato. Pietro è uno solo. E sta a Roma. Divenuto papa, l’allora cardinal prefetto del Sant’Uffizio ha cominciato a provvedere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta qui il motivo del cortese ma fermo avvertimento di Bertone, il suo «primo ministro», a Bagnasco, rappresentante della «Chiesa nazionale italiana». Rispetto e fiducia, si intende, ma le grandi linee di governo vengono avocate a sé dal Vertice della Chiesa. Non è in atto un regolamento di conti tra cardinali (malgrado le attuali difficoltà dell’arcivescovo di Genova per il caso dell’uomo-media ereditato da Ruini), è in atto semmai una strategia di lungo respiro di Be­nedetto XVI per contrastare un per lui inaccettabile «federalismo clericale»&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2084279624184883009?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2084279624184883009/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2084279624184883009' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2084279624184883009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2084279624184883009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/le-carte-blindate-di-boffo-e-il.html' title='Le carte blindate di Boffo e il riequilibrio dei poteri'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-5302031262480964267</id><published>2009-09-04T11:12:00.020+02:00</published><updated>2009-09-04T14:39:09.663+02:00</updated><title type='text'>Feltri, dimettiti pure tu e chiudiamo questa brutta storia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SqDfU-uPL7I/AAAAAAAABH4/ZAAovSfLXTY/s1600-h/vittorio+feltri.jpeg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SqDfU-uPL7I/AAAAAAAABH4/ZAAovSfLXTY/s320/vittorio+feltri.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377543506607681458" /&gt;&lt;/a&gt; Dico io, Feltri, volevi restituire la pariglia a chi fa la morale a Berlusconi? Va bene, restituiscila ai figuri che scrivono per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Repubblica&lt;/span&gt; &amp; Co., cioè, ai responsabili della campagna diffamatoria. Ma che cosa c’entrava Dino Boffo? È vero che, per le note vicende, aveva criticato il Cavaliere (peraltro, l’aveva fatto in modo misurato), ma dopo mesi di silenzio, un silenzio, guarda caso, ritenuto colpevole da parte dei figuri di cui sopra. Invece tu, Feltri, che hai fatto? Fra tutti hai scelto proprio Boffo e l’hai sbattuto in prima pagina. Hai scritto addirittura che lui è il capobanda degli ipocriti, quello che “ha guidato la campagna moralizzatrice contro Berlusconi”!!! Roba da stropicciarsi le orecchie, avrebbe detto Mortadella. Hai attaccato a testa bassa, hai spacciato per vere delle patacche, ti sei fatto strumento di chi vuol colpire Oltretevere, e tutto ciò … contro il bersaglio sbagliato!&lt;br /&gt;Boffo si è dimesso, e ha fatto bene. In questo modo non trascina la Chiesa e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Avvenire&lt;/span&gt; nel fango preparato dall’allegro e sagace direttore de &lt;span style="font-style:italic;"&gt;il Giornale&lt;/span&gt;. Manca però ancora un passaggio per fare vera giustizia: Vittorinoooo, su dai, tocca a te adesso. Ripara la sciocchezza che hai combinato e presenta anche tu una bella lettera di “dimissioni irrevocabili”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si veda l’articolo di Antonio Socci, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a href="http://www.antoniosocci.com/2009/09/il-boomerang-di-repubblica-e-giornale/"&gt;Il boomerang di “Repubblica” e “Giornale”&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;, su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; di oggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-5302031262480964267?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/5302031262480964267/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=5302031262480964267' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5302031262480964267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/5302031262480964267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/feltri-dimettiti-pure-tu-e-chiudiamo.html' title='Feltri, dimettiti pure tu e chiudiamo questa brutta storia'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SqDfU-uPL7I/AAAAAAAABH4/ZAAovSfLXTY/s72-c/vittorio+feltri.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-8956095753465843310</id><published>2009-09-02T12:39:00.002+02:00</published><updated>2009-09-02T14:45:41.381+02:00</updated><title type='text'>Caso Feltri-Boffo, brutta scivolata!</title><content type='html'>Condivido pienamente le &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/09_settembre_02/La_prudenza_mancata_e_le_conseguenze_di_un_danno_enorme_vittorio_messori_b7b08caa-977f-11de-b29b-00144f02aabc.shtml"&gt;osservazioni di Vittorio Messori sul &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Corriere della Sera&lt;/span&gt; di oggi&lt;/a&gt;: prudenza avrebbe voluto che, a tempo debito, le gerarchie ecclesiastiche allontanassero Dino Boffo dalla direzione di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Avvenire&lt;/span&gt;, sia che lui fosse colpevole o innocente, sia che si trattasse di faccenda seria o di un grosso equivoco. La posta in gioco era ed è l’immagine e la coerenza della Chiesa. Brutta scivolata!&lt;br /&gt;Di mio aggiungo che lo stesso discorso vale per Dino Boffo. Perché non si è defilato al momento opportuno? C’è sempre chi rimesta nel torbido, vero o inventato, pur di mettere in cattiva luce l’avversario. Era veramente così ingenuo da pensare che quella storia, anche se in un’ottica volutamente deformata, non gli si sarebbe ritorta contro prima o poi?&lt;br /&gt;È strano che un liberale come Vittorio Feltri, che ha gli Stati Uniti come modello politico-culturale di riferimento, trascuri un aspetto della vicenda Berlusconi: ad un capo di governo è richiesto di avere un comportamento pubblico e privato al di sopra di ogni sospetto. Sempre. Difendere il Cavaliere non significa rimangiarsi il proprio codice etico (se ce l’hai). È questione di immagine e di coerenza. Altra brutta scivolata!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-8956095753465843310?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/8956095753465843310/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=8956095753465843310' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8956095753465843310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/8956095753465843310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/09/caso-feltri-boffo-brutta-scivolata.html' title='Caso Feltri-Boffo, brutta scivolata!'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-745462261686568216</id><published>2009-08-20T22:54:00.034+02:00</published><updated>2009-08-21T10:54:22.832+02:00</updated><title type='text'>Il più forte aspetta in silenzio</title><content type='html'>Questa sera guardavo ancora una volta i tre cani e notavo che, quando si avvicina il momento in cui il padrone prepara loro da mangiare, uno solo non si agita, non abbaia, non piange. Lui si limita ad accucciarsi e a scodinzolare.&lt;br /&gt;Il padrone ha una sola scodella, dalla quale fa mangiare un cane alla volta. Mangiano per primi i due che fanno più cagnara. &lt;br /&gt;Aspettando il suo turno, il terzo cane resta tranquillo. A prima vista, sembrerebbe che abbia fatto qualcosa di male, che l’attesa sia conseguenza di una punizione. Invece, lui è il migliore e il padrone lo sa. &lt;br /&gt;Qualcosa del genere succede anche agli uomini. Alcuni sembrano come puniti. Ma non è così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-745462261686568216?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/745462261686568216/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=745462261686568216' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/745462261686568216'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/745462261686568216'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/08/il-piu-forte-aspetta-in-silenzio.html' title='Il più forte aspetta in silenzio'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-3214412760397141987</id><published>2009-08-18T13:51:00.004+02:00</published><updated>2009-08-18T17:35:35.923+02:00</updated><title type='text'>Michael O'Brien torna in libreria con "L'isola del mondo"</title><content type='html'>Il nuovo romanzo di Michael D. O’Brien, autore del bestseller «Il Nemico», sulle sofferenze della Croazia, da Tito ai nostri giorni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre anni di ricerche. Un anno per scriverlo. C’è un lungo lavoro alle spalle de &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoqYRXxkMzI/AAAAAAAABGs/zIpcw_1rdmA/s1600-h/L%27isola+del+mondo+OBrien.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 215px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoqYRXxkMzI/AAAAAAAABGs/zIpcw_1rdmA/s320/L%27isola+del+mondo+OBrien.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5371272929799844658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’isola del mondo&lt;/span&gt;, il nuovo romanzo di Michael D. O’Brien, lo scrittore e pittore canadese autore dei bestseller &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Nemico&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Libraio&lt;/span&gt;. Pubblicato in questi giorni dalla San Paolo, nella traduzione di Edoardo Rialti, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;L’isola del mondo&lt;/span&gt; (pp. 848, euro 26) racconta l’avventurosa vita del poeta croato Josip Lasta. Un viaggio fisico e spirituale, dal vecchio continente al nuovo mondo.&lt;br /&gt;Dall’armonia del villaggio in cui Josip nasce nel 1933, educato alla fede cattolica da genitori esemplari, al caos della seconda guerra mondiale e dell’avvento al potere di Tito. Scampato per miracolo alla violenza delle bande partigiane, che in poche ore gli strappano tutto ciò che ha di più caro, Josip inizia un lungo pellegrinaggio che lo porterà oltreoceano, per poi tornare a casa e ritrovare quello che sembrava perduto. Fino a scoprire che, anche nel male più estremo, c’è sempre la possibilità di conservare il proprio volto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davanti a una tazza di caffè a¬mericano, l’autore stesso ci pre¬senta il suo romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Perché ha scelto di raccontare le sofferenze del popolo croato?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Per la loro dimensione profetica. Questo popolo cattolico ha ricevuto attacchi in ogni epoca e ha dovuto difendere la sua identità. Riuscendo a preservare la propria fede anche nelle situazioni più ostili, come il regime comunista di Tito. In questo senso rappresenta la battaglia che riguarda ogni credente contro la forza dell’ideologia in tutti i tempi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ricostruire le vicende dell’ultimo secolo in questa regione non deve essere stato semplice…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Da subito, mi sono scontrato con diverse memorie in lotta tra loro: la versione comunista, quella dei nazionalisti serbi, quella degli storici cattolici croati. È stato un lavoro minuzioso e corale: un grosso aiuto m’è venuto dalle testimonianze di sopravvissuti serbi e croati emigrati in Canada, che m’hanno confermato molti fatti negati dalla versione ufficiale. Anche perché, vista l’importanza strategica dei Balcani dal punto di vista politico, economico e religioso, è ancora in corso una guerra di propaganda. Dove, a farne le spese, è la dignità delle persone e il loro diritto di scopri¬re la verità».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come può un popolo conservare la sua identità, contro tutte le forze che cercano di cancellarla?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«È la questione urgente che ho cercato di esplorare. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Andando al cuore del romanzo, potremmo tradurla così: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;come può una persona restare tale, preservando la sua dignità, in circostanze radicalmente disumane?&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Credo che l’unico modo sia approfondire la propria identità spirituale in Cristo. È Lui a dirci chi siamo davvero e quanto valiamo, e solo la Chiesa può comunicarcelo.&lt;/span&gt; L’ideologia, al contrario, in nome dell’umanità distrugge il singolo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Come ricorda Benedetto XVI nell’ultima enciclica: «L’umanesimo che esclude Dio è un umanesimo disumano» …&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;«La creazione di una società giusta può solo venire dal rispetto per la dignità e il valore di ogni vita. Anche quando questa dignità è calpestata, l’uomo deve tenere davanti agli occhi la visione che siamo creati a immagine e somiglianza di Dio. È ciò che permette di restare uomini in qualunque situazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;È quel che emerge nei capitoli ambientati a Goli Otok, l’ «Isola Calva» della Croazia trasformata da Tito in campo di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Il male e le ideologie feriscono l’umanità. Il cuore di ogni ideologia è sempre antropologico, contiene una concezione dell’uomo. L’ideologia materialistica, qualunque forma assuma, nega il significato intero della persona, riducendola al componente di un meccanismo. Pur non esistendo più i regimi del Novecento, quest’ideologia è ancora viva».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;In che forma?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pensi al nostro Occidente materialista, dove s’introducono aborto e eutanasia con il pretesto di difendere la libertà dell’uomo. Ecco la frattura: si difende l’umanità, ma al tempo stesso si condanna una parte di essa ad una morte ingiusta. E lo si fa in nome dell’umanesimo. È un nuovo totalitarismo: molto soft, senza lager, ma estremamente potente. Davanti a tutto ciò noi cristiani non possiamo scendere a compromessi: siamo chiamati ad essere, come Gesù stesso, un segno di contraddizione. Un segno di verità e carità davanti al male. È l’unica via per resistere alle forze disumanizzanti dell’ordine mondiale&lt;/span&gt;».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Certe pagine del suo romanzo riecheggiano Solzenicyn, quando nel discorso ad Harvard nel 1978 metteva in guardia l’Occidente da un’ideologia ancor più subdola di quella al potere in Urss…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;«Non è un caso. Solzenicyn attaccava la debolezza dell’Occidente davanti all’espansionismo sovietico. Ma la sua critica scendeva più in profondità: era rivolta contro la perdita di carattere morale dell’Occidente. Ecco il problema. Per questo, davanti alle sfide della nostra epoca, dobbiamo riscoprire le nostre radici. È una rivoluzione interiore, che coinvolge l’anima e il cuore di ciascuno. Dove l’arma che abbiamo, come per Josip, è una sola: il desiderio di conoscere il vero». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabrizio Rossi, su "Avvenire" del 22 luglio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-3214412760397141987?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/3214412760397141987/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=3214412760397141987' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3214412760397141987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/3214412760397141987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/08/michael-obrien-torna-in-libreria-con.html' title='Michael O&apos;Brien torna in libreria con &quot;L&apos;isola del mondo&quot;'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoqYRXxkMzI/AAAAAAAABGs/zIpcw_1rdmA/s72-c/L%27isola+del+mondo+OBrien.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-2930975720730152472</id><published>2009-08-14T12:42:00.007+02:00</published><updated>2009-08-20T23:09:57.871+02:00</updated><title type='text'>Maxi promozione della casa editrice ARES</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoU_-XXEOUI/AAAAAAAABGk/Mti36FTtAdo/s1600-h/pacco_regalo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 125px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoU_-XXEOUI/AAAAAAAABGk/Mti36FTtAdo/s320/pacco_regalo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5369768471364385090" /&gt;&lt;/a&gt; Su tutti i libri disponibili in catalogo è attivo uno &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SCONTO DEL 50% FINO AL 31 AGOSTO&lt;/span&gt;. La promozione è attiva solo per acquisti su www.ares.mi.it.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-2930975720730152472?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/2930975720730152472/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=2930975720730152472' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2930975720730152472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/2930975720730152472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/08/maxi-promozione-della-casa-editrice.html' title='Maxi promozione della casa editrice ARES'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/SoU_-XXEOUI/AAAAAAAABGk/Mti36FTtAdo/s72-c/pacco_regalo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1501074497779209864</id><published>2009-08-04T09:57:00.066+02:00</published><updated>2009-08-14T12:53:16.244+02:00</updated><title type='text'>Omosessualità &amp; normalità. Colloquio con Joseph Nicolosi</title><content type='html'>Ho ricevuto duri commenti da parte di un lettore per il &lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2009/06/van-den-aardweg-e-lomosessualita-nessun.html"&gt;post sullo psicologo Gerard van den Aardweg&lt;/a&gt;. Questo lettore non aveva esitato ad esprimere tutto il suo disprezzo verso noi “ipocriti cattolici”, già in occasione della pubblicazione di un altro post sulla terapia riparativa di Joseph Nicolosi.&lt;br /&gt;Riassumo di seguito il senso dei commenti, che poi sono tipici di ogni buon promotore dell’ideologia omosessualista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dato che l’omosessualità è un orientamento che ha origini genetiche ampiamente dimostrate dalla scienza [non è un’esagerazione, dice proprio così, ndr], la terapia di quegli studiosi che considerano l’omosessualità come innaturale non è scientifica, bensì ideologicamente motivata. Ora - continua il commentatore -, sempre perché omosessuali si nasce, non è nemmeno verosimile che qualcuno possa soffrire per avere tendenze omosessuali. Infatti, di fronte al caso di chi vive con forte disagio la propria omosessualità, il problema ce l’ha … l’esperto che non aiuta quella persona ad accettarsi così com’è!!! Specialista serio e competente è, invece, quello che si adopera nel persuadere che la sofferenza deriva dai condizionamenti sociali e culturali!!! Rispettando un collaudato cliché, il commentatore non risparmia bacchettate alla Chiesa, che non solo si ostina a considerare l’omosessualità come un disordine morale, ma guarda anche con favore al lavoro di “pseudo-studiosi” [sono ancora parole sue, ndr] impegnati  a spiegare le cause psicologiche e familiari della stessa. In sintesi, la visione dell’omosessualità come orientamento innaturale ma reversibile è viziata da “superstizione religiosa” e incompetenza scientifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le argute osservazioni del lettore si commentano da sole. Qualche risposta si può trovare in un &lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2007/03/paolo-guzzanti-difende-i-gay-ma.html"&gt;post&lt;/a&gt; che scrissi più di due anni fa, nonché in &lt;a href="http://etendard.blogspot.com/2007/04/mi-sciroppo-lultimo-libro-di-j-nicolosi.html"&gt;quest’altro&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Mi limito qui a far notare una caratteristica che accomuna chi abbraccia l’ideologia omosessualista: il disprezzo e l’intolleranza verso studiosi e dati scientifici che vanno in direzione del tutto contraria, ancor più se questi dati scientifici si traducono in una terapia che favorisce il superamento dell’omosessualità. Detto in altri termini, i fautori dell’ideologia omosessualista vogliono mettere a tacere chi non si adegua, meglio, non si assoggetta alla loro “verità”.&lt;br /&gt;Incoraggiato da tanta apertura mentale e sensibilità democratica, riporto un’intervista a Joseph Nicolosi, pubblicata, ancora una volta, su di una rivista cattolica. Il mio obiettivo, come sempre, è quello di offrire qualche stimolo di riflessione. A beneficio di chi? Bé, certamente non di chi si è convinto che l’orientamento omosessuale è faccenda biologica ampiamente dimostrata dalla scienza. Come si dice, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;Omosessualità &amp; normalità. Colloquio con Joseph Nicolosi&lt;br /&gt;(a cura di Roberto Marchesini, su “Studi Cattolici” n. 525, novembre 2004, pp. 830 – 832)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dott. Joseph Nicolosi si occupa da diversi anni di terapia riparativa &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snf4UXjmTrI/AAAAAAAABGM/cE97JXrO1T0/s1600-h/joseph+nicolosi.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 193px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snf4UXjmTrI/AAAAAAAABGM/cE97JXrO1T0/s200/joseph+nicolosi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366030509839634098" /&gt;&lt;/a&gt;dell’omosessualità; è cofondatore e direttore dell’Associazione Nazionale per la Ricerca e la Terapia dell’Omosessualità (NARTH), membro dell’Associazione Psicologica Americana, autore di numerosi libri e articoli scientifici. In italiano sono disponibili i seguenti volumi: JOSEPH NICOLOSI, Omosessualità maschile, un nuovo approccio, Milano, Sugarco Edizioni, 2002; JOSEPH NICOLOSI, LINDA AMES NICOLOSI, Omosessualità: una guida per i genitori, Milano, Sugarco Edizioni, 2003. Il sito del NARTH, sul quale è disponibile materiale in italiano, ha il seguente URL: http://www.narth.com/. Roberto Marchesini ha intervistato Joseph Nicolosi per i nostri lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dottor Nicolosi, cos’è l’omosessualità?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’omosessualità è un sintomo di un problema emotivo e rappresenta bisogni emotivi insoddisfatti dall’infanzia, specialmente nella relazione con il genitore dello stesso sesso. In altre parole: per il ragazzo che non ha avuto una connessione emotiva con il padre, e per la ragazza che non ha avuto attenzione emotiva da parte della madre, questo può indurli a sviluppare un sintomo di attrazione verso il proprio sesso, o omosessualità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;L’omosessualità è “normale”? E cosa è “normale”?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Io non penso che l’omosessualità sia normale. La popolazione omosessuale è circa il 2 %, 1.5–2 %. Perciò statisticamente non è “normale” nel senso che è molto diffusa. Oltre a questo, non è nemmeno normale in termini di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;natural design&lt;/span&gt; (1). Quando parliamo di legge naturale, e della funzione del corpo umano… quando guardiamo alla funzione del corpo umano, l’omosessualità non è normale. E’ un sintomo di qualche disordine. La normalità è ciò che adempie ad una funzione in conformità al proprio design; questo è il concetto di legge naturale – e in questo senso l’omosessualità non può essere normale, perché l’anatomia di due uomini, i corpi di due uomini, o due donne, non sono compatibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quali sono le cause dell’omosessualità? Ed esiste &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snh53G7b4CI/AAAAAAAABGU/URTEnxHBML8/s1600-h/nicolosi1.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 122px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snh53G7b4CI/AAAAAAAABGU/URTEnxHBML8/s200/nicolosi1.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366172943671615522" /&gt;&lt;/a&gt;una causa genetica?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Come ho detto, le cause dell’omosessualità risalgono all’auto-percezione del bambino o della bambina nella prima infanzia. Il ragazzo ha bisogno di un legame con suo padre per sviluppare la sua sostanziale identità maschile, la ragazza ha bisogno di un attaccamento emotivo o legame con sua madre per sviluppare la sua femminilità. E’ il senso di genere che determina l’orientamento sessuale; in altre parole, quando un ragazzo si sente sicuro della sua mascolinità, è naturalmente attratto dalle femmine. E la stessa cosa è vera anche per le femmine: quando una giovane ragazza si sente sicura della sua identità femminile, sarà naturalmente attratta dai ragazzi. L’omosessuale è la persona che è carente o mancante nel senso di genere, e perciò cerca di rimediare, o cerca un rimedio attraverso altre persone. Questa spinta diventa sessualizzata, ecco perché essi manifestano il sintomo dell’omosessualità.&lt;br /&gt;Si fa un gran parlare circa le cause genetiche [dell’omosessualità] e più o meno vent’anni fa negli Stati Uniti si parlava in continuazione di “gene gay”, o di “cervello gay”… ma nessuno studio ha dimostrato questa cosa. Infatti gli attivisti gay negli Stati Uniti non parlano più così tanto di basi biologiche o genetiche, perché nessuno studio lo ha dimostrato e ha offerto un simile riscontro. Sono molto più evidenti le cause familiari e ambientali, specialmente quella che noi chiamiamo la “classica relazione triadica” (2) costituita per il ragazzo da un padre distante, distaccato e critico, da una madre ipercoinvolta, intrusiva e talvolta dominante e da un ragazzo costituzionalmente sensibile, introspettivo e raffinato che è esposto ad un rischio maggiore di sentirsi carente nell’identità sessuale. Noi vediamo questo schema continuamente.&lt;br /&gt;Noi riconosciamo che in molte persone c’è una predisposizione costituzionale all’omosessualità, ma è cosa diversa da una pre-determinazione, o da una “causa” diretta. Cioè, il ragazzo può essere costituzionalmente incline all’omosessualità, nei termini della sua costituzione passiva o delicata, e nella sua difficoltà nel creare un legame con il padre e nel sentirsi fiducioso nei confronti del mondo maschile, ma è necessaria la “classica relazione triadica” ambientale per creare un problema omosessuale a un ragazzo con questa costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Qual è la differenza tra “gay” e “omosessuale”?&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snh6PPmSJiI/AAAAAAAABGc/Poj7qHjW65k/s1600-h/nicolosi2.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snh6PPmSJiI/AAAAAAAABGc/Poj7qHjW65k/s200/nicolosi2.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5366173358315677218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E’ essenziale fare questa importante distinzione tra gay e omosessuali. Gli attivisti gay vorrebbero che noi credessimo che tutti gli omosessuali sono gay. Infatti, persino la gerarchia della Chiesa Cattolica crede che le persone omosessuali siano “gay”. Noi non crediamo che essi siano gay. La parola “gay” indica una identità socio-politica.&lt;br /&gt;Omosessuale, invece, è semplicemente una descrizione di un problema psicologico, di un orientamento sessuale.&lt;br /&gt;Le persone che vengono nella nostra clinica, che cercano un aiuto, hanno un problema omosessuale, ma rifiutano l’etichetta di gay. Non vogliono essere chiamati “gay” perché non si riconoscono in quella identità socio-politica e con lo stile di vita gay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il movimento gay è un movimento per i diritti umani?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Da un certo punto di vista lo è, è un movimento per i diritti umani, o per i diritti civili, perché tutte le persone, non importa quale sia il loro orientamento sessuale, devono godere dei loro diritti civili – comunque questo non significa che la società debba ridefinire il matrimonio; questo è un altro argomento e va oltre lo scopo di questa conversazione.&lt;br /&gt;Noi crediamo che molti attivisti gay hanno usato la questione dei diritti civili o delle libertà civili come un modo per opprimere persone che stanno cercando di cambiare, persone che stanno cercando di uscire dall’omosessualità. C’è una intera popolazione di individui che sono uscite o che stanno uscendo dall’omosessualità, e questo fatto è una minaccia per gli attivisti gay, e gli attivisti gay stanno tentando di sopprimere e far passare sotto silenzio questo punto di vista, questa popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I ricercatori dicono che gli omosessuali soffrono molto. La causa di questa sofferenza è l’omosessualità o l’omofobia sociale?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo che ci sia della sofferenza per le persone omosessualmente orientate nella società, perché la cultura gay è minoritaria in questa società e perché gli obiettivi sociali del movimento gay costituiscono una minaccia per il corpo sociale perché i gay vogliono ridefinire il matrimonio, la natura della genitorialità, e la norma sociale fondamentale circa il sesso e il genere, perciò la società ha resistito alla normalizzazione dell’omosessualità e alla visibilità dei gay. E riconosciamo che questo sia difficile per le persone che si identificano come gay.&lt;br /&gt;Comunque, ciò di cui non si parla è il disordine intrinseco nella condizione omosessuale.&lt;br /&gt;Noi crediamo che l’omosessualità sia intrinsecamente disordinata (3), e contraria alla vera identità dell’individuo; e molti dei sintomi dei quali soffrono le persone gay e lesbiche non sono causate dall’omofobia sociale ma perché la condizione stessa è contraria alla loro vera natura.&lt;br /&gt;Moltissimi studi mostrano che gli omosessuali sono più infelici, depressi, predisposti a tentativi di suicidio, hanno relazioni povere, sono incapaci di sostenere relazioni a lungo termine, hanno comportamenti autolesionistici e disadattati. Ma non si può semplicemente dire che tutto ciò sia causato dall’omofobia della società. In parte lo è; ma io credo che la maggior parte della sofferenza sia dovuta alla natura disordinata della stessa omosessualità – perché contrasta la nostra natura umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il cambiamento è possibile?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il cambiamento è davvero possibile. Noi vediamo sempre più individui che vogliono farsi avanti pubblicamente e dare la loro testimonianza. Cinque anni fa sarebbe stato molto difficile trovare un ex omosessuale che volesse esporsi, ma fortunatamente oggi uomini e donne che erano dichiaratamente gay e lesbiche, che vivevano lo stile di vita gay, ora vogliono discutere apertamente del loro processo di cambiamento. Molti di loro sono sposati con bambini, e gli era stato detto che non avevano altra scelta che essere gay, e che avevano un gene dell’omosessualità, e che dovevano imparare ad accettarlo, ma queste persone sono state capaci di andare a fondo nelle cause della loro attrazione verso il proprio sesso. E allora hanno scoperto che molte delle loro sofferenze erano dovute a cause emotive. E quando questi bisogni emotivi sono stati riconosciuti onestamente e soddisfatti in maniera sana, il loro desiderio omosessuale è diminuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cos’è la terapia riparativa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La terapia riparativa è un particolare tipo di psicoterapia che è applicata agli individui che vogliono superare la loro attrazione omosessuale. E’ una terapia particolare che guarda alle origini e alle cause di questa condizione, che aiuta il cliente a comprendersi, insegnandogli a capire cosa è successo nella sua infanzia, a capire gli eventi particolari che gli sono accaduti, specialmente nei termini delle relazioni con sua madre e suo padre, e ad andare oltre a tutto ciò… a sostenere il cliente nel creare quelle nuove relazioni che sono sane, che sono benefiche, e che compensano il vuoto emotivo che si è creato nel suo sviluppo.&lt;br /&gt;La terapia riparativa studia davvero a fondo le tecniche che sono più efficaci nel diminuire l’omosessualità di una persona e a sviluppare il suo potenziale eterosessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Quali sono le basi teoriche della terapia riparativa?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Fondamentalmente la terapia riparativa inizia, teoricamente, con la terapia psicodinamica, ossia quella che studia le forze inconsce che governano il comportamento delle persone. Dal punto di vista teorico noi crediamo che i bisogni emozionali non soddisfatti vengano espressi indirettamente sottoforma di sintomi, e nel caso dell’omosessualità come attrazione omosessuale; ma che l’omosessualità non riguardi davvero il sesso, quanto piuttosto il tentativo di acquistare soddisfazione emotiva e identificazione, completamento, attraverso il comportamento sessuale; tentativo che però non funziona, ed è questo il motivo per cui le persone vengono da noi.&lt;br /&gt;Molti degli sviluppi teorici sono basati sulla teoria psicodinamica classica: noi usiamo molti concetti freudiani – come è noto, Freud (4) pensava che l’omosessualità fosse un disordine dello sviluppo, e che fosse una condizione che potesse essere soggetta a trattamento.&lt;br /&gt;Anche se lo stesso Freud fu un difensore dei diritti dei gay, credeva che il trattamento dovesse essere disponibile per quelli che volevano cambiare, e noi seguiamo la stessa linea di tradizione.&lt;br /&gt;Noi usiamo anche molto della “teoria dell’attaccamento” di John Bowlby (5), di quella delle relazioni oggettuali (6) e della self-psychology (7), molto popolare negli Stati Uniti. Noi lavoriamo anche con la famiglia d’origine, aiutando il paziente a comprendere le sue relazioni con la sua famiglia, il suo ruolo nella famiglia, e come il posto da lui occupato nella struttura familiare lo ha condotto al fallimento nella acquisizione del proprio genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note.&lt;br /&gt;(1) Il termine design, difficilmente traducibile, può essere reso con scopo, progetto, modello. Si tratta del concetto tomista di “natura”: è l’essenza in relazione alla funzione o attività della cosa.&lt;br /&gt;(2) Cfr. IRVING BIEBER e coll, Omosessualità, Roma, “Il Pensiero Scientifico” Editore, 1977.&lt;br /&gt;(3) Cfr. “Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa deve essere considerata come oggettivamente disordinata”, Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali, § 3, 01/10/1986.&lt;br /&gt;(4) Sigmund Freud (1856–1939), fondatore della psicoanalisi.&lt;br /&gt;(5) John Bowlby (1907–1990), psicoanalista e psichiatra infantile, sviluppò la “teoria dell’attaccamento” sul legame affettivo tra la madre e il bambino.&lt;br /&gt;(6) La “teoria delle relazioni oggettuali” riguarda lo studio delle relazioni tra il soggetto e persone esterne reali, immagini e residui di relazioni con esse e del significato di esse per il funzionamento psichico. Tra i principali interpreti di questo approccio si ricordano Melanie Klein (1882 - 1960), William Ronald Dodds Fairnbairn (1889-1964) e Donald Woods Winnicott (1896-1971).&lt;br /&gt;(7) Elaborata, a partire dalla psicoanalisi freudiana, da Heinz Kohut (1913–1981), la self-psychology (o psicologia del sé) individua in una inadeguata relazione bambino – adulto lo sviluppo di un sé narcisistico.&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16086333-1501074497779209864?l=etendard.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://etendard.blogspot.com/feeds/1501074497779209864/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16086333&amp;postID=1501074497779209864' title='11 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1501074497779209864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16086333/posts/default/1501074497779209864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://etendard.blogspot.com/2009/08/omosessualita-normalita-colloquio-con.html' title='Omosessualità &amp; normalità. Colloquio con Joseph Nicolosi'/><author><name>etendard</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06808800965917132975</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_DSfeiOyX4Sc/Snf4UXjmTrI/AAAAAAAABGM/cE97JXrO1T0/s72-c/joseph+nicolosi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16086333.post-1170734767595700294</id><published>2009-08-02T12:58:00.002+02:00</published><updated>2009-08-03T22:04:00.587+02:00</updated><title type='text'>Perché Repubblica strattona la Chiesa</title><content type='html'>Antonio Socci su &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libero&lt;/span&gt; del 30 Luglio 2009&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;E’ in corso un assedio da parte di Repubblica alla Chiesa. Proponendosi come pii e austeri custodi della morale sessuale cattolica, i censori   di Ezio Mauro ed Eugenio Scalfari, paladini della più rigorosa castità, anche ieri hanno “sparato” un editoriale di Adriano Prosperi (specializzato in sgangherati attacchi anticlericali) per inventarsi, nientemeno, una “Chiesa che punta il dito sulla moralità del premier”. Come loro vorrebbero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ da qualche settimana infatti che va avanti questo bombardamento sulle gerarchie episcopali per ottenere da loro “una chiara parola di condanna dell’immonda spazzatura che dalla vita privata del presidente del Consiglio trabocca sul paese”. Per ora Repubblica ha ottenuto solo qualche strillo isolato, perlopiù di personalità politicizzate. Così ora cerca di amplificare e piegare alle proprie pretese qualche garbata nota di richiamo alla morale pubblica apparsa su Avvenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente Repubblica ha tutto il diritto di fare la sua battaglia politica contro Berlusconi e sui fatti che gli addebitano, ma cosa c’entra la Chiesa? E cosa c’entrano loro con la Chiesa? Questo strattonamento alla Chiesa, sebbene ridicolo (perché proviene dal giornale che di solito, sulle questioni di interesse generale, pretende di zittire i vescovi in nome della laicità), va compreso bene da noi cattolici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti è molto più di un tentativo di strumentalizzazione politica della Chiesa. E’ molto più di un tentativo di trasformare i vescovi in camerieri della lobby di Repubblica per la condanna dell’odiato Berlusconi. E’ un attacco alla dottrina cattolica stessa sul tema più delicato, quello del peccato e della grazia, che è al cuore della storia cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In parole povere, da duemila anni la Chiesa, seguendo il comportamento e il  comandamento di Gesù, condanna con nettezza e decisione il peccato, ma, a braccia spalancate, chiama a sé e accoglie il peccatore e fa festa per il suo ritorno. Ora Repubblica vuole spazzar via quanto Gesù ha comandato per esigere la condanna del peccatore (uno solo: Berlusconi) e l’accoglienza del peccato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, perché Repubblica è sempre stata tra gli alfieri ideologici della cosiddetta rivoluzione sessuale, della secolarizzazione dei costumi, è sempre stato il giornale che più pesantemente ha bombardato contro l’insegnamento morale della Chiesa in materia sessuale e sulle questioni limitrofe del divorzio, dell’omosessualità, dell’aborto, della contraccezione, dei sacramenti ai divorziati. Vi risulta che Repubblica, Mauro, Scalfari e compagnia abbiano mai fatto una battaglia pubblica – sul piano morale e culturale – contro la “rivoluzione sessuale”, contro l’adulterio, contro i rapporti prematrimoniali, contro il divorzio, l’aborto e la pillola? Vi risulta che abbiano mai fatto analoghe crociate per la fedeltà coniugale, per la castità, per la riscoperta della verginità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me no. Potrò sbagliarmi, ma non ho mai visto Scalfari e Mauro tenere conferenze di elogio per la Humanae vitae o per Santa Maria Goretti davanti a una platea di femministe (eppure quella ragazzina è una vera eroina del nostro tempo assatanato). La lobby dell’Espresso e di Repubblica è – per definizione – la portabandiera della rivoluzione radicale e “libertaria” e ha sempre coperto di sarcasmi o attacchi i pochi anticonformisti che vivevano una cultura controcorrente, che resistevano ai comandi del “nuovo potere” e gustavano una diversa percezione della vita. Ricordo quanti irridenti articoli sono toccati a noi giovani ciellini che – negli anni del sesso mordi e fuggi – imparammo, per grazia, da don Giussani a guardare le nostre ragazze con uno sguardo diverso: poetico e non da assatanati consumatori finali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il salotto Espresso-Repubblica ha sempre vantato come proprio merito storico quella laicizzazione che ha portato all’Italia “del divorzio e dell’aborto”, all’Italia del sesso disinvolto, all’Italia “emancipata” dal Vaticano e dalla sua “morale repressiva”. Ora si vorrebbe sapere dunque con quale criterio e quale faccia, proprio quella lobby non solo si metta a dar lezione di “morale repressiva” alla Chiesa, ma soprattutto pretenda che la Chiesa condanni il peccatore, anzi “un” peccatore, uno solo, per nome e cognome, oltretutto assolvendo il peccato. Perché non risulta che Mauro, Scalfari e compagnia chiedano la condanna dell’adulterio e del “sesso laico”, chiedono solo la condanna del loro Nemico. Insomma pretenderebbero una morale sessuale “ad personam” (dopo aver criticato le “leggi ad personam”), che valga esclusivamente per Berlusconi e non per loro o per tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo. I salotti dell’Espresso e di Repubblica, da decenni, esaltano Giovanni XXIII (un papa Roncalli che trasformano a proprio uso e consumo) perché nella “Pacem in terris” ha insegnato a distinguere tra l’errore e l’errante, tra un’ideologia sbagliata (da condannare) e gli uomini concreti con cui dialogare. Siccome in quel caso egli parlava dei comunisti a lorsignori va benone. Se invece la stessa logica si applica a Berlusconi deve essere rifiutata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peraltro costoro non sanno che quella distinzione fra errore ed errante che viene attribuita a papa Roncalli come se egli avesse portato una novità nella Chiesa, è in realtà una citazione che papa Giovanni fece di Pio XII, proprio di un suo testo sul comunismo (vedi Andrea Tornielli, Pio XII, pp. 496-497). Sì, quella distinzione fra ideologia comunista e uomini concreti che vi aderiscono appartiene al papa più detestato dal mondo progressista. Ed è un principio che da sempre appartiene alla Chiesa: lo si trova già nel discorso di Paolo III di inaugurazione del Concilio di Trento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bistrattata Chiesa, a cui oggi Repubblica imputa – incredibilmente – di essere troppo lassista sulle questioni di morale sessuale, in realtà, senza trattare nessuno da “pubblico peccatore” (perché “pubblicani e prostitute vi precedono nel Regno dei cieli”), da sempre continua – come da comandamento divino – a condannare tutti i peccati, commessi da tutti, a mostrarne la triste degradazione, a lamentare la mercificazione dell’uomo e della donna, ma ad accogliere ogni peccatore ed esortarlo a gustare la bellezza del perdono del Padre e la sua pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se lorsignori si fossero degnati di ascoltarla, anziché di irriderla, si sarebbero accorti che la Chiesa, ben prima di loro e ben più profondamente, da anni – almeno dalla Humanae vit
